L’osservazione diretta del ruolo svolto dal campo magnetico degli esopianeti apre nuove prospettive nello studio dell’evoluzione dei sistemi planetari e nella ricerca di mondi potenzialmente abitabili.
Immagine: rappresentazione artistica dell’interazione magnetica tra la stella GJ 436 e l’esopianeta GJ 436 b, al centro dello studio che dimostra l’influenza del campo magnetico del pianeta sulla stella ospite. Crediti: IAA-CSIC/LampScience
Uno studio pubblicato sulla rivista Science, guidato dall’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) con un contributo determinante dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dimostra per la prima volta che il campo magnetico di un pianeta extrasolare può modificare l’attività della propria stella ospite.
Il risultato riguarda GJ 436 b, un pianeta di dimensioni simili a Nettuno che orbita molto vicino alla sua stella, e introduce un nuovo approccio per stimare una proprietà finora estremamente difficile da misurare.
Oltre al valore scientifico della scoperta, il lavoro conferma il ruolo delle infrastrutture osservative europee e della modellistica teorica nello sviluppo di nuove tecniche per la caratterizzazione degli esopianeti...









