martedì 12 dicembre 2017

Intervista a Michele Proclamato

Domande a cura di tutto lo Staff di Altrogiornale, buona lettura. (Intervista del 2010 N.d.C.)

Pasgal - Ciao Michele, benvenuto su Altrogiornale, siamo lieti di poter attingere conoscenza dai tuoi studi e dalle tue ricerche. Parlarci per iniziare dei tuoi libri, ad esempio "Il Genio Sonico" e "Quando le stelle fanno L’amore", oppure quelli che preferisci.

Michele - Grazie del benvenuto, sono contento di essere con voi. 
Ogni volta che posso, ricordo con piacere, a chi mi avvicina, che Il Genio Sonico è un libro, tra quelli che ho scritto, molto particolare che vale la pena di essere letto, poiché nonostante il suo scarso successo, (non di vendite) pone in essere e dimostra anche attraverso immagini chiare e ben precise, come e quanto, uno dei Maestri ufficiali della Scienza e della tecnica, utilizzasse in tutte, e dico “tutte le sue opere”, il sapere dell’Ottava. 

Ho provato sulla mia pelle come in Italia, determinati personaggi siano stati cooptati dall’Ufficialità, tanto da non permettere nessun altro tipo di interpretazione, al vero senso della loro stupefacente ed immensa opera creativa. A meno che l’input conoscitivo, spesso molto sbiadito e discutibile, ma sorretto da una campagna pubblicitaria ineccepibile per mezzi e bibliografia, non arrivi dall’estero.

Io ho dimostrato che Leonardo da Vinci, per “Creare” usava il sapere senza tempo, posto, per ultimo all’interno dei Cerchi nel Grano, ma, magistralmente utilizzato, a determinati livelli, da tutte le civiltà del passato, fino ad arrivare, grazie a personalità uniche, a tutto il Rinascimento.
Eppure, nessuna associazione che si professa dedita alla diffusione della SUA opera ha avuto il CORAGGIO di invitarmi, quantomeno ad un contraddittorio, auspicato ed auspicabile ai fini della comprensione...

lunedì 11 dicembre 2017

Raffreddamento globale

Da alcuni anni l'allarme è lanciato: il Polo Nord rischia di restare senza ghiaccio entro il 2020 con una conseguente accelerazione del riscaldamento globale.
Ma per alcuni potrebbe non andare esattamente così ... 
Catherine

"Il polo nord si sta sciogliendo [...] l'ultima volta in cui al polo la superficie dell'acqua è stata sgombra da ghiacci, a quanto ne sanno gli scienziati, fu oltre 50 milioni di anni fa". 

Dal giorno (19 agosto 2000) in cui il New York Times pubblicò in prima pagina il contestatissimo articolo di John Noble Wilford, gli scettici in fatto di cambiamento climatico sono stati spietati. 

La fonte di Wilford non era altri che James J. McCarthy, un oceanografo di Harvard che, essendo in crociera turistica estiva al polo, era rimasto sbalordito nel vedere l'acqua del tutto libera dai ghiacci e, a dire il vero, si era fatto prendere la mano nel trarre le sue conclusioni.

All'epoca McCarthy era co-presidente della sezione "adattamento e impatti" dello United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, Commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sul mutamento climatico). Che regalo per i negatori del cambiamento climatico! Harvard, le Nazioni Unite e il Times, il triumvirato dell'eresialiberal, sorpresi a perpetrare una frode allarmista, confutabile, a base di scienza-spazzatura.

Patrick J. Michaels, scienziato ambientale del Cato Institute, noto per la sua instancabile opposizione a qualunque cosa, e soprattutto a qualunque normativa ambientale che possa mettere un freno ai capricci del libero mercato, fece a pezzi le tesi di McCarthy.

domenica 10 dicembre 2017

I WINGMAKER: Viaggiatori Temporali dal nostro Futuro?

Le strane pitture e i manufatti trovati in una caverna del New Mexico fanno parte di una capsula temporale lasciata da visitatori dal nostro futuro, o si tratta di una sofisticata burla?


