lunedì 6 dicembre 2021

La storia segreta e avvolta nel mito della Campana Nazista che doveva portare morte e far vincere il Führer


di Vito Leo

(L'immagine, tratta dal film "Iron Sky" del 2012, è a scopo illustrativo)

Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra. 
Se una Zolla viene portata dall’onda del Mare, l’Europa ne è diminuita, come se un Promontorio fosse stato al suo posto, o una Magione amica, o la tua stessa Casa.  Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te.
John Donne (1573-1651)

Questo è l’Incipit del romanzo di Ernest HemingwayPer chi suona la campana”. 

Perché questo riferimento letterario? 

Vorrei raccontarvi una storia sconosciuta a molti e che ha per oggetto una campana letale, costruita dai nazisti, che avrebbe spazzato via tante isole come quelle cantate da John Donne ...

LA CAMPANA (Die Glocke)

Immaginiamo per un momento che Joseph Goebbels, ministro della Propaganda nazista, si fosse recato tutto trafelato da Hitler proprio nel periodo in cui la Germania sembrava dovesse finir male, siamo attorno al 1945.

“ Führer, Führer!”
“Che c‘è, Joseph?
 “Abbiamo inventato una congegno antigravità!”
 “Il momento è grave Joseph come fai a scherzare sulle cose gravi?”
 “Ma si tratta di un progetto “V” Mein Führer! … 

Valla a spiegare la fisica a un ex imbianchino che fino a poco prima spennellava porte, finestre e nulla più. In realtà non era uno scherzo ma si trattava di un nuovo ritrovato nazista: La Campana ovvero “Die Glocke” o meglio quello che avrebbe dovuto essere un velivolo dotato di tecnologia antigravitazionale.

Le armi “V”

Nella propaganda nazista, la lettera “V” era l’iniziale della parola  “vergeltung”, (vendetta). 

Per la verità, tolta la famosa V2 non è che ‘ste armi erano così pronte per l’uso. 
Esistevano, però, altre armi “V” che  servivano a solleticare e soddisfare le fantasie del quartier generale del führer. 
Questa rientrava nella categoria V7, quella, cioè, di ipotetici velivoli ad alta tecnologia che assieme a delle navi spaziali sarebbero stati sviluppati dai nostri geniali tedesconi durante il secondo conflitto mondiale. A questo proposito si dice alcuni scienziati nazisti ne avrebbero continuato lo sviluppo nel dopoguerra in luoghi segreti (se continuiamo così si arriva all’Area 51, meglio lasciar perdere).

Lo scienziato tedesco Wernher von Braun, inventore della V2, impiegato dagli Usa nel progetto paperclip e poi alla Nasa, stava lavorando a questo mezzo sognato dai teutonici ariani. 
Restano alcuni bozzetti del veicolo che ne riportano le dimensioni (circa tre metri d’altezza e un metro e mezzo di diametro). 
Quando la Germania fu invasa dagli Alleati, il progetto della Campana, scomparve. 
I teorici della cospirazione suggeriscono che il tutto fosse stato preso dagli Stati Uniti, insieme a molti scienziati tedeschi, per continuare le ricerche su quella tecnologia. 
Gli ufologi ritengono, inoltre, che la Campana tedesca sia collegata alla caduta di un Ufo avvenuta a Kecksburg in Pennsylvania, il 9 dicembre 1965. 
Tenete in mente questo fatto perché lo ritroveremo alla fine.

Il recupero della campana

L’INCIDENTE DI KECKSBURG

Il 9 dicembre 1965 a Kecksburg in Pennsylvania migliaia di persone avvistarono una grossa palla di fuoco. 

L’avvenimento fu descritto inizialmente dai media come la caduta di un meteorite. I primi soccorritori, fra cui i vigili del fuoco volontari, pare, avessero visto, nel bosco,  un oggetto a forma di ghianda sepolto a metà nel punto in cui era caduto. 
Alcuni residenti sostenevano di averlo trovato prima delle autorità e che si trattava di un oggetto color bronzo-oro, segnato da scritte simili a geroglifici, sempre della forma di una ghianda e abbastanza grande da contenere un unico passeggero.

