sabato 21 maggio 2022

Il codice dell'Anima

James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo.

Ha studiato con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane. Malgrado queste credenziali, Hillman è lontano dall'essere considerato una figura appartenente al mondo della psicologia. Infatti è visto da molti suoi colleghi come un pensatore profondamente sovversivo, una spina nel fianco degli psicologi rispettabili.

Come fondatore della "psicologia archetipica", una scuola di pensiero diretta a revisionare e "reimmaginare" la psicologia, Hillman crede che la psicologia debba evolversi oltre il suo "riduzionismo" presente ed abbracciare teorie sullo sviluppo umano.

Dagli anni sessanta ha scritto, insegnato e tenuto conferenze sulla necessità di portare le terapie fuori dalle sale di consulenza e nella realtà del mondo. "La psicologia si è ridotta ad una ricerca banale ed egocentrica, egli afferma, piuttosto che ad un'esplorazione dei misteri della natura umana".

Uno dei più grandi di questi misteri, secondo Hillman, è la questione del carattere e del destino. Nel suo recente bestseller "Il Codice dell'Anima" afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama "la teoria della ghianda", l'idea che le nostre vite sono formate da un'immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda. Ecco il suo pensiero...

venerdì 20 maggio 2022

La differenza tra notizie complottistiche e verità? Anche meno di un anno, ormai.

 
Se da una parte appare evidente la spaccatura fra le cosiddette informazioni ufficiali e quelle che si trovano nel sempre più ricco ed articolato mondo della controinformazione, non si può fare a meno di notare come il processo di trasformazione di tali “notizie” sia sempre più veloce.

Se in passato una bugia poteva durare molto più a lungo, anche decenni (si pensi all’omicidio Kennedy, allo sbarco sulla luna, all’incidente del golfo del Tonchino che costituì l’occasione per avviare la guerra in Vietnam), con l’avvento di internet, e di questo scambio accelerato di prove, fatti, immagini, ecc. rende possibile una evoluzione sempre più veloce, un passaggio sempre più rapido di una versione alternativa da “complottista” a “verità comunemente accettata“.

Un grande banco di prova per questo nuovo modo di collaborazione mondiale, nella ricerca della verità, è stato sicuramente l’11 Settembre 2001. Anche se a tutt’oggi, a 21 anni dall’evento, molti non sanno la verità, è chiaro che sempre meno persone credono alla versione ufficiale.

Per la pandemia ed i conseguenti vaccini le cose stanno andando ancora più veloci ...

giovedì 19 maggio 2022

L’idea di progresso alla fine del XIX secolo

 
Intorno al 1850 l’idea di progresso entrò nel terzo periodo della sua storia. Nel primo periodo, fino alla Rivoluzione francese, era stata trattata alquanto casualmente: fu data per scontata e non fu analizzata né da filosofi né da storici. Nel secondo periodo se ne comprese l’enorme importanza, e si cominciò a cercare una legge generale che la definisse e la fissasse. 
Fu fondata la sociologia, e nello stesso tempo le impressionanti conquiste della scienza, applicate al benessere materiale, diffusero l’idea. Armonizzava con il concetto di “sviluppo” che era diventato corrente sia nella scienza naturale sia nella metafisica. I socialisti e altri riformatori politici si appellavano ad essa come ad un vangelo.

Nel 1850 era diventata un’idea assai diffusa in Europa, eppure non era accettata da tutti come un’evidente verità. Il concetto di progresso sociale era cresciuto nell’atmosfera del concetto di sviluppo biologico, ma questo sviluppo sembrava ancora un frutto altamente precario della speculazione. La staticità della specie e la creazione dell’uomo, difese da potenti interessi e pregiudizi, furono attaccate ma non scosse. L’ipotesi di una evoluzione organica si trovava più o meno nella stessa posizione in cui si era trovata l’ipotesi copernicana nel sedicesimo secolo. 
Allora nel 1859 intervenne Darwin, come Galileo ...

mercoledì 18 maggio 2022

L’audizione sugli UFO al Congresso

 
Dopo il discusso rapporto dello scorso anno, il governo degli Stati Uniti non ha fornito molti altri dettagli in un atteso incontro sulla questione.

