Visualizzazione post con etichetta archeologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta archeologia. Mostra tutti i post

giovedì 17 settembre 2026

Sulle orme degli avi

di Mauro Paoletti

Dal suolo che calpestiamo affiorano oggetti, ritenuti fuori tempo, che ci fanno supporre l’esistenza di una civiltà antecedente, più avanzata tecnologicamente, distrutta da eventi a noi ignoti; oggetti che narrano una storia diversa da quella ufficialmente adottata.

Il mistero s'infittisce davanti a tracce di vetrificazione riscontrate in molte parti del mondo.

Nella carota estratta dal terreno sotto il mare, ad una profondità di tremila metri, è stato accertato un accumulo di iridio proprio degli asteroidi; sopra tale strato ve ne è uno vetroso, poi ben sei centimetri di fanghiglia priva di reperti e un altro con forme di vita risalenti a cinquemila anni fa.
Singolare l'esistenza di uno strato di vetrificazione causato da un grande calore improvviso, peraltro riscontrato in diversi luoghi distanti fra loro.

Molti i casi documentati che dimostrano l'estrema antichità della razza umana su questo pianeta ...

domenica 9 agosto 2026

Le navi romane di Nemi bruciate dai nazisti


 Tra il 1928 e il 1932, a 30 km a Sud di Roma, presso il lago vulcanico di Nemi venne condotta un’impresa archeologica che ha dello straordinario: il recupero di due navi imperiali romane datate all’epoca dell’imperatore Caligola (37-41 d C) – figlio di Germanico, nipote di Druso e bisnipote di Livia.

Un territorio, quello attorno a Nemi, di straordinaria rilevanza archeologica. Ancora oggi è possibile visitare l’importante Tempio di Diana Aricina e perdersi tra la natura incontaminata del posto.

Il primo tentativo di recupero delle navi avvenne nel 1446 quando il cardinale Prospero Colonna, dando credito alla legenda che veniva tramandata dagli abitanti della piccola città, decise di avvalersi di nuotatori genovesi e di una piattaforma galleggiante adibita al recupero delle navi.

Numerosi furono i tentativi, 1535, 1827 e 1895 ma tutti terminarono senza successo...

giovedì 23 luglio 2026

Giuseppe Ferlini, il medico bolognese che demolì 40 piramidi per cercare oggetti preziosi

 
C’è una differenza sottile ma enorme tra un archeologo e un tombarolo. L’archeologo usa il pennello. Il tombarolo usa il piccone. 
Giuseppe Ferlini usava entrambi, ma il pennello non lo tirò mai fuori.

Siamo nell’Ottocento, l’epoca d’oro del “prendo e porto a casa”. 

La disciplina archeologica stava nascendo in quegli anni, eppure molti di coloro che la praticavano non erano molto diversi da cercatori d’oro con un po’ più di istruzione. 

Ferlini era uno di questi. Medico bolognese, avventuriero per vocazione e “ladro” per convenienza, arrivò in Sudan nel 1834 con un obiettivo preciso: trovare l’oro dei faraoni. 

Non importava come...

domenica 5 luglio 2026

La piramide non finita di Zawyet el-Aryan: che cos’era davvero

Che di piramidi in Egitto ce ne siano parecchie di più, rispetto alle tre arcinote della piana di Giza, è cosa risaputa. 

Quello che non in molti sanno è che ci sono anche siti archeologici negletti, poco conosciuti, che si dice potessero essere piramidi ma che in con tutta probabilità erano tutt’altro. 

Ci troviamo di nuovo di fronte a luoghi che l’archeologia spiega in un modo, ma la cui vera natura è ben lungi dall’essere stata compresa fino in fondo. 

Questo è, ad esempio, il caso delle due piramidi di Zawyet el-Aryan: la piramide non finita e la piramide a strati. 

Scopriamo di che si tratta... 

martedì 26 maggio 2026

L'Acropoli di Alatri - Lettura di un passato che vive


di Ornello Tofani

Don Giuseppe Capone, nel 1982, all’interno del libro "La progenie Hetea", per la prima volta ha introdotto il termine "archeoastronomia" relativamente alla struttura dell'Acropoli di Alatri e alla pianta della città.