La scomparsa e ricomparsa dell’oggetto

Qualche testimone vide l’oggetto sopra il rimorchio di un camion mentre lo portavano via. Nel 2005 la Nasa rivelò, che si era trattato di un satellite sovietico Kosmos abbattuto. L’Agenzia statunitense dichiarò inoltre che tutte le registrazioni dell’incidente furono smarrite negli anni ‘90. 
Ulteriori avvistamenti di Ufo a forma di campana si verificarono il 5 aprile 2009, in Maryland mentre il 15 gennaio 2013 una cupola Ufo fu vista fluttuare nei cieli del Colorado.

STORIA DELLA CAMPANA

Dalla desecretazione di alcuni archivi americani e dell’ex Unione Sovietica, sono recentemente emersi dossier relativi ad un fantasioso progetto nazista. 

Il dossier, segretissimo, è conosciuto con diversi nomi oltre che “Die Glocke” (la campana), nome ufficiale, anche come: “Die Lanternentraeger” e “The SS-Bell”, la “campana delle SS”. 
Durante la seconda guerra mondiale, gli ingegneri e i tecnici tedeschi, infatti, avevano ideato progetti segretissimi molti dei quali possono essere definiti come “Strampalati” e altri che che si sono dimostrati precursori di grandi scoperte tecnologiche. 
Due esempi: il caccia Messerschmitt-262 a reazione, che poi era stato un progetto rumeno e poi inglese e il già citato razzo V2 di Werner von Braun, quest’ultimo all’origine dei mezzi spaziali che avrebbero portato l’uomo sulla luna.

La scoperta

Gli alleati vennero a conoscenza del progetto “Glocke” quando fra le truppe tedesche in fuga verso il Baltico, gli inglesi catturarono un generale delle SS di nome Jakob Sporrenberg. (foto)

Nel corso del suo interrogatorio il generale fece cenno ad un misterioso progetto segreto relativo ad una macchina ad altissima tecnologia. 

La sua testimonianza fu poi resa nuovamente davanti a una corte militare polacca e sovietica e raccolta dallo scrittore e giornalista polacco Igor Witkowski

Scienza o fantascienza? 

Questa storia ha ormai più di 70 anni ma grosse smentite non ce ne sono mai state. 


Quel che si sa è che In Germania esistono ancora i resti di quella che doveva essere una rampa di lancio apposita.

Ma torniamo alla narrazione. 
Vicino al confine ceco, a due passi dalla miniera di Venceslao, in una struttura segreta, usata per la ricerca di armi e tecnologie speciali, i nazisti sembra lavorassero all’esperimento citato da Sporrenberg. 
Igor Witkowski, nel suo libro “The Truth About The Wonder Weapon” , fa alcune rivelazioni riguardo questa invenzione. 
Le informazioni  da lui raccolte sembrano provenire da fonti di Intelligence Polacche e descriverebbero lo strumento che sarebbe stato in grado di funzionare anche da macchina del tempo.

 Il progetto Glocke

Il progetto nasce nel gennaio 1942. 
Fu inizialmente chiamato “Thor” e poi spezzettato in sottoprogetti  quali ad esempio “Kronos” e “Laternentraeger”, rispettivamente per quanto riguardava l’aspetto della fisica e medico-biologico.

E’ storicamente dimostrato che, fra il 1943 e 1945, scienziati tedeschi effettuarono esperimenti con energia al plasma nella Slesia meridionale in un sito segreto nei pressi di Ohrdruf in Turingia. 

Il risultato sarebbe stato uno “ione di mercurio” e una soluzione di perossido di berillio e torio, detto in codice “Leichmetall”. 
La Luftwaffe avrebbe dovuto utilizzare la scoperta per bombe ad esplosivo speciale che irraggiavano sostanze altamente radioattive? 
Ogni esperimento o test avveniva sotto la personale supervisione del generale delle SS Hans Heinz Kammler, responsabile del progetto e capo dei due reparti segreti che conducevano l’operazione, SS-Entwicklungs-stelle IV (più semplicemente SS-E-IV o Centro Sviluppo IV), e un ufficio ancora più misterioso noto solo come SS-U-XIII.

