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giovedì 20 novembre 2025

Gli antichi sciamani toltechi svelano come l’uomo ha perso il suo potere

In Messico le civiltà precolombiane avevano un livello di coscienza e di consapevolezza molto elevato, erano in contatto con la loro vera natura e vedevano chiaramente la struttura dell’universo.

In tempi molto precedenti alla conquista spagnola gli sciamani Toltechi percepivano il mondo come energia.

Nel loro stato di consapevolezza intensificata vedevano attraverso la vista interiore, scoprendo che l’universo e gli esseri che lo popolano sono un insieme di campi energetici. La vera natura dell’energia è pura consapevolezza e per questo la nostra energia va dove mettiamo l’attenzione: nutrire pensieri limitanti e negativi rafforza quindi tale realtà. 

Le nostre azioni dipendono da quanta energia abbiamo a disposizione: maggiore sarà la nostra disponibilità energetica e più forte sarà l’intensità della nostra consapevolezza, fino a giungere a spezzare la barriera della percezione limitata e ristabilire il nostro naturale collegamento con l’infinito.

Praticamente è quello che la fisica quantistica sta affermando: la separazione è un’illusione, tutto è energia che appare come ologramma, e questo tutto è unificato e intessuto dalla Coscienza. ...

giovedì 17 agosto 2023

Un bravo scienziato deve anche essere crudele?

di Francesco Lamendola 

Lo studio della natura comprende lo studio delle forme viventi; e lo studio delle forme viventi implica che, per arrivare a conoscere tutti i segreti della loro fisiologia, è necessario sezionare i cadaveri. 

Né questo è ancora sufficiente: l’ideale, per comprendere il funzionamento dei singoli organi, sarebbe quello di poter sezionare i corpi ancora viventi: come del resto gli scienziati hanno fatto, per secoli, con gli animali da laboratorio, e come facevano nell’antichità con i gladiatori morenti e in genere con i condannati a morte.

È lo stesso principio del trapianto degli organi: per essere espiantato, un organo deve essere ancora perfettamente funzionante; e per essere ancora perfettamente funzionante, bisogna che l’organismo cui appartiene sia ancora vivo.

Sgradevole verità, ma pur sempre verità. 

Per questo la medicina contemporanea ha messo in circolazione la nozione di morte cerebrale: per far credere che, una volta arrestate le funzioni del cervello, il corpo è morto, e si può quindi procedere all’espianto degli organi per salvare altre vite che si trovano in pericolo, o comunque per beneficiare altri individui. Ma è una mezza verità e anche meno di mezza.

La morte cerebrale non coincide con la morte dell’individuo, con la morte totale; la morte vera sopraggiunge quando il cuore cessa di pompare il sangue, irradiando l’intero organismo. E infatti, se il cuore smette di pompare, gli organi deperiscono in un tempo rapidissimo e non sono più idonei al trapianto: non servono più a nulla ...

giovedì 18 maggio 2023

Accettazione radicale: la tecnica per alleviare la sofferenza

 
Immagina per un momento di aver cercato un appartamento per mesi e di trovare finalmente quello dei tuoi sogni. Parli con il proprietario e ti dice che ti farà sapere non appena gli inquilini lasceranno la casa. 
Aspetti una settimana, un altra e un altra ancora, finché non decidi di tornare sul posto per scoprire cosa succede. 
In quel momento trovi il proprietario che sta firmando un contratto di locazione con un’altra coppia. Ti arrabbi e glielo dici, ma lui alza le spalle ignorando la situazione. 

Pensi che questo non dovrebbe accadere. Non è giusto! Ma è successo, e non importa quanto ti arrabbi, non puoi cambiarlo.

Senza dubbio, è difficile accettare qualcosa che non va come vorresti, ma è ancor più difficile non accettarlo
Non accettare il dolore causa una sofferenza maggiore perché non è altro che l’interpretazione che diamo al dolore e alle circostanze che lo producono. 
In situazioni di questo tipo è molto più utile praticare l’accettazione radicale ...

lunedì 15 maggio 2023

Non dovete scegliere tra la felicità e l'essere informati

Sembra strana questa affermazione, ma nella maggior parte dei casi le persone non vogliono sapere perché non vogliono provare emozioni negative.

di Caitlin Johnstone

In questo spazio scrivo di cose davvero brutte e cupe, ed è frequente ricevere manifestazioni di disperazione in risposta agli argomenti su cui mi concentro.

