sabato 5 settembre 2026

Quando la NASA spedì meduse nello spazio: un esperimento sorprendente

di Aurelio Sanguinetti

La NASA è famosa per essere la più importante agenzia spaziale del mondo, avendo segnato la storia dell'umanità riuscendo a portare i primi uomini sulla Luna e a compiere diversi esperimenti nello spazio.

Tra i risultati più bizzarri mai ottenuti dalla NASA c'è però un peculiare esperimento non molto conosciuto. Esso venne svolto negli anni Novanta, in collaborazione con l'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea, e prevedeva di inviare migliaia di meduse nello spazio a bordo della stazione spaziale Spacelab.

L'obiettivo dei ricercatori della NASA era quello di scoprire quali sarebbero stati gli effetti della microgravità su questi animali, considerati delle specie modello sebbene molto semplici. 

Le meduse risultavano idonee a questo esperimento perché i loro tessuti contengono speciali organi noti come statoliti, che oltre ad agire come sensori per la gravità potevano fungere anche da confronto con le statoliti degli esemplari rimasti a Terra...

venerdì 4 settembre 2026

Regista estone: il misterioso "Oggetto M" potrebbe monitorare l'umanità

 
Ross Coulthart intervista il regista e scrittore estone Mart Sander, il cui nuovo libro, "Object M: Estonia's Buried Mystery", ripercorre uno dei casi più strani e meno compresi d'Europa. (NewsNation). 

Tutto ebbe inizio quando, intorno agli anni '60, un residente di Merivalja, un quartiere della città di Tallinn, in Estonia, decise di scavare un pozzo sotto la sua proprietà.

A circa sette o otto metri di profondità, Virgo Mitt colpì un oggetto metallico con il suo martello pneumatico, riempiendo un secchio con i frammenti risultanti, alcuni dei quali diede a un amico geologo del posto, dopodiché i campioni rimasero su uno scaffale in un laboratorio universitario locale per molti anni.

Un giorno, il quotidiano russo Pravda riportò che i frammenti di Merivalja presentavano proprietà altamente anomale, producendo scosse elettriche e formicolii che fecero perdere conoscenza a un ingegnere che li stava esaminando.

E così nacque la leggenda dell'"Oggetto M", noto anche come "Oggetto Merivalja"...

giovedì 3 settembre 2026

intervista a Credo Mutwa, shamano Zulù


E’ stato spesso detto che gli Anziani Nativi di ogni tribù detengono le chiavi della conoscenza. Questa affermazione non è mai stata più chiaramente confermata che in questa intervista che ebbi il privilegio di fare a Credo Mutwa, "Sanusi" (o Shamano) Zulù, prossimo agli 80 anni (l’intervista è di molti anni fa, ora la soglia superata sono i 90 ndt ).

Grazie agli sforzi e all’assistenza di David Icke, mi fu possibile stabilire il contatto con il Dr. Johan Joubert, che gentilmente coordinò la cosa con Credo Mutwa, consentendo così che l’intervista avvenisse telefonicamente: letteralmente a metà strada del mondo: in Sud Africa.

Noi di The SPECTRUM vogliamo esprimere il nostro più profondo apprezzamento sia a David Icke che al Dr. Joubert per i loro altruistici sforzi nel far si che la Verità di quest’uomo uscisse nel mondo. 

La prima volta che sentii parlare di Credo Mutwa fu 5 anni fa, ma a quel tempo non pareva possibile parlargli direttamente a telefono, poiché viveva in un’area remota senza telefono. 

Quando sentii da David Icke che lui aveva passato del tempo con Credo Mutwa e che sarebbe stato disposto a parlare con The SPECTRUM, allora tutto combaciò perfettamente ...

mercoledì 2 settembre 2026

La strana storia dell’allunaggio sovietico del 1959

 
 Il 20 luglio del 1969, la NASA ha fatto la storia dei viaggi spaziali portando i primi esploratori umani sulla superficie della Luna. Questo viaggio incredibile, intrapreso dall’equipaggio dell’Apollo 11, è salutato come l’apice nella corsa allo spazio contesa tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Ma un decennio prima, nel 1959, era il programma spaziale sovietico a far mangiare la polvere alla NASA nell’esplorazione lunare. 
Il 14 settembre di quell’anno l’URSS tagliò uno dei traguardi fondamentali del viaggio interplanetario, raggiungendo la Luna con la sua sonda Luna 2 (o, secondo traduzioni alternative, Lunik 2).

Per la prima volta, un oggetto fabbricato dall’uomo ha toccato la superficie di un altro mondo, e la missione ha rappresentato un passaggio preliminare cruciale nelle spedizioni di equipaggi umani sulla Luna. 
Per migliaia di anni, gli uomini erano stati costretti a contemplare il nostro satellite naturale da lontano, ma Luna 2 ha provato infine che la sua superficie, fino a quel momento incontaminata, era a portata di mano ...

martedì 1 settembre 2026

Ci fu un tempo in cui la luce correva più veloce?

 
In un articolo apparso su Physical Review D (2016 NdC), due ricercatori, sostenitori di una teoria controversa sulla non costanza della velocità della luce, presentano un modello le cui predizioni sul valore dell’indice spettrale, legato alle fluttuazioni cosmiche primordiali da cui sarebbero emerse le strutture cosmiche, potrebbero ora essere verificate sperimentalmente.

Alcuni ricercatori sostengono che il valore della velocità della luce sarebbe stato molto più elevato durante le primissime fasi della storia cosmica. 