La Tecnologia

Witkowski fornisce i dati tecnici di questa invenzione indicando che la campana era stata realizzata in metallo pesante, con un diametro di 9 piedi (circa 3 metri) e una altezza di 15 (circa 4,5 metri). 
Il dispositivo aveva due cilindri controrotanti, pieni di mercurio liquido di colore bluastro definito come “Xerum 525. Sembra che le radiazioni emesse dall’oggetto fossero talmente forti da provocare addirittura la morte in alcuni scienziati che vi lavoravano a stretto contatto. 
Naturalmente la manutenzione di questo “aggeggio” era affidata ai deportati ebrei la cui sorte era del tutto indifferente ai gloriosi eredi di Sigfrido.

Lo Xerum 525

Lo Xerum 525 era un fluido radioattivo e per questo contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore perché molto tossico. Era, con molta probabilità, un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formavano un fluido denominato “mercurio rosso”. 
L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una grande quantità di neutroni, se sottoposti ad uno stress esplosivo.

Supposizioni e illazioni

Cosa diavolo volessero fare con questa “campana” i nostri teutonici amici non è del tutto chiaro. Alcune fonti parlano di anti-gravità, altre addirittura dichiarano che “Die Glocke” sarebbe stata in grado di generare dei wormhole o di utilizzare alcuni di questi cunicoli spazio-tempo che normalmente, in maniera casuale, si aprirebbero sul pianeta, secondo la teoria della schiuma quantistica di John Weeler.

Ed ecco la quantistica

Volete sapere cosa è questa schiuma? E’ una delle formulazioni della meccanica quantistica che si basa sul principio di indeterminazione di Heisenberg.
Heisenberg? 
Provo a spiegarlo pur avendo capito della faccenda poca roba. Prendete un microscopio potentissimo… Lo avete preso? Bene, ora inquadrate una particella elementare che è ‘na cosa piccolissima. 
Per vederla e misurarla avete bisogno di una fonte luminosa e la luce che occorre fornisce energia a quella particella facendola spostare. Più è lontana più luce vi occorre e più quella si sposta. 
Insomma  l’osservatore che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore: il suo intervento nel misurare le cose produce degli effetti non calcolabili e dunque una indeterminazione che non si può eliminare.

Riprendiamo il discorso
Scusate la digressione. Altre ipotesi ritengono che la Campana fosse un’ arma in grado di “sparare”un oggetto con un’accelerazione pari a 1.000 g. . Studiosi della materia come Nick Cook ritengono, poi, che sarebbe stata una fonte illimitata di energia, un generatore che, una volta in funzione avrebbe prodotto molta più energia di quella consumata. Come macchina del tempo, però, avrebbe permesso ai Nazisti di cambiare la storia a loro piacimento.

Dove è finita?

Non si sa. Chi dice che fosse stata inviata negli Stati Uniti a scopo di studio, ma secondo l’ipotesi più accreditata, invece, trasportata in centro-sud America, sotto la tutela di uno degli stati che diedero copertura agli esuli nazisti. Del gruppo che in Germania progettò e sviluppò la campana, il generale Hans Kammler a capo del progetto è misteriosamente scomparso e con lui i 62 addetti allo sviluppo di questo “attrezzo”.

HANS KAMMLER

Due parole su questo signore. Hans Kammler era un generale e ingegnere a capo di diversi progetti di costruzione di tecnologie avanzate e innovative. Si era distinto nella progettazione ed edificazione di molti campi di concentramento, quindi una vera “pop star” nazista.

Nel 1944, quando Himmler convinse Hitler  a porre il programma V2 sotto il controllo delle SS, il nostro generale guidò anche tutti i progetti missilistici; poco dopo ricevette la nomina di “plenipotenziario generale del Führer per gli aerei a reazione”. Alcune carte della C.I.A. riportano che il nostro generale soggiornò in Italia per due anni, dal 1946 al 1948, a Sant’Angelo Muxaro in provincia di Agrigento, sotto la protezione dei servizi segreti statunitensi e della Mafia e poi sparì.