INFORMAZIONI SUL PROGETTO E GLI ANTEFATTI

Nel 1972, in una remota zona del New Mexico settentrionale, un gruppo di escursionisti scoprì all’interno di un oscuro canyon un insolito manufatto e dei pittogrammi. Il manufatto venne esaminato da un archeologo dell’Università del New Mexico, il quale fece ricerche nell’area dove era stato ritrovato, ma non trovò segni che mostrassero la presenza stabile di una cultura preistorica nel canyon. Si giunse alla conclusione che una tribù nomade di nativi indiani americani lo avesse occasionalmente utilizzato come accampamento temporaneo e di conseguenza avesse lasciato dietro di sé alcune tracce della loro presenza.
Ad ogni modo, rimanevano due interrogativi molto sconcertanti. Tutti i manufatti, tranne uno, potevano risalire all’ottavo secolo d.C. L’eccezione, conosciuta come la “bussola”, sembrava essere un’insolita forma di tecnologia e fu trovata tra manufatti più comuni come vasellame e semplici attrezzi. La bussola era ricoperta di strani simboli geroglifici, alcuni dei quali furono riscontrati anche sul vasellame.

In secondo luogo, i pittogrammi che erano stati trovati nella zona erano comparsi in modo inspiegabile, ed erano straordinariamente diversi da qualunque altra forma di iscrizioni o arte rupestre nativa trovata nel sud-ovest, per non dire nell’intero continente.
A causa di queste due anomalie, i manufatti e l’intero progetto diventarono presto di competenza del governo statunitense, o più precisamente della National Security Agency (NSA). Venne deciso che questi manufatti potevano indicare una presenza extraterrestre preistorica sulla Terra, e che la NSA avesse il programma appropriato e tutto il necessario per iniziare una spedizione scientifica su vasta scala onde stabilire la natura e l’importanza del sito ...

sabato 9 dicembre 2017

La vita oltre la vita

di Giuseppe Bufalo

Da secoli, in occidente, la morte è soggetto di terrore. Non solo ci colpisce dolorosamente strappandoci gli esseri ai quali teniamo di più e minacciando noi stessi nel mezzo dei nostri progetti più cari, ma, con l’incognita che essa nasconde è presaga di terribili minacce che niente può scongiurare. Così, è spesso descritta con immagini che mettono in risalto la sua natura orrida e implacabile, come nelle danze macabre del Medioevo.

E bisogna aggiungere che gli insegnamenti esteriori delle religioni non hanno fatto che aggravare questo clima di paura.

Uomo tra gli uomini, lo stesso Gesù, sulla Croce, avrebbe conosciuto l’angoscia della morte al momento di spirare, e si sarebbe sentito abbandonato dal suo Dio (Matteo, 27,46)

Tutto questo, purtroppo, preso alla lettera, da alla morte un’immagine terrificante: colpevolizzate dall’idea del peccato, le masse popolari hanno visto in essa il simbolo stesso del castigo assoluto.

In queste condizioni, l’atteggiamento più corrente nei confronti della morte è il silenzio. Argomento tabù, ci sforziamo di dimenticarla, di non parlarne, viviamo come se non dovesse mai arrivare. E ci tranquillizziamo immaginando i defunti che “dormono l’ultimo sonno.”

Però è anche vero che la situazione si è evoluta fin dal XIX° secolo, con lo sviluppo dello Spiritismo, e soprattutto nel XX° secolo fino ad oggi, con il progresso della scienza.

Le comunicazioni con gli Spiriti, tramite i medium, hanno contribuito a dare l’impressione che l’aldilà sia un soggiorno più luminoso del nostro, e che la morte altro non sia che una liberazione benefica.

Oggi, le inchieste condotte da ricercatori scientifici rinomati (come il Dottor Moody e suo figlio, il Dottor Kùbler-Ross, e diversi altri) contribuiscono notevolmente a scongiurare la paura della morte...

venerdì 8 dicembre 2017

Meteoriti e vita su Marte

La rivista (Edicolaweb) ha intervistato David S. McKay, responsabile del dipartimento di astrobiologia della NASA, il quale ha affermato di "non poter provare rigorosamente l'esistenza di vita marziana" e tuttavia appare convinto che il suo gruppo di lavoro sia "molto, molto vicino a dimostrare che su Marte ci sia stata vita".

Lo stesso, riferisce che altri campioni di vita fossile, uguali a quelli citati, dunque batteri, sarebbero ugualmente reperibili nel pezzo più grande in cui si ruppe il meteorite Nakhla", caduto nel 1911 vicino alla città di Nakhla in Egitto, conservato presso il Museo di Storia Naturale di Londra.

