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domenica 28 giugno 2026

I traumi dell'infanzia

 di Germana Verganti 

Affinché si produca un trauma nell'infanzia, non è necessario che si verifichi un evento estremo, è sufficiente che un’esperienza venga vissuta come soverchiante e solitaria, senza la possibilità di essere compresa e condivisa con un adulto affidabile. 

Come ha sottolineato Bessel van der Kolk, il trauma non è definito soltanto dall’evento in sé, ma dall’effetto che quell’esperienza produce sul sistema nervoso: è ciò che resta nel corpo quando la mente non è stata in grado di elaborare ciò che è accaduto. 

Un bambino, data la sua struttura neurobiologica, non possiede ancora completamente le competenze di autoregolazione emotiva, dipende infatti dall’adulto per dare senso alle proprie emozioni e per modularle. Se un’esperienza è troppo intensa, improvvisa, ripetuta o vissuta in solitudine emotiva, può assumere una valenza traumatica. 

Il trauma infantile può dunque derivare da eventi acuti, come maltrattamenti, trascuratezza grave, perdita improvvisa di una figura di riferimento, ma anche da condizioni relazionali croniche e meno visibili come umiliazioni ripetute, svalutazione sistematica, freddezza affettiva, imprevedibilità, richieste di maturità precoce, mancanza di rispecchiamento emotivo. 
In questi casi non è tanto il singolo episodio a ferire, ma la ripetizione e l’assenza di un contesto riparativo ...

giovedì 11 giugno 2026

Gli stati emotivi causa di malattie

 
I fattori psichici sono Stati Emotivi che hanno sede negli Organi e vengono chiamati “I sette sentimenti” (QI QING). 
Il numero 7 è il simbolo della forza che si irradia e che è pertanto difficile da controllare.

Il fatto che le emozioni siano 7 vuole evidenziare come i sentimenti siano qualcosa di molto potente, ma difficile da governare e possano quindi esplodere in modo improvviso. Inoltre il numero 7 rappresenta l’orientamento; in particolare le 6 direzioni spaziali più il centro: ciò significa che i 7 sentimenti ci orientano nelle scelte, ci consentono di dare una risposta agli stimoli esterni, ci indicano in una parola la strada da seguire.

I 7 sentimenti sono ovviamente parte della vita dell’uomo e non sono quindi di per sé fattori o cause di disarmonia. Lo divengono quando sono eccessivi o permangono a lungo, soprattutto quando non si è consapevoli della loro esistenza, cosicché divengono repressi, causando stagnazione dell’energia.
In realtà, l’eccesso di un sentimento può essere sia causa che conseguenza di uno squilibrio. Ad esempio, la paura, alla lunga, genera un deficit dell’energia dei reni, ma d’altro canto un indebolimento dei reni può generare uno stato di paura.

Le distinzioni sono quindi utili, ma sempre riduttive. 
Inoltre, l’eccesso di qualsiasi sentimento tende a “consumare” lo Yin del corpo e, col passare del tempo, a generare calore (o meglio, falso calore) e fuoco, creando un circolo vizioso dal quale è difficile uscire senza un aiuto esterno ...

venerdì 17 aprile 2026

Propaganda: il sonno delle masse e l’appiattimento del pensatore medio

 
C’è un mondo che sembra libero, ma non lo è. Le folle camminano tra strade illuminate da schermi e cartelloni, credendo di decidere da sé. 
Ma la realtà è diversa: opinioni, desideri e paure sono spesso plasmati da mani invisibili. Edward Bernays, in Propaganda, lo sintetizza così:

“La manipolazione consapevole delle opinioni organizzate è un elemento importante in una società democratica. Chi esercita questo potere governa realmente il mondo.”

Oltre la citazione, Bernays decodifica un fenomeno profondo: la società moderna è strutturalmente guidata da pochi esperti che sanno leggere e dirigere i desideri inconsci delle masse.