Uno studio guidato da João Magueijo dell’Imperial College di Londra, in collaborazione col collega Niayesh Afshordi del Perimeter Institute in Canada, presenta ora una possibile predizione sulla veridicità di questa ipotesi che potrebbe essere verificata sperimentalmente. Lo studio è stato pubblicato questo mese su Physical Review D.

Nella teoria della relatività speciale, Einstein aveva introdotto il postulato sulla costanza della velocità della luce, implicando che lo spazio e il tempo possono modificarsi nell’ambito di situazioni differenti. Il fatto che la velocità della luce sia una costante della natura sta alla base di diverse teorie fisiche, come la relatività generale. 

In particolare, essa gioca un ruolo importante nei modelli che tentano di descrivere gli istanti iniziali della storia dell’Universo... 

lunedì 31 agosto 2026

AI, lo studio del MIT che analizza come gli agenti di OpenAI hanno attaccato Hugging Face

 
Il MIT (Istituto di tecnologia del Massachusetts) ha analizzato gli aspetti più importante dell’attacco “senza intervento umano” degli agenti di OpenAI contro Hugging Face.

Il MIT ha evidenziato che l’attacco cyber “senza intervento umano” di alcuni modelli di AI di OpenAI contro Hugging Face non sarebbe stato un incidente isolato. Sarebbe al contrario stato “il risultato di comportamenti che i modelli avevano già sviluppato durante il loro addestramento“.

Il MIT ha ripreso il rapporto tecnico pubblicato proprio da OpenAI, partendo dalla prospettiva di “agenti fuggiti da una zona safe” e sottolineando alcuni dettagli che potrebbero avere delle conseguenze sulla cybersicurezza.

In tale ottica, il punto più preoccupante è che gli agenti non si sarebbero limitati a trovare “una soluzione creativa” a un problema difficile. Nel corso dell’addestramento avrebbero imparato, indirettamente, ad aggirare le regole, sfruttare le debolezze dell’ambiente
E ancora, a collaborare con altri agenti poteva essere un modo efficace per raggiungere un obiettivo....

domenica 30 agosto 2026

Negare la superiorità intellettuale degli ebrei è un atteggiamento antisemita?


Qualcuno si era domandato, tra le molte altre cose, come sia possibile che una minoranza etnica come quella ebraica in Italia riesca a "produrre" un numero percentualmente così elevato di docenti universitari, intellettuali e un numero incalcolabile di giornalisti, opinionisti presenti sui principali media italiani. 

Il curioso si era domandato se per caso questa anomalia fosse in realtà dettata dalla prassi clientelare tipica italiana con la quale vengono assegnate posizioni di rilievo all'interno delle Istituzioni pubbliche ed in particolar modo nelle Università italiane. 

Questa opinione verte quindi fondamentalmente sulla certezza personale che la presenza di questa alta percentuale di professori ebrei era dovuta essenzialmente alla gestione clientelare, politica e familiare per l'assegnazione delle cattedre nelle università e non corrispondesse esattamente a criteri meritocratici fondati sul rilievo di una effettiva capacità scientifica ed intellettuale di questi docenti....

sabato 29 agosto 2026

La Terra non è un colpo di fortuna, dicono i nuovi modelli

 
I pianeti simili alla Terra non sono un miracolo statistico: nascono da soli, lo dice un modello che parte da zero.

Immagina di rifare il Sistema Solare da capo, senza sapere come è venuto la prima volta. 
Butti nello spazio attorno a una stella giovane una nuvola di polveri e sassi, distribuiti a caso, e aspetti che la gravità faccia il suo lavoro. 

Poi ripeti l’esperimento mille volte, sempre partendo da configurazioni diverse. Quante volte, secondo voi, esce fuori qualcosa che assomiglia a casa nostra, con pianeti simili alla Terra nel posto giusto?

La risposta, secondo Nader Haghighipour, planetologo dell’Università delle Hawaii a Manoa, è sorprendente: succede spesso. 
Anzi, succede così spesso che l’idea di una Terra frutto del caso, un incidente cosmico irripetibile, è praticamente spacciata...

venerdì 28 agosto 2026

Oltre le tre dimensioni: un viaggio teorico dallo spazio al multiverso

Siamo creature tridimensionali, abituate a muoverci in un mondo fatto di altezza, larghezza e profondità. 

Tuttavia, la fisica teorica e la matematica ci dicono che la nostra realtà potrebbe essere solo la superficie di un sistema molto più complesso. 

Ma cosa succederebbe se potessimo viaggiare attraverso le diverse dimensioni, da quelle inferiori a quelle superiori? 

Ecco un semplice riassunto per capire come cambierebbe la realtà (e la nostra biologia) dalla dimensione zero fino alla settima...

giovedì 27 agosto 2026

Lanci spaziali sotto accusa: inquinano l’atmosfera

 
 Che il lancio di un razzo nello spazio o in orbita fosse un'operazione molto inquinante non era in discussione, del resto non abbiamo mai cambiato la tecnologia chimica, la stessa degli anni '60, ma che potesse diventare un problema sentito per molti altri motivi, forse in molti non lo avevano ancora preso in considerazione. 

Si parla sempre più dei rifiuti orbitali, o detriti spaziali che dir si voglia, ma una nuova ricerca pubblicata il 20 febbraio accende i riflettori su ciò che accade tra 80 e 110 chilometri sopra la superficie terrestre, dove frammenti e residui dei razzi finiscono per disperdersi dopo il rientro.

Gli scienziati hanno preso come fenomeno di studio la scia lasciata da un vettore Falcon 9 di SpaceX che il 19 febbraio 2025 ha perso il controllo durante il rientro in atmosfera, dopo aver portato in orbita tra 20 e 22 satelliti Starlink....