I suoi studi hanno suscitato in me la volontà di continuare sulle orme da lui tracciate, convinto della validità della tesi centrale delle sue ricerche: l'origine di Alatri da popoli provenienti dal mondo orientale, al confine tra il regno degli Hittiti e la realtà mesopotamica.

Dal 2009 ho speso tutte le mie energie per offrire il personale contributo a una ricerca volta a dimostrare l'origine pre-romana ed orientale di Alatri, suscitando l'interesse dei media.

Citando la conduttrice televisiva Syusy Blady: "Sicuramente tra le cose sorprendenti e piene di interrogativi, le mura di Alatri sono fra le prime nel mondo… altro che mura romane, qui si deve riscrivere la Storia come la conosciamo".

Diverse scoperte attendono l'approfondimento degli esperti e di quanti amano la conoscenza. In ordine di tempo, mi piace far menzione di quanto avvenne oltre quattro anni fa ...

domenica 29 marzo 2026

I rotoli del Mar Morto o i rotoli di Qumran

  
In un famoso rinvenimento casuale della primavera del 1947, fu ritrovato un pezzo di puzzle mancante alla raccolta delle Sacre Scritture .. 

..e siccome questo frammento di papiro era destinato a colmare un notevole “buco” storico provocando molto scalpore, si pensò bene fin da subito di alterarne l’interpretazione… e rendere note le scoperte inserendole in qualche frettolosa edizione economica cui avrebbe potuto, in seguito, essere attribuito qualche involontario (!) errore.

Parlando dei Rotoli del Mar Morto, bisogna fare prima di tutto un breve ma necessario inciso: il frammento 7Q5, esaminato al radiocarbonio, fu datato senz’ombra di dubbio l’anno 50 d.C, ovvero fu scritto una quindicina d’anni dopo la crocifissione di Gesù (con ogni probabilità da qualcuno che l’aveva conosciuto o aveva raccolto le cronache di chi aveva vissuto con lui). Si trattava del più antico frammento di Vangelo giunto fino a noi, consistente in un quadratino di papiro su cui erano scritte una ventina di lettere (nel 1972, durante una catalogazione dei frammenti, il ricercatore dell'Istituto Biblico di Roma Josè O’Callaghan, riconobbe in quelle lettere i versetti 52 e 53 del capitolo 6° del Vangelo di Marco, smentendo altri papirologi prima di lui che le avevano confuse con brani biblici). 

Altri frammenti di papiri molto più antichi riportavano infatti diversi racconti citati anche nella Bibbia e quindi poterono essere confrontati con le versioni giunte fino a noi. 
Furono fatte scoperte sensazionali!..

sabato 21 marzo 2026

La misteriosa roccia di Al-Naslaa

 
L’oasi di Tayma è situata nella regione nord-occidentale dell’Arabia, ad est di Mada’in Salih.

Qui sono stati rinvenuti numerosi reperti dell’epoca preistorica, tra cui alcune iscrizioni del VI secolo AC e manufatti risalenti all’epoca dei Madianiti e degli Edomiti, del I millennio AC. Tra i più significativi punti di interesse nella zona vi sono la massiccia cinta muraria, il palazzo di Al Hamra, le sorgenti di Haddaj, il palazzo di Al Ablaq e di Bujaydi. (www.arabia-saudita.it)
La roccia di Al-Naslaa si trova lì...

La storia dell’oasi di Tayma, probabilmente, è vecchia tanto quanto quella della misteriosa roccia di Al Naslaa, la cui enigmatica spaccatura non è l’unica particolare caratteristica. 

Ad affascinare l’osservatore, infatti, non è solo il sorprendente tanto quanto preciso taglio degno di una spada laser, ma anche le due facce perfettamente piane (del tutto naturali) delle due metà, ricoperte da criptiche incisioni rupestri risalenti sicuramente ad epoche antichissime...

giovedì 6 novembre 2025

Le misteriose tavolette di Ebla

 
L’antica Ebla era situata nel nord della Siria, a circa metà strada tra le moderne città di Amat e di Aleppo. 

Gli scavi in quel sito sono iniziati nel 1960 e nel 1970 è stata scoperta una serie di tavolette straordinarie tra le rovine di un antico palazzo. 

