mercoledì 4 febbraio 2026

Uno sguardo alla commedia umana

di Luciano Peccarisi

Estratto di Il cervello e i suoi segreti. La maschera della mente.

Per affermarlo brevemente e con precisione: è l’uomo che può fare previsioni, non il cervello. È l’uomo che pensa, non il cer­vello. […] Nessuno presume che l’uomo possa pensare senza un cervello, ma molti sono inclini a credere che il cervello potrebbe pensare senza l’uomo.
Erwin Strauss, medico e filosofo tedesco

In un certo senso, e in quanto questa maschera rappresenta il concetto che ci siamo fatti di noi stessi, il ruolo di cui cerchiamo di essere all’altezza, questa masche­ra rappresenta il nostro vero “io”. L’io che vorremmo essere.
Robert E. Park, La vita quotidiana come rappresentazione, 1969

Se fossimo rimasti simili agli attuali scimmioni presenti sul pianeta, saremmo inclini a credere che il sole giri intorno alla Terra e che la Terra sia piatta al centro dell’universo, e tante altre illusio­ni.
Siamo costituiti da processi automatici, intu­izioni, disposizioni a credere, rappresentazioni del proprio corpo e degli oggetti, assunti implici­ti e aspettative di come gli altri si comporteranno nei nostri confronti...

martedì 3 febbraio 2026

Moltbook, il social network dove parlano solo le intelligenze artificiali

In questi giorni non si parla d'altro!

Non è un nuovo ChatGpt, né un assistente AI evoluto. 
Moltbook è un ambiente sociale chiuso, dove decine di migliaia di agenti artificiali interagiscono tra loro in modo continuo.

Di questi tempi siamo abituati a social network popolati da bot, troll e intelligenze artificiali che imitano (più o meno bene) il comportamento umano. 

Moltbook, però, fa un passo oltre: elimina completamente gli esseri umani dalla conversazione.

Lanciato a fine gennaio, Moltbook è un social network pensato esclusivamente per agenti di intelligenza artificiale. 
Solo le AI possono creare post, commentare, votare e interagire. Gli umani possono osservare, leggere, curiosare. 
Ma non intervenire...

lunedì 2 febbraio 2026

L'enigma del dottor Wolf, l'uomo che parlava agli ET


di Maurizio Baiata 

The Catchers of Heaven” è uno straordinario genere di comunicazione scritta, in cui Michael Wolf parla delle arti, della scienza e della religione. 
Tre decenni di dovere patriottico e una conoscenza sconfinata, i modi gentili, idee che incoraggiano alla comprensione della continua creazione dell’Universo; l’impatto dei pericoli ambientali sulla nostra biosfera… il lavoro segreto per il Governo e le cose per le quali il suo cuore si addolorava. 

Spazio e tempo, spiritualità, creazione dell’uomo, amore per la famiglia. Sperimentare gioia, dolore, sorriso, speranze per un mondo migliore, soprattutto per i bambini, le qualità che rendono unica l’“equazione umana”. 
Dubitare, ragionare e discutere di morale, di clonazione, di indagini UFO, di contatto alieno, di esperienze di abduction, ma necessariamente in chiave narrativa, l’unica che gli era consentita...

domenica 1 febbraio 2026

Ciao zio, cosa guardi?

- Ciao zio, cosa guardi? 
- Fantozzi. 
- Cos'è Fantozzi? 
- Sei serio?
- Sì. 
- Una della più grandi commedie della storia della... vabbè, seduto. 
- Ma... 
- Seduto. Subito. 
... 

- Allora? Ti è piaciuto? 
- Ma è bellissimo! 

- Te l'avevo detto. È un grande affresco spietato che cattura la... 
- È una storia così ottimista! 
- Prego? 
- Ma sì, zio. È un film dolcissimo. Pure un po' stucchevole certe volte eh, ma capisco che possa affascinare.
- Come affascinare? 
- Pieno di speranza... 
- Ma che cazzo stai dicendo? Ma è la storia tragicomica per eccellenza...

sabato 31 gennaio 2026

La sicurezza


Il "virus" è stato una scusa.
Uno strumento.
Uno dei vari/veri obiettivi era questo.
La sicurezza.

Quella che dicono di voler garantire, mentre costruiscono il caos. Immigrazione incontrollata, dissoluzione dell’identità, criminalità crescente, paura quotidiana.
Poi arrivano loro, con la soluzione già pronta.
Problema creato.
Soluzione imposta.
La tecnologia è l’alleato perfetto contro il caos. Un caos generato da loro stessi.
Ed eccoci qui. Ci stiamo avvicinando. Lentamente. Inesorabilmente. Senza quasi accorgercene.
Telecamere. Software contapersone.
Sistemi di riconoscimento, analisi dei flussi, tracciamento dei comportamenti...

venerdì 30 gennaio 2026

In cerca di vita? Non fidatevi dell’ossigeno

La presenza di ossigeno nell’atmosfera di un esopianeta potrebbe essere una firma biologica poco affidabile: è quanto emerge dallo studio (2021) condotto da team di ricercatori guidati dall’Università della California di Santa Cruz (Ucsc)

I ricercatori hanno basato la loro scoperta su un modello computazionale termo-geochimico-climatico che ha permesso di studiare l’evoluzione dell’atmosfera di pianeti terrestri variando l’inventario iniziale dei composti chimici volatili in essa presenti. 