Il pensatore medio non pensa davvero con la propria testa. È rassicurato dall’abitudine, dalla routine e dalle convinzioni preconfezionate. Si informa superficialmente, segue mode e opinioni comuni, ripete slogan senza riflettere. In pratica, appiattisce il proprio pensiero per comodità, cedendo il controllo a chi sa orientare l’opinione pubblica...

martedì 13 gennaio 2026

Chi sono io?

  
Chi sono io? Per conoscere chi sei devi capire cosa non sei.

“Come faccio a conoscere me stesso per sapere chi sono io?” .. è questa una delle domande che ricevo spesso da alcuni lettori, lettori di tutte le età, che si interrogano seriamente sulla loro reale natura. Ma io, che non sono né un guru e né un maestro illuminato, da semplice viandante ignorante quale sono, rispondo sempre: per conoscere chi sei devi capire cosa non sei. È tutto quello che so. A volte, per qualcuno, risulta essere una risposta insoddisfacente, troppo semplice, per alcuni addirittura è un nonsense, ma per me si tratta della pura verità.

Dietro a quella risposta c’è tutta la mia breve e tragicomica esperienza di vita, ma che passo dopo passo mi ha portato a conoscermi sempre di più, sempre meglio, partendo da un lavoro di osservazione, per poi passare ad una fase di sperimentazione e infine di realizzazione. Ho realizzato chi sono e per arrivarci ho seguito la strada del cosa NON sono.

Ma partiamo dalla domanda: “chi sono io?”. Bisogna constatare che viviamo in una società moderna, talmente moderna, nella quale la maggior parte delle persone non cambia mai, non evolve, e che col passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande proprio perché non si pone mai questa domanda fondamentale. Sono arrivato alla conclusione che le persone hanno paura di mettere in discussione ciò che pensano di sapere, quelle che sono le loro convinzioni. E così, spesso, con l’età che avanza e la morte che si avvicina, si accorgono di avere vissuto inconsapevolmente. Tutti i credo e le idee mai indagate iniziano a vacillare, insieme alla falsa immagine di loro stessi che si sono portati dietro per anni.

Questo succede perché la morte ci mostra quanto poco sappiamo su questa domanda così fondamentale, e lo fa privandoci del corpo, annientando relazioni, denaro, potere, praticamente tutte quelle cose per cui la maggior parte delle persone vive ...

venerdì 26 dicembre 2025

Diventare adulti


Dite:

È faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.

Poi aggiungete:
Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.

Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

di Janusz Korczak
Tratto da “Il diritto del bambino al rispetto” (1929) ...

giovedì 4 settembre 2025

Come i genitori Inuit insegnano ai figli a controllare la rabbia

Negli anni '60, una giovane studentessa laureata di Harvard fece una scoperta fondamentale sulla natura della rabbia umana.

A 34 anni, decise di avventurarsi oltre il Circolo Polare Artico e vivere per 17 mesi nella tundra.
Niente strade. Niente riscaldamento. Niente supermercati. E inverni in cui la temperatura scendevano fino a -40 °C.

Riuscì a convincere una famiglia Inuit ad "adottarla" per poter osservare la loro vita quotidiana nei suoi ritmi naturali.

Briggs si rese subito conto che in queste famiglie stava accadendo qualcosa di straordinario: gli adulti avevano una straordinaria capacità di controllare la rabbia...

martedì 14 gennaio 2025

Lavaggio del cervello: mito o realtà?


Il lavaggio del cervello è una strategia per manipolare la mente umana. Usa tecniche specifiche, applicate sistematicamente per la prima volta durante la Rivoluzione culturale cinese e copiate poi da quasi tutte le potenze mondiali.

Una persona si converte a una religione o entra in una determinata setta e, all’improvviso, è come se fosse un’altra. 
Non pensa, non agisce, né sente come prima. 
In questi casi, dai giornali alla gente comune, si sente parlare di lavaggio del cervello. 
La verità è che questo fenomeno esiste e funziona attraverso protocolli ben definiti.