Nel 2016 la rivista L’Espresso pubblicò un articolo sostenendo che “Little Boy“, l’ordigno nucleare lanciato su Hiroshima avesse avuto come “padre” lo stesso Kammler. Siccome la fantasia corre più di qualsiasi mezzo noto, lo scrittore Jim Marrs sostiene che Kammler abbia usato una campana per dileguarsi dalla Germania. In soccorso della tesi la scomparsa di una delle due campane che, sembra, fossero state costruite. 
Sapete dove era andata a finire il Nostro? A Kecksburg a bordo della campana ritrovata!


Verità? Invenzione? Non è dato saperlo e siccome non si può mai star tranquilli ecco che il canale statunitense N24 ha presentato un documentario in cui si è dichiarato che il misterioso oggetto precipitato nell’estate del ’47 a Roswell era proprio la “Campana” costruita dai nazisti. 
La confusione aumenta… . Tutta questa vicenda ha un sapore fantascientifico ma, sapete, la realtà spesso supera l’immaginazione. Se la cosa è vera ne vedremo delle belle… . 
Un saluto da un metro e mezzo di distanza.

Fonte: www.espressione24.it


domenica 5 dicembre 2021

Tra alti e bassi, la comparsa dell’ossigeno sulla Terra

La notizia risale al 2011. I vari scenari che si profilano potrebbero scatenare implicazioni imprevedibili anche sulla comparsa della vita, e la cronologia del tempo terrestre potrebbe venirne sconvolta.
Catherine


Un gruppo di ricerca della University of California, Riverside (UCR) contrasta l’opinione corrente che ipotizza due sole fasi di un incremento di ossigeno nell’atmosfera della Terra primordiale.

Lo studio suggerisce che si siano avute invece più concentrazioni di ossigeno, alternatesi con andamento dinamico, salendo e scendendo nel corso di miliardi di anni.
Il team di biogeochimici della UCR prospetta così una ipotesi antitetica sull’origine e l’evoluzione dell’ossigeno nell’atmosfera terrestre, probabilmente l’evento più importante nella storia della Terra.

L’opinione scientifica generale stima che l’ossigeno si sia accumulato nell’atmosfera in quantità apprezzabile circa 2,3 miliardi di anni fa, durante il cosiddetto Great Oxidation Event (GOE) o Grande evento dell’ossigenazione.
Tuttavia, un nuovo scenario sta dischiudendosi: la produzione di ossigeno da parte di cianobatteri fotosintetici potrebbe essere stata avviata in precedenza, già verso i 3 miliardi di anni fa, con concentrazioni di ossigeno atmosferico che salivano e scendevano nell’arco di centinaia di milioni di anni, fatto che rifletterebbe un sostanziale equilibrio tra la sua produzione fotosintetica, variabile, e il suo consumo per reazione con composti ridotti, quali l’idrogeno...

sabato 4 dicembre 2021

E se l’universo non avesse mai avuto un inizio?


Secondo una nuova teoria della gravità quantistica il Big Bang non sarebbe l’origine del nostro universo, solo un evento nell’evoluzione di qualcosa che è sempre esistito.

E se il nostro universo non avesse avuto un inizio? 
Se il Big Bang non fosse l’origine di tutto ma solo un evento come un altro nel tempo? 

È l’ipotesi formulata da Bruno Bento, fisico dell’università di Liverpool (Regno Unito), che propone un universo “infinito al passato” che risolve il problema delle singolarità, cioè di quei “punti” (il centro dei buchi neri e il Big Bang) in cui la teoria della relatività generale inciampa e non restituisce risultati affidabili. 

Un’idea che per l’autore regge dal punto di vista matematico e che si basa su una teoria della relatività quantistica chiamata teoria degli insiemi causali, per cui lo spazio-tempo non è un tessuto continuo ma costituito da pezzi discreti, unità fondamentali al di sotto delle quali non si può scendere - un corrispettivo dei quanti di energia ...

venerdì 3 dicembre 2021

La vera prigione dell’essere

Siamo così preoccupati da ciò che idealmente vorremmo essere che non vediamo cosa siamo realmente adesso, nel momento attuale. 

Non siamo quel che crediamo di essere. Accecati dall’immaginazione, ci sopravvalutiamo e mentiamo a noi stessi.

