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lunedì 25 novembre 2024

È in corso un'opera di cancellazione su Internet


 di Jeffrey Tucker

I casi di censura stanno aumentando fino al punto d'essere considerati una cosa normale. Nonostante le controversie legali in corso e una maggiore attenzione pubblica, i social media sono stati più feroci che mai negli ultimi mesi. 

I podcaster sanno per certo cosa verrà immediatamente eliminato e discutono tra loro sui contenuti nelle zone grigie. Alcuni come il Brownstone Institute hanno rinunciato a YouTube in favore di Rumble, sacrificando un vasto pubblico se non altro per salvare i propri contenuti.

Non si tratta sempre di essere censurati o meno. Gli algoritmi odierni includono una serie di strumenti che influenzano la ricercabilità e la reperibilità
Ad esempio, l'intervista di Joe Rogan a Donald Trump ha totalizzato ben 34 milioni di visualizzazioni prima che YouTube e Google modificassero i loro motori di ricerca per renderla difficile da trovare, mentre soprassedevano persino su un malfunzionamento tecnico che ne impediva la visione a molte persone. 
Di fronte a ciò Rogan si è trasferito su X.

Districarsi in questo groviglio di censura e quasi-censura è diventato parte del modello di business dei canali d'informazione alternativi ...

domenica 14 aprile 2024

Il Giappone avverte che l'IA potrebbe causare il crollo totale dell'ordine sociale


.. Con conseguente guerra e fine della democrazia.

di Paul Joseph Watson

Due aziende giapponesi di primo piano hanno avvertito che l’intelligenza artificiale potrebbe causare un collasso totale dell’ordine sociale se non verrà rapidamente controllata.

Nippon Telegraph and Telephone (NTT) e Yomiuri Shimbun Group Holdings, la più grande società di telecomunicazioni e il più grande quotidiano del Paese, hanno pubblicato insieme il manifesto sull’intelligenza artificiale.

Il manifesto avverte che, se non viene approvata rapidamente una legislazione nei principali Paesi del mondo, l’intelligenza artificiale minaccia di decimare la democrazia e di provocare diffusi disordini sociali.

Indicando i programmi di intelligenza artificiale sviluppati dai giganti tecnologici statunitensi, il manifesto avverte: “Nel peggiore dei casi la democrazia e l’ordine sociale potrebbero crollare, provocando guerre”.... 

lunedì 20 marzo 2023

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. 
E si finisce per accettare il peggio. 

Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana. 

Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. 

Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti. Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. 

Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. 
Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare ...

mercoledì 25 gennaio 2023

I bias nell’intelligenza artificiale, una questione aperta e (ancora) poco discussa

 
Se da un lato è ormai evidente come l’intelligenza artificiale costituisca sempre più parte integrante della nostra quotidianità, dall’altro l’attenzione si è di recente spostata sui cosiddetti “bias”, ossia i pregiudizi, che questa tecnologia può a volte presentare e sulle conseguenze che potrebbero derivare dal suo utilizzo.

Anche se l’intelligenza artificiale è un concetto piuttosto ampio, può essere approssimativamente definita come un insieme di tecnologie che cercano di riprodurre ciò che è in grado di fare la mente umana. Per fare ciò si basa su diversi algoritmi, alcuni dei quali hanno la capacità di eseguire ciò che viene chiamato apprendimento automatico (o Machine Learning), ovvero estrarre informazioni e schemi da dati grezzi.

L’intelligenza artificiale, nelle sue diverse forme e applicazioni, svolge un ruolo sempre più importante nella società: dal suo impiego in diversi sistemi e infrastrutture sociali, fino alla capacità di influenzare in parte le nostre abitudini e preferenze. L’aumento costante nell’utilizzo di queste applicazioni non solo comporta grandi vantaggi per molti settori economici in termini di precisione ed efficienza a livello decisionale, ma apre a nuove possibilità e opportunità nella vita quotidiana. Da quest’ultimo punto di vista, se da un lato l’intelligenza artificiale garantisce un accesso più ampio ed equo a una vasta gamma di beni e servizi, dall’altro sempre più voci richiamano l’attenzione sui possibili rischi di discriminazione che questa tecnologia porta con sé ...

giovedì 13 ottobre 2022

Caregiver. Discriminate le famiglie con persone disabili. Lo certifica l'Onu

Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili accoglie un ricorso e giudica del tutto inadeguate le tutele per chi si prende cura di familiari non autosufficienti. In Italia manca una legge.

Le famiglie con persone disabili in Italia sono discriminate. 
Ora lo ha certificato ufficialmente l’Onu. I cosiddetti «caregiver», cioè chi si prende cura di ragazzi o anziani non autosufficienti, infatti, non può vivere una vita "normale", esercitare a pieno i propri diritti perché «il mancato riconoscimento giuridico dello status sociale della loro figura ne pregiudica l’adeguato inserimento in un quadro normativo di tutela e assistenza». Tradotto: manca una legge che riconosca chi cura persone con disabilità, violando così «i loro diritti alla vita familiare, a vivere in modo indipendente e a uno standard di vita adeguato».

A stabilirlo è stato, il 3 ottobre scorso, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sulla base di un ricorso avviato nel 2017 dall’allora presidente della Confad, Maria Simona Bellini. Le misure adottate sino a oggi dallo Stato italiano in favore dei caregiver familiari sono state giudicate insufficienti e ritenute largamente inadeguate a garantire una qualità di vita accettabile ...