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venerdì 13 febbraio 2026

Psicopatici al Potere

 
di Leonardo Guerra
 
“Il Partito persegue il potere esclusivamente per il suo bene. Non ci interessa il bene degli altri; ci interessa solo il potere…. solo il potere, il potere puro. Cosa significhi potere puro lo capirete tra poco. Siamo diversi da tutte le oligarchie del passato perché sappiamo quello che stiamo facendo. Tutti gli altri, anche quelli che ci assomigliavano, erano codardi e ipocriti. I nazisti tedeschi e i comunisti russi si sono avvicinati molto a noi nei loro metodi, ma non hanno mai avuto il coraggio di riconoscere le proprie motivazioni.” (George Orwell, 1984)

L’importanza della visione

In ogni società è importante condividere una visione ampia, profonda e chiara che origini dai valori e dai principi fondativi della stessa. Serve per il suo sviluppo e per quello degli individui che la compongono.
Questo succede, in bene e/o in male, in ogni civiltà. Rappresenta un tipo di percezione e di concezione della vita e del mondo condivisa.

Una mappa mentale collettiva, così che la bussola valoriale consenta a tutti di orientarsi nello stesso modo nell’ambiente circostante. Ne deriva un lessico e un dizionario condiviso che consente di comunicare efficacemente e capirsi in modo univoco. In questo modo tutti hanno gli stessi punti di riferimento.
Ne deriva un linguaggio, un relativo codice lessicale, termini, significati e concetti comuni...

lunedì 14 aprile 2025

L’impoverimento del linguaggio e il quoziente di intelligenza

Dai primi anni duemila si è rilevato come il QI, negli anni, anziché aumentare nella popolazione, diminuisse, fenomeno denominato effetto Flynn inverso.

In molti hanno cercato di dare una spiegazione all’effetto Flynn inverso, cioè la riduzione del QI nella popolazione; numerose sono state le ipotesi proposte e diversi studi scientifici se ne sono occupati. 

L’effetto Flynn e l’effetto Flynn inverso

Il quoziente intellettivo (QI) è un numero che esprime il rapporto tra il livello intellettivo di una persona, misurato attraverso appositi test, e quello della media dei soggetti appartenenti alla sua stessa condizione socio-culturale e fascia di età. Il QI viene considerato come una misura dell’intelligenza o dello sviluppo cognitivo di un individuo ...

martedì 4 marzo 2025

I WINGMAKER: Viaggiatori Temporali dal nostro Futuro?

 Le strane pitture e i manufatti trovati in una caverna del New Mexico fanno parte di una capsula temporale lasciata da visitatori dal nostro futuro, o si tratta di una sofisticata burla?

INFORMAZIONI SUL PROGETTO E GLI ANTEFATTI

Nel 1972, in una remota zona del New Mexico settentrionale, un gruppo di escursionisti scoprì all’interno di un oscuro canyon un insolito manufatto e dei pittogrammi. Il manufatto venne esaminato da un archeologo dell’Università del New Mexico, il quale fece ricerche nell’area dove era stato ritrovato, ma non trovò segni che mostrassero la presenza stabile di una cultura preistorica nel canyon. Si giunse alla conclusione che una tribù nomade di nativi indiani americani lo avesse occasionalmente utilizzato come accampamento temporaneo e di conseguenza avesse lasciato dietro di sé alcune tracce della loro presenza.
Ad ogni modo, rimanevano due interrogativi molto sconcertanti. Tutti i manufatti, tranne uno, potevano risalire all’ottavo secolo d.C. L’eccezione, conosciuta come la “bussola”, sembrava essere un’insolita forma di tecnologia e fu trovata tra manufatti più comuni come vasellame e semplici attrezzi. La bussola era ricoperta di strani simboli geroglifici, alcuni dei quali furono riscontrati anche sul vasellame.