I risultati ottenuti, pubblicati sulla rivista Agu Advances, mostrano tre diversi scenari in cui un pianeta roccioso attorno a una stella simile al Sole – dopo 4.5 miliardi di anni di evoluzione, corrispondenti all’età stabilita per la Terra – può sviluppare atmosfere ricche di ossigeno di origine abiotica, cioè proveniente da attività non biologica, il che renderebbe l’eventuale rilevazione della firma spettrale della molecola – se interpretata come biosignature – un falso positivo...

giovedì 29 gennaio 2026

Lo strano caso degli alieni di Varginha


20 gennaio 1996. 
Tre ragazze di  Varginha, popolosa cittadina del  Minas Gerais- Stato del Brasile-  raccontano di essersi imbattute in una creatura spaventosa nascosta in mezzo all’erba. 

di Sabrina Pieragostini

Diventa così di pubblico dominio uno dei casi ufologici più complessi ed enigmatici mai riferiti, con tutte le caratteristiche di un romanzo di fantascienza: decine di testimoni oculari, il cover up delle forze armate brasiliane, il coinvolgimento di quelle americane e persino una morte misteriosa.

Quel sabato pomeriggio, Liliane da Silva, all’epoca 16enne, sua sorella Valquíria, 14 anni, e l’amica più grande Kátia Xavier, 22, stanno tornando verso casa, vicino al bosco chiamato “Jardim Andere”, quando Liliana nota qualcosa di incredibile: appoggiato ad un muro, rannicchiato tra l’erba, c’è un essere mai visto prima “né umano né animale”. 

Sembra alto circa un metro e mezzo, con la pelle scura, una testa tonda e sproporzionata, grandi occhi rossi e le vene che pompano violentemente sul collo esile. Sul capo ha come tre protuberanze...

mercoledì 28 gennaio 2026

Il campo akashico


Dopo l’esperimento di Michelson-Morley (1887) la fisica ha definitivamente abbandonato la nozione di “etere”.

L’esperimento, basato sull’uso di un interferometro, mostrava che la velocità della luce non rispondeva ai principi della relatività classica-galileiana, era cioè indipendente dal sistema di riferimento; inoltre si doveva escludere, per le stesse ragioni, la teoria dell’ “etere luminifero” che ipotizzava quale mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche un ‘etere’, un fluido di cui si supponeva l’aderenza alle leggi della fluidodinamica (fatto questo sul quale si basavano i dati attesi dall’esperimento ideato da Michelson).

 L’accettazione dell’idea che le onde elettromagnetiche si propaghino nel “vuoto”, senza un mezzo, è fra i presupposti che hanno portato alla relatività ristretta di Einstein. 

A noi interessa tuttavia questo passaggio per il fatto che – per un certo tempo – la fisica moderna ha utilizzato il concetto di “etere”, termine di derivazione antica ed aristotelica, sebbene con un’accezione diversa e rivisitata. 

Il fatto che questa nozione sia stata esclusa deriva tuttavia dal fraintendimento circa la natura “materiale” dell’etere, confusione che non può essere attribuita ad Aristotele, dato che come ho mostrato in altri articoli e come spiegherò ancora in futuro, anche quando gli Antichi elaboravano una “fisica” non si riferivano al mondo materiale, così quando parlavano dei quattro o cinque elementi si riferivano a realtà sottili e non certo agli elementi grossolani che oggi designano le parole “fuoco” o “aria”....

martedì 27 gennaio 2026

Vogliono far sparire i Pc per farci andare sul cloud

 

di Marcello Pamio

Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono "un relitto del passato", mentre il futuro sapete dov'è ? Nel cloud. I suoi cloud of course.

Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo?

Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all'affitto.

Nel 2025 c'è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità.
In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. 
Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone...

lunedì 26 gennaio 2026

Stiamo iniziando a parlare come ChatGPT (mentre le AI cercano di imitarci)

di Davide Imeneo

Vi è mai capitato, leggendo l’email di un collega o ascoltando un intervento su Zoom, di pensare che le parole siano troppo perfette, quasi artificiali? 

È il segno di una metamorfosi: noi iniziamo a parlare come i chatbot, mentre le macchine imparano a imitare le nostre fragilità.

L'infiltrazione linguistica: l'ascesa di termini artificiali

Ci sono degli ospiti inattesi che si stanno infiltrando nel modo in cui parliamo e scriviamo: una contaminazione che sta modificando il tessuto stesso della comunicazione umana. Chi presta attenzione alle conferenze su Zoom o ai video accademici su YouTube può notare l’emergere abbondante di termini specifici, un tempo rari, che oggi fungono quasi da veri e propri marcatori di un’intelligenza non “biologica”. 
Parole inglesi come delve (scavare a fondo, approfondire), meticulous (meticoloso), realm (regno, ambito) e adept (esperto) hanno registrato un’impennata nel loro utilizzo, arrivando fino al 51% nei diciotto mesi successivi al rilascio di ChatGPT...