È perfettamente comprensibile. Non solo il nostro mondo sta precipitando verso l’armageddon nucleare e il collasso ambientale, mentre l’autoritarismo crescente minaccia la nostra capacità di parlare di queste cose tra di noi, ma la maggior parte delle persone è completamente ignara di tutto questo. Anche le persone relativamente impegnate politicamente tendono a credere che i maggiori problemi della società siano cose come gli spettacoli di drag queen o il sexismo, e in genere sostengono una delle due fazioni politiche mainstream che ci stanno portando entrambe verso la distruzione.

E questo ovviamente perché viviamo in una distopia controllata dalla mente, dove tutto è falso e stupido. 

La civiltà occidentale è dominata da una struttura di potere che ha investito più pesantemente nel “soft power” (manipolazione psicologica di massa) di qualsiasi altra struttura di potere nella storia. Questo potere pervade i nostri media, i nostri servizi internet, la nostra arte – letteralmente tutta la cultura mainstream ...

venerdì 5 maggio 2023

Rassegnazione, quando la disperazione ci sprofonda nel conformismo

"La rassegnazione è un suicidio quotidiano" scriveva Balzac. E non aveva torto. 

Quando la vita ci colpisce duramente e i problemi si accumulano, possiamo pensare che la rassegnazione sia l’unica alternativa. 
Crediamo di non avere altra scelta che stringere i denti e rassegnarci alla sfortuna.

Ma la rassegnazione non allevia la sofferenza, piuttosto la perpetua immergendoci in una visione pessimistica. 

Infatti, uno studio condotto presso l’Università del Manitoba ha scoperto che le persone che rispondono con rassegnazione a una diagnosi di cancro hanno un rischio maggiore di soffrire disturbi psicologici a lungo termine ...

sabato 18 marzo 2023

Pesce di allevamento: facciamo chiarezza!

 
Quando gli italiani decidono di mangiare pesce, esiste una buona probabilità che sulla loro tavola, così come al ristorante, ci sia un prodotto di allevamento.

di Staff Pescheria degli Artisti

Si stima che in Italia il pesce catturato rappresenti solo il 30% del pesce consumato

Questo perchè i pesci allevati presentano diversi vantaggi per il consumatore, dal prezzo (generalmente accessibile) alla facile reperibilità e alla disponibilità pressochè costante, giusto per citare i più evidenti.

Ora, una delle le domande che mi sento porre più spesso dai miei clienti è:

“Alex ma il pesce di allevamento è da evitare?” ...

venerdì 10 febbraio 2023

Trovare il coraggio di dire addio per crescere

 Quante volte la vita vi ha obbligati a dire addio a qualcuno? In realtà, non contano le volte in cui l’avete fatto, ma è essenziale capire che nel corso della nostra vita è necessario rompere più di un legame, anche se ci può far soffrire.

Dire addio significa crescere, ci permette di ritrovare noi stessi quando, per un motivo o per l’altro, qualcuno o qualcosa ci stava allontanando dai valori fondamentali della felicità e l’equilibrio con noi stessi.

Ti dico addio perché so che non hai più bisogno di me, perché non sono la tua priorità, perché i tuoi vuoti mi riempiono di carenze e perché, anche se non l’abbiamo mai detto ad alta voce, sappiamo bene che ci siamo già salutati da tempo...

Non permettetevi mai di essere deboli e correre dietro a qualcuno che non ha bisogno di voi o sa già dove trovarvi. Se lo fate, vi state soltanto facendo del male da soli; state danneggiando la vostra autostima e, allo stesso tempo, state dando un grande potere a qualcuno che ha tra le mani la chiave della vostra infelicità...

venerdì 4 febbraio 2022

Pregiudizi sul sesso


di Davide Ragozzini

Cos’è la sessualità? Mi sono chiesto come potevo iniziare questo capitolo dandone una buona definizione, ne riporto una meravigliosa della "Organizzazione Mondiale della Sanità":

"La sessualità è un bene della persona che si può vivere anche in coppia all'interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di sé e degli altri".

Quindi la sessualità è un aspetto molto importante della nostra vita, che da una parte ha la caratteristica di possedere l’esigenza di una buona crescita per poterla vivere appieno e dall’altra, come in un gioco di specchi, ci offre molte possibilità di crescita. 