Martedì (17/05/22) il Congresso degli Stati Uniti ha tenuto un’audizione sull’esistenza e le caratteristiche dei “fenomeni aerei non identificati” (UAP), quelli che comunemente vengono chiamati UFO (oggetti volanti non identificati). 

L’incontro era particolarmente atteso da esperti militari e semplici appassionati, ma non ha portato a particolari rivelazioni rispetto a quanto fosse già emerso lo scorso anno dopo la diffusione di un atteso rapporto sul tema.

L’audizione, che ha coinvolto rappresentanti della Difesa statunitense e parlamentari della Commissione per l’antiterrorismo e il controspionaggio della Camera, ha avuto al centro della discussione le numerose segnalazioni fornite negli ultimi decenni soprattutto da piloti dell’aeronautica militare circa l’avvistamento di oggetti volanti, con caratteristiche tali da andare contro le comuni conoscenze sull’aerodinamica e in generale le leggi della fisica. Sono stati mostrati alcuni video, per lo più già noti e in circolazione da anni, su alcuni di questi fenomeni e ci sono state conferme circa la volontà del governo di approfondirne le cause ...

martedì 17 maggio 2022

Fasi evolutive del linguaggio umano

 L'idea che abbiamo dei primitivi è fuorviante

Tendiamo a pensare all'uomo primitivo in modo errato a causa della limitatezza delle informazioni che abbiamo a disposizione; infatti, nella valutazione del grado di raffinatezza di una civiltà scomparsa, pesano sia la deteriorabilità dei materiali sia l'immaterialità delle tracce simboliche della cultura; a questo proposito scrive l'antropologo e linguista Terrence W.Deacon nel suo libro 'La specie simbolica' (p.354):

"I fattori primari che determinano cosa si rinviene e cosa va perduto a distanza di decine di migliaia, o milioni, di anni sono la deteriorabilità o la fragilità del materiale e la natura degli ambienti in cui sono stati lasciati."

In parole povere, vuol dire che gli utensili in pietra sono reperti fossili conservati, quelli in legno o cuoio no; oppure che le pitture sulle pareti delle grotte e le incisioni su pietra o avorio vengono preservate, ma non le decorazioni del corpo, i vestiti, le sculture di legno e quant'altro. 

La prevalenza dell'uso di simboli in una società, escludendo pure il linguaggio, non è nemmeno incorporata in alcun materiale, ma solo in rituali, consuetudini, e regole di vita quotidiana ...

lunedì 16 maggio 2022

La speranza per la cura del cancro: con gli ultrasuoni una terapia veloce e indolore

 
I tumori parzialmente distrutti con gli ultrasuoni, in pochi minuti, senza recidive e senza farmaci. 

Ecco l’istotripsia. È la nuova frontiera nella cura del cancro che sta attraversando l’Università del Michigan negli USA.

La tecnica inizialmente provata sui ratti è stata allargata agli umani. 

E visto che sta dando ottimi risultati potrebbe cambiare per sempre le cure del cancro, dando speranza a malati che non ne hanno.

Premiata per l’ideazione nel 2019 la professoressa Zhen Xu, associato presso il Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell’Università del Michigan, ha affermato che la tecnica “può anche essere estesa oltre l’ablazione locale del tumore anche per trattare le metastasi tumorali”.

Di recente sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito un gruppo di pazienti si è sottoposto all’istotripsia in una sperimentazione sul cancro al fegato con risultati ottimi ...

domenica 15 maggio 2022

Dominare il dittatore interiore

di Barry Brownstein

Nel 1993 il Center for Market Processes ha pubblicato la monografia di Wayne Gable e Jerry Ellig, Introduction to Market Based-Management
Charles Koch, in seguito, ha ampliato il loro lavoro nei suoi libri, The Science of Success e Good Profit
Abbiamo appreso che il lavoro di F. A. Hayek potrebbe non solo aiutarci a dare un senso al nostro mondo economico, ma anche aiutarci ad essere manager e leader migliori.

