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martedì 4 novembre 2025

Qual è il senso della vita?

 
Il filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe osserva che «ogni nuova generazione chiede: qual è il senso della vita?» ma «una via più efficace di porre la questione potrebbe essere: perché l'uomo abbisogna di un senso della vita?»

Si potrebbe rispondere con le parole di Seneca, perché «la vita, senza una meta, è vagabondaggio», trovandosi in accordo sia con il pensiero del mistico indiano Inayat Khan, che proclama «beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza», che con quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, quando afferma che «è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante».

Eppure, così facendo avremmo soltanto trovato un modo astuto per fuggire dall'interrogativo iniziale, ovvero: qual è il senso della vita?

La prima cosa da fare quando ci si trova innanzi ad un interrogativo è chiedersi: la domanda che ci stiamo ponendo è ben posta? Ovvero, è ragionevole cercare di rispondere?

Se ci stessimo interrogando su quale sia il colore del vento, la lunghezza del profumo o la durata del mare, a ragione, non dovremmo perdere nemmeno un istante del nostro prezioso tempo per tentare di formulare una risposta ...

martedì 3 giugno 2025

Il mito della caverna di Platone

di Andrea Bosio

Il mito della caverna è una delle allegorie più celebri della filosofia platonica e rappresenta una metafora potente sulla condizione umana rispetto alla conoscenza e alla verità. 

Platone presenta questa storia nel settimo libro della sua opera più famosa, la Repubblica, attraverso un dialogo tra Socrate e Glaucone. 

Questo mito esplora in modo simbolico la tensione tra il mondo sensibile, percepibile attraverso i sensi, e il mondo delle idee, accessibile solo attraverso la riflessione filosofica. 

L’allegoria è un richiamo all’importanza dell’educazione e della filosofia per liberare l’uomo dall’ignoranza, rappresentata dall’oscurità della caverna, e guidarlo verso la luce della conoscenza autentica ...

domenica 10 novembre 2024

Luce vs tenebre, cosa ci insegna il principio di polarità?

Il breve racconto introduttivo è familiare a qualcuno, ma indica la strada per le riflessioni dell’autore, che sono indicative per un nuovo modo di pensare. In poche parole: Dove c’è luce c’è buio e dove c’è buio c’è luce. Siamo in tempi di oscurità, quindi cerchiamo la luce che è in essa racchiusa.

Luce e buio sono espressioni della stessa essenza. Cosa serve per percorrere il sentiero della luce?

di Milosz Matuschek

"In un villaggio della Cina, non molto piccolo, ma nemmeno grande, viveva un contadino – non povero, ma nemmeno ricco, non molto vecchio, ma nemmeno giovane – che aveva un cavallo. E poiché era l’unico contadino del villaggio ad avere un cavallo, la gente del villaggio disse: “Oh, che bel cavallo, che fortuna!”.

E il contadino rispose: “Forse sì” ...

giovedì 26 gennaio 2023

Hayek, sulla differenza tra scienza e scientismo

 
 di Adnan Al-Abbar

«La fiducia nel potere illimitato della scienza si basa troppo spesso sulla falsa convinzione che il metodo scientifico consista in una tecnica già pronta, o nell'imitare la forma piuttosto che la sostanza della procedura scientifica, come se fosse necessario solo seguire alcune ricette di cucina per risolvere tutti i problemi sociali.»

Hayek, F. A., “The Pretense of Knowledge”, Conferenza alla memoria di Alfred Nobel, 11 dicembre 1974.

È una pratica comune tra gli scienziati che ottengono il premio Nobel per un determinato merito intellettuale tenere un discorso su un altro risultato intellettuale che ha più bisogno di attenzioni. 