I reperti divennero noti come “Le Tavolette di Ebla“, ed in origine furono scoperte sotto la direzione di due professori dell’Università di Roma – Dr. Paolo Mattia ed il dottor Giovanni Petinato.

Ad oggi, sono state recuperate circa 17.000 tavolette. Queste tavole sembrano essere state scritte nel corso delle ultime due generazioni dell’antica Ebla. Questo significa che probabilmente possono essere datate intorno al 2300-2250 aC. 

Ma ciò che è straordinario per le tavole di Ebla non è quanto siano antiche, ma piuttosto i sorprendenti parallelismi con la Bibbia.

Ad esempio, uno studioso rimase molto sorpreso quando appurò che gran parte delle tavolette sono scritte in ebraico antico.

La lingua di Ebla era tipicamente semitica: la parola “scrivere” è ktb (come in ebraico), mentre “re” è “malikum,” mentre per “l’uomo” è “Adamu.”...

venerdì 17 ottobre 2025

Il bambino di Lapedo: un ponte tra Umani e Neandertaliani

Nel 1998, il Bambino di Lapedo ha catturato l’attenzione del mondo scientifico grazie alla sua straordinaria fusione di geni umani e neandertaliani. 

Questo scheletro, rinvenuto nel riparo roccioso di Lagar Velho, situato nella valle di Lapedo in Portogallo, si distingue per le sue caratteristiche fisiche uniche e per il trattamento delle ossa, che presentano macchie di ocra.

Recentemente, la comunità scientifica ha ottenuto una datazione precisa di questo ritrovamento, un risultato che evidenzia i notevoli progressi tecnologici nel campo della ricerca archeologica.

La scoperta del Bambino di Lapedo non solo ha arricchito la nostra comprensione della preistoria, ma ha anche aperto nuove strade per la ricerca genetica e antropologica...

mercoledì 15 ottobre 2025

Il popolo del "Sogno"

“Prima di ogni cosa esisteva Altjeringa, il Mondo del Sogno; i Kundingas, i Padri venuti dallo spazio sognavano l’Australia, la nostra terra, cercando un luogo dal quale i loro discendenti avrebbero potuto trarre nutrimento e conoscenza”.

Un insolito passato

Il termine Aborigeni Australiani, identifica le popolazioni autoctone dell’Australia, ovvero i discendenti di coloro che, circa 60.000 anni fa giunsero in quel continente, anche se questa data è ancora molto discussa tra gli archeologi. Quello che più ci interessa ai fini di questo articolo, nonostante la loro storia sia un argomento non privo di importanti episodi, è il complesso di credenze, miti e raffigurazioni che riguardano un antico passato, un periodo nel quale si affaccia prepotente l’idea di una interazione con esseri provenienti dalle stelle. Quest’ultimo termine, diventato quasi un luogo comune quando ci si interessa di culture che riportano avvenimenti vicini all’ipotesi extraterrestre, è in questo caso perfettamente aderente alle tradizioni di coloro che vengono spesso indicati come i primi abitanti del pianeta terra.

Per quanto possa sembrare impossibile, ci sono cose in Australia che non si possono spiegare, cose che rendono questa terra, o comunque gran parte di essa, un mondo a parte, che è possibile osservare e recepire soltanto se ci si pone in uno stato introspettivo, liberandosi dai preconcetti. In questa “dimensione parallela”, l’unico padrone è il Sogno, un particolare stato della mente che permette, una volta superato il rito del Kadajingera, di distinguere una normale roccia da quella che invece rappresenta “il Sogno dell’Acqua”, oppure osservare gli anfratti tra i monti e trovare “il Sogno della Giustizia”. Non è soltanto una antica credenza, il residuo di atavici insegnamenti; per gli Aborigeni si tratta di una vera e propria eredità, il dono lasciato dai Fratelli dello Spazio. Gli Dei che scesero dal cielo sono una costante nella cultura di questo popolo, sono le radici stesse di un passato che si presenta con non pochi misteri da risolvere ..

lunedì 2 giugno 2025

Karahan Tepe: il sito archeologico che svela i segreti dell’umanità antica

Il mondo dell’archeologia è stato scosso dalla ‍scoperta di Göbekli ⁣Tepe, un sito megalitico risalente a ‌12.000 anni fa, considerato il più‍ antico del suo ‍genere. 