Si calcola che tali campioni potrebbero essere datati a 1,4 miliardi di anni fa, epoca in cui Marte si ritiene fosse dotato di un'atmosfera più densa e umida di oggi.
Si ipotizza che il pianeta rosso sarebbe stato ricoperto da una rete di micro-organismi, collocati nell'immediato sottosuolo.

La questione della provenienza "marziana" dei meteoriti, si basa inoltre su una comparazione della composizione chimica compatibile con i reperti analizzati dalle sonde Viking, negli anni '70.
Da parte sua, un collaboratore di McKey, il biologo Everett K. Gibson, ritiene che esistano altri campioni biologici del tutto comparabili a quelli riscontrati nei meteoriti caduti in antartico.

Tali ipotesi sono confermate anche dal ricercatore Michael Meyer, responsabile scientifico della NASA per l'esplorazione di Marte. Questi, in occasione del convegno dell'Unione Americana di Geofisica a San Francisco, ha dichiarato che gli scienziati NASA ipotizzano che la vita, sotto forma di microrganismi, sia stata presente su Marte circa 3,6 miliardi di anni fa. Lo stesso ha dichiarato che Marte potrebbe essere stato "popolato" (da batteri, s'intende) nel primo miliardo d'anni successivo alla sua formazione...

giovedì 7 dicembre 2017

Dieta carnea. Informazioni su cui riflettere

Globalizzazione della sostenibilità

Uno degli aspetti che forse sfuggono ai più è che il dissennato sfruttamento dell'ambiente che l'umanità mette in atto, non mette a rischio il pianeta su cui viviamo.

Si può notare che sentiamo spesso parlare di "pianeta a rischio", di "fine del mondo", di "natura a rischio", ma dietro a queste parole è nascosta una sottile falsità, una mistificazione significativa, purtroppo in molti casi anche inconsapevole:
la terra e la vita su di essa, in qualche modo, sotto qualche forma, continueranno ad esistere, a prescindere dal comportamento irresponsabile dell'umanità.

A rischio è "solo" la specie umana. E' un concetto semplice quanto incompreso.

E' l'uomo che mette a rischio se stesso, o meglio la sua specie.
C'è qualcosa di perverso e terribile in questo: possibile che l'uomo non abbia a cuore nemmeno sé stesso?

mercoledì 6 dicembre 2017

Non c'è nessuna crisi

Un contadino ha un campo di grano e produce pasta e pane. Un secondo contadino ha un frutteto. Un allevatore ha un gregge di pecore e produce latte e formaggi. Un artigiano realizza mobili in legno, un altro fila la lana e tesse indumenti.

Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell’allevatore e con i maglioni del secondo artigiano.
Quello che ha la frutta ne scambia un po’ con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta.

Ognuno produce qualcosa e tutti insieme hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c’è meno frutta, l’anno dopo ce ne sarà di più.

Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po’ di pane, un po’ di frutta, un po’ di latte e un po’ di formaggio.
Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio…

martedì 5 dicembre 2017

Le linee di Nazca

In Sudamerica, Perù meridionale, nell'altopiano di Nazca, sopra un tavolato di circa 500 Kmq, si trova uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia.

In questo luogo tra i più aridi del mondo, dove soffiano venti impetuosi, negli anni '20 un pilota militare avvistò nel deserto strani segni, presentò regolare rapporto ma da allora, per 50 anni, su Nazca calò il segreto di Stato.

Sul suolo dell'altopiano sono state disegnate con una incredibile perizia, tutta una serie di figure antropomorfe, zoomorfe e geometriche, tutte realizzate con tratto continuo.

Per vederle occorre essere ad una quota di almeno 300 metri dal suolo; per ammirarle tutte insieme bisogna superare i 1.000 metri.

Sono centinaia di disegni talmente grandi da essere visibili solo dall'alto e, non esistendo alcun punto elevato nelle vicinanze, per osservarli occorre un mezzo volante. La scimmia, ad esempio, è lunga 130 m e larga 90 m.
Come hanno fatto a disegnarla se non era possibile controllare dall'alto le proporzioni del geroglifico? ..