In secondo luogo, i pittogrammi che erano stati trovati nella zona erano comparsi in modo inspiegabile, ed erano straordinariamente diversi da qualunque altra forma di iscrizioni o arte rupestre nativa trovata nel sud-ovest, per non dire nell’intero continente.
A causa di queste due anomalie, i manufatti e l’intero progetto diventarono presto di competenza del governo statunitense, o più precisamente della National Security Agency (NSA). Venne deciso che questi manufatti potevano indicare una presenza extraterrestre preistorica sulla Terra, e che la NSA avesse il programma appropriato e tutto il necessario per iniziare una spedizione scientifica su vasta scala onde stabilire la natura e l’importanza del sito ...

sabato 11 gennaio 2025

Georgia: un’antica tavoletta rivela un linguaggio sconosciuto

 
Una tavoletta di pietra con simboli enigmatici riporta alla luce una scrittura dimenticata, sollevando nuove domande sul passato della regione. 

Negli ultimi giorni dell’autunno del 2021, un gruppo di pescatori locali, durante la loro attività quotidiana nel lago Bashplemi, situato nel comune di Dmanisi, Georgia, ha riportato alla luce un frammento affascinante di storia dimenticata: una piccola tavoletta di pietra incisa con una serie di simboli enigmatici.

Un team di archeologi provenienti da tutta la Georgia ha ora confermato che queste incisioni rappresentano un esempio di scrittura precedentemente sconosciuta, sollevando nuove domande sulla diffusione e la conservazione della scrittura in questa regione transcontinentale ...

giovedì 4 aprile 2024

Cronache della Pandemenza – Deliri ... inclusivi

 
 di Piero Cammerinesi

La guerra dei sessi procede trionfante; dopo millenni di patriarcato ci provarono le femministe nel ’68 a riconquistare un po’ del terreno perduto. 

Fu una breve stagione, fatta di comuni hippie, erba, minigonne e amore libero, musica e stordimento, internazionale comunista, ma anche di ricerca interiore e pacifismo generalizzato – fate l’amore, non la guerra – stagione ben presto rimpiazzata dalla corsa all’impiego ed alla carriera.

Così, dopo due o tre passi avanti, le donne scivolarono di nuovo indietro, come in un perverso gioco dell’oca, dato che le società umane hanno la pessima abitudine di applicare la legge del più forte, che nella maggior parte dei casi è il meno sensibile ed il più rozzo.

Ma ecco che, dopo mezzo secolo dal ’68, è sorto un nuovo “sol dell’avvenir” – questa volta proveniente non dall’Oriente socialista ma dall’Estremo Occidente – che ha pensato bene di spazzar via senza riguardi una cultura millenaria gettando via – è il caso di dirlo – il bambino con l’acqua sporca ...

mercoledì 27 marzo 2024

La lingua dei fischi che sopravvive da 2000 anni in un'isola greca

Ci sono molti modi di comunicare, non solo articolando la bocca e pronunciando parole.

Non abbiamo soltanto esempi straordinari che arrivano dal mondo animale, come nel caso dei licaoni, che sembrano comunicare attraverso gli starnuti.
Alcune lingue antichissime parlate dall’uomo non hanno “la forma” che conosciamo: e si possono ascoltare soprattutto nei piccoli paesi isolati. Come la lingua dei fischi.

L’abbiamo già sentita nel villaggio di Kuskoy in Turchia, ma in Europa c’è un luogo ancora più straordinario dove a fischiare questa lingua sono meno di dieci persone.

Nel profondo sud dell’isola greca di Eubea, il piccolo villaggio di Antia si abbarbica sul versante del monte Ochi. Il centro è distante 40 km da un ristorante o un hotel: il borgo è talmente piccolo che non è neanche tracciato su Google Maps. Per trovarlo bisogna prendere la strada verso Karystos, e fermarsi al primo richiamo delle sirene: i fischi dei suoi abitanti.

Un suono che ricorda il verso degli uccelli (anche i merli hanno imparato a imitarlo), usato per comunicare da una valle all’altra. Arriva fino a 4km di distanza, 10 volte più lontano di uno strillo ...

venerdì 1 marzo 2024

Cronache della Pandemenza – Invertire il Significato delle Parole

di Piero Cammerinesi

Questa storia merita di essere raccontata perché, come altre di questo genere, può darci il senso della gravità della Pandemenza – epidemia globale di demenza – che ormai ha contagiato buona parte dell’umanità ma che si accanisce, in modo particolarmente selvaggio, sul nostro mitico Occidente libero e democratico.