Tale è stato il caso di Albert Einstein, il quale ottenne il premio Nobel per la fisica nel 1921 “per i suoi servizi alla fisica teorica e in particolare per la sua scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico”, ma che tenne un discorso sulla teoria della relatività ristretta, un'idea controversa per molti scienziati dell'epoca. 
Allo stesso modo, Friedrich August von Hayek ottenne il premio “per il [suo] lavoro pionieristico nella teoria della moneta e delle fluttuazioni economiche e per la [sua] penetrante analisi dell'interdipendenza dei fenomeni economici, sociali e istituzionali”, e tenne il suo discorso sull'abuso della ragione nelle scienze sociali ...

sabato 5 novembre 2022

Schiavi

di Lino Bottaro

Non è la catena che rende schiavi gli uomini, ma la mancanza di conoscenza.

Non è l’aguzzino che crea la vittima: la vittima è creata dal non conoscere, dal non sapere, dall’oscurità intellettuale e spirituale; gli aguzzini, poi, sono coloro che approfittano e traggono vantaggio per i propri comodi dalla situazione di ignoranza e paura delle vittime, come un macellaio può trarre vantaggio dalla carne da macello.

Non è la prigione che toglie la libertà ma è l’assenza della visione interiore di come funziona, la non conoscenza delle leggi dominanti, della regola madre, a imprigionare l’uomo e a renderlo capace di costruire prigioni e di abitarle.
Non sono gli ospedali che trattengono gli ammalati dentro i protocolli medici, ma è l’ignoranza che oscura il sapere di come funziona la trasmissione dell’energia delle scelte spirituali al dialogo interiore mentale e l’energia del dialogo interiore alle strutture molecolari.

Il vero oppressore professionista non è colui che sfrutta il suo potere per soggiogare gli altri a proprio piacimento e vantaggio, ma colui che, sfruttando l’ego a cui sono incatenati gli uomini, li tiene fermamente lontani dalla conoscenza che potrebbe significare la loro liberazione ed evoluzione e li imprigiona, globalizzati e omologati su quello che è perfettamente inutile per la loro liberazione ed evoluzione ...

mercoledì 24 agosto 2022

L'obsolescenza dell'uomo

 "Per soffocare in anticipo qualsiasi rivolta, non bisogna usare la violenza. Metodi come quelli usati da Hitler sono superati. Basta sviluppare un condizionamento collettivo così potente che l'idea stessa di rivolta non passerà nemmeno per la mente della gente.

Idealmente, gli individui dovrebbero essere condizionati limitando le loro capacità biologiche innate fin dalla nascita. 

Poi, si continuerebbe il processo di condizionamento riducendo drasticamente l'istruzione per riportarla ad una forma di integrazione nel mondo del lavoro. Un individuo non istruito ha solo un orizzonte di pensiero limitato, e più i suoi pensieri sono confinati a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi. 

L'accesso alla conoscenza deve essere reso sempre più difficile ed elitario. L'abisso tra la gente e la scienza deve essere allargato. Ogni contenuto sovversivo deve essere eliminato dall'informazione destinata al grande pubblico ...

venerdì 12 agosto 2022

La crisi delle scienze contemporanee


di Zret 
- 7 settembre 2018 -

Abbiamo sovente lamentato il declino della “scienza” accademica. 

Purtroppo, però, anche la “scienza pioneristica” è in condizioni pietose. Mancano a quasi tutti i ricercatori attuali sia l’umiltà, tipica del vero scienziato, sia un’adeguata preparazione epistemologica. 

Così, dopo aver elaborato le loro teorie, neppure con esperimenti mentali, ma per mezzo di congetture spesso arbitrarie o di lambiccate fantasie, presto cominciano a dispensare la loro “verità”. 
Divulgano verità, quando ancora non hanno compreso che cosa sia la “realtà”.

Verità e “realtà” non sono sovrapponibili, isomorfiche, checché ne pensino molti logici. 

Lo possiamo dimostrare con un esempio: prendiamo la parola “verde”. 

