E se la rigenerazione urbana passasse dal sottrarre anziché dall'aggiungere? Alla scoperta del depaving, la pratica che rompe la barriera di asfalto e cemento e promette di riscrivere il rapporto tra spazio urbano, gestione delle acque e verde urbano.
Immaginate le nostre città, soffocate da colate di asfalto e cemento che si estendono a perdita d’occhio. Superfici nere e impermeabili che d’estate si trasformano in vere e proprie griglie roventi, contribuendo a quel fenomeno sempre più opprimente delle “isole di calore”. Cosa fare (oltre a provare a scappare dalla città nei mesi più torridi)?
Una delle opere diffuse in questo ambito prende il nome di depaving (o deimpermeabilizzazione) e rappresenta un’azione che sta ridisegnando il volto di metropoli in tutto il mondo (in particolar modo di quelle che ambiscono a diventare “città spugna”), Italia compresa, con l’obiettivo di renderle più resilienti, verdi ed a misura d’uomo...