Già da queste poche righe capiamo l’importanza di come dovremmo tenerla in considerazione per fare in modo che cresca insieme a noi sana e serena ...

sabato 20 febbraio 2021

Ognuno è ciò che mangia

Gioco-giogo antico fra padroni e schiavi: la madre di tutti i mondi economici che nel tempo si possano immaginare.

di Alberto Roccatano

Nelle terre oltre atlantico, “scoperte” da Cristoforo Colombo molte genti trovarono fortuna e tanta terra per mantenersi liberi.
Accadde poi che la cura personale della terra, da cui trarre sostegno alimentare, venne considerato disdicevole se si avevano i “mezzi” per comprare schiavi a cui affidare la cura della terra e dei raccolti per conto del “padrone”.

Credo che questo abbandono della cura personale del cibo per sostenere il proprio corpo sia l’errore fondamentale a cui si legano tutti gli altri errori che danno, variegata errata, forma alle società moderne disaggregate e disaggreganti. 

Sembra una maledizione del cielo quella che colpisce le società che si strutturano nel gioco-giogo antico fra padroni e schiavi. 
Invece, non ha nessun bisogno di intervenire il celato cielo; gli abitanti della terra sembrano non riconoscere in quel gioco-giogo antico la grande madre di tutti i mondi economici più sofisticati che nel tempo che scorre inesorabile si possano immaginare...

domenica 3 gennaio 2021

Accettazione e Distacco

di Luciana Mologni

Mi sono fatta una domanda, quante volte io ho accettato di buon grado ciò che la vita mi manda: la risposta è “MAI”; eppure la crescita individuale passa attraverso l’accettazione, al meglio delle nostre possibilità, di quello che la vita ci fa incontrare.

La non accettazione porta inevitabilmente alla sofferenza: il solo sentire questa parola ci crea uno stato di disagio o addirittura di rifiuto; gli atteggiamenti che scaturiscono sono diversi, passano dalla ribellione alla rassegnazione e infine ad un ‘accettazione.

La prima fase davanti ad una situazione difficile e non trasformabile si manifesta con la ribellione, le nostre emozioni in questo caso sono ancora dominate dalla personalità, ci sentiamo impotenti davanti ad una situazione non voluta e non controllata da noi, questo ci fa imbestialire, usiamo tutti i mezzi per cercare di dominarla, verifichiamo tutti gli aspetti e proviamo in tutti i modi a cambiarla.

La seconda fase, davanti all’inevitabile, scatta nella rassegnazione: anche se di fondo la rabbia permane, ancora non siamo convinti che non si possa sanare una situazione, non riusciamo ad accettare perché al termine accettazione diamo ancora il significato di rassegnazione passiva, di debolezza, di rinuncia ...

martedì 30 giugno 2020

Il lato positivo

Spesso mi viene chiesto come mai, scoprendo i tanti lati negativi della realtà di questo mondo, si possa riuscire a non sprofondare nella depressione più nera.
Intanto esistono anche i lati positivi, e di questo tratta l'articolo che riporto qui sotto.
Il segreto è nella distanza del punto di osservazione: vicino al proprio centro per quanto riguarda se stessi e nello stesso tempo molto ampio per quanto riguarda la realtà "esterna" osservata.

Non ci si può deprimere quando si vede più chiaramente ciò che succede, nel negativo e nel positivo. La comprensione procura un senso di leggerezza e di limpidezza che, invece di paralizzarci e rinchiuderci nella paura, ci dona nuova energia per agire. 
Invece di cadere nella rabbia o la disperazione, che sono emozioni spesso inutili e controproducenti (benché talvolta inevitabili), una crescente consapevolezza di se stessi e della realtà del mondo circostante ci regala una serenità che ci consente di agire (scelta libera), e non solo di re-agire (automatismo).

Un'umanità che si rassegna a vivere nella paura, l'odio e la sottomissione piuttosto che nell'azione responsabile, nell'amore e in libertà, dovrebbe fermarsi un attimo e fare il punto. 