E come opera la Pandemenza? In prima luogo tramite il linguaggio, mediante l’inversione del significato del singolo significante, della parola.

Guerre di aggressione diventano guerre di liberazione, o esportazioni di democrazia.
Occupazioni illegali si trasformano per incanto in missioni umanitarie.
Dittatura sanitaria diviene scelta responsabile
Militari che occupano Paesi sovrani sono truppe alleate, mentre coloro che cercano di difendere il proprio Paese dagli invasori – come anche chi mette in dubbio il pensiero unico – sono terroristi.
Legge del più forte diviene ordine internazionale basato su regole.
Legalizzazione del genocidio viene definita diritto alla difesa.
Razzismo invertito diventa antirazzismo ...

martedì 31 ottobre 2023

Nel DNA di polinesiani e nativi americani sono nascoste le tracce di un antico incontro


Forti evidenze genetiche sembrano confermare che sia avvenuto un contatto transoceanico a cavallo del dodicesimo secolo, nel periodo precolombiano, tra i nativi americani e le antiche popolazioni polinesiane, che all'epoca viaggiavano alla scoperta delle isole più remote del Pacifico. 

Che questi due popoli si siano incontrati molto prima dell'arrivo degli europei sulle coste del Nuovo Mondo è una tesi che però è ancora oggetto di contestazioni tra gli studiosi.

I polinesiani erano un popolo di navigatori, capaci di solcare l'oceano e raggiungere terre distanti migliaia di chilometri dal luogo di partenza. Furono infatti in grado di attraversare il Pacifico e di stabilirsi in Nuova Zelanda e a Rapa Nui, l'Isola di Pasqua.
Vista, perciò, la vicinanza geografica tra i popoli indigeni dell'America del Sud e i polinesiani, molti studiosi hanno cercato di indagare se questi due popoli si fossero incontrati prima dell'arrivo degli europei. 
L'ipotesi che per molto tempo è stata considerata la più probabile è che l'incontro tra i due popoli sia avvenuto proprio a Rapa Nui, che d'altronde è l'isola più vicina alla costa del Sudamerica, intorno al 1200, ben due secoli prima che iniziasse il colonialismo europeo in America ...

venerdì 20 ottobre 2023

I delfini "parlano" come gli esseri umani

 I delfini “parlano” tra di loro, e per produrre i loro suoni acuti usano lo stesso processo usato dagli esseri umani, secondo una nuova analisi dei risultati di un esperimento degli anni Settanta. 

I risultati dicono che i delfini in realtà non fischiano come si è a lungo pensato, ma invece si basano sulle vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali, analoghe alle nostre corde vocali.

Solo ora gli scienziati stanno comprendendo tutto questo, “perché certamente il suono è simile a un fischio”, ha detto il ricercatore dello studio Peter Madsen dell'Istituto di Bioscienze presso la Aarhus University in Danimarca, aggiungendo che il termine è stato coniato in un articolo pubblicato nel 1949 sulla rivista Science. “Ed è rimasto così da allora”.

La scoperta chiarisce una questione che ha fatto scervellare a lungo gli scienziati: Come possono i delfini produrre fischi identificativi della loro identità sulla superficie dell'acqua e durante le immersioni profonde dove la compressione determina che le onde sonore viaggiano più velocemente e potrebbero cambiare la frequenza di questi suoni.
[Deep Divers: A Gallery of Daring Dolphins] ..

venerdì 7 luglio 2023

Che lingua parlavano i Neanderthal?

 
L’Homo sapiens ha incrociato più volte i Neanderthal, come ci mostra il DNA degli europei

Il modo in cui abbiamo comunicato con i nostri parenti ominidi, o loro tra loro, tuttavia, rimane un mistero, poiché l’Homo neanderthalensis si è estinto da tempo e naturalmente non rimangono tracce del suo linguaggio. 
Ciò non impedisce agli esperti di avere un’idea di come potrebbe essere stata la lingua di Neanderthal.

