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sabato 6 aprile 2024

Possedere la verità


di Piero Cammerinesi

Mi sono sempre chiesto da dove nasca questa pervicace, ostinata e apparentemente inarrestabile tendenza a prevalere sull’altro con la propria interpretazione di un fatto, di un avvenimento o di una visione del mondo.
A voler aver ragione, a voler possedere saldamente la verità.

Vi incappano anche i più disincantati, coloro che dovrebbero sapere che, in fondo, ognuno ha la verità che è in grado di accogliere e che, quindi, non ha senso alcuno cercare di convincere chi possiede già una propria convinzione.

Il problema è particolarmente ‘sensibile’ quanto più ci allontaniamo dal ‘sensibile’ – perdonate il gioco di parole – vale a dire che tanto più abbiamo a che fare con concetti non concreti, misurabili, tanto più la tendenza a voler avere ragione, con la propria interpretazione, si fa prepotente ...

giovedì 4 maggio 2023

La Medicina non è Scienza

di Valentina Bennati

Negli ultimi anni abbiamo visto spesso la politica nascondersi dietro “la scienza” per giustificare le proprie scelte, ma “la scienza” – come scrive il dottor Mauro Manghi nell’interessante articolo che segue a questa breve introduzione – “ha valori che, purtroppo, le istituzioni mediche non conoscono neppure lontanamente” e che, infatti, “non abbiamo visto applicare nelle scelte mediche di questo tempo, dunque la medicina che stiamo conoscendo non appartiene al mondo della scienza”.

In realtà ci sono molti motivi per cui la medicina non può essere considerata scienza e sono tutti elencati in questo testo che invito a leggere perché induce a una riflessione profonda e a fare un confronto tra “la medicina occidentale moderna, accademica, ufficiale, positivistica falsamente EBM” e “la medicina olistica che ha un approccio al paziente considerato in tutte le sue componenti: corpo, psiche, anima e fattori relazionali”. 

Una medicina dunque personalizzata, che non si chiude superbamente in dogmi e ben lontana da linee guida e protocolli ... 

mercoledì 25 gennaio 2023

I bias nell’intelligenza artificiale, una questione aperta e (ancora) poco discussa

 
Se da un lato è ormai evidente come l’intelligenza artificiale costituisca sempre più parte integrante della nostra quotidianità, dall’altro l’attenzione si è di recente spostata sui cosiddetti “bias”, ossia i pregiudizi, che questa tecnologia può a volte presentare e sulle conseguenze che potrebbero derivare dal suo utilizzo.

Anche se l’intelligenza artificiale è un concetto piuttosto ampio, può essere approssimativamente definita come un insieme di tecnologie che cercano di riprodurre ciò che è in grado di fare la mente umana. Per fare ciò si basa su diversi algoritmi, alcuni dei quali hanno la capacità di eseguire ciò che viene chiamato apprendimento automatico (o Machine Learning), ovvero estrarre informazioni e schemi da dati grezzi.

L’intelligenza artificiale, nelle sue diverse forme e applicazioni, svolge un ruolo sempre più importante nella società: dal suo impiego in diversi sistemi e infrastrutture sociali, fino alla capacità di influenzare in parte le nostre abitudini e preferenze. L’aumento costante nell’utilizzo di queste applicazioni non solo comporta grandi vantaggi per molti settori economici in termini di precisione ed efficienza a livello decisionale, ma apre a nuove possibilità e opportunità nella vita quotidiana. Da quest’ultimo punto di vista, se da un lato l’intelligenza artificiale garantisce un accesso più ampio ed equo a una vasta gamma di beni e servizi, dall’altro sempre più voci richiamano l’attenzione sui possibili rischi di discriminazione che questa tecnologia porta con sé ...

lunedì 5 agosto 2019

Il cherry picking: che cos’è e il perché non siamo obiettivi

Cherry picking. 
Chi non cade in questo tranello? 
Se vi state domandando cosa sia il cherry picking cerco di fare un passo indietro e di raccontarvi il perché ho deciso di scrivere un articolo del genere.

Girando per i diversi blog della rete suggeriti da pazienti, amici e colleghi, mi imbatto spesso in articolisti, divulgatori e i cosiddetti “guru” del settore che menzionano ricerche per rispondere ad un’esigenza.

Spesso e volentieri l’esigenza non è di informare il lettore, quanto piuttosto creare una banca data di argomenti scritti in modo tale da confermare le loro ipotesi e le loro convinzioni.

Questo è reso tanto più evidente quando le fonti citate dall’autore sono parziali e cercano di portare l’acqua al proprio mulino.

Cherry picking: che cos’è

Il cherry picking (letteralmente significa “raccolta di ciliegie”) è il modo con cui selezioniamo informazioni e fonti in base alle nostre convinzioni in merito ad un dato argomento.

Ognuno di noi cerca di leggere tra le righe ciò di cui è convinto e anche le sue argomentazioni saranno veicolate in base a ciò che conosce e ai suoi pregiudizi ...

lunedì 28 gennaio 2019

Il pregiudizio

Massimo Agostini

“Noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e l’idea degli usi e opinioni del nostro paese. […]
Perciò gli altri diversi da noi sembrano selvaggi, allo stesso modo in cui chiamiamo selvatici i frutti che la natura ha prodotto nel suo naturale sviluppo”
Montaigne: (“Essais”, libro I, cap. XXXI).»


La riflessione su pregiudizi ed egoismi comuni potrebbe tranquillamente chiudersi con questa affermazione di Montaigne per lasciare ad ognuno, dotato di volontà, bellezza e sapienza, il compito di procedere con la propria intima riflessione. Ritengo infatti che ogni insegnamento dovrebbe limitarsi a fornire, agli altri, spunti di analisi, ovvero di autoanalisi.

Essendo naturale la tendenza di ogni gruppo sociale al pregiudizio e all’autoreferenzialità, appare logico il rischio che anche ogni associazione, per quanto elevata culturalmente, possa essere assoggettata allo stereotipo e quindi al preconcetto, soprattutto rispetto ad altre similari organizzazioni.
Sembrerebbe infatti scientificamente dimostrato la naturale tendenza dei gruppi: nazioni, stati, etnie o semplici gruppi sociali, allo stereotipo e al conseguente pregiudizio dovuto al tipo di informazioni in esso trasmesse e assimilate.

Ed è per questo che il nostro operare nella vita dovrebbe essere scevro da verità rivelate, presupposto di ogni possibile pregiudizio, ma bensì essere caratterizzato da percorsi, intimi, personali, esclusivi, di consapevolezza; una consapevolezza che non può essere frutto di insegnamenti più o meno dotti, trovando più sicuro alimento proprio in quell’intima esperienza di analisi e nel personale confronto con la propria e altrui essenza....