Fin dagli anni Cinquanta si è parlato di lavaggio del cervello, anche se i tentativi di manipolare la mente umana sono iniziati molto tempo prima. Tuttavia, fino a quel momento, non era stato definito e descritto un vero e proprio metodo per “riprogrammare” la mente delle persone in modo continuato ed efficace.

Il termine lavaggio del cervello venne usato per la prima volta dal giornalista (e agente della CIA) Edward Hunter nel 1950. Dopo di lui, fu un tema ricorrente in grandi romanzi, come 1984 di George Orwell, o di film, come L’uovo del serpente di Ingmar Bergman del 1977. L’uso romanzato di questo termine ha portato molte persone a pensare che si trattasse di un’invenzione della fantasia. Ma non è così.

“Isolamento, controllo, incertezza, ripetizione del messaggio e manipolazione emotiva sono tecniche usate per il lavaggio del cervello.” ...

lunedì 18 novembre 2024

E se essere empatici significasse in realtà essere egoisti?

L’empatia possiede un lato negativo, mediante il quale l’osservatore empatico agisce al solo fine di mettersi in salvo dal malessere provocato dall’altro.

Provare empatia per qualcuno significa provare le emozioni che l’altro sta vivendo e viverle a propria volta, provando le sue ragioni. Si tratta di un fenomeno complesso, che comprende diversi ambiti della nostra vita e non facile da definire (Albiero, Matricardi, 2006).

L’empatia rappresenta uno degli strumenti basilari di una comunicazione interpersonale davvero efficace. Nelle relazioni interpersonali diviene una “chiave d’accesso” ai sentimenti e agli stati d’animo dell’altro.

In psicologia esistono due diversi modi di concettualizzare l’empatia: uno la considera un’esperienza di partecipazione emotiva, e quindi in questo caso empatizzare con qualcuno significa condividere l’emozione che l’altro vive, provando la medesima sensazione; l’altro modo concepisce l’empatia come capacità di comprendere il punto di vista dell’altro, quindi comprendere le sue intenzioni e i suoi pensieri, riuscendo a vedere la situazione che l’altro sta vivendo dalla sua prospettiva...

mercoledì 25 settembre 2024

Imparare è bello, studiare no!

La critica di Silvano Agosti alla scuola: imparare è bello, studiare no!

Silvano Agosti (1938) ha scritto più volte della scuola, condannandola senza mezzi termini. La sua visione pura dell'esistenza non può tollerare alcuna violenza nei confronti dell'essere umano, quindi la scuola gli appare come una cosa abominevole.

La stampa ufficiale quando riporta le considerazioni con cui Agosti condanna la scuola prova a depotenziarne il valore definendole "provocazioni". Le sue lucidissime e naturalissime considerazioni non hanno, in realtà, nulla di provocatorio. Provocatori continuano invece ad apparire i campi di reclusione scolastici.
In un suo breve saggio del 2007 intitolato Il genocidio invisibile Agosti ha illustrato con parole semplici e chiare il modo in cui le scuole, privilegiando lo studio rispetto all'apprendimento, si trasformano in luoghi di tortura.

Accade quindi che istituzioni nate per soccorrere l’uomo finiscano per danneggiarlo o addirittura sopprimerlo, o che l’infinito piacere di imparare venga sostituito dalla pratica poco amata dello “studiare”.
Imparare” è pratica naturale di evoluzione e crescita della personalità e procura emozioni delicate e favorevoli, a volte perfino ineffabili.
Studiare” ovvero inserire di forza nel proprio apparato percettivo una serie di concetti e nozioni non chiamate dal desiderio, si rivela invece a lungo andare una pratica perversa, capace solo di annullare qualsiasi reale desiderio di conoscere ...

venerdì 13 settembre 2024

Analfabetismo sentimentale

Umberto Galimberti 
(01/09/2002

Psicopatia. 
Non spaventiamoci subito di fronte a questa parola. In fondo «psicopatico» lo diciamo un po' di chiunque. Il più delle volte senza nessuna ragione. 