Mentiamo continuamente a noi stessi, in ogni momento, tutto il giorno, per tutta la vita. Le cose che facciamo non le scegliamo perché ci piace farle, ma per l’esigenza di affermare e assicurare attraverso di esse il nostro io immaginario.

Non esiste pensiero o sentimento che non sia motivato da questa esigenza: è tuttavia un meccanismo così sottile che non ce ne accorgiamo. Se potessimo fermarci interiormente e osservare senza preconcetti, accettando per un momento quest’idea della menzogna, allora forse ci accorgeremmo che non siamo ciò che crediamo di essere.

Per sapere “ciò che è” devo liberarmi di tutte le mie proiezioni immaginarie. Cerco di emergere da questo mondo di illusioni che mi nasconde la realtà, di non farmene influenzare. Sono consapevole di una realtà che non riesco a possedere.

Si tratta di me stessa, di ciò che sono nel profondo dell’essere...

giovedì 2 dicembre 2021

“La grande marcia della distruzione intellettuale”: il primato della persona contro l’omologazione

 

Un' analisi della dott.ssa Maria Cristina Arpaia, psicoterapeuta

Porre domande, verificare quanto le viene imposto come definizione non è un atto di disobbedienza, bensì il modo normale di funzionare della mente umana, è il modo sano di procedere della ragione. 

La mente è in un certo senso eretica, ha una connaturata funzione di deiezione della impostura. Il vero fascismo è questa omologazione che può potenzialmente distruggere la singolarità dell’identità personale. 
Ciò che conta è il primato della persona rispetto alle categorie (società, stato, ecologia, ecc.)

“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo”, così scriveva G. K. Chesterton in uno dei suoi articoli per il Daily News, raccolti poi, nel 1905, nel saggio “Eretici” (Piemme, 1998). 

Nel leggere le pagine dei quotidiani negli ultimi mesi, forse in maniera ancor più evidente nell’ultimo anno e mezzo di pandemia Covid, colpisce la confusione nella comunicazione, la divisione ed esacerbazione degli animi, la distorsione cognitiva sui significati da attribuire alle informazioni ...

mercoledì 1 dicembre 2021

L'attitudine distruttiva della civiltà

L’ecologia come la intendiamo, pur con tutte le migliori intenzioni, rimane una categoria concettuale di natura antropocentrica che tende a separare anziché ad unire.

Visioni autenticamente ecologiche come quella dell’ecologia profonda percepiscono invece la Vita come una e indivisibile, ed in quest’ottica l’uomo non gode di nessun particolare privilegio sul pianeta. Per quanto a noi lontana è forse questa l’unica strada efficace per cambiare davvero qualcosa nel nostro rapporto con la Terra e con noi stessi.

Alla base dello schema di pensiero che appartiene al nostro bagaglio culturale c’è una visione della vita a beneficio dell’uomo (visione antropocentrica) e quella di un mondo “da migliorare”.
Una visione antropocentrica della Vita che considera tutto in funzione dell’essere umano, tende naturalmente a identificarsi con un non meglio precisato “progresso” e quindi con un altrettanto non meglio precisato “miglioramento”.

Questa visione, pur in innumerevoli varianti, è generalmente orientata a un fine (il miglioramento appunto) e appartiene alle tre grandi religioni monoteiste (ma non solo) e con ciò riguarda una grossa fetta della popolazione mondiale. Date le premesse essa mostra inevitabilmente uno spiccato sottofondo materialista e ancorché in taluni casi si adoperi per salvare la “Natura”, poiché la considera un qualcosa al servizio della nostra specie, mantiene nei suoi confronti un atteggiamento di sopraffazione.
I vari drammi che stiamo vivendo, di cui quello ambientale è solo il più evidente, sono dunque inevitabili con queste premesse culturali e soprattutto con il potere tecnico che queste premesse hanno generato ...

martedì 30 novembre 2021

Il limulo dal sangue blu: l’animale brutalizzato dall’uomo

Pochi sanno cosa sia, pochi sanno che esiste e ancora meno sanno che gli antenati di questo animale hanno praticamente vissuto con i dinosauri, forse anche prima di loro, si stima possa avere circa 550milioni di anni, ed è arrivato fino a noi attraverso le ere per essere poi brutalizzato dall’uomo.