Secondo Antonio Benítez-Burraco, un linguista dell’Università di Siviglia che ha prodotto un documento prestampato (non ancora sottoposto a revisione paritaria per la pubblicazione) sull’argomento, è quasi certo che i nostri parenti evolutivi parlassero lingue simili alla nostra, anche se meno complesse nella loro struttura e meno flessibili in termini funzionali, cioè senza poter esprimere quanto noi. 

Non sapremo mai esattamente com’era la lingua (o anche le lingue) dei Neanderthal, ma è possibile fare alcune approssimazioni basate su dati fisiologici, ambientali e culturali delle specie estinte. 
Per arrivare a tali conclusioni sono stati studiati aspetti anatomici, socioculturali, cognitivi, ambientali e genetici, tutte queste conoscenze basate su prove raccolte da paleontologi e archeologi negli ultimi decenni ...

sabato 27 maggio 2023

Civiltà perduta: il Sanscrito, la lingua perfetta che assomiglia ad un “linguaggio macchina”…

 
di Enrico Baccarini

Negli ultimi venti anni sono state impiegate molte risorse, tempo e fondi nella progettazione di una rappresentazione chiara delle lingue naturali per renderle accessibili all’elaborazione attraverso i computer.

Il linguaggio naturale, ovvero quello parlato dagli esseri umani nella vita quotidiana, contrapposto ai linguaggi di programmazione informatica, presenta numerose ambiguità soprattutto di tipo semantico e si presta facilmente a fraintendimenti, nel caso in cui debba essere compreso da un computer.

Secondo molti studiosi il linguaggio naturale non sarebbe adatto a relazionarsi correttamente con la rigorosa e matematica logica di un computer. 

Tuttavia, esiste almeno un’eccezione: il Sanscrito ...

giovedì 9 febbraio 2023

Poliglottismo e iperpoliglottismo

 
Imparare nuove lingue - in particolare l'inevitabile inglese - è oggi diventato una quasi necessità, non tanto per tradurre un testo, per quello c'è Google translate e simili, ma soprattutto per viaggiare e interagire nel mondo. 
Molte persone ne sanno parlare fino a 4 o 5. Sono i poliglotti.
Leggendo un articolo sul signor Riccardo Bertani, un contadino di 92 anni che conosce 100 lingue non si può che rimanere a bocca aperta. Un iperpoliglotto!
Leggiamo qui ... 

Alcune considerazioni scettiche sugli iperpoliglotti
di Giacomo Taglinani

L'articolo in questione, pubblicato su Repubblica, ha destato il mio vivo interesse, come tutto ciò che di straordinario e di mirabolante ha a che vedere con i misteri del linguaggio umano. Già qualche tempo prima mi ero imbattuto nella figura di Riccardo Bertani da Campegine nel corso di alcune mie letture sugli iperpoliglotti, persone che parlerebbero fluentemente un gran numero di lingue.

La definizione di iperpoliglotta spesso cambia a seconda degli autori, ma potremmo ritenere tale, senza timore di smentite, una persona in grado di padroneggiare almeno dieci lingue ...

domenica 1 gennaio 2023

2022, L'anno in cui l'Occidente ha cancellato le donne


Se il 2022 è stato l'anno della "donna", si è trattato di una storia con due capitoli finali diversi: uno di speranza, l'altro meno. Il primo è ambientato in un Paese lontano, dove un regime arcaico e teocratico minaccia di essere rovesciato dalle donne che gettano il loro hijab e chiedono la loro emancipazione. Il secondo si svolge in un ambiente più familiare ma in una lingua sconosciuta: un Occidente in cui la stessa parola "donna" non ha più alcun significato, la sua definizione è stata riscritta per includere "un'adulta che vive e si identifica come femmina anche se alla nascita potrebbe essere stata definita di sesso diverso".

Questo è il paradosso degli ultimi 12 mesi: l'esistenza delle donne viene messa in discussione proprio nel luogo in cui l'emancipazione femminile è arrivata più lontano, mentre nei luoghi in cui le donne rimangono incatenate a nozioni medievali di onore e castità, il vero femminismo è più forte.

Perché dovremmo preoccuparci delle definizioni dei dizionari, quando tutti sanno cos'è una donna? Questa può sembrare una domanda giusta ...

mercoledì 9 novembre 2022

“More is different”

di Mario Valle

 
“More is different” è il titolo di un famoso e citatissimo articolo del Premio Nobel per la fisica Phil Anderson che all’epoca fu un vero terremoto.