Nel corso della mia carriera da insegnante, ho osservato che le opinioni politiche dichiarate di un individuo non sempre coincidevano con lo stile di leadership di quella persona. 
Alcuni capivano che la pianificazione centralizzata è un approccio fallimentare alla politica economica e tuttavia non capivano che pratiche di gestione gerarchica rigorose spesso causano una gestione inefficiente ed infelice delle aziende. 
Ai dipendenti non piace ricevere ordini o minimizzare l'uso/sviluppo delle proprie capacità. Ho sentito spesso dire "il mio capo è un maniaco del controllo" da quelli più in basso nella scala gerarchica. Per fortuna gli stili di leadership si stanno evolvendo, come dice Charles Koch, nella direzione in cui viene "consentito ai dipendenti di applicare i propri talenti per creare valore agli occhi degli altri".

Proprio come le intuizioni di Hayek si applicano alle economie, possono altresì formare le nostre vite sociali. 
Si possono soffocare i mercati ed i talenti dei dipendenti, ma quando accade le possibilità di successo e felicità diminuiscono.

Non si può contare su una maggiore ricchezza personale o prosperità sociale per salvarvi da scelte personali sbagliate ...

sabato 14 maggio 2022

La vigliaccheria

di Catherine

Una delle malattie più contagiose e perniciose del genere umano è la vigliaccheria.

Non dobbiamo pensare che la vigliaccheria sia generata unicamente dalla programmazione mentale e dai condizionamenti vari imposti dal potere. E' solo una delle figlie della paura, e sicuramente quest'ultima è deliberatamente diffusa dai poteri..
Quello di alimentare la paura è un metodo antico e molto efficace, ma non funzionerebbe se incontrasse la giusta resistenza. No, sarebbe troppo comodo.
La verità è che la vigliaccheria sembra intrinseca al genere umano.

Con la protezione del gregge/branco, che esso sia la famiglia, la banda di quartiere, gli amici del sabato sera, la squadra di calcio, il partito politico, la nazione, la chiesa e quant'altro, l'homo egoticus dà il meglio di sé, sfoggiando ottimismo, sicurezza e spirito di decisione. Riesce perfino ad autoconvincersi che le azioni del gregge/branco, essendo quelle della maggioranza, siano automaticamente quelle più giuste.

Il senso di sicurezza che offre la massa è davvero potente ...

venerdì 13 maggio 2022

Il pensiero unico


di Francesca Lamendola (1/12/2017)

Il Pensiero Unico che ci si vuole imporre è l’espressione del Nuovo Ordine Mondiale, una forma pervasiva e capillare di totalitarismo democratico, che sta avanzando a gran velocità e si serve della tecnica del lavaggio del cervello, ma in maniera graduale, secondo lo schema della “rana bollita”, in modo che i cittadini/sudditi non se ne rendano conto e non abbiano la possibilità di capire quel che sta succedendo, e così di reagire. 
Lo strumento principale del condizionamento occulto è il linguaggio del politicamente corretto, che, mediante una forzatura semantica delle parole, oppure mediante la creazione di neologismi ad hoc, deve rendere più facile, e quasi automatica, l’introiezione, da parte dell’opinione pubblica, del Nuovo Pensiero. 
Noi pensiamo secondo le parole che adoperiamo; se i mass media ci suggeriscono, e in pratica c’impongono, l’adozione di parole-specchietto per polarizzare la nostra attenzione su aspetti deformati della realtà, fatti passare per perfettamente normali, il nostro pensiero subisce una distorsione interna che ha le apparenze del moto spontaneo. 
Allora noi crediamo di essere sempre liberi e padroni di noi, del nostro pensare, mentre è ormai vero il contrario, cioè che ripetiamo a pappagallo degli stereotipi preconfezionati, e, quel che è peggio, prendiamo a pensare, o, per essere più precisi, smettiamo di pensare, esattamente come se fossimo programmati e telecomandati.