Si potrebbe asserire che il seguente enunciato: “la foglia del platano in primavera ed estate è verde” è vero, nel momento in cui si stabilisce una corrispondenza biunivoca tra il verde e la foglia del platano ...

domenica 8 maggio 2022

L'uomo relativo - Dentro una gabbia di parole

 di Gianni Tirelli

Questo nostro, è un Sistema che obbliga l’essere umano ad una continua auto analisi, relegandolo in una sorte di prigione mentale, dalla quale non si libererà mai, non avendo autorevoli parametri con i quali rapportarsi.


Potremmo paragonare l’uomo delle società tecnologiche al pari di un infante che conserva e custodisce, in forma maniacale, i suoi vecchi giocattoli; poi li manipola, li scompone, inserisce nuovi meccanismi, fino al punto di non essere più in grado di portare il tutto al suo stato originario.

L’esercizio poi, alla costante introspezione e di metodica auto analisi, inibiscono ulteriormente la sua capacità di comprensione, di critica e, infine, di scelta.

Per questi motivi, l’individuo relativo della nostra epoca, non si comprende e spera vivamente che qualche anima buona, trovi il filo della matassa, o meglio ancora il filo di Arianna, tramite il quale uscire fuori dal labirintus delle sue parole; parole delle quali non comprende il reale significato e la naturale collocazione, ma che interpreta come i numeri di un’empirica equazione dal risultato indecifrabile. In questo modo, si abbandona al subdolo masochismo dell’altrui incomprensione.
Il suo compiacersene, stimola l’azione narcotica del suo vittimismo narcisista che, in maniera effimera, lenisce in parte, il suo dolore esistenziale...

sabato 26 febbraio 2022

Sulla guerra

da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"
di P.D. Ouspensky


C'era una domanda intorno alla guerra: Come impedire le guerre? 
Non si possono impedire le guerre. 

La guerra è il risultato della schiavitù nella quale gli uomini vivono. Ad essere esatti, le guerre non avvengono per colpa degli uomini. Alla loro origine stanno forze cosmiche, influenze planetarie.

Ma negli uomini non vi è alcuna resistenza a quelle influenze, e non vi può essere, perché gli uomini sono schiavi. Se fossero degli uomini, se fossero capaci di "fare", sarebbero capaci di resistere a queste influenze, e di trattenersi dall'uccidersi l'un l'altro.

"Ma coloro che comprendono questo, non possono fare qualcosa?" domandò la persona che aveva posto la domanda sulla guerra. "Se un numero sufficiente di uomini arrivassero alla conclusione categorica che non vi devono più essere guerre, non potrebbero influenzare gli altri?"

Coloro che non amano la guerra l'hanno tentato quasi dal tempo della creazione del mondo, disse G. E tuttavia non vi è mai stata una guerra paragonabile a quella attuale (1938/45).

Le guerre non diminuiscono, ma crescono e non possono essere fermate con mezzi ordinari. Tutte queste teorie sulla pace universale, le conferenze per la pace, ecc., non sono che pigrizia e ipocrisia.


Gli uomini non vogliono pensare a sé stessi, non vogliono lavorare su di sé, non pensano che ai mezzi per indurre gli altri a servire i loro capricci, a fare ciò che desiderano...

martedì 25 gennaio 2022

La profezia di Gurdjieff. Conoscenza ed Essere.

 
Nel 1915, durante il susseguirsi degli eventi che portarono al primo conflitto mondiale, il filosofo Georges Ivanovic Gurdjieff disse al proprio allievo P.D. Uspenskij:

"Vi sono periodi nella vita dell'umanità, che generalmente coincidono con l'inizio del declino della civiltà, in cui le masse perdono irrimediabilmente la ragione e si mettono a distruggere tutto ciò che era stato creato in secoli e millenni di cultura. Questi periodi di demenza, che spesso coincidono con cataclismi geologici, perturbazioni climatiche ed altri fenomeni di carattere planetario, liberano (disperdono) una grandissima quantità di questa materia di conoscenza"
(P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto -1976).