In sostanza sosteneva che il comportamento dei sistemi complessi non si spiega in termini di una semplice estrapolazione delle proprietà di sistemi più piccoli. 
Al contrario, a ogni livello di complessità compaiono proprietà interamente nuove.

Ma di base l’articolo fu un vero e proprio attacco alla gerarchia. 
Alla gerarchia dei saperi innanzitutto. 

I saperi non sono compartimenti a tenuta stagna, non vi è supremazia di un sapere sugli altri. Sono connessi, interrelati, congiunti. Non vi è un sopra distinto da un sotto. Su questo ci ritorneremo ...

venerdì 21 ottobre 2022

OK BOOMER ???

Shitstorm, sex worker, dissing, cringe, chad, boomer ...
Perdindirindina, perché bisogna necessariamente preferire termini anglofoni a quelli italiani?

Perché devo dire sex worker e non prostituto/a?
Perché questo trionfo dei termini cari al pensiero mercantile neoliberale che colonizzano l'immaginario globale, rifiutando quello locale?
Perché devo dire riders?
Riders on the shitstorm? cit. Le Porte
Per rendere più figo ed edulcorare lo sfruttamento capitalista dei lavoratori?

Si, il motivo è questo, e ciò è veramente terribile, perché ad assumere massivamente questo paradigma linguistico è il giovanilismo della generazione Z (che brutta espressione), è la cosiddetta sinistra arcobaleno del futuro, che poi tale non è, semmai una mera facciata indistinta e confusa, strumentale al mercato globalista, alla reazione e quindi al nazionalismo dei più forti che, giustamente dal loro punto di vista, impongono e pretendono la loro lingua nazionale ...

martedì 28 giugno 2022

Diminuzione del Quoziente Intellettivo, linguaggio impoverito e distruzione del pensiero complesso

 
Diminuzione del Quoziente Intellettivo, linguaggio impoverito e distruzione del pensiero complesso rendono le masse incolte e più facilmente manipolabili.

L’effetto Flynn, dal nome del suo ideatore, è prevalso fino agli anni 1960. Il suo principio è che il quoziente intellettuale medio (QI) continua ad aumentare nella popolazione. Dagli anni ’80, i ricercatori di scienze cognitive condividono l’osservazione di un’inversione dell’effetto Flynn e di un calo del QI medio. (Christophe Clavé)

I numerosi studi, in corso da quasi quarant’anni, dimostrano che il livello di intelligenza misurato dai test del QI è in calo nei paesi più sviluppati ed ipotizzano che una moltitudine di fattori possano esserne la causa.

Il calo del livello medio di intelligenza potrebbe essere in parte attribuito all’impoverimento del linguaggio ed al restringimento del campo lessicale. La diminuzione del vocabolario usato riduce, infatti, anche le sottigliezze del linguaggio che consentono di sviluppare e formulare un pensiero complesso. 
Eliminare una parola non significa solo rinunciare al suo suono ma anche promuovere l’idea che il concetto che esprimeva non esiste più ...

domenica 19 giugno 2022

Le misteriose origini degli Etruschi svelate tramite il DNA

L'evidenza del DNA ha finalmente posto fine al dibattito sulla provenienza degli antichi Etruschi, l'antica civiltà i cui resti si trovano in Italia.

L’evidenza del DNA ha finalmente posto fine al dibattito sulla provenienza degli antichi Etruschi, un’antica civiltà i cui resti si trovano in Italia.

Un ampio team di ricercatori ha cercato di andare a fondo del mistero studiando il DNA degli antichi Etruschi. 