Per reagire a questo condizionamento e bonificare la nostra mente da modi di pensare che non sono realmente nostri, ma ci vengono imposti mediante la tecnica della manipolazione mentale, dobbiamo, quindi, individuare le parole-chiave, le parole-specchietto, che agiscono su di noi come una bacchetta magica e suscitano istintivamente, meccanicamente, delle forti reazione emotive, positive o negative, quasi come il campanello nell’esperimento del cane di Pavlov, al cui suono l’animale incomincia a produrre saliva, perché sa che, dopo quel segnale, immancabilmente gli verrà somministrato del cibo. 

A tale scopo, abbiamo stilato un breve vocabolarietto delle parole-specchietto che occorre riconoscere immediatamente per ciò che sono: delle parole-trappola, pensate e messe in circolazione per condizionare la nostra mente e per offuscare la nostra capacità di giudizio critico e personale; in poche parole, per indottrinarci e manipolarci senza che noi ce ne rendiamo conto, anzi, addirittura facendoci sentire ben svegli e intelligenti, nonché perfettamente consapevoli delle cose di cui si sta parlando. 

Esse ci fanno sentire dei cittadini esemplari, che sono informati dei problemi e che possiedono uno spiccato senso civico, per cui non si lasciano ingannare dal pensiero conservatore, ma vigilano affinché la marcia del progresso possa procedere sempre avanti, vittoriosa e ininterrotta.

ACCOGLIENZA 
Una delle neo-parole più abusate e più perfide. Tanto per cominciare, l’accoglienza presuppone la volontarietà: non c’è “accoglienza” dove uno è costretto ad accogliere; ciò suona come una beffa. In secondo luogo, si accoglie chi ci sembra bisognoso, ma anche degno, di essere accolto: non tutti, senza alcuna selezione, senza alcun criterio, neanche di pura e semplice sicurezza. Se questo accade, allora la parola che si dovrebbe usare è “invasione” o “auto-invasione”.

ANTISEMITISMO
È la madre di tutte le parole-specchietto: ma non significa nulla, nel novanta per cento dei discorsi in cui viene adoperata. Tanto per cominciare, non solo gli ebrei, ma anche gli arabi sono semiti, perciò la parola è sbagliata in se stessa, dal punto di vista semantico. Oltre a ciò, essa viene adoperata in un modo enormemente estensivo, sia in senso temporale, sia concettuale. Temporale, perché “antisemita” viene adoperato tanto per designare gli atteggiamenti della società moderna, la Francia al tempo del processo Dreyfus, la Russia dei pogrom e la Germania nazista, sia l’Europa medievale, dove essa viene sovente accostata alla caccia alle streghe, alla credenza nelle possessioni demoniache e alle grandi pestilenze e calamità naturali, facendo credere che vi sia stato un unico “antisemitismo” lungo tutta la storia dell’Occidente, che prende vestititi diversi, ma, in realtà, è sempre identico: cosa storicamente non vera. Concettuale, perché non distingue affatto tra antisemitismo in senso biologico, e antigiudaismo di tipo religioso; e, inoltre, perché induce a credere che, nella storia, l’intolleranza sia stata sempre a senso unico, dei cristiani verso gli ebrei, mentre invece essa è esistita nei due sensi, cioè anche da parte degli ebrei verso i non ebrei.

CATTOLICI PROGRESSITI, CATTOLICI DI SINISTRA
Espressioni prive di significato. Il cattolicesimo è una fede religiosa, non un movimento politico. Eppure, costoro governano l’Italia, oggi; e, a livello mondiale, governano la Chiesa. Solo che non sono cattolici: sono la quinta colonna che vuol demolire, dall’interno, la Chiesa e il cattolicesimo.

DIALOGO
Parola molto amata dai catto-progressisti: essi vorrebbero dialogare con tutti, sull’implicito riconoscimento che ciascuno ha la sua verità, e tutte sono ugualmente buone e valide. 
Ma questo si chiama “relativismo”, e non fa rima con “cristianesimo”, né con “Vangelo”.

