C’è una differenza sottile ma enorme tra un archeologo e un tombarolo. L’archeologo usa il pennello. Il tombarolo usa il piccone.
Giuseppe Ferlini usava entrambi, ma il pennello non lo tirò mai fuori.
Siamo nell’Ottocento, l’epoca d’oro del “prendo e porto a casa”.
La disciplina archeologica stava nascendo in quegli anni, eppure molti di coloro che la praticavano non erano molto diversi da cercatori d’oro con un po’ più di istruzione.
Ferlini era uno di questi. Medico bolognese, avventuriero per vocazione e “ladro” per convenienza, arrivò in Sudan nel 1834 con un obiettivo preciso: trovare l’oro dei faraoni.
Non importava come...