La parola è stata coniata verso fine Ottocento in ambito psichiatrico da J. A. Koch per sostituire quelle sindromi che la psichiatria precedente definiva: «follia morale» o «imbecillità morale».

Ma perché inserire una sindrome psichiatrica tra i nuovi vizi? 

Perché quella che un tempo era la peculiarità di qualcuno, oggi sembra il modo di vivere di molti, così ben descritto nel romanzo Blue Belle dello scrittore americano Andrew Vachss, dove lo psicopatico:

«Segue solo i propri pensieri, procede per la sua strada, avverte solo il proprio dolore. Sì. Non è forse la via giusta per sopravvivere in questo letamaio? Aspetta il tuo momento, abbassa la visiera. Non lasciare che ti leggano il cuore» ...

venerdì 5 aprile 2024

L’uomo è l’unico essere vivente che piange?


Davanti a una forte emozione, gli esseri umani piangono. Gli animali non sempre. 

O meglio, non sappiamo sempre con precisione se si tratta di lacrime emotive.

Il caso più famoso è quello degli elefanti, riportato anche nel libro Quando gli elefanti piangono di Jeffrey Masson, nel quale si analizzano i sentimenti di molti animali. In particolare, gli elefanti producono lacrime se sono in stato di stress; secondo Masson lacrimano a causa di forti emozioni anche gorilla, scimpanzé, cavalli e orsi. 

Mentre, nonostante il detto, non lo fanno i coccodrilli, che emettono lacrime solo in seguito a uno sforzo intenso ...

mercoledì 17 gennaio 2024

La Via degli Scaltri

Domanda: Sento che mi sto spostando dalla rabbia alla tristezza. Sarebbe meglio se esprimessi la rabbia o devo lasciare solo che esploda dentro di me?

La tristezza e la rabbia sono la stessa cosa. La tristezza è rabbia passiva e la rabbia è tristezza attiva. Se la tristezza è più facile, la rabbia sembra difficile - vuol dire che sei troppo focalizzato sul passivo.
 
Per una persona triste è difficile essere arrabbiata. Se riesci a far arrabbiare una persona triste, la sua tristezza svanirà subito. È molto difficile che una persona arrabbiata sia triste. Se riesci a farla diventare triste, la rabbia scomparirà immediatamente.

In tutte le nostre emozioni continua la polarità fondamentale: uomo e donna, yin e yang, maschile e femminile. Quindi se sei sintonizzato sulla tristezza, ti sarà difficile muoverti verso la rabbia, ma vorrei che lo facessi comunque. Una semplice esplosione non basterà perché allora starai ancora cercando un modo di essere passivo. No, falla uscire, esprimila nelle tue azioni. Anche se ti sembra senza senso, fallo lo stesso. Appari pure come un pagliaccio ai tuoi stessi occhi, ma esprimila comunque.

Se puoi oscillare tra rabbia e tristezza, diventeranno entrambe facili, allo stesso modo. La tua sarà una trascendenza e a quel punto sarai in grado di osservare. Potrai rimanere al di là dello schermo e guardare questi giochi, e potrai andare al di là di entrambe. Ma prima dovrai riuscire a muoverti facilmente dall'una all'altra, altrimenti tenderai a essere triste e quando ti senti così pesante, la trascendenza è difficile ...

mercoledì 19 luglio 2023

Legge di Attrazione e Legge di Consapevolezza

Sono molto felice di presentarvi un articolo davvero intelligente sulla famigerata Legge di Attrazione. 
Ha il merito di epurare la Legge di Attrazione sia dalle contaminazioni positiviste-giuliviste della new-age che dai pompaggi commerciali che spesso si incontrano nei corsi di crescita personale, e di farla rientrare in un contesto attuativo in cui la logica smonta il paradosso del “pensiero positivo” a tutti i costi, che spesso non denota altro che cecità spirituale e faciloneria.  - Lòthlaurin
- Tom Montalk -
 