DIVERSAMENTE ABILE
Impossibile dire: “cieco”, “sordo”, “paralitico”, ”tetraplegico”, “handicappato”: bisogna dire “diversamente abile”, per non incorrere nell’accusa di disprezzare le persone portatrici di handicap. 
Ma essere portatore di handicap non è la stessa cosa che essere handicappato? Sì, ma è proibito dirlo; dunque, no. Non è vero quello che è vero; è vero quello che vuole il Pensiero Unico. 
Contraddizione di fondo del Nuovo Linguaggio: da un lato bisogna negare che la diversità esista, in nome del principio di uguaglianza e della lotta ai “pregiudizi”; dall’altra si invoca a gran voce il rispetto e, anzi, la valorizzazione della diversità. 
Un disabile fortemente ideologizzato dirà al pubblico, durante una conferenza: Chi vedete, davanti a voi: una persona o un disabile? Domanda insidiosa, risposta difficile: se il pubblico risponde: “un disabile”, allora è un pubblico insensibile e intollerante verso le persone meno fortunate; se dice: “una persona”, allora pare che finga di non vedere la carrozzina e tutto il resto, che ignori i problemi e le difficoltà di quelle persone.

ECUMENISMO
Il fatto che il papa abbia celebrato a Lund, in Svezia, una parodia della santa Messa insieme ai luterani, non conferisce al preteso ecumenismo il crisma della rispettabilità. Le differenze tra protestanti e cattolici esistono, e sono innanzitutto di tipo teologico. 
Dunque, un’eresia non viene “sanata” con un atto di buona volontà o con un colpo di spugna, ma con l’ammissione del proprio errore da parte di chi ha sbagliato, e senza porgere scuse da parte di chi non ha sbagliato.

FAMIGLIE ARCOBALENO
Espressione creata per non dover dire: famiglie con due “genitori” omosessuali. Ma “famiglia”, da che mondo è mondo, significa uomo, donna e bambini, e nient’altro. 
Due persone dello stesso sesso non possono generare in modo naturale, dunque la loro unione non forma una famiglia, ma un’altra cosa. La chiamino come vogliono, ciò riguarda loro; ma non così.

FEMMINICIDIO
Se un uomo uccide una donna, quello è femminicidio; se una donna uccide un uomo, non si parla mai di viricidio; se una donna uccide un bambino, magari suo figlio, non si parla che raramente d’infanticidio. 
Si vuol dimostrare che il maschio è un animale pericoloso, violento, imprevedibile, e che ha in sé degli istinti malvagi; che le donne devono diffidare di lui; che egli stesso, per primo, per il suo bene e per quello dei propri cari, deve sentirsi in colpa, umiliarsi, domandar perdono, vergognarsi di essere quello che è, cioè un essere di sesso maschile: insomma, auto-castrarsi psicologicamente. 
L’obiettivo è femminilizzare sempre di più la società, togliendo all’uomo le sue caratteristiche virili, sin dall’infanzia: l’ideale sarebbe un bambino che gioca con le bambole, che piange volentieri quando vede un film sentimentale, che brucia dal desiderio di sbrigare le faccende domestiche al posto della mamma e, magari, delle sorelline.

GAY
Vuol dire “allegro”. Ma quanta allegria c’è nella vita di tali persone? Accettare questo vocabolo, significa accettare una versione ideologizzata della cosa che indica. 
Ciò che indica è l’inversione sessuale, e così la si chiamava fino a qualche anno fa: inversione. 
Ma il relativismo oggi imperante ha negato che esistano il vero e il falso, il bello e il brutto, il sopra e il sotto: dunque, nessuno è invertito, perché la normalità non esiste, tutti hanno il diritto di essere e di fare quel che vogliono. 
Un tempo non lontano, le persone di formazione cattolica usavano la parola “sodomita”; ma oggi è impossibile, perché monsignor Galantino ci assicura che Dio ha risparmiato Sodoma, dunque i sodomiti non erano peccatori. Si vede che si è sbagliato anche Gesù Cristo, quando ha detto (Lc 17, 28-29): Mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano: ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.

