lunedì 24 giugno 2019

Stupidocrazia finanziaria (e altre psicopatie del potere)

di Giancarlo Livraghi
(
articolo pubblicato nel 2012)

Da quando è stato inventato il denaro (cinquemila anni fa – o forse molto prima, secondo il significato che si dà alla parola) la plutocrazia è stata considerata un “peccato”. O, più concretamente, una grave malattia.

Fin dalle origini della storia, la “condanna morale” della “ricchezza” è spesso ipocrita. Molti censori dell’opulenza altrui non si preoccupano neppure di nascondere il fatto che possiedono, o controllano, ancora più grandi risorse finanziarie – oltre a ogni sorta di costosi privilegi.

L’invidia è malsana, deprimente e deformante. Personalmente, non mi ha mai messo a disagio che qualcuno fosse molto ricco. Dipende da come guadagna tutti quei soldi e che cosa ne fa.

Non ho alcuna intenzione di entrare nel complesso e incessante dibattito sull’idea che il denaro sia una risorsa o una dannazione. Partiamo dal concetto, almeno nell’ambito di questa analisi, che non c’è alcun male nel denaro in sé. È uno strumento – utile o dannoso, onesto o perverso, secondo il modo in cui si genera e si usa.

Ma il modo in cui la ricchezza è “distribuita” può aiutare l’economia a essere sana e la società equilibrata – oppure portarle al disastro – secondo quante persone condividono quali vantaggi. Compreso, ma non solo, il denaro.
Quando è squilibrato, il sistema non è solo ingiusto. È anche guasto, funziona male – e tende a peggiorare continuamente.

Questa è stupidocrazia. Non è nuova. Ma è orribilmente chiaro che proprio ora sta imperversando, su scala mondiale.
E va di male in peggio...

domenica 23 giugno 2019

"La vita è troppo breve per spenderla in un lavoro full time. Vi racconto perché". La storia di Mohit Satyanand

Qualche anno fa Mohit Satyanand decise di lasciare il suo lavoro full time per andare a vivere, insieme alla moglie, sulle pendici dell'Himalaya. 
Quando tornò a Delhi perché per il figlioletto era giunta l'ora di andare a scuola, niente fu come prima. 

Per lui il tempo aveva acquisito un valore diverso e ciò che lo aveva spinto in passato a lasciare la città l'aveva plasmato in modo irreversibile. Ecco la sua storia, raccontata in prima persona su Quartz:

"La vita è troppo breve per un lavoro a tempo pieno. Troppo breve, e troppo preziosa. Il tempo non controllato e misurato è un tesoro, le chiacchierate in libertà, i pomeriggi che scivolano lentamente nella sera, le cene che sono l'occasione per un ultimo caffè.
Se siete come me, e trascorrete interi inverni a guardare le lingue di fuoco che sfarfallano nel camino, "non c'è mai tempo per fare tutto il nulla che vuoi", come ha detto Bill Watterson.

Ma non siete tenuti a dare retta a un montanaro part-time, anticonformista full time, come me. Ma non sono il solo. Carlos Slim, il secondo uomo più ricco al mondo, ha detto che "Dovremmo lavorare solo tre giorni alla settimana". È giunto il momento di rivedere radicalmente la nostra vita lavorativa. Abbiamo bisogno di più tempo per rilassarci, per migliorare la qualità della nostra vita.

Nel libro " Critical Path", l'eclettico e futurista Buckminster Fuller prevedeva che l'aumento della produttività mondiale avrebbe fatto sì che lavorare part time diventasse un'opzione percorribile per tutti. Non siamo ancora arrivati alla totalità, ma credo sia già una scelta per la maggior parte dei lettori di Quartz, per lo meno. Quanto a me, ho trovato il tempo di leggere Bucky quando con mia moglie decidemmo di andare per un anno in luna di miele nel nostro cottage di pietra nel Kumaon. Una mattina d'autunno, il sole brillava e l'Himalaya si stagliava nella sua candida chiarezza. Mia moglie disse una preghiera per lo stato di grazia in cui galleggiavamo. "Dobbiamo per forza tornare indietro?" si chiese...

sabato 22 giugno 2019

Salsicce

Non riposeremo fino a quando non sarà tutto distrutto.
(H. Kissinger)


Non è inusuale imbattersi in chi, anche tra i detrattori del sistema, pronuncia l'apologia del cosiddetto Nuovo ordine mondiale: la parola "ordine" esercita sempre il suo fascino, poiché evoca sicurezza, stabilità, rispetto della legge.

Non manca chi ritiene che i popoli debbano essere guidati da qualcuno, in quanto incapaci di autogovernarsi. Purtroppo a governare le nazioni sono i peggiori. 

La concezione paternalistica del potere si sposa con le istanze dittatoriali della feccia globalizzatrice e, alla fine, le legittima.

Molti sono persino disposti ad accettare un esecutivo europeo, se non mondiale, purché affronti e risolva gli atroci problemi che attanagliano i cittadini: la criminalità, la disoccupazione, la crisi economica, l'immigrazione incontrollata, le guerre tra poveri, i disastri “naturali”... 