In tali circostanze è necessario un lavoro di recupero: combattere contro lo spreco della conoscenza.

L’idea di fondo di Gurdjieff descrive l’individuo come diretto responsabile dei diversi fenomeni del mondo comprese le conseguenti dinamiche che includono il propagarsi, smistarsi e trasformarsi della conoscenza. Quest’ultima assume, nell’idea di Gurdjieff, tutte le caratteristiche della materialità ed è quantitativamente limitata al pari di un panetto di burro, limitata in un certo tempo e in un certo spazio. Essa «non può appartenere a tutti e non può appartenere a molti» (ibid.) poiché come ogni altra cosa finita, se divisa eccessivamente non garantisce un effetto positivo sufficiente; anzi, contrariamente a quanto ci possiamo aspettare, essa può avere degli effetti nefasti a causa della propria insufficienza e incompletezza ...

martedì 28 dicembre 2021

Perché la scienza ha bisogno della filosofia

Un dialogo tra Carlo Rovelli, Alberto Mantovani e Giovanni Boniolo.

Negli ultimi decenni del Novecento si è consumato una sorta di divorzio consensuale tra filosofi e scienziati, sancito per esempio dalle parole del fisico Stephen Hawking che diceva che i filosofi non sono riusciti a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche, e dunque dichiarava morta in qualche modo la filosofia. 
Perché la scienza ha bisogno della filosofia’ è invece il titolo diretto, senza fronzoli, di un articolo uscito da poco sulla rivista scientifica PNAS, nove gli autori e le autrici, equamente distribuiti tra filosofi della scienza e scienziati, che non solo sostengono il valore culturale della filosofia, ma entrano nel merito di come gli strumenti della filosofia abbiano un impatto produttivo positivo nella ricerca scientifica, addirittura nei laboratori. 
Con un linguaggio lontano dal cosiddetto gergo specialistico, filosofico, scientifico, molto piano e diretto fanno esempi concreti tratti da alcuni campi di frontiera delle scienze della vita: si parla di cellule staminali, di neuroscienze, di sistema immunitario, di lotta e di comprensione del cancro.

Tra gli autori dell’articolo ci sono Carlo Rovelli, fisico teorico che lavora all’Università di Marsiglia, scrittore, il suo ultimo libro è Ci sono luoghi al mondo dove più che le regole è importante la gentilezza, e Alberto Mantovani, immunologo dell’istituto clinico Humanitas di Milano. Li abbiamo intervistati assieme a Giovanni Boniolo, filosofo della scienza all’Università di Ferrara, che non è tra gli autori ma lavora su questi temi da anni ...

lunedì 26 luglio 2021

Gurdjieff e i Superiori Sconosciuti

La questione è: dobbiamo dimenticare, pur avendoli studiati, gli antichi "maestri" perché potrebbero fossilizzarci in dogmi - che magari non volevano imporci come tali - impedendoci di arrivare alla "conoscenza"? 
Dovremmo forse ricercare la fonte di tale conoscenza, alla quale ognuno di loro attingeva, "adattandola" poi alla loro epoca per poterla insegnare?
Dovremmo inoltre non perdere di vista la nostra epoca, con l'aiuto dei nuovi mezzi che abbiamo a disposizione, delle nuove interpretazioni dei nostri contemporanei, studiosi, ricercatori e pensatori, e sopra tutto l'aiuto dei nostri propri cervelli, per "comprendere" la nostra realtà, a 360 gradi, e ricomporre il mosaico tramandatoci?
Catherine


Quando interrogai Victoria Ignis riguardo l’insegnamento di Gurdjieff, lei mi rispose parafrasando il messaggio di un vecchio sceicco (=saggio) arabo – Daud Yusuf – che si era espresso in merito al valore di ogni insegnamento in genere:
Le ceneri sono ciò che resta in un luogo dopo che è arsa una Fiamma, ma quando la Fiamma è spenta, le ceneri sono solo carbone inerte e servono unicamente a chi utilizza il carbone e non a chi ricerca il calore e l’energia della Fiamma. Non si può tornare al calore e alla luce della Fiamma partendo dalle sue ceneri.

