Indagine sulle masse ipnotizzate tra algoritmi, simboli e ingegneria della coscienza.
C’è stato un tempo in cui la piazza era fatta di corpi. Oggi è fatta di schermi. Le masse non marciano soltanto nelle strade: scorrono, cliccano, reagiscono. E per comprendere ciò che accade non basta accusare, né romanticizzare un passato che non è mai stato innocente. Serve un’indagine.
L’essere umano è un animale simbolico. Non reagisce solo ai fatti, ma ai significati. Riprova sociale, imitazione, bisogno di appartenenza, difesa dell’identità: sono strutture profonde della mente. Gustave Le Bon, alla fine dell’Ottocento, osservava che nella folla l’individuo diventa più emotivo, più suggestionabile, più incline all’estremo. Nel Novecento Edward Bernays parlava di “ingegneria del consenso”, mostrando come il desiderio collettivo potesse essere orientato attraverso simboli e narrazioni...