Il limulo, Limulus polyphemus conosciuto anche come granchio reale, è un artropode chelicerato, unico rappresentante del genere Limulus  diffuso prevalentemente sulla costa est del nord America, dal Maine fino al sud della Florida, e nel golfo del Messico fino alla penisola dello Yucatan. annoverabile fra le vittime della moderna medicina. 

In realtà ha molto poco in comune con i granchi, si può dire che sia più un aracnide, corazzato e in grado di vivere sott’acqua

Un animale strano, non particolarmente affascinante, ma di sicuro curioso, assomiglia molto ad uno strano fossile e la sua particolarità è avere il sangue trasparente che a contatto con l’aria diviene blu.

Ed è proprio questo sangue così particolare che fa di lui una preda così ambita e così vulnerabile ...

lunedì 29 novembre 2021

Progetto Pegasus, lo strano caso di Andrew Basiago

E’ possibile il viaggio nel tempo? Sarebbe possibile visitare i nostri antenati del passato, oppure vedere cosa ci riserva il futuro? Possiamo inviare messaggi temporali? 

Queste domande, per quanto possano sembrare oziose, sono al centro di numerosi dibattiti tra gli scienziati della nostra epoca.

“Il tempo è una dimensione, ma è così inusuale in questo senso, che sarebbe possibile viaggiare solo nel futuro”, spiega l’astrofisico Charles Liu.
“Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità”.

Il più grande problema teorico del viaggio nel tempo è il paradosso. Se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo e facesse qualcosa per evitare la propria esistenza, allora come sarebbe possibile viaggiare nel tempo? L’esempio classico è quello del viaggiatore del tempo che uccide suo nonno prima che suo padre venga concepito.

E’ senza dubbio un argomento controverso e, secondo molti scienziati, quello del viaggio nel tempo è uno di quei temi della fisica destinato a rimanere nell’ambito della teoria. Tuttavia, ci sarebbe una possibilità molto più realistica: piuttosto di spedire noi stessi indietro nel tempo o avanti nel futuro, potrebbe essere possibile inviare dei messaggi e instaurare una sorta di comunicazione temporale ...

domenica 28 novembre 2021

Sindrome di Procuste: spero ti vada bene, ma non meglio che a me

 
La sindrome di Procuste fa riferimento a tutte quelle persone che sminuiscono chi li supera per talento e capacità. Cosa ancora peggiore, non si fanno scrupoli a discriminarli o persino a tormentarli. 

Si tratta di individui che non avanzano e non lasciano avanzare neanche agli altri. Personalità frustrate o con un’autostima spropositata che popolano molti dei contesti nei quali ci muoviamo.

Molto probabilmente, in questo preciso istante, a molti di noi verrà in mente più di un nome, più di una persona. Occorre anche dire che tale caricatura - dalle innumerevoli sfumature reali, purtroppo - ha ispirato molteplici trame letterarie e cinematografiche, ed è comprensibile. 

È, per così dire, il classico antagonista che troviamo in qualunque scenario accademico, lavorativo e persino familiare, e supera di gran lunga colui che comunemente definiremmo “arrivista” ...

sabato 27 novembre 2021

Non guardare mentre si parla

Guardare una persona in faccia quando sta parlando o essere guardati mentre lo facciamo viene generalmente considerata una manifestazione di interesse verso la persona e il contenuto del suo discorso. 

Molti genitori insegnano questa pratica ai figli sin da piccoli, visto che non farlo può essere considerato un gesto maleducato. 

In questo stesso contesto educativo, è stato anche osservato che alcuni genitori utilizzano il contatto visivo prolungato per esprimere disaccordo nei confronti dell’azione che sta realizzando il figlio.

Altre connotazioni che di solito si associano all’assenza di scambio visivo sono la timidezza, la colpa o la menzogna
Ci sono addirittura dei film che hanno come protagonisti leader politici e mostrano come gli esperti nel linguaggio del corpo consiglino al candidato alle elezioni di pronunciare il suo discorso dirigendo sempre lo sguardo verso la telecamera, come se stesse guardando l’elettore direttamente negli occhi ...