Visualizzazione post con etichetta scientismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scientismo. Mostra tutti i post

giovedì 26 gennaio 2023

Hayek, sulla differenza tra scienza e scientismo

 
 di Adnan Al-Abbar

«La fiducia nel potere illimitato della scienza si basa troppo spesso sulla falsa convinzione che il metodo scientifico consista in una tecnica già pronta, o nell'imitare la forma piuttosto che la sostanza della procedura scientifica, come se fosse necessario solo seguire alcune ricette di cucina per risolvere tutti i problemi sociali.»

Hayek, F. A., “The Pretense of Knowledge”, Conferenza alla memoria di Alfred Nobel, 11 dicembre 1974.

È una pratica comune tra gli scienziati che ottengono il premio Nobel per un determinato merito intellettuale tenere un discorso su un altro risultato intellettuale che ha più bisogno di attenzioni. 

Tale è stato il caso di Albert Einstein, il quale ottenne il premio Nobel per la fisica nel 1921 “per i suoi servizi alla fisica teorica e in particolare per la sua scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico”, ma che tenne un discorso sulla teoria della relatività ristretta, un'idea controversa per molti scienziati dell'epoca. 
Allo stesso modo, Friedrich August von Hayek ottenne il premio “per il [suo] lavoro pionieristico nella teoria della moneta e delle fluttuazioni economiche e per la [sua] penetrante analisi dell'interdipendenza dei fenomeni economici, sociali e istituzionali”, e tenne il suo discorso sull'abuso della ragione nelle scienze sociali ...

domenica 30 ottobre 2022

La magia - Cos’è, perché funziona, e per quale motivo i politici la usano in segreto

di Paolo Franceschetti

Premessa

Prima di iniziare questo articolo è bene fare una premessa. Ciò che scrivo è diretto a chi non sa nulla di magia e di esoterismo, quindi alla gente comune. In sostanza, è come se mi rivolgessi a un ipotetico me stesso 5-6 anni fa, quando questi argomenti erano per me sconosciuti, e utilizzerò termini e argomenti comprensibili, a scapito della precisione tecnica, al solo fine di far capire alcuni concetti; concetti in realtà banali, ma che per l’astrusità con cui sono in genere presentati, per il tecnicismo utilizzato dagli addetti ai lavori, unitamente alla disinformazione imperante in materia, sono assolutamente sconosciuti alle masse.

I tecnici e gli esperti storceranno il naso per alcune cose che dirò; in particolare partiremo dalla premessa che esoterismo e magia sono due termini da usare come sinonimi. In linea teorica questo non è corretto, essendo la magia una branca dell’esoterismo, ma per semplificare le cose possiamo utilizzare i due termini come sinonimi; in fondo tutti i ricercatori di esoterismo si interessano anche necessariamente di magia, e tutti i maghi sono anche esoteristi, anche se non è vero il contrario.

Una delle cose che, negli studi di questi anni, mi ha sorpreso di più, è stato lo scoprire che la magia è uno degli strumenti più potenti utilizzato dai personaggi più famosi e influenti della terra; reali di casate europee, presidenti USA e primi ministri italiani, francesi, spagnoli; politici (i più insospettabili, da Bertinotti e Borghezio, a Berlusconi o Prodi), personaggi TV, ecc.
A prima vista questa cosa può apparire strana o frutto di fantasia (già mi vedo gli scettici alla lettura di queste righe dire: “le prove, Franceschetti, vogliamo le prove”), ma che lo strumento esoterico/magico sia diffusissimo in tutti gli ambienti dei personaggi più potenti della terra, lo dimostrano, oltre a studi importanti – come quelli dello storico Giorgio Galli – un argomento decisivo, di tale importanza da essere idoneo a troncare ogni obiezione.

L’argomento è questo...

mercoledì 17 giugno 2020

L’insospettabile Darwin e il mein Kampf capitalistico

Il capitalismo è la sostanza degli ultimi due secoli, insinuatosi lentamente in tutti i meandri della quotidianità. Impossibile trovare un responsabile: quasi inaspettatamente, però, pensatori così diversi tra loro come Marx, Darwin e Nietzsche hanno plasmato senza volerlo con le loro grandi teorie il mondo capitalistico postmoderno.

di Gabriele Zuppa - 18 ottobre 2016

Sempre più voci si sollevano a denunciare il dominio capitalistico planetario che, dispiegate le sue forze, è così onnipervasivo da essere accolto come ciò che non può essere altrimenti, come il fatto di cui non è neanche più pensabile un’alternativa: ecco confezionato il cosiddetto pensiero unico, la filosofia del capitale.

Una filosofia vera e propria, ché il capitalismo non riguarda solo l’economia, ma una ben precisa visione del mondo. Ogni economia, del resto, lo è.

Il postmoderno – altrimenti chiamato, con sfumature differenti e toni meno accomodanti, relativismo e nichilismo – è l’orizzonte teorico dell’odierna fase del capitalismo: l’uomo si realizza nel denaro, con il quale – si dice – può fare quello che vuole senza renderne conto a nessuno, poiché – si aggiunge – «la verità non esiste» e «nessuno mi può giudicare».
Solo il capitalismo è reale, concreto: il denaro, la tecnologia, son elementi materiali. Tutto il resto è ciò che apparteneva ai moralismi, alle religioni, agli ideali dai quali ci si è liberati, da ultimo ci si è disincantati, per dirla in termini weberiani...