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sabato 6 aprile 2024

Possedere la verità


di Piero Cammerinesi

Mi sono sempre chiesto da dove nasca questa pervicace, ostinata e apparentemente inarrestabile tendenza a prevalere sull’altro con la propria interpretazione di un fatto, di un avvenimento o di una visione del mondo.
A voler aver ragione, a voler possedere saldamente la verità.

Vi incappano anche i più disincantati, coloro che dovrebbero sapere che, in fondo, ognuno ha la verità che è in grado di accogliere e che, quindi, non ha senso alcuno cercare di convincere chi possiede già una propria convinzione.

Il problema è particolarmente ‘sensibile’ quanto più ci allontaniamo dal ‘sensibile’ – perdonate il gioco di parole – vale a dire che tanto più abbiamo a che fare con concetti non concreti, misurabili, tanto più la tendenza a voler avere ragione, con la propria interpretazione, si fa prepotente ...

mercoledì 17 giugno 2020

L’insospettabile Darwin e il mein Kampf capitalistico

Il capitalismo è la sostanza degli ultimi due secoli, insinuatosi lentamente in tutti i meandri della quotidianità. Impossibile trovare un responsabile: quasi inaspettatamente, però, pensatori così diversi tra loro come Marx, Darwin e Nietzsche hanno plasmato senza volerlo con le loro grandi teorie il mondo capitalistico postmoderno.

di Gabriele Zuppa - 18 ottobre 2016

Sempre più voci si sollevano a denunciare il dominio capitalistico planetario che, dispiegate le sue forze, è così onnipervasivo da essere accolto come ciò che non può essere altrimenti, come il fatto di cui non è neanche più pensabile un’alternativa: ecco confezionato il cosiddetto pensiero unico, la filosofia del capitale.

Una filosofia vera e propria, ché il capitalismo non riguarda solo l’economia, ma una ben precisa visione del mondo. Ogni economia, del resto, lo è.

Il postmoderno – altrimenti chiamato, con sfumature differenti e toni meno accomodanti, relativismo e nichilismo – è l’orizzonte teorico dell’odierna fase del capitalismo: l’uomo si realizza nel denaro, con il quale – si dice – può fare quello che vuole senza renderne conto a nessuno, poiché – si aggiunge – «la verità non esiste» e «nessuno mi può giudicare».
Solo il capitalismo è reale, concreto: il denaro, la tecnologia, son elementi materiali. Tutto il resto è ciò che apparteneva ai moralismi, alle religioni, agli ideali dai quali ci si è liberati, da ultimo ci si è disincantati, per dirla in termini weberiani...

martedì 28 agosto 2012

Così parlò Zarathustra

Dell’albero sul monte.

L’occhio di Zarathustra aveva visto che un giovinetto lo evitava. E una sera, mentre andava da solo per i monti che circondavano la città detta “Vacca pezzata”, ecco: incontrò sul suo cammino questo giovinetto, che, seduto ai piedi di un albero, guardava con occhio stanco nella valle. Zarathustra afferrò l’albero, presso il quale il giovinetto era seduto, e disse:

«Se volessi scuotere questo albero con le mie mani, non ci riuscirei. Ma il vento, da noi non veduto, lo squassa e lo piega dove vuole. Sono mani invisibili quelle che più orribilmente ci squassano e ci piegano».

Allora il giovinetto si alzò, costernato, e disse: «Ecco che odo Zarathustra e proprio ora pensavo a lui». Zarathustra replicò: «E per questo sei spaventato? – Ma è per l’uomo come per l’albero. Quanto più egli vuole elevarsi in alto e verso la luce, con tanto più forza le sue radici tendono verso terra, in basso, verso le tenebre, l’abisso – verso il male».

«Sì, verso il male! gridò il giovinetto. Come hai potuto scoprire la mia anima?».

Zarathustra sorrise e disse: «Certe anime non potranno mai essere scoperte, a meno che prima esse non vengano inventate».

«Sì, verso il male! – gridò ancora il giovinetto...