INTEGRAZIONE, INCLUSIONE
L’integrazione è come l’araba fenice: tutti ne parlano, nessuno l’ha mai vista. Quelli che ci hanno seriamente provato, come i governanti tedeschi, hanno dovuto ricredersi: è impossibile integrare chi non vuole integrarsi. 
Sembrerebbe così semplice: ma ci son voluti molti anni perché cadesse il velo ideologico e la cosa apparisse in tutta la sua evidenza. 
Quanto all’inclusione, significa tutto e niente: suona bene, fa effetto, peccato che non voglia dir niente. Includere non è sempre una virtù: chi, sano di mente, includerebbe un virus, in un organismo sano?

MATERNITÀ SURROGATA
È una delle neoparole più odiose: si deve dire, semplicemente, “utero in affitto”. Una cosa spregevole, un’espressione impronunciabile, pur con tutta la buona (o la cattiva) volontà di questo mondo: perciò è stata inventata questa parola, in apparenza più rispettabile. Il suo sordido significato, però, rimane.

MATRIMONIO OMOSESSUALE
Concetto falsissimo, perché due volte falso: non esiste l’omosessualità, intesa come alternativa di pari dignità alla vera sessualità, che è sempre fra maschio e femmina; e non esiste il matrimonio omosessuale, perché il matrimonio, come dice anche l‘etimologia della parola, è, ed è sempre stato, in tutte le società del mondo, l’unione stabile di un uomo e una donna, in vista della procreazione.

MODERNITÀ
Una gravissima malattia, non certo qualcosa di cui andar fieri. O se ne guarisce, o si perisce.

OMOFOBIA
È una delle più usate e delle più insidiose, anche se il trucco c’è e si vede. Si vuol far passare per “omofobo”, cioè per odiatore degli omosessuali, colui che, semplicemente, si rifiuta di considerare l’omoerotismo come perfettamente equivalente della normale sessualità fra uomo e donna, o di accettare l’idea e la pratica del cosiddetto matrimonio omosessuale, o la pratica della fecondazione artificiale per le lesbiche, dell’adozione o dell’utero in affitto per i gay. “Omofobo” sarebbe anche chi si oppone all’ideologia gender, specie se insegnata nelle scuole. 
Senza contare che la parola, in sé, è sbagliata: letteralmente, significherebbe “paura del simile”. Si aggiunga che gli omosessuali non sono tutti uguali: vi sono le persone discrete, e quelle che ostentano i loro comportamenti oltre ogni limite del buon gusto e della decenza, come, ad esempio, in occasione dei gay-pride. 
Dunque, anche chi non è d’accordo con l’ideologia omosessualista non appartiene ad un’unica categoria: si dovrebbe distinguere fra intolleranza vera e propria, irrazionale, magari violenta, e disapprovazione morale o culturale, cosa perfettamente legittima, a meno che la democrazia valga solo a senso unico: cioè per le minoranze ideologizzate e aggressive.

OMOSESSUALITÀ
La parola è falsa: “sessualità”, in biologia – si consulti qualunque vocabolario – consiste nello scambio di gameti maschili e femminili, in vista della riproduzione; dunque, solo fra maschio e femmina vi è sessualità. Nel caso delle persone che desiderano sessualmente quanti appartengono al loro sesso, si dovrebbe parlare di “omoerotismo”. 
Da ciò si vede quanto sia ideologico, nel senso di artificiale e di fasullo, il tentativo di mettere sullo stesso piano l’eterosessualità, l’omosessualità, la bisessualità e, addirittura, la transessualità.

PLURALISMO RELIGIOSO
Sarà una bella cosa dal punto di vista liberale, ma dal punto di vista cristiano è un non senso. Per il cristiano, non ci sono diverse verità religiose: ce n’è una sola. Se ce ne fossero tante, Gesù Cristo sarebbe, anche Lui, uno dei tanti.