(La ricerca è stata pubblicata su Science Advances il 24 settembre 2021 - NdC)

Secondo quasi 2000 anni di dati genomici, raccolti da 12 siti in tutta Italia, queste persone enigmatiche non sono emigrate dall’Anatolia (una regione che ora fa parte della Turchia), ma hanno condiviso il patrimonio genetico con le persone che vivevano nelle vicinanze nell’antica Roma ...

martedì 17 maggio 2022

Fasi evolutive del linguaggio umano

 L'idea che abbiamo dei primitivi è fuorviante

Tendiamo a pensare all'uomo primitivo in modo errato a causa della limitatezza delle informazioni che abbiamo a disposizione; infatti, nella valutazione del grado di raffinatezza di una civiltà scomparsa, pesano sia la deteriorabilità dei materiali sia l'immaterialità delle tracce simboliche della cultura; a questo proposito scrive l'antropologo e linguista Terrence W.Deacon nel suo libro 'La specie simbolica' (p.354):

"I fattori primari che determinano cosa si rinviene e cosa va perduto a distanza di decine di migliaia, o milioni, di anni sono la deteriorabilità o la fragilità del materiale e la natura degli ambienti in cui sono stati lasciati."

In parole povere, vuol dire che gli utensili in pietra sono reperti fossili conservati, quelli in legno o cuoio no; oppure che le pitture sulle pareti delle grotte e le incisioni su pietra o avorio vengono preservate, ma non le decorazioni del corpo, i vestiti, le sculture di legno e quant'altro. 

La prevalenza dell'uso di simboli in una società, escludendo pure il linguaggio, non è nemmeno incorporata in alcun materiale, ma solo in rituali, consuetudini, e regole di vita quotidiana ...

venerdì 13 maggio 2022

Il pensiero unico


di Francesca Lamendola (1/12/2017)

Il Pensiero Unico che ci si vuole imporre è l’espressione del Nuovo Ordine Mondiale, una forma pervasiva e capillare di totalitarismo democratico, che sta avanzando a gran velocità e si serve della tecnica del lavaggio del cervello, ma in maniera graduale, secondo lo schema della “rana bollita”, in modo che i cittadini/sudditi non se ne rendano conto e non abbiano la possibilità di capire quel che sta succedendo, e così di reagire. 
Lo strumento principale del condizionamento occulto è il linguaggio del politicamente corretto, che, mediante una forzatura semantica delle parole, oppure mediante la creazione di neologismi ad hoc, deve rendere più facile, e quasi automatica, l’introiezione, da parte dell’opinione pubblica, del Nuovo Pensiero. 
Noi pensiamo secondo le parole che adoperiamo; se i mass media ci suggeriscono, e in pratica c’impongono, l’adozione di parole-specchietto per polarizzare la nostra attenzione su aspetti deformati della realtà, fatti passare per perfettamente normali, il nostro pensiero subisce una distorsione interna che ha le apparenze del moto spontaneo. 
Allora noi crediamo di essere sempre liberi e padroni di noi, del nostro pensare, mentre è ormai vero il contrario, cioè che ripetiamo a pappagallo degli stereotipi preconfezionati, e, quel che è peggio, prendiamo a pensare, o, per essere più precisi, smettiamo di pensare, esattamente come se fossimo programmati e telecomandati.

Per reagire a questo condizionamento e bonificare la nostra mente da modi di pensare che non sono realmente nostri, ma ci vengono imposti mediante la tecnica della manipolazione mentale, dobbiamo, quindi, individuare le parole-chiave, le parole-specchietto, che agiscono su di noi come una bacchetta magica e suscitano istintivamente, meccanicamente, delle forti reazione emotive, positive o negative, quasi come il campanello nell’esperimento del cane di Pavlov, al cui suono l’animale incomincia a produrre saliva, perché sa che, dopo quel segnale, immancabilmente gli verrà somministrato del cibo. 

A tale scopo, abbiamo stilato un breve vocabolarietto delle parole-specchietto che occorre riconoscere immediatamente per ciò che sono: delle parole-trappola, pensate e messe in circolazione per condizionare la nostra mente e per offuscare la nostra capacità di giudizio critico e personale; in poche parole, per indottrinarci e manipolarci senza che noi ce ne rendiamo conto, anzi, addirittura facendoci sentire ben svegli e intelligenti, nonché perfettamente consapevoli delle cose di cui si sta parlando. 

Esse ci fanno sentire dei cittadini esemplari, che sono informati dei problemi e che possiedono uno spiccato senso civico, per cui non si lasciano ingannare dal pensiero conservatore, ma vigilano affinché la marcia del progresso possa procedere sempre avanti, vittoriosa e ininterrotta.