Tuttavia, meno noto è l’esistenza di un altro sito simile, situato nella Turchia meridionale, chiamato Karahan Tepe.⁤ 

Sebbene ancora avvolto ‌nel mistero riguardo alla sua funzione originale, Karahan Tepe ​si sta rivelando un sito di grande importanza archeologica.

La ⁢prima volta ⁣che Karahan Tepe è stato scoperto risale al ⁢1997. 

⁣Un articolo accademico pubblicato nel 2000 ha rivelato che si trova a circa 45 chilometri a est di Göbekli Tepe. 

Nonostante non sia stato ancora esplorato completamente,​ le ‍ricerche ⁣hanno mostrato che questo antico complesso presenta incredibili somiglianze con Göbekli Tepe ...

mercoledì 9 aprile 2025

Una città sommersa di 12.000 anni nel Golfo di Khambhat

Sotto le acque del Golfo di Khambhat, al largo della costa occidentale dell’India, giace una delle scoperte più straordinarie dell’archeologia moderna: la città sommersa di Dwarka. 

Questo antichissimo insediamento, menzionato nei testi sacri indù come il Mahabharata e il Bhagavata Purana, è tradizionalmente associato al dio Krishna, che secondo le leggende la fondò e la scelse come sua capitale.

Le indagini condotte dall’Istituto Nazionale Indiano di Oceanografia hanno rivelato un sito archeologico senza precedenti, situato a 40 metri di profondità. 
I resti si estendono per 8 chilometri in lunghezza e 3 chilometri in larghezza, con strutture ancora ben conservate che lasciano intravedere mura, strade e imponenti edifici in pietra. Le esplorazioni subacquee, avviate tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI, hanno portato alla luce manufatti che hanno sconvolto le teorie tradizionali sull’evoluzione della civiltà umana ...

martedì 4 marzo 2025

I WINGMAKER: Viaggiatori Temporali dal nostro Futuro?

 Le strane pitture e i manufatti trovati in una caverna del New Mexico fanno parte di una capsula temporale lasciata da visitatori dal nostro futuro, o si tratta di una sofisticata burla?

INFORMAZIONI SUL PROGETTO E GLI ANTEFATTI

Nel 1972, in una remota zona del New Mexico settentrionale, un gruppo di escursionisti scoprì all’interno di un oscuro canyon un insolito manufatto e dei pittogrammi. Il manufatto venne esaminato da un archeologo dell’Università del New Mexico, il quale fece ricerche nell’area dove era stato ritrovato, ma non trovò segni che mostrassero la presenza stabile di una cultura preistorica nel canyon. Si giunse alla conclusione che una tribù nomade di nativi indiani americani lo avesse occasionalmente utilizzato come accampamento temporaneo e di conseguenza avesse lasciato dietro di sé alcune tracce della loro presenza.
Ad ogni modo, rimanevano due interrogativi molto sconcertanti. Tutti i manufatti, tranne uno, potevano risalire all’ottavo secolo d.C. L’eccezione, conosciuta come la “bussola”, sembrava essere un’insolita forma di tecnologia e fu trovata tra manufatti più comuni come vasellame e semplici attrezzi. La bussola era ricoperta di strani simboli geroglifici, alcuni dei quali furono riscontrati anche sul vasellame.

In secondo luogo, i pittogrammi che erano stati trovati nella zona erano comparsi in modo inspiegabile, ed erano straordinariamente diversi da qualunque altra forma di iscrizioni o arte rupestre nativa trovata nel sud-ovest, per non dire nell’intero continente.
A causa di queste due anomalie, i manufatti e l’intero progetto diventarono presto di competenza del governo statunitense, o più precisamente della National Security Agency (NSA). Venne deciso che questi manufatti potevano indicare una presenza extraterrestre preistorica sulla Terra, e che la NSA avesse il programma appropriato e tutto il necessario per iniziare una spedizione scientifica su vasta scala onde stabilire la natura e l’importanza del sito ...

martedì 21 gennaio 2025

Il volo nell'antichità


La civiltà vide l'alba nelle terre Afro-asiatiche; questo quantomeno l'assioma.
Storie, leggende, miti, racconti, menzionano il luogo dove vivevano i "giusti", i Neteru, gli Shemsu Horo, i "Guardiani" giunti sulle "barche celesti"; il popolo de "razzi scintillanti" citati dai Sumeri.