Gli odierni cercatori della Verità di norma s’identificano totalmente con uno specifico “maestro” o insegnamento, indipendentemente dalla loro collocazione storica e sociale, e cominciano a seguirli ritenendoli ugualmente validi sia nel contesto in cui sono nati che in quello attuale. Per cui io quotidianamente mi ritrovo a parlare a persone che seguono lo Yoga, piuttosto che lo Shivaismo Tantrico, Nisargadatta Maharaji o la Quarta Via di Gurdjieff.

Sarebbe utile fare un po’ di chiarezza circa il significato dell’Insegnamento Esoterico nel suo insieme, invece che, come fa la nostra medicina, specializzarsi unicamente in una disciplina che studia un solo organo o un solo apparato, dimenticando la totalità dell’essere umano ...

domenica 3 gennaio 2021

Accettazione e Distacco

di Luciana Mologni

Mi sono fatta una domanda, quante volte io ho accettato di buon grado ciò che la vita mi manda: la risposta è “MAI”; eppure la crescita individuale passa attraverso l’accettazione, al meglio delle nostre possibilità, di quello che la vita ci fa incontrare.

La non accettazione porta inevitabilmente alla sofferenza: il solo sentire questa parola ci crea uno stato di disagio o addirittura di rifiuto; gli atteggiamenti che scaturiscono sono diversi, passano dalla ribellione alla rassegnazione e infine ad un ‘accettazione.

La prima fase davanti ad una situazione difficile e non trasformabile si manifesta con la ribellione, le nostre emozioni in questo caso sono ancora dominate dalla personalità, ci sentiamo impotenti davanti ad una situazione non voluta e non controllata da noi, questo ci fa imbestialire, usiamo tutti i mezzi per cercare di dominarla, verifichiamo tutti gli aspetti e proviamo in tutti i modi a cambiarla.

La seconda fase, davanti all’inevitabile, scatta nella rassegnazione: anche se di fondo la rabbia permane, ancora non siamo convinti che non si possa sanare una situazione, non riusciamo ad accettare perché al termine accettazione diamo ancora il significato di rassegnazione passiva, di debolezza, di rinuncia ...

venerdì 9 ottobre 2020

L'Arca, Manu e la conservazione della Conoscenza

di Gandolfo Dominici

La conoscenza esoterica nei miti.

La storia dell'umanità è molto più antica della storia scritta ed è caratterizzata da numerosi cambiamenti avvenuti in un periodo di tempo che varia a seconda che si consideri la nascita del genere Homo (circa 2,5 milioni di anni fa), dell'Homo Sapiens (circa 500.000 anni fa) o dell'Homo Sapiens Sapiens (circa 200.000 anni fa).

Per capire il presente, dunque, non si può prescindere dallo studio e dalla comprensione del nostro passato. E' solo rischiarando la mente dal buio creato dall'amnesia del passato che l'Uomo moderno può comprendere se stesso in modo pieno e consapevole, pronto ad affrontare le sfide dei cambiamenti a venire. E' infatti nel nostro passato che si sono formati i caratteri dei singoli e dei popoli, le religioni e loro civiltà.

A riguardo della potenzialità del "sapere" Nietzsche scriveva:

"Nella selezione, il soccombente è sempre il più debole e questo debole è LUI , l'uomo ignorante".


La storia umana nel corso dei millenni ha affrontato numerosi cambiamenti dovuti a disastri naturali, cambiamenti culturali, cambiamenti nel linguaggio e soprattutto cambiamenti di consapevolezza, non sempre in senso positivo, ma che comunque hanno portato all'evoluzione dell'umanità se consideriamo tale trend in una prospettiva millenaria.