Quanti si indignano e si inferociscono quando i media mostrano la mostruosa degradazione delle periferie metropolitane! Essi si illudono che un Nuovo ordine globale debellerà la delinquenza, la miseria, le tensioni sociali. Illusi! ... 

venerdì 21 giugno 2019

Non siamo venuti sulla Terra per sopportare l’energia negativa

Pensa per un attimo alla tua prima infanzia. Per molti di noi è stato un periodo di innocenza. Ci divertivamo. Avevamo amici. Ci sentivamo amati e felici.

Ma quel tempo beato è stato ben presto interrotto.

Pensa ai ragazzi che parlavano dietro le tue spalle e ti prendevano in giro o ti criticavano ingiustamente. Ricordi quando ti hanno detto che un amico era arrabbiato con te o che non piacevi più a qualcuno? Quando hai chiesto il perché, non ti è stato spiegato il motivo. Ti sei sentito inerme. Ti sembrava di non poter fare nulla per migliorare le cose. Il potere era in mano altrui.

Crescendo, ti sei augurato che il numero delle persone in grado di farti sentire vulnerabile e mandarti in collera diminuisse. Ma non è andata così. In realtà, è emersa una cerchia più ampia di individui in grado di influenzare negativamente la tua vita. Contrasti con il servizio di assistenza clienti, con impiegati,collaboratori, capi e clienti possono mandare in malora la giornata. Il loro sgradevole comportamento rischia di peggiorare notevolmente la quotidianità. Questo comportamento negativo domina la tua attenzione, lasciandoti spiacevoli conseguenze emotive di cattivi pensieri e sentimenti.

Quante volte permetti alle altrui sciocchezze di cambiare il tuo stato d’animo? O ti fai rovinare la giornata da un pessimo conducente, un cameriere sgarbato, un capufficio privo di tatto o un impiegato insensibile? A meno di non essere unTerminator, probabilmente devi adattarti. Un segno della tua assertività ed elasticità mentale è dato dalla rapidità con cui riporti la concentrazione su ciò che davvero conta nella tua vita....

giovedì 20 giugno 2019

Amaranto, la pianta giustiziera che attacca le coltivazioni Ogm di Monsanto

L’amaranto è un vegetale molto antico, ora soprannominato pianta giustiziera negli Stati Uniti, dove sta mettendo in difficoltà le coltivazioni Ogm della multinazionale Monsanto.

Dall’agricoltura industriale è considerato un’erbaccia mentre per i peruviani l’amaranto vale come l’oro perché i suoi chicchi sono un alimento molto nutriente e ricco di proteine.

Dell’amaranto come pianta super resistente e nutriente vi avevamo già parlato qualche anno fa, ma a quanto pare questa pianta sta ancora ostacolando la coltivazione della soia Ogm.

L’amaranto cresce naturalmente vicino alle coltivazioni di soia Ogm e risulta talmente resistente che i diserbanti non riescono ad eliminarlo. 

Per la diffusione dell’amaranto come erba infestante pare che molti agricoltori abbiano dovuto abbandonare i campi coltivati con la soia transgenica per almeno 5000 ettari di terreni con altri 50 mila ettari a rischio negli Usa ...

mercoledì 19 giugno 2019

Capitalismo, ecologia e lavoro. Il cortocircuito della nostra epoca


La natura e il lavoro da sempre ci sono dati dal racconto politico e sociale come regni separati della realtà. Dallo schiavismo del Mississippi ai giorni nostri, il "potere" della carne.

Il punto principale però lo "centrò" già Marx :

E cioè che contadini, artigiani e altri perdevano sotto il capitalismo l’accesso ai “mezzi di produzione“: e che quel qualcun altro fosse chi possedeva gli strumenti, i reparti, la terra, i negozi.

Quindi succedeva che i capitalisti pagassero i contadini perché loro applicassero la loro fatica a questi mezzi.

Marx voleva dimostrare che il capitalismo vede la realtà attraverso il dualismo lavoro/ natura e al tempo stesso ci ricorda che non è possibile una separazione del genere: ciò che succede ai lavoratori colpisce la natura esterna e viceversa ; questo concetto è del 1875 ma io trovo sia piuttosto attuale, dato che in quel periodo Marx spiegò che vedere i posti di lavoro e l’ambiente impegnati in un conflitto a somma zero, era un errore clamoroso di analisi.

E avvertiva i socialisti tedeschi che si sbagliavano quando ritenevano che il lavoro fosse l’unica fonte di ricchezza.
Secondo lui gli avevano attribuito “poteri soprannaturali“...

martedì 18 giugno 2019

L'Epomeo di Ischia, la Terra cava e il regno di Agartha

Che l’area del golfo di Napoli abbia origine vulcanica è noto ed a volte persino evidente.

Ancora nel marzo 2015 le acque hanno infatti cominciato a ribollire per l’emersione in superficie di gas vulcanici dal fondo sottomarino, sotto il quale a una profondità tra gli 8 e gli 11 chilometri si trova un grande serbatoio magmatico tuttora attivo.