Una specie che si ritiene intelligente ma che trova un illusorio rifugio nell'ignoranza e nell'indifferenza, grossolanamente ma efficacemente compensate con beni materiali - spesso poco più che gadget tecnologici - e che distrugge poco a poco un habitat naturale con il quale una parte di essa sta perdendo il contatto, ignorando o sfruttando la parte restante che ancora tenta di viverlo, non potrà certo campare eternamente.
E io lo scrivo anche per me stessa. Per tenerlo ben presente ..
Catherine 


C’è sempre un lato positivo nelle cose, e vale sempre la pena scoprirlo, senza rimanere in balia di eventi che cercheremo di allontanare, e che finiremo per giudicare.
Non abbiamo scampo, e quando pensiamo di averlo, forse non siamo supportati da una coscienza che ci mostri la reale portata di ciò che stiamo vivendo ...

giovedì 30 aprile 2020

Perché credo che dobbiamo considerare il c.d. coronavirus una novità della Storia molto positiva

di Felice Lima

Il c.d. Coronavirus è una grande opportunità per prendere coscienza del rapporto che abbiamo con la realtà.
La mia modesta opinione è che avere un corretto rapporto con la realtà – che non significa “conoscere la verità” – sia il più importante ed efficace strumento per cercare la felicità.

Il soggettivismo e il relativismo dei quali il nostro tempo è intriso ci hanno affrancati dal dogmatismo e resi più liberi, ma purtroppo ci hanno rinchiusi nel nostro mondo interiore.

Lo sfacciato sdoganamento etico dell’egoismo e dell’edonismo hanno aggravato la nostra condizione, riducendoci a dei di noi stessi e riducendo il mondo in cui viviamo nella sola rappresentazione che ce ne facciamo.

Il realismo antico concepiva la conoscenza come adaequatio rei et intellectus, attività che costringeva l’uomo a uscire da sé per indagare la realtà e comprenderla.
Il nostro tendenziale atteggiamento odierno consiste nel vivere guardando prevalentemente dentro noi stessi e uscendo da noi solo per prelevare dal reale ciò che riteniamo funzionale ai nostri progetti e alla nostra rappresentazione individuale del nostro ruolo nel mondo.

Noi non ci sogniamo neppure di adattarci al mondo e agli altri. Abbiamo la pretesa di usare il mondo e gli altri ...

martedì 28 gennaio 2020

L'urgenza: Smettiamola di far scoppiare i crani!

di Marco Canestrari

Cercare, evolvere, divenire illuminati, sono tutte azioni importanti e degne ma esiste oggi una priorità più grande: mentre noi mangiamo, conversiamo, studiamo, lavoriamo, cerchiamo di diventare più colti, facciamo politica, cerchiamo di raggiungere l’illuminazione, milioni di persone uccidono altri milioni di persone. Ogni giorno.
Si spara, si fanno esplodere corpi, si corrodono persone nell’acido, si bruciano bambini o si fanno morire di fame intere popolazioni.

Questa azione distruttiva e irrazionale non solo non è utile all'uomo ma è anche terribilmente dannosa per la sua evoluzione. E' fondamentale comprendere che è una priorità fermarsi e smettere di farsi "scoppiare i crani".

Immaginiamo l'universo come un grande organismo che evolve e che ha impiegato millenni per creare la terra, l'acqua e un essere intelligente come l'uomo. Nel bel mezzo della sua evoluzione le cellule di uno degli organi di questo organismo iniziano a distruggersi a vicenda. 

Non è uno scenario rassicurante, non è un comportamento razionale. Eppure è ciò che accade.
Ma come si fa a risolvere una tale situazione?

Bisogna far comprendere l'importanza del problema e l'urgenza della soluzione. Dire:“fermi tutti”, “fermo mondo”, prima ci si impegni con sentimento d'urgenza a non autodistruggersi, a non farsi sconsideratamente "scoppiare i crani", a concludere l'azione della violenza, dell'odio e della guerra. Solo allora si potrà ricominciare a parlare, a discutere, a cercare il progresso, l’evoluzione, l’illuminazione ...

sabato 19 ottobre 2019

Non tutto il dolore viene per nuocere


di Gianni Tirelli

Dalla mia personale esperienza, posso affermare che dietro ogni dolore si celano infinite possibilità di crescita umana, di conoscenza, e fattori imprescindibili per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo.

Il trauma prodotto dal dolore, spaventa da una parte, ma per un altro verso, come una lente di ingrandimento, mette a fuoco tutto ciò che prima consideravamo normale, scontato, non degno di nota, di analisi e di critica.

Così ogni parte e frammento del nostro essere viene vivisezionata, l’osservazione amplificata e, per logica conseguenza, la capacità di discernimento.

Ergo, se noi lasciamo il dolore alle spalle, per concentrarci invece sul suo rovescio della medaglia, saremo in grado di capire gli infiniti benefici di una tale esperienza per metterli poi a frutto e farne tesoro.