I vari miti che sono sopravvissuti ai giorni nostri non sono semplici favole, ma fonti di conoscenza atavica che contengono per chi le sa leggere le fonti del Sapere antico ...

martedì 29 settembre 2020

La crepa nel muro

Come non condividerlo? ... 😁
Catherine 


di Fabio

Esistono dei muri che ci proteggono come una casa, una scuola. Esistono dei muri che ci limitano e che ci dividono, come l'orgoglio, il pregiudizio, il giudizio, l'avversione e l'odio.

Queste prigioni ci sembra che ci rendono sicuri ma siamo in trappola.

Combattere l'altro sembra che ci rende sicuri perché così scarichiamo le nostre paure e i nostri giudizi e limiti su qualcosa di reale, fisico, una persona, una idea o un gruppo di persone ma invece non stiamo garantendo la nostra sicurezza ma invece alimentando la possibilità che l'altro ricambi questa avversione per poi continuare a giocare a ping-pong tutta la vita senza che nessuno vincerà mai, ma avendo fasi alterne e vivendo in questo limbo in cui tutti perdono sempre.

L'ignoranza è una prigione che ci limita e lo sviluppo della conoscenza ci può liberare. Infatti io sono uno studioso, un filosofo e un poeta. Ma la conoscenza diventa a volte orgoglio, personalità, egoismo e ci carica di informazioni che hanno un peso, un valore, un bagaglio da portarci appresso tutti i giorni e a ogni passo che facciamo ...

lunedì 15 giugno 2020

Teorie del complotto e pensiero religioso, un curioso confronto

N.B: il seguente pezzo non ha come fine quello di sbeffeggiare le teorie del complotto e tanto meno chi professa con ammirabile devozione un credo religioso. Qui siamo interessati alle dinamiche che generano e rafforzano questi contenuti mentali, contenuti che sembrano avere più di qualcosa in comune.

di Enrico Ciccarelli

In questi giorni si racconta che il coronavirus sia stato il frutto di un esperimento condotto in laboratorio sfuggito al controllo degli scienziati.

Leggerezza volontaria o no, che avrebbe poi scatenato la pandemia con cui tutt’oggi conviviamo. A suffragare tali convinzioni, e alimentare un pensiero di diffidenza già molto acuto in certe personalità, il video di TGR Leonardo del 2015, dove si documenta un esperimento effettuato da scienziati sul virus SARS, apparso per la prima volta nel 2002 a Guandong in Cina.

Insinuazioni che hanno riscosso subito una grande viralità nel flipper dei social, attratto dalla comprensibilità e dalla parziale coerenza delle informazioni in possesso (la zoonosi, il virus fuori controllo nel laboratorio come oggi lo è nel mondo), arrivando addirittura all’attenzione dei media tradizionali.

Teoria del complotto che, comunque, in poche ore è stata subito sedata dagli ambienti istituzionali. Il virus effettivamente ingegnerizzato, infatti, non ha alcuna relazione con il nuovo coronavirus che, invece, è di origine naturale. Una presa di posizione condivisa dalla comunità scientifica (che come tutte le comunità del sapere è fallibile, ma non in questo caso specifico) che, per dovere di sintesi, riduciamo alle parole di Fausto Baldanti virologo e professore all’università di Pavia:

La sperimentazione è avvenuta pubblicamente. Il genoma di quel microrganismo è stato pubblicato per intero. E non è lo stesso del coronavirus attuale” ...

lunedì 1 giugno 2020

Günther Anders, “L’obsolescenza dell’umano” - 1956

Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna farlo in modo violento. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più in mente degli uomini.

L’ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.

In secondo luogo, si continuerebbe a confezionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale.

Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può ribellarsi.