La Legge di Attrazione dice che si attrae sincronicamente fuori ciò che è in risonanza con il dentro, ovvero che puoi portare nella tua vita quello su cui al momento ti stai molto concentrando. Quindi se hai un’attitudine positiva e ti concentri sul successo, lo attrai; mentre se hai un’attitudine cinica e depressa attrai esperienze negative.

Allo stesso tempo però, l’esperienza mostra che le possibilità negative si manifestano quando meno ce le aspettiamo ed anticiparle è ciò che in verità fa evitare che accadano.

Dunque come può essere che concentrandoci sulle possibilità negative le attraiamo da un lato e le evitiamo dall’altro? Questo è il paradosso di cui parliamo in questo articolo. Tutto quel che dobbiamo fare è osservare alcuni casi tipici e trovare la regola che li rappresenta...

lunedì 24 aprile 2023

Il «piccolo cervello» contenuto nel cuore

Nel 1991 una scoperta scientifica pubblicata in un articolo sottoposto a revisione paritaria mise a tacere qualunque residuo di dubbio sul variegato ruolo del cuore all’interno del corpo. 

Il nome della rivista ci fornisce un indizio riguardo alla scoperta: «Neurocardiology».

Tutto è incentrato sull’intimo rapporto che collega fra loro il nostro cuore e il nostro cervello.
La scoperta descriveva questo potente rapporto, che in passato era stato ignorato. Una squadra di scienziati, diretta dal dottor J. Andrew Armour dell’Università di Montreal, aveva scoperto che circa 40.000 neuroni specializzati, denominati neuriti sensori, formano una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso. 

Per chiarezza, il termine neurone descrive una cellula specializzata che può venire sollecitata (stimolata elettricamente) in modo tale da permetterle di condividere informazioni con altre cellule del corpo. 
Nonostante un vasto numero di neuroni sia ovviamente concentrato nel cervello e lungo il midollo spinale, la scoperta di queste cellule all’interno del cuore, e in minor numero all’interno di altri organi, permette una nuova comprensione del livello di comunicazione vigente in tutto il corpo ...

giovedì 2 marzo 2023

Il male nascosto - l'utilità dell'ansia e i pericoli dell'inautenticità

Voglio vedere le persone stanche, stressate, che si lamentano, frustrate, voglio vedere quelle cosiddette ‘emozioni oscure’ all’opera perché so cosa sono, quelle emozioni oscure. Quelle emozioni oscure che odiate, e che credete siano ‘odio’, ‘rabbia’, ‘solitudine’ e ‘paura’, questi sono semplicemente termini che hanno bloccato il vostro Sé più elevato. 
Il Sé più elevato sta facendo gli straordinari per svegliarvi dal vostro delirio. 
Siete intrappolati nei ruoli, siete intrappolati in quegli scafandri, siete intrappolati nella gabbia della vita non-autentica.

(Michael Tsarion)

Siete distanti km dal vostro Dharma quando vivete le vostre vite inautentiche, tutti, dai vostri genitori ai vostri compagni e cosiddetti amici, insegnanti, politici e… e preti, e il mondo intero, hanno cancellato la vostra individualità. Quindi è chiaro che state urlando dentro, io non voglio medicarvi, non voglio creare un culto New Age tramite il quale liberarvi dalle vostre ansie, voglio introdurvi alle vostre ansie! Quelle ansie… cosa diceva Nietzsche? “Guardatevi dallo scacciare i vostri demoni, potreste scacciare la parte migliore di voi stessi”.