Non c’è altro modo per crescere, per cambiare, e per attingere a quella consapevolezza capace di produrre autentica felicità e libertà.


L’uomo che rinuncia alla comprensione del dolore, per accanirsi sugli effetti come una belva ferita e vendicativa, non troverà pace al suo tormento, e il suo cuore si farà pietra – a lui sarà negato lo spirito di solidarietà, di volontà, la tolleranza, e il sublime piacere di contemplare la bellezza ..

martedì 16 aprile 2019

Quando la sofferenza è spettacolo


Le scimmie antropomorfe usate per intrattenimento

di Rosalba Nattero

Cosa pensereste se andando in uno zoo vedeste un umano chiuso in gabbia, esposto alla mercé dei visitatori?
Cosa provereste se andando ad uno spettacolo circense vedeste esibirsi un umano vestito in modo ridicolo, con qualcuno che lo costringesse con la forza a spettacoli umilianti, deriso dal pubblico?
Probabilmente vi scandalizzereste e scappereste inorriditi.
Ma se le stesse scene hanno come protagonisti degli animali, allora molte persone lo troverebbero normale.


Molti non sanno che cosa ci sia dietro a quello spettacolo, non si sa ad esempio che gli scimpanzé che vediamo nelle pubblicità o nei circhi sono stati strappati alla loro madre in età giovanissima per poterli addestrare facilmente. Non sono noti a tutti i metodi di addestramento, che comportano tecniche crudelissime e sofferenze sia fisiche che psicologiche.

Le scimmie antropomorfe inoltre sono a rischio di estinzione, pertanto l’uso di scimpanzé e altre grandi scimmie nell’intrattenimento non fa che peggiorare la situazione, in quanto molto spesso gli scimpanzé usati per l’intrattenimento sono quelli nati in natura, così come per quanto riguarda leoni, tigri, elefanti e orsi, soprattutto nei Paesi in cui la CITES (Convenzione Internazionale per il traffico di specie esotiche) non è rispettata ...

sabato 23 febbraio 2019

Psichiatria – una pseudoscienza?

Dottor Alberto Brugnettini

Psicologia (studio dell’anima) e psichiatria (medicina dell’anima) si occupano di una cosa che, per definizione, non può essere misurata né divenire oggetto di osservazione scientifica secondo lo standard galileiano. Queste discipline, dunque, dovrebbero afferire al settore della conoscenza umanistica, non scientifica: l’infondata pretesa di scientificità è spesso causa di abusi e violazioni dei diritti umani.

Il potere psichiatrico nelle aule di tribunale, il potere di decidere sulla capacità d’intendere o volere, o stabilire quale genitore debba avere la custodia dei figli in un caso di divorzio, si basa sul presupposto che la psichiatria sia una scienza, in grado di produrre perizie oggettive quanto quelle ingegneristiche o mediche.

Queste perizie, invece, sono completamente arbitrarie e soggettive. E' sufficiente assistere a un processo per rendersi conto di come le diagnosi presentate dall’accusa e dalla difesa sullo stesso imputato siano sempre diametralmente opposte (non semplicemente “divergenti”) – un divario che, per frequenza ed entità, non ha eguali nelle discipline mediche e scientifiche...

mercoledì 20 febbraio 2019

Latte, la verità che gli allevamenti italiani non mostrano: feci, sofferenza e sfruttamento

Il latte che abbiamo in frigo è il frutto di un lungo percorso caratterizzato da sofferenza, dolore, feci e privazione.

Animal Equality ha pubblicato un reportage che ci accompagna dietro le quinte della maggior parte degli allevamenti di mucche da latte del Nord Italia e ci mostra quali siano le condizioni di ‘vita’ delle vacche e dei vitelli.

Il latte è considerato un alimento fondamentale per la crescita dei bambini, eppure l’essere umano è l’unico che, anche da adulto, si nutre del cibo che serve a far crescere i cuccioli, tra l’altro di un’altra specie. 

Ciò che non tutti sanno, spesso a causa delle immagini bucoliche e ingannevoli veicolate dagli spot pubblicitari, è quello che si nasconde davvero dietro ai cancelli della maggior parte degli allevamenti delle mucche da latte. Animal Equality, grazie alle immagini raccolte in alcuni allevamenti di mucche da latte del Nord Italia, ci accompagna in un viaggio di consapevolezza che ogni consumatore dovrebbe intraprendere per qualsiasi alimento. 