Occorre garantire che l’accesso alla conoscenza diventi sempre più difficile ed elitario. Sia che il divario si scavi tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico siano anestetizzata di qualsiasi contenuto sovversivo ...

mercoledì 15 aprile 2020

30 cose che devi smettere di fare oggi

Quando smetti di inseguire le cose sbagliate, crei lo spazio per concentrarti sulle opportunità di crescita e di sviluppo.

Allora, a cominciare da oggi…

1 - Smetti di cercare di essere perfetto – Il mondo non premia i perfezionisti, ma coloro che portano a termine ciò che hanno iniziato.

2 - Smetti di paragonarti agli altri – L’unica persona con cui competere sei tu stesso.

3 - Smetti di arrovellarti il cervello sul passato o di preoccuparti troppo del futuro – Qui e ora è l’unico momento che ti è garantito. Il qui e ora è vita. Non mancarlo.

4 - Smetti di lamentarti – Piangerti addosso non giova né a te né a coloro che ti sono vicino.

5 - Smetti di covare rancore e risentimento – Perdona, lascia andare gli errori altrui. Trattenere queste emozioni è l’ostacolo più grande sulla strada delle felicità.

6 - Smetti di aspettare – Ciò che non inizi oggi difficilmente lo affronterai domani. Conoscenza e intelligenza sono nulla senza azione...

venerdì 7 febbraio 2020

Manifesto del Libero Pensatore

di G. Z McGee
Traduzione di Anticorpi.info

"Per propria stessa natura - che lo voglia o no - l'uomo è incline a cercare una qualche autorità superiore. Se riesce a trovarla in se stesso si tratta di un uomo superiore; in caso contrario è un uomo-massa e deve ricevere l'autorità dai propri superiori."
- José Ortega y Gasset -

Uno spettro si aggira in mezzo allo status quo: è lo spettro del libero pensiero. Ahimè, l'uomo-massa è troppo 'massa' e non abbastanza 'uomo.' Troppo vittima e non abbastanza eroe. Troppo pauroso e non abbastanza coraggioso.

Da troppo tempo il suo cervello è diventato cadaverico. La sua mente oscurata dall'assenza di immaginazione e dal divide et impera. I suoi occhi, occhi da mucca, occhi sorvegliati, occhi da vittima. Il suo cuore, represso e soffocato da troppa schiavitù dalle nove alle cinque e non abbastanza strafottente d'anarchia.

L'uomo-massa è prigioniero del pensiero unico, mentre il superuomo fiorisce nel libero pensiero. Ancora più importante: l'uomo-massa è in ognuno di noi, e può essere compensato in un unico modo: sollecitando il risveglio del superuomo che è in ognuno di noi. Proprio come dobbiamo affrontare le nostre ombre, è nostra responsabilità compensare l'uomo-massa ...

domenica 10 novembre 2019

Cose nostre

Buongiorno e buona ricerca onorevole uomo vivo in corpo vivente di carne ossa e sangue che al momento presente stai leggendo questo post sulle cose nostre.

Inizio con il solito avviso di rito: se non hai letto i primi 12 post di questo blog non andare oltre, pena il totale fraintendimento di quanto sto per scrivere. Inoltre e ancora: puoi usare queste informazioni a tuo piacimento ma in totale, completa, illimitata responsabilità, sempre e solo in onore, onestà e rettitudine di intenzioni e azioni.

Una frode ben organizzata

Oggi vorrei dirti che viviamo in un mondo semplice dove a ogni causa corrisponde un effetto, ma non è così. Per questa ragione la sola riappropriazione del tuo nome e di tutti gli identificativi che a esso riportano non è sufficiente per liberarti dalla tela del ragno.

Certo sarebbe logico pensare che laddove ci sia una “res” (lat: cosa) riportante il tuo nome e/o tutti gli identificatori che a esso riconducono, una volta ripresa la proprietà di tale nome anche la res in questione ritorni a te automaticamente. 

Purtroppo la “cosa” non è così automatica per diversi motivi ...