Immagine: Dio Ahura Mazda divinità Sumera

Coloro che abitavano l'E.DIN, tradotto volgarmente in EDEN; il giardino nel quale la divinità forgiò l'uomo a sua immagine. Quindi nel posto conosciuto come E.Din vivevano coloro che giunsero, o discesero dal cielo: gli Annunaki, i Nephilim, il popolo degli Shem, quelli dei razzi. Navi volanti che in India venivano chiamate Vimana o Astras.


Chi erano questi esseri dei razzi?

Sono quelli ritratti nel trono di un capo tribù del Camerum conservato al Museo Britannico? Mani con quattro dita e fattezze del volto decisamente non umane, ma, come la figura centrale, appartenenti ad una specie aliena classificata dei "grigi".
Lineamenti riconoscibili anche nel famoso reperto definito "Cervo dei Celti".
Seguendo le narrazioni apprendiamo che i Nefilim venivano chiamati dal popolo Ebraico "Awwin", cioè "serpenti"; che gli Hyksos avevano come simbolo il serpente.
Si scopre l'esistenza di sovrani dalla pelle bianca come il latte, con la coda e, a volte, con piccole protuberanze simili a corna.

sabato 11 gennaio 2025

Georgia: un’antica tavoletta rivela un linguaggio sconosciuto

 
Una tavoletta di pietra con simboli enigmatici riporta alla luce una scrittura dimenticata, sollevando nuove domande sul passato della regione. 

Negli ultimi giorni dell’autunno del 2021, un gruppo di pescatori locali, durante la loro attività quotidiana nel lago Bashplemi, situato nel comune di Dmanisi, Georgia, ha riportato alla luce un frammento affascinante di storia dimenticata: una piccola tavoletta di pietra incisa con una serie di simboli enigmatici.

Un team di archeologi provenienti da tutta la Georgia ha ora confermato che queste incisioni rappresentano un esempio di scrittura precedentemente sconosciuta, sollevando nuove domande sulla diffusione e la conservazione della scrittura in questa regione transcontinentale ...

martedì 7 gennaio 2025

Uomini formica, o Anu-naki degli Hopi, e i loro Scudi volanti


Un giorno non troppo lontano, dicono gli Hopi, gli Antichi Dei che hanno dato al via alla cultura umana sulla Terra, torneranno sui loro scudi dorati. 

Molte culture precolombiane hanno simili storie e racconti che affondano nei miti più ancestrali. 
Le tribù Hopi e non solo esse, hanno da sempre vissuto la loro vita tramandandosi gli insegnamenti di: Masauwu i cui concetti etici sono importantissimi e profondamente radicati nel popolo nativo americano degli Hopi. 

Questa divinità, al contrario di molte mitologie che li vedono venire dallo spazio, vivevano nel cuore della Terra, tramandando ad essi l’idea di una Terra Cava abitata ante litteram ...

giovedì 19 dicembre 2024

I misteri delle Veneri paleolitiche


Una spiritualità dedita alle pratiche sciamaniche, profondamente connessa ai cicli naturali, ai moti celesti e alle energie della terra. Un'unica cultura che nel Paleolitico superiore andava dall'Atlantico a Bering. Ma l'origine di queste statuette va cercata molto prima: in Marocco è stata rinvenuta una piccola venere risalente a 300-500 mila anni fa.

Il primo culto

Le cosiddette veneri sono un grande classico dell'arte preistorica. Visivamente, le più note al grande pubblico sono due statuette di 25 mila anni fa, quella trovata in Austria a Willendorf, realizzata in calcare, e quella rinvenuta in Francia a Brassempouy, scolpita nell'avorio. Entrambe si ricordano per il particolarissimo copricapo intrecciato (o pettinatura afro che sia), ma la prima rappresenta la tipica donna prosperosa che incarna la Dea Madre preistorica, mentre la seconda è una testina priva di corpo, fondamentale perché è fra le più vecchie rappresentazioni realistiche della figura umana. 