Ecco cosa si nasconde dietro all’industria del latte ...

venerdì 10 agosto 2018

Viviamo in un Sistema Carnista

La storia dell’oppressione animale è di lunga data, anche se non ha sempre accompagnato la storia dell’umanità: possiamo farla risalire alla rivoluzione neolitica, alla sedentarizzazione dei nostri antenati e alla domesticazione di alcune specie animali.

Le relazioni dei vari gruppi umani con gli altri animali sono state e continuano ad essere molto varie, a seconda delle epoche storiche, dei diversi sviluppi culturali, filosofici e religiosi.

Possiamo però dire che l’epoca attuale è la più tragica, la più dolorosa, la peggiore per la quantità e il tipo di sofferenza inflitta agli animali non umani. 

La violenza e l’oppressione hanno assunto scala industriale e un’organizzazione scientifica del dominio sui corpi e sulle vite delle vittime di questo sistema. Si calcola che ogni anno vengano allevati o catturati e uccisi, per l’alimentazione umana, circa 50 miliardi di individui.

La filiera di produzione del cibo ha oggi caratteristiche totalitarie: agli animali destinati a diventare alimenti sono inflitte condizione di vita impossibili, verrebbe da dire condizioni disumane, per indicare un’assuefazione alla violenza che è un tratto tipico delle società industriali contemporanee..

mercoledì 8 agosto 2018

L’effetto dell’allevamento intensivo sul corpo degli animali

Sono decine di miliardi gli animali allevati e uccisi ogni anno negli allevamenti a scopo alimentare.

Ma non ci limitiamo a farli nascere, crescere e morire.

Anni di incroci e selezioni genetiche ci hanno permesso di adattare le loro caratteristiche fisiche alle nostre esigenze, a discapito del loro benessere e della loro stessa sopravvivenza. 

In pratica, li abbiamo trasformati in macchine.

Le mucche, che produrrebbero meno di 10 litri di latte al giorno per il proprio cucciolo, sono state portate a produrne fino a 40 litri. Questo le porta ad avere mammelle costantemente pesanti, tese e molto spesso soggette a mastite, una dolorosa infiammazione.

Allo stesso modo le galline in allevamento intensivo sono state selezionate per produrre quasi un uovo al giorno, il triplo di quello che avverrebbe in un contesto libero.

Inoltre tutti i pulcini immessi negli allevamenti intensivi subiscono la mutilazione del becco. Questa dolorosa operazione viene effettuata per limitare i problemi derivati dallo stress dell’allevamento, ovvero la tendenza degli animali a beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente...

martedì 27 settembre 2016

Spirituale a chi?! Cazzi e mazzi della ricerca spirituale

Dopo aver già pubblicato qui varie riflessioni sui modi di comprendere il significato del famoso EGO - cos'è, se è meglio accettarlo, distruggerlo, trascenderlo etc.. -, sull'illusione della spiritualità facile, degli "illuminati" improvvisati etc, è con piacere che condivido un nuovo articolo sui pericoli dell'"ego spirituale". Perché?
Perché sono sempre più convinta che il rischio di cascare nella trappola della facilità sia sempre in agguato e che per evitare di bloccarsi per strada durante il "percorso", è meglio esserne cosciente prima. 

Un ironico e acuto ammonimento .. Buona lettura!
Catherine


Ti si sono aperti tutti i chakra e stai fluendo in sincronia perfetta con l’esistenza? Senti l’amore cosmico che ti fa salire la kundalini? Sei certo di essere a un passo dall’illuminazione? Senti energeticamente, dici che tutto è Uno, vedi le vite passate, hai preso 23 livelli di Reiki e hai 5 nomi sannyasin? Sei convinto che il mondo sia un’illusione e te ne freghi di tutto?

O hai davvero qualcosa da insegnarci, o com’è più probabile, ci sei davvero dentro fin sopra il collo.
Sei infettato dall’ego spirituale, un altro astuto nemico sulla strada verso la vittoria.

L’ego spirituale è una delle più astute maschere dell’Io.
È l’uso e il consumo di tutto ciò che è “spirituale” per la gratificazione dell’ego. È il nuovo vestito di quel vecchio ego che prima faceva classifiche mondane e misurava chi era il più figo, ma ora vuole accumulare cose nel mondo dello spirito.
Però la puzza dell’ego è sempre la stessa ...