sabato 4 luglio 2026

SpudCell: creata una cellula vivente da zero in laboratorio? Ecco come stanno davvero le cose

 Si parla molto di "Spudcell" e di vita artificiale creata dal nulla. Un prototipo di cellula sintetica può nutrirsi, crescere, replicare i suoi geni e dividersi, funzioni possibili solo alle cellule viventi. Ma è viva?

Un prototipo di cellula costruito in laboratorio a partire da 36 geni può nutrirsi, crescere e moltiplicarsi in una piastra di Petri: può compiere, cioè, molte funzioni che sono caratteristiche delle cellule viventi. 
La SpudCell, questo il nome della proto-cellula di cui tutti parlano, una creazione di un gruppo di ricerca a guida di Kate Adamala, biologa dell'Università del Minnesota, rappresenta un passo in avanti importante per la biologia sintetica

Ma non si può affermare con leggerezza, come in molti fanno in queste ore, che sia paragonabile a una vera cellula, o che sia stata generata da zero...

venerdì 3 luglio 2026

Fahrenheit 451, ma in versione Silicon Valley. L'intelligenza Artificiale divora i libri

 Non ci sono stati roghi nelle piazze, né poliziotti che censurano la cultura, né proclami identitari sull’egemonia. I libri non sono stati vietati, né condannati. Sono stati semplicemente comprati, smembrati e trasformati in dati.

In silenzio. 

Se Fahrenheit 451 immaginava un mondo in cui i libri sparivano per paura delle idee, oggi sembra esserci una strategia più efficiente: farli scomparire per addestrare le macchine
«Non occorre bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta far sì che la gente smetta di leggerli», scriveva Ray Bradbury. 
Oggi potremmo aggiungere: basta che a leggerli siano solo le intelligenze artificiali. VEDI QUI ...

giovedì 2 luglio 2026

Dossier Muroc, quando Eisenhower incontrò gli alieni


Le testimonianze ed i possibili retroscena legati all’incontro ufficiale con intelligenze extraterrestri del Presidente Dwight Eisenhower avvenuto nel febbraio del 1954. Un evento epocale che a distanza di più di 50 anni è ancora oggi coperto dal massimo segreto ..

Gli anni ’50 hanno segnato una svolta importante in ambito ufologico, e non solo, avendo calamitato letteralmente l’attenzione sulla questione degli UFO da parte delle autorità ma anche dell’opinione pubblica soprattutto negli Stati Uniti. Ancora non si erano spenti i focolai accessi dalle notizie emerse su presunti UFO crash avvenuti sul suolo americano nella seconda metà degli anni ‘40 tra cui il famoso incidente di Roswell del 1947, che già iniziarono ad essere riportate numerose segnalazioni di avvistamenti di misteriosi oggetti in tutti gli USA così come in altri paesi.

Non solo, a fine ’47 su iniziativa del Segretario di Stato alla Difesa USA James D. Forrestal veniva avviato il Project Sign, mentre nel 1949 venne formato un nuovo gruppo di studio sugli UFO denominato Project Grudge. 

Il biennio 1950-1951 fu teatro di svariate segnalazioni effettuate sia da comuni cittadini e piloti civili che da piloti e personale delle forze armate ...

mercoledì 1 luglio 2026

Cos’è veramente il Progetto Blue Beam

di Elia Dallabrida [utente Decalagon]

Ogni volta che si parla di oggetti non identificati, UAP, droni misteriosi o fenomeni anomali nei cieli, sul web e sui social riemerge puntualmente lo stesso nome: Project Blue Beam.

Il tema è diventato ancora più delicato in questo periodo storico, nel quale le agenzie governative degli Stati Uniti, dopo decenni di insabbiamenti e ridicolizzazioni sistematiche del fenomeno UFO, hanno iniziato una disclosure lenta, parziale e controllata: rapporti ufficiali, filmati militari, audizioni al Congresso, testimonianze di personale d'intelligence, nuove strutture di analisi e uffici governativi dedicati allo studio degli UAP.

Proprio per questo è necessario fare chiarezza. 

Perché se da una parte è giusto non fidarsi ciecamente delle versioni ufficiali, dall'altra è altrettanto pericoloso infilare ogni cosa nello stesso calderone: UFO, disclosure, ologrammi, Nuovo Ordine Mondiale, invasioni simulate e apparizioni religiose artificiali. Il risultato è che una teoria confusa e mal documentata come il Blue Beam rischia di diventare un'arma perfetta per screditare anche chi cerca di affrontare seriamente il tema UAP... 

martedì 30 giugno 2026

Esopianeti, dimostrata per la prima volta l’influenza del campo magnetico di un pianeta sulla stella ospite


L’osservazione diretta del ruolo svolto dal campo magnetico degli esopianeti apre nuove prospettive nello studio dell’evoluzione dei sistemi planetari e nella ricerca di mondi potenzialmente abitabili. 

Immagine: rappresentazione artistica dell’interazione magnetica tra la stella GJ 436 e l’esopianeta GJ 436 b, al centro dello studio che dimostra l’influenza del campo magnetico del pianeta sulla stella ospite. Crediti: IAA-CSIC/LampScience

Uno studio pubblicato sulla rivista Science, guidato dall’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) con un contributo determinante dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dimostra per la prima volta che il campo magnetico di un pianeta extrasolare può modificare l’attività della propria stella ospite.

Il risultato riguarda GJ 436 b, un pianeta di dimensioni simili a Nettuno che orbita molto vicino alla sua stella, e introduce un nuovo approccio per stimare una proprietà finora estremamente difficile da misurare. 