La gente pensava fosse satanico, pazzo? No, era un filosofo che comprendeva… Speriamo, piuttosto, che quelle forze oscure che stanno bussando alle vostre porte entrino.

E’ una forma di catarsi, una sorta di esorcismo. Potreste essere, individualmente, così traumatizzati da morire per lo shock, se effettivamente si manifestassero, beh, peccato, è il prezzo che dovreste essere disposti a pagare. Ma in realtà non vi stanno uccidendo, siete voi che state uccidendo voi stessi a causa della paura di un’ombra che non comprendete. Vedi, l’inconscio riflette sempre il volto che lo osserva. Ecco perché il simbolo più importante dell’inconscio è lo Specchio. Perché il volto che l’inconscio fa proprio… o meglio, più nello specifico, il volto che il contenuto dell’inconscio acquista, quando si manifesta nella coscienza, è profondamente connesso alle difese del vostro stesso Ego. Ovvero, ciò che osservate – è come la questione del livello atomico di cui discutevamo poco fa – questo volto che si affaccia sull’inconscio viene riflesso. Per cui, se il volto che sta osservando l’inconscio è timoroso, patologico, tossico, impaurito ecc.. il contenuto espresso dal volto assumerà questa forma.

E cosa vedranno quando arriveranno fino in fondo? ..

venerdì 17 febbraio 2023

Bauman: ”Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati”

 Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro. 
Il grande sociologo spiega come i legami siano stati sostituiti dalle "connessioni". E aggiunge: "Ogni relazione rimane unica: non si può imparare a voler bene". 
Disconnettersi è solo un gioco. Farsi amici offline richiede impegno.

di RAFFAELLA DE SANTIS (novembre 2012)

Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. 
Zygmunt Bauman sull'argomento è tornato più volte (lo fa anche nel suo ultimo libro Cose che abbiamo in comune, pubblicato da Laterza). I suoi lavori sono ricchi di considerazioni sul modo di vivere le relazioni: oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo. Amore liquido, uscito nel 2003, partiva proprio da qui, dalla nostra lacerazione tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore autentico.

Cos'è che ci spinge a cercare sempre nuove storie?
"Il bisogno di amare ed essere amati, in una continua ricerca di appagamento, senza essere mai sicuri di essere stati soddisfatti abbastanza. L'amore liquido è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame" ...

giovedì 1 dicembre 2022

Da presidio medico sono diventate strumento magico

Intervista di Maddalena Loy al professor Emilio Mordini

Proviamo a immaginare l’umanità con la mascherina, per sempre. Come sarebbe?

“Semplice: un mondo che renderebbe difficile e immateriale la comunicazione delle emozioni”. “Semplice”, ma agghiacciante. 

Anche perché sembra che quella per la mascherina sia una devozione tutta italiana" come osserva il professor Emilio Mordini. 

Laureato in medicina e in filosofia, già docente universitario di bioetica e di etica, segretario scientifico della Commissione di Bioetica del CNR e di quella dell’Ordine dei Medici di Roma, Mordini si è occupato di epidemie e vaccinazioni per la Commissione Ue. Oggi è research fellow all’Università di Haifa in Israele ed esperto della DG HOME della Commissione Ue. Esercita in Friuli ...

sabato 16 luglio 2022

Il cervello umano, arma semisegreta dell’ospizio Occidente

di Roberto Pecchioli 

Prima ci hanno decerebrato, denaturato, reso inoffensivi, docili animali umani da salotto incapaci di difendere se stessi, proteggere figli e famiglie, reagire ai soprusi. Adesso, messo alle strette dalla geopolitica multipolare, il canuto, sfiancato Occidente, il Grande Ospizio descritto da Eduard Limonov, sta elaborando un’arma tecnologica nuova di zecca per conservare una stanca egemonia, sottomettere i popoli al suo suprematismo, alla sua risibile democrazia dominata dal denaro, alla sua litania dei diritti. 
È il cervello umano, sì, proprio il contenuto delle nostre teste, sterilizzate da decenni di propaganda, programmazione neurolinguistica, esperimenti psico sociali.