L’isola di Ischia, in particolare, rappresenta la porzione sommitale di un cono vulcanico che si trova a circa 900 metri di profondità sotto il livello del mare.

MONTE EPOMEO, PORTA D'ACCESSO AD AGARTHA?

Ma il Monte Epomeo che domina Ischia (rappresentando circa il 34% della superficie totale della celebre “isola verde”) non è un vulcano ma un immenso blocco inclinato di tufo verde fuoriuscito dalle profondità della terra al termine di una grande eruzione, di tipo esplosivo, circa 55.000 anni fa.

Sull’Epomeo esiste tuttavia un diverso racconto, che affonda nel mito oltre che nella storia: quello che vorrebbe che rappresenti una delle porte d’accesso alla mitica “terra cava” o “terra interna” del regno di Agartha. Il primo a parlarne in pieno Medioevo fu Corrado di Querfurt, vescovo di Hildesheim e poi di Würzburg, che servì come cancelliere Arrigo VIdal 1194 al 1201...

lunedì 17 giugno 2019

Tribù che non sanno che il resto del mondo esiste

Valentina Romano

Immaginate una vostra vita ancestrale direttamente in contatto con la natura sopravvivendo alle catastrofi naturali senza alcun aiuto da tecnologia e solide abitazioni.

Immaginate di andare indietro nel tempo, almeno di mille anni, quando le persone vivevano di tutto ciò che trovavano nelle foreste vicine, nei fiumi e nel mare.

Tutti i filmati che avrete visto in proposito mostravano come era la vita prima che si sviluppasse la civilizzazione, ma adesso voglio farvi un ritratto non tanto dello stile di vita seguito dagli esseri umani di quei tempi lontani ma bensì di alcuni gruppi tribali che vivono nei nostri giorni...

domenica 16 giugno 2019

Non c'è più lavoro? Ma chi cavolo lo vuole!

Gianni Tirelli

C’è un dato oggettivo e inoppugnabile che oggi ci consegna una verità/realtà dai risvolti inquietanti, ma ancora invisibile alla gran parte della gente. 

Questo perché, gli individui delle società occidentali, sono avulsi da quella necessaria consapevolezza che di fatto li esonera da ogni capacità di critica e di sapere interpretare il presente quando, in animo loro, sperano ancora che qualcosa cambi e che le difficoltà del momento vengano superate.

Ma di questi tempi, la speranza è il peggiore investimento che si possa fare, se parallelamente non è affiancata da quell’azione di forza e di slancio rivoluzionario di riconversione che restano in assoluto le sole condizioni in grado di contrastare, almeno in parte, gli effetti apocalittici del tracollo dell’Impero liberista.

E sto parlando del “Lavoro”, di qualsiasi lavoro che dipenda da terzi e per il quale sacrifichiamo la gran parte della nostra vita ogni santo giorno, e i cui costi materiali, morali e umani, hanno superato di gran lunga i guadagni e i presunti vantaggi. Un dato che sancisce la disfatta e la fine del capitalismo e quindi di un’epoca con tutti i suoi effetti diretti e collaterali sull’umanità e l’ambiente.

“OGGI LAVORARE È UN COSTO, CHE RIENTRA NELLA VOCE: USCITE”...

sabato 15 giugno 2019

Dare soldi ai poveri conviene

Income, dall'inglese, significa reddito. Tra i suoi sinonimi anche il termine entrata. Che ha sia un significato correlato ai soldi, nell'accezione di guadagno o sussidio, sia quello di ingresso, porta, accesso. Quando ingressi e porte sono aperti, c'è accoglienza, inclusione. 

Ci ho pensato leggendo la storia di Dauphin, cittadina canadese di 13mila abitanti. Si trova nei pressi di Winnipeg, provincia di Manitoba.

Tra il 1974 e il 1978 il governatore Pierre Trudeau diede vita a un esperimento sociale con il contributo dello Stato. Con un investimento complessivo di 17milioni dei dollari dell'epoca, vennero individuate 1000 famiglie che vivevano sotto la soglia di povertà. Costituivano all'incirca il 30% della popolazione. La novità del progetto Mincome fu la clausola no question asked, nel senso che dopo l'intervista iniziale e la scelta di includere il nucleo famigliare prescelto, nessuna limitazione sarebbe stata posta a quei cittadini. Liberi di spendere i soldi come volevano, insomma. 

Nel 1978 il Canada fu investito dalla crisi. Il programma fu sospeso. E duemila scatole contenenti documenti e scontrini finirono a prendere polvere negli archivi di Winnipeg. A nessuno venne in mente di studiare gli effetti dell'esperimento. Anche perché ci volevano soldi. Non si impegnarono più di tanto nemmeno i promotori di Mincome. Temevano conseguenze nefaste per eventuali situazioni simili da riproporre in futuro. Poi nel 2009 Evelyn Forget, docente universitaria, prese a studiare le carte e a entrare nella vita di quelle persone ..