Oltre al valore scientifico della scoperta, il lavoro conferma il ruolo delle infrastrutture osservative europee e della modellistica teorica nello sviluppo di nuove tecniche per la caratterizzazione degli esopianeti...

lunedì 29 giugno 2026

Cosa vuol dire depaving: togliere l’asfalto per far respirare le città

E se la rigenerazione urbana passasse dal sottrarre anziché dall'aggiungere? Alla scoperta del depaving, la pratica che rompe la barriera di asfalto e cemento e promette di riscrivere il rapporto tra spazio urbano, gestione delle acque e verde urbano.

 Immaginate le nostre città, soffocate da colate di asfalto e cemento che si estendono a perdita d’occhio. Superfici nere e impermeabili che d’estate si trasformano in vere e proprie griglie roventi, contribuendo a quel fenomeno sempre più opprimente delle “isole di calore”. Cosa fare (oltre a provare a scappare dalla città nei mesi più torridi)?

Una delle opere diffuse in questo ambito prende il nome di depaving (o deimpermeabilizzazione) e rappresenta un’azione che sta ridisegnando il volto di metropoli in tutto il mondo (in particolar modo di quelle che ambiscono a diventare “città spugna”), Italia compresa, con l’obiettivo di renderle più resilienti, verdi ed a misura d’uomo...

domenica 28 giugno 2026

I traumi dell'infanzia

 di Germana Verganti 

Affinché si produca un trauma nell'infanzia, non è necessario che si verifichi un evento estremo, è sufficiente che un’esperienza venga vissuta come soverchiante e solitaria, senza la possibilità di essere compresa e condivisa con un adulto affidabile. 

Come ha sottolineato Bessel van der Kolk, il trauma non è definito soltanto dall’evento in sé, ma dall’effetto che quell’esperienza produce sul sistema nervoso: è ciò che resta nel corpo quando la mente non è stata in grado di elaborare ciò che è accaduto. 

Un bambino, data la sua struttura neurobiologica, non possiede ancora completamente le competenze di autoregolazione emotiva, dipende infatti dall’adulto per dare senso alle proprie emozioni e per modularle. Se un’esperienza è troppo intensa, improvvisa, ripetuta o vissuta in solitudine emotiva, può assumere una valenza traumatica. 

Il trauma infantile può dunque derivare da eventi acuti, come maltrattamenti, trascuratezza grave, perdita improvvisa di una figura di riferimento, ma anche da condizioni relazionali croniche e meno visibili come umiliazioni ripetute, svalutazione sistematica, freddezza affettiva, imprevedibilità, richieste di maturità precoce, mancanza di rispecchiamento emotivo. 
In questi casi non è tanto il singolo episodio a ferire, ma la ripetizione e l’assenza di un contesto riparativo ...

sabato 27 giugno 2026

Sotto i nostri piedi c’è una rete di funghi che regge metà del pianeta

La prima mappa globale stima 110 quadrilioni di km di rete di funghi sotto terra. Spostano nel suolo l'11% della CO₂ umana. 

Quando ero piccolo, mio nonno mi diceva che la terra era “viva”: intendeva una cosa precisa, anche se non sapeva chiamarla per nome. 
Intendeva che certi campi rendevano e altri no, e che la differenza non era solo il concime che ci metti. 

C’è voluto un secolo perché qualcuno mettesse un numero a quella sua intuizione contadina: una super autostrada, una rete di funghi con 110 quadrilioni di chilometri di filamenti fungini stipati nei suoli del pianeta, mappati per la prima volta in uno studio uscito su Science. Sempre mio nonno avrebbe detto “vabbè, e allora?”. Avrebbe avuto torto.

Quella distanza, se si potessero srotolare tutti i filamenti uno dietro l’altro, è quasi un miliardo di volte la distanza tra la Terra e il Sole. 
E sta sotto le nostre scarpe...

venerdì 26 giugno 2026

Come abbiamo smesso di vivere il Reale


di Fabrizio Perfumo

Come abbiamo smesso di vivere il reale, di Byung Chul Hann.

Byung Chul Han è uno dei pensatori più acuti dei nostri tempi, completamente immerso nell’osservazione del reale ma con il distacco di un esercizio di concentrazione ben fatto.
In questa breve sintesi cerco di restituire qualche contenuto, convinto che questo libricino prezioso possa essere fonte di ispirazione per ogni discepolo della scienza dello spirito.

* * *

Nel romanzo della scrittrice giapponese, Yoko Ogawa, – L’isola senza memoria – si racconta di un’isola senza nome nella quale le cose spariscono.
Insieme alle cose spariscono i ricordi.
Chi si mette alla ricerca dei ricordi, viene arrestato.
Anche chi conserva segretamente gli oggetti, viene rintracciato e ucciso.
Gli esseri umani vivono nell’inverno infinito dell’oblio e della perdita.
Nel nostro reale, la distopia è differente: non c’è una Polizia che ci sottrae oggetti e ricordi. E’ piuttosto l’ebbrezza di informazioni a farli sparire ....

giovedì 25 giugno 2026

Il backup della vita contro le catastrofi


Banche mondiali dei semi, zoo surgelati e mappature dei genomi potrebbero non bastare per sopravvivere alla fine del mondo. 
Meglio un backup della vita terrestre, ma... dove conservare questi preziosi dati?

L'impatto di un asteroide sulla Terra potrebbe essere un evento apocalittico: è già successo, circa 60 milioni di anni fa, quando un evento simile causò l'estinzione dei dinosauri.

Recentemente la Nasa, col suo programma di ricerca di potenziali minacce per la Terra attivo dal 2013, ha individuato una decina di asteroidi che ha classificato come "potenzialmente pericolosi", per via delle loro dimensioni e dalle orbite, che potrebbero intercettare quella del nostro pianeta...