L’apparato militare-industriale (i due termini sono simbiotici) ha fatto un ulteriore passo sulla strada della manipolazione umana, la via per trasformare l’antiquato homo sapiens in un cyberuomo sorvegliato da remoto, addirittura utilizzabile come arma. Eterogenesi dei fini per il povero omino occidentale, pacifista, tremebondo, impaurito, pazientemente programmato da generazioni. 
La Nato, l’apparato militare che difende quel che resta del dominio occidentale nel mondo, ha infatti aggiunto ai tradizionali ambiti della guerra – terra, mare, aria – e ai più moderni spazio e cyberspazio, un nuovo settore, il campo cognitivo ...

domenica 27 giugno 2021

Il mondo virtuale? Ci siamo già dentro

 

di Francesco lamendola

I cambiamenti che la tecnica imprime al mondo in cui viviamo sono così rapidi che non facciamo in tempo a renderci conto di quale sia tutta la loro effettiva portata; mentre stiamo incominciando a metabolizzarne uno, ne sopraggiunge un secondo, poi un terzo, un quarto, ciascuno dei quali provoca una rottura col nostro modo di vivere e di pensare, e perfino di sentire, e ciascuno dei quali ci proietta, pertanto, in una terra incognita, ancora bianca sulle carte geografiche, nella quale non sappiamo cosa troveremo, e della quale, questa è la cosa più inquietante, non ci accorgiamo di essere penetrati, perché coltiviamo ancora l’illusione di trovarci nel mondo di prima: nel mondo di cinque, dieci, venti anni fa, quando tutto pareva simile a come appare oggi mentre in realtà tutto era diverso.

Spesso l’uomo moderno viene paragonato a Ulisse: basti pensare a Dante, a Joyce o a Saba: come l’eroe greco, è continuamente proteso oltre le Colonne d’Ercole, alla ricerca di un segreto da svelare, di un’ultima frontiera da oltrepassare. 

Il paragone è giusto, a patto di mettere in evidenza due sostanziali differenze: primo, il figlio di Laerte voleva, sì, divenir del mondo esperto, e delle vizi umani e del valore, ma voleva, ancora più fortemente, fare ritorno alla sua casa, da sua moglie e da suo figlio; secondo, egli era perfettamente consapevole dei rischi che affrontava durante la navigazione, e se in alcuni casi li volle affrontare intenzionalmente, pur potendone fare a meno, fu perché aveva una grandissima sete di conoscenza e quella sete era proporzionata ai mezzi di cui disponeva per difendersi anche dagli eventuali pericoli ...

giovedì 20 maggio 2021

La spiritualità come fuga dal mondo



Anni fa ero convinto che essere persone "spirituali" significasse meditare e praticare yoga quotidianamente, seguire una dieta vegetariana o vegana, comprare solamente cibo Bio, leggere i libri di Osho o a tema "spirituale", frequentare le persone del mio "livello spirituale" guardando dall'alto in basso quelli che ancora non si erano "risvegliati". 

Sognavo di vivere in una comunità immersa nel verde dove tutti si dicessero "Namasté", sempre sorridenti, in abiti fricchettoni, fumando erba e amandosi incondizionatamente.
Quanta arroganza mi abitava!

Oggi non riesco più ad accettare quella visione immatura della spiritualità. Sono tutti cliché. Da cosa stavo scappando mi chiedo?

Questa visione "distorta" della spiritualità è figlia della controcultura hippy degli anni '60 che, poi ho compreso, non è solo irrealistica ma anche "pericolosa" perché crea isolamento e separazione invitando le persone a pensare che ritirandosi dal mondo in una comunità e quindi selezionando solo quelli che la pensano come loro e hanno le stesse idee sia un modo per essere sempre felici. 
Una sorta di bolla protettiva ...