ACCOGLIENZA 
Una delle neo-parole più abusate e più perfide. Tanto per cominciare, l’accoglienza presuppone la volontarietà: non c’è “accoglienza” dove uno è costretto ad accogliere; ciò suona come una beffa. In secondo luogo, si accoglie chi ci sembra bisognoso, ma anche degno, di essere accolto: non tutti, senza alcuna selezione, senza alcun criterio, neanche di pura e semplice sicurezza. Se questo accade, allora la parola che si dovrebbe usare è “invasione” o “auto-invasione”.

ANTISEMITISMO
È la madre di tutte le parole-specchietto: ma non significa nulla, nel novanta per cento dei discorsi in cui viene adoperata. Tanto per cominciare, non solo gli ebrei, ma anche gli arabi sono semiti, perciò la parola è sbagliata in se stessa, dal punto di vista semantico. Oltre a ciò, essa viene adoperata in un modo enormemente estensivo, sia in senso temporale, sia concettuale. Temporale, perché “antisemita” viene adoperato tanto per designare gli atteggiamenti della società moderna, la Francia al tempo del processo Dreyfus, la Russia dei pogrom e la Germania nazista, sia l’Europa medievale, dove essa viene sovente accostata alla caccia alle streghe, alla credenza nelle possessioni demoniache e alle grandi pestilenze e calamità naturali, facendo credere che vi sia stato un unico “antisemitismo” lungo tutta la storia dell’Occidente, che prende vestititi diversi, ma, in realtà, è sempre identico: cosa storicamente non vera. Concettuale, perché non distingue affatto tra antisemitismo in senso biologico, e antigiudaismo di tipo religioso; e, inoltre, perché induce a credere che, nella storia, l’intolleranza sia stata sempre a senso unico, dei cristiani verso gli ebrei, mentre invece essa è esistita nei due sensi, cioè anche da parte degli ebrei verso i non ebrei.

CATTOLICI PROGRESSITI, CATTOLICI DI SINISTRA
Espressioni prive di significato. Il cattolicesimo è una fede religiosa, non un movimento politico. Eppure, costoro governano l’Italia, oggi; e, a livello mondiale, governano la Chiesa. Solo che non sono cattolici: sono la quinta colonna che vuol demolire, dall’interno, la Chiesa e il cattolicesimo.

DIALOGO
Parola molto amata dai catto-progressisti: essi vorrebbero dialogare con tutti, sull’implicito riconoscimento che ciascuno ha la sua verità, e tutte sono ugualmente buone e valide. 
Ma questo si chiama “relativismo”, e non fa rima con “cristianesimo”, né con “Vangelo”.

DIVERSAMENTE ABILE
Impossibile dire: “cieco”, “sordo”, “paralitico”, ”tetraplegico”, “handicappato”: bisogna dire “diversamente abile”, per non incorrere nell’accusa di disprezzare le persone portatrici di handicap. 
Ma essere portatore di handicap non è la stessa cosa che essere handicappato? Sì, ma è proibito dirlo; dunque, no. Non è vero quello che è vero; è vero quello che vuole il Pensiero Unico. 
Contraddizione di fondo del Nuovo Linguaggio: da un lato bisogna negare che la diversità esista, in nome del principio di uguaglianza e della lotta ai “pregiudizi”; dall’altra si invoca a gran voce il rispetto e, anzi, la valorizzazione della diversità. 
Un disabile fortemente ideologizzato dirà al pubblico, durante una conferenza: Chi vedete, davanti a voi: una persona o un disabile? Domanda insidiosa, risposta difficile: se il pubblico risponde: “un disabile”, allora è un pubblico insensibile e intollerante verso le persone meno fortunate; se dice: “una persona”, allora pare che finga di non vedere la carrozzina e tutto il resto, che ignori i problemi e le difficoltà di quelle persone.

ECUMENISMO
Il fatto che il papa abbia celebrato a Lund, in Svezia, una parodia della santa Messa insieme ai luterani, non conferisce al preteso ecumenismo il crisma della rispettabilità. Le differenze tