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domenica 23 febbraio 2025

Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza

L’indifferenza arriva in una relazione di coppia in modo lento, ma implacabile. È un silenzio amaro nel quale vive l’incertezza, la nostalgia per ciò che un tempo era quotidianità e complicità e del quale, adesso, sentiamo la mancanza.

Le relazioni “muoiono” per molti motivi, lo sappiamo bene, e siamo sicuri che tutte le rotture implicano un livello molto alto di sofferenza, per la quale nessuno è pronto. 

Nonostante ciò, potremmo dire che è proprio quel vuoto, quell’atteggiamento passivo e freddo da parte dell’altra persona nei nostri confronti, di solito, a scatenare una disperazione e un’ansia maggiori ...

venerdì 13 settembre 2024

Analfabetismo sentimentale

Umberto Galimberti 
(01/09/2002

Psicopatia. 
Non spaventiamoci subito di fronte a questa parola. In fondo «psicopatico» lo diciamo un po' di chiunque. Il più delle volte senza nessuna ragione. 

La parola è stata coniata verso fine Ottocento in ambito psichiatrico da J. A. Koch per sostituire quelle sindromi che la psichiatria precedente definiva: «follia morale» o «imbecillità morale».

Ma perché inserire una sindrome psichiatrica tra i nuovi vizi? 

Perché quella che un tempo era la peculiarità di qualcuno, oggi sembra il modo di vivere di molti, così ben descritto nel romanzo Blue Belle dello scrittore americano Andrew Vachss, dove lo psicopatico:

«Segue solo i propri pensieri, procede per la sua strada, avverte solo il proprio dolore. Sì. Non è forse la via giusta per sopravvivere in questo letamaio? Aspetta il tuo momento, abbassa la visiera. Non lasciare che ti leggano il cuore» ...

lunedì 20 marzo 2023

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. 
E si finisce per accettare il peggio. 

Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana. 

Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. 

Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti. Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. 

Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. 
Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare ...

giovedì 23 giugno 2022

Libertà è schiavitù

 
 di Piero Cammerinesi

A distanza di qualche mese dalla cessazione di ogni obbligo di indossare i famigerati “dispositivi di protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie” all’aperto si vedono ancora persone che indossano le mascherine mentre passeggiano in solitudine nella natura, o sono soli in macchina.

Di fronte a tali scene non si può negare che, per chi si rende conto della follia di certi comportamenti – privi di qualsivoglia logica o ragionevolezza – sia una prova assai difficile tenere a bada la collera.

Si tratta di comportamenti ipocondriaci e psicopatici – un po’ come andare in giro con l’ombrello aperto senza una nuvola in cielo perché potrebbe piovere – che mettono spietatamente a nudo la magnitudo della manipolazione mediatica esercitata sulle masse. 

Mi sono sempre domandato in questi due anni come sia stato possibile il manifestarsi di una dissonanza cognitiva di questa entità e, sopratutto, a livello globale ...

venerdì 15 aprile 2022

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. 
E si finisce per accettare il peggio. 

Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana. 
Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. 

Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti. Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. 

Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare ...

mercoledì 30 marzo 2022

Pietre miliari

Se provassimo ad immaginare l’inimmaginabile, a concepire l’inconcepibile…

Ci si trova di fronte ad un bivio: possiamo decidere di vivere come bruti o di “seguir virtute e canoscenza”. 
Invero la stragrande maggioranza degli uomini è paga di soddisfare le esigenze fisiologiche, senza porsi domande di sorta, incurante dell’enigma che è la vita stessa.

Questi tempi frananti vedono l’affermazione del genere homo insipiens tutto concentrato nel qui e nell’ora, teso a trarre il maggior godimento possibile dalla situazione contingente, anche a danno degli altri, senza alcuno scrupolo. 

E’ la definitiva disumanizzazione che è in primo luogo rescissione dei legami naturali: in tal senso gli animali sono superiori ai sub-uomini, poiché gli animali sono ancora immersi nel flusso vitale. 
Invece gli uomini decaduti sono congegni, privi affatto di un mondo interiore ... 

venerdì 11 febbraio 2022

Le code del diavolo

di Roberto Pecchioli

Ore 20,45, esterno notte, quartiere piccolo borghese di una città italiana. Il silenzio è surreale, luci fioche nella sera invernale. Tutto è chiuso, pochissime automobili, nessun passante. In fondo alla strada, una croce illuminata di verde segnala una farmacia. Una piccola folla di forzati del tampone attende il suo turno, intabarrata negli abiti pesanti. Le mascherine non fanno distinguere i volti. Colpisce il silenzio, una strana rassegnazione, la chiusura di ciascuno in se stesso. Timore, distanziamento, fastidio? Chissà. Lontani, divisi, silenti, simili ai naufraghi dell’Eneide, rari nantes in gurgite vasto. 

Ore 8,45, esterno giorno. Dodici ore dopo, la medesima strada, stavolta animata di traffico.  Pochi passanti, due, tre, quattro code. La solita farmacia, ma anche il fornaio, la posta, la banca. Stessa gente silenziosa, stesse maschere. Unica differenza, davanti alla farmacia dirige la coda un guardiano privato. Lo conosciamo, è un buttafuori di discoteca che si guadagna la vita così per la chiusura dei locali di divertimento. Almeno è professionale, non ha la spocchia e lo sguardo felice di troppi neo-guardiani di rincalzo a cui il Covid ha offerto l’occasione di sfogare le frustrazioni. 

Ricordate il film Uomini e Caporali, la fila di cittadini con tessera alimentare e il caporale di turno, un ceffo in divisa dalle tendenze sadiche che tiranneggia Totò, un pover’uomo che sbarca il lunario facendo la coda per gli altri? ...

martedì 11 gennaio 2022

Perché esiste un dovere civico e morale nell'opporsi a tirannie burocratiche

 

Il rovente romanzo russo, Life and Fate, di Vasily Grossman è una delle più grandi analisi sul totalitarismo mai visti. Sulla base delle sue esperienze sotto Stalin, Grossman descrive come l'umanità appassisce sotto la tirannia. 
Il libro di Grossman non è un romanzo distopico, ma pochi libri insegnano meglio come viene usata la forza per controllare una popolazione non solo limitandone la libertà, ma anche sfruttando le debolezze della natura umana.

Lungo un fianco del fronte di Stalingrado, due colonnelli parlano del terribile impatto dei burocrati e della burocrazia. Un colonnello racconta questa storia:

C'era un distaccamento di fanteria che era stato circondato. Gli uomini non avevano niente da mangiare. Ad uno squadrone fu ordinato di paracadutare loro del cibo. Poi però il furiere si rifiutò di distribuire il cibo. Disse che aveva bisogno di una firma sulla bolla di consegna e come potevano gli uomini in basso firmare per ciò che era stato lanciato con il paracadute? E non si sarebbe smosso. Alla fine ricevette un ordine dall'alto.

L'altro colonnello dice: "La burocrazia può essere molto più terrificante di così". Quindi condivide la sua di storia:

Ricordi l'ordine: "Non un passo indietro"? C'era un posto dove i tedeschi stavano falciando i nostri uomini a centinaia. Tutto quello che dovevamo fare era ritirarci oltre il ciglio della collina. Dal punto di vista strategico non avrebbe fatto alcuna differenza e avremmo salvato i nostri uomini e le nostre attrezzature. Ma gli ordini erano "Non un passo indietro". E così gli uomini morirono ed il loro equipaggiamento fu distrutto ...

domenica 21 febbraio 2021

Vivi e lascia vivere...

Vivi e lascia vivere: in un determinato senso, è certo un comandamento inviolabile.

Non rispettarlo, significa semplicemente tradire la nostra umanità. Nessuno, nessuno ha diritto di esercitare una violenza ai danni di un altro essere umano. Su questo siamo certo d'accordo.

Il problema, semmai, sopraggiunge allorché la nostra lingue e il significato delle sue parole viene stravolto e pervertito nei secoli a tal punto, che questa massima diviene l'alibi vergognoso e il comodo standard di ogni invidioso, parassita e psicopatico narcisista di questo mondo. 

Perché, vedete, "Vivi e lascia vivere" nel suo significato "d'armento", ai nostri travagliati tempi, si traduce puntualmente con un bel "Non interferire mai con il male che vedi compiuto. Non pronunciare, neppure per "sbaglio" una parola o un giudizio al riguardo. Non interferire, se vuoi vivere tranquillo, e girati da un altra parte".