Tuttavia, la storia delle veneri pare essere iniziata molto prima. La venere ritrovata a Tan-Tan in Marocco è una statuetta in quarzite, alta circa sei centimetri, risalente a 300-500 mila anni fa. Fu trovata nel 1999 a una profondità di 15 metri, sulla riva sinistra del fiume Draa. Una scoperta che retrodata incredibilmente la comparsa di queste figure. Certo non è dato sapere se anche questa raffigurazione avesse un significato sacro come quelle che hanno caratterizzato il Paleolitico superiore, a partire da circa 40 mila anni fa. Sappiamo però che era ricoperta di ocra rossa e questo pigmento è strettamente associato ai riti sacri preistorici, veniva usato nelle sepolture da Neanderthal e Sapiens ed è poi stato utilizzato nell'arte rupestre, che è altrettanto connessa al mondo del soprannaturale ...

martedì 3 dicembre 2024

Il vaso Fuente Magna: scritte cuneiforme nel Sud America pre colombiano?

Il Fuente Magna, noto anche come Vaso Fuente, è un recipiente in pietra molto grande, utilizzato probabilmente durante le cerimonie religiose. Il curioso manufatto è attualmente al centro di numerose controversie, dato che sul vaso compaiono scritte cuneiformi in proto-sumero. Come è arrivata quella ciotola in America meridionale?

Uno dei reperti archeologici più controversi trovati in Sud America è certamente il Vaso Fuente Magna, un grande recipiente in pietra, simile ad una ciotola per eseguire libagioni e riti purificatori.

Il manufatto venne consegnato nel 1960 dalla famiglia Manjon al municipio di La Paz. Il Fuente Magna, infatti, venne scoperto anni prima da un contadino in un terreno di proprietà della famiglia nei pressi di Chua, a circa 70 km da La Paz, vicino al Lago Titicaca. 
Il manufatto è rimasto nel deposito del "Museo de los metales preciosos" per 40 anni ...

giovedì 17 ottobre 2024

La più antica piramide del mondo sarebbe nascosta a Gunung Padang, in una montagna indonesiana


Quando i coloni olandesi furono i primi europei a scoprire Gunung Padang ("Montagna della Luce") nel 1914, rimasero sbalorditi dalla dimensione e dalla vastità dell'aerea circostante coperte da antiche rocce.

Sparsi su una vasta collina di questa provincia indonesiana, giacciono infatti i resti di un enorme complesso di strutture e monumenti rocciosi, una meraviglia archeologica descritta come il più grande sito megalitico di tutta l’Asia sud-orientale.

Ma quei primi coloni non potevano immaginare che la meraviglia più grande potesse giacere nascosta, sepolta in profondità nel terreno, proprio sotto i loro piedi ...

mercoledì 2 ottobre 2024

I Manoscritti di Takenouchi e la storia dell'umanità mai raccontata

I manoscritti di Takenouchi sono una serie di misteriosi documenti, forse trascritti 1.500 anni fa, da testi ancora più antichi, da un uomo di nome Takenouchi Matori in un misto di caratteri giapponesi e cinesi.

Secondo la leggenda, i documenti originali sono stati redatti in caratteri divini molti millenni fa dagli stessi dei.
Gli insoliti testi raccontano una storia dell'umanità in un modo mai raccontato prima, dall'inizio della creazione fino alla nascita del cristianesimo.
Si parla di un'epoca nel nostro antico passato in cui l'uomo viveva in pace e in armonia, uniti sotto il governo del figlio di un Dio Supremo.

I documenti Takenouchi sarebbero stati custoditi dai discendenti di Takenouchi Matori, figlio dell'eroe leggendario giapponese Takenouchi no Sukune. 
Secondo Yamane Kiku, autore del libro "The Authentic History of the World Secreted Away in Japan", i manoscritti originali sono stati tramandati di generazione in generazione e custoditi nel Santuario Koso kotai jingu situato nella prefettura di Toyama.

Non è chiaro come Takenouchi Matori abbia tradotto il presunto 'linguaggio divino', ma secondo le trascrizioni moderne, i documenti Takenouchi descrivono la storia di tutte le nazioni dell’Era 'Divina' ...