POPULISMO.
È l’equivalente del XXI secolo di ciò che la parola “fascista” era nel linguaggio politicamente corretto del XX. Più specificamente, comprende in sé i concetti di razzismo, nazionalismo, antieuropeismo, razzismo, o, almeno, xenofobia: tutte cose bruttissime e indegne di una società civile. Chi è “populista” non merita di essere trattato neppure come un avversario politico, sarebbe troppo onore per lui: deve essere disprezzato, e, se possibile, ignorato. I suoi argomenti non meritano risposte, le sue ragioni non son degne di ascolto. Il populista, come il fascista, abusa dei vantaggi della democrazia per diffondere un pensiero antidemocratico, dunque sarebbe bene che i veri democratici non solo lo isolassero, come si fa coi lebbrosi, ma riflettessero seriamente sulla possibilità di negargli definitivamente la parola, e, ancor più, il diritto d’associazione.

PROFUGHI.
Ma lo sono davvero? Nove volte su dieci, no. Sono falsi profughi, cioè invasori. Ma non si può dire.

RAZZISMO.
È razzismo nutrire dei dubbi sulla opportunità di lasciare via libera all’ingresso in Italia, e in Europa, di milioni di africani e altri stranieri? Se lo è, allora lo confessiamo volentieri: sì, siamo decisamente razzisti. E lo sono molti milioni di persone, compresi degli ottimi cristiani.

RESISTENZA.
Ha fornito, per settant’anni, l’impalcatura mitologica su cui è stata fondata la Repubblica di Pulcinella, cioè l’Italietta asservita e prostrata del 1945. Si basa su tutta una serie di mistificazioni, dal racconto addomesticato dei fatti di Cefalonia, all’invenzione delle quattro giornate di Napoli, e di silenzi “blindati”, dalle foibe ai regolamenti di conti interni al movimento partigiano, come nel caso della strage di Porzus. 
La parola “Resistenza” ha permesso di aggirare l’ostacolo più grosso alla fruizione unilateralmente positiva del mito repubblicano: la realtà della guerra civile. Ha fornito, poi, un ampio mantello per coprire le malefatte ed i crimini di una quantità di delinquenti che, con la scusa d’essere partigiani, hanno ucciso, stuprato, rubato e terrorizzato le popolazioni civili non solo fino all’aprile del 1945, ma fino al 1949, con migliaia e migliaia di “morti bianche”. 
Ha poi permesso di creare una continuità ideale con il Risorgimento, continuità che è tutta da dimostrare (mentre vi sono serie ragioni per vedere, all’opposto, una continuità fra il Risorgimento e il Fascismo, come pensava anche Giovanni Gentile). 
Di fatto, l’adozione di questo termine, anche da parte degli intellettuali e degli storici di professione, ha prolungato per settant’anni, dopo il 1945, il clima morale e politico da guerra civile nella società italiana, cosa che ha dato i suoi frutti sanguinosi nella stagione del terrorismo “rosso” e “nero” degli anni ’70 del Novecento.

Pubblicato su Arianna Editrice il 21/05/2017


giovedì 12 maggio 2022

La guerra batteriologica tra veneti e ottomani nel XVII secolo


La guerra sporca non è una scoperta recente: già nel '600 si progettavano armi biologiche per sconfiggere in massa i nemici. 
Letali? Non sempre... 

(Immagine: La flotta veneziana combatte contro quella ottomana durante la guerra di Candia (Creta), nel 1649. L'assedio della città di Candia è stato il più lungo della storia: i veneziani capitolarono soltanto dopo 22 anni. È in questo contesto storico che i veneziani pensarono di usare la peste per sconfiggere l'Impero Ottomano. Dipinto di Abraham Beerstraten (1656)/ Wikimedia Commons)

La peste come arma batteriologica? 

Ci avevano pensato i veneziani a metà del 1600. Il loro piano era diabolico: se avesse funzionato avrebbe probabilmente cambiato il corso della storia d’Europa grazie all’impiego di una delle prime armi biologiche mai progettate. A metterlo a punto era stato il medico croato Michiel Angelo Salamon, che lo descrive con dovizia di particolari in 6 lettere inviate al governo veneziano tra il 1649 e il 1651.

In quel periodo la città di Candia (oggi Heraklion), avamposto veneziano sull’isola di Creta, stava faticosamente resistendo a un estenuante assedio da parte delle truppe ottomane ...