Il manifesto del menefreghismo, in altre parole; la chiave di lettura preferita del conformista, dell'uomo medio; del mediocre. Ignorando, a mio avviso in piena coscienza, il dato di fatto ontologico che ogni essere umano viene al mondo per lasciarlo infine in condizioni peggiori o migliori di come lo ha trovato al suo arrivo ... la pecora del buon pastore ama nascondersi dietro agli alibi più spiritualeggianti, pur di celare la propria totale indifferenza nei confronti di tutto ciò che non tocchi direttamente i suoi gretti interessi ...

sabato 24 ottobre 2020

Non perdete il vostro valore con persone che non vi sanno apprezzare

 
È normale sentirsi come se stessimo perdendo il nostro valore di fronte a persone a cui vogliamo bene, ma che, nonostante ciò, ci trascurano. 

Finiamo per convincerci che non ci amano per via di alcuni nostri difetti o, come si dice spesso, “per il nostro modo di essere” o “perché non siamo compatibili”.

Questo significa che finiamo per svalutare noi stessi perché vogliamo trovare delle domande e delle risposte a tutto. 

Questa “perdita di valore”, che sorge dalle abitudini o dalla routine quotidiana, è una sensazione molto comune nelle relazioni di coppia. Si perde la magia, l’atmosfera, le dimostrazioni d’affetto e, così, si distrugge l’amore.

Tuttavia, che si tratti di una sensazione comune non significa che non ci “sommerga nella miseria emotiva”, che non ci colpisca e che non metta fine a delle relazioni che promettevano il mondo e che sono rimaste senza niente. 
Nonostante ciò, poiché sappiamo che tutto questo accade, è molto importante essere coscienti delle risorse di cui disponiamo per evitare di soffrire ...

domenica 25 agosto 2019

Sulla disperazione

di Flores Tovo

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza ...

La malattia mortale del nostro tempo è la disperazione. Letteralmente questa parola significa non aver più speranza, il che implica il tormento che se ne prova. L’idioma spagnolo usa il verbo esperar nel doppio senso di sperare ed attendere. La disperazione è quindi una mancanza di attesa, poiché non si ha più nessun progetto o desiderio da realizzare, in quanto viene a cessare la dimensione temporale del futuro.

Ma qual è l’essenza di questa situazione emotiva, che è la più pervasiva e penetrante, poiché essa costituisce consapevolmente (per pochi) o inconsapevolmente (per molti) la sentimentalità profonda del nostro tempo, che è un tempo essenzialmente disperato? Il filosofo danese Kierkegaard è stato colui, più di ogni altro, che ha cercato di penetrare l’essenza di questa malattia, sia pure da un punto di vista religioso cristiano. Egli affermava che la disperazione è :

… una malattia dello spirito, nell’io, e così può essere triplice: la disperazione di non essere consapevole di avere un io ( disperazione impropria); la disperazione di non voler essere se stesso; la disperazione di voler essere se stesso” (1) ...

venerdì 13 luglio 2018

La censura migliore è quella che fa credere di non esistere

Anche nel mondo virtuale il concetto di democrazia prova timidamente a farsi strada, tenta di venire alla luce in quella nuova dimensione le cui regole nessuno veramente conosce.

Diciamocelo, fondamentalmente non gliene frega niente a nessuno di conoscerle, basta che “C’è campo!”, che lo smartphone dia segni di vita e non mettiamoci certe idee strane in testa.. che poi in rete ci sono i social dove sfogare il nervosismo senza fare troppi danni!

Il punto è che l'Internet non dovrebbe essere soltanto un mercato, ma è diventato persino qualcosa di peggio, una specie di Far west, un regno dei fuorilegge in cui mettere delle regole chiare e palesi (il che non significa "censure") nero su bianco sta diventando indispensabile.

Sorge persino il dubbio che coloro che gestiscono la rete non la controllino più totalmente. Quindi cosa fare? Si affrettano a sfruttarla finché si può, accontendandosi di guadagnarci sopra il più possibile, puntando quasi tutti i loro sforzi verso quello scopo, anche se spesso a scapito della ricerca, della qualità, dell'equità, dell’efficienza, della sicurezza ..

Ci sono ancora poche regole nella Rete infatti, poche e fumose o - peggio - nascoste e/o ignorate dai più. Regole valide in un punto del pianeta e agli antipodi non più… una fitta nebbia nella quale è facile perdersi!
Certamente è un bell’esempio dell’armonioso funzionamento dell’applicazione delle regole a livello globale, un assaggio di come potrebbe essere il futuro se questo modus operandi si estendesse ad altri ambiti, reali! 😒
In pratica una catastrofe! ...