Nelle discussioni di ogni genere via internet mi capita spiacevolmente di incontrare con frequenza maggiore del conveniente (che sarebbe: zero) il commento: "Questa è utopia".
Peggio che mai, di solito la valutazione viene riferita alle mie proposte.
Profondamente commosso da tale miserevole condizione (che non è la mia, bensì quella del visionario di turno che vede utopie, quali "irrealizzabili", nelle descrizioni altrui), ho deciso di affrontare in senso generale l'argomento.
Cominciando dall'etimologia del termine, via sicura per ricostruire il significato originale autentico di ogni parola, come insisteva tenacemente il mio professore di greco antico, Sante Piccoli (il quale, a suo modo, era pur egli antico, ma pregevole).
U-topia (tòpos = luogo): luogo che non c'è.
Come casa tua prima di essere costruita.
Nel mondo artificiale non c'è niente salvo che il risultato di ciò che si fa...


