Muntadhar al Zaidi era un oscuro cronista di un’emittente televisiva di Baghdad. Poi, nel 2008, è assurto agli onori dei media per aver tirato una scarpa a G.W. Bush, durante la conferenza stampa in cui il presidente USA, ormai in odore di licenziamento, affermava che l’Occidente aveva portato la democrazia e la pace in Iraq.
Condannato per il suo gesto a tre anni di prigione, al Zaidi è diventato l’icona della ribellione spontanea, non tanto dell’islamico contro l’occidentale, quanto dell’uomo comune che si rivolta contro un potere globale che spaccia il liberismo per libertà, la speculazione per capacità imprenditoriale, il consumismo per benessere, la guerra per azione di pace e non per quello che essa realmente è: portatrice di morte e miseria.
E poiché al vertice della piramide del potere mondiale si sono insediati gli Stati Uniti d’America, succede che il loro presidente incarni la perfetta icona contro cui indirizzare gli strali delle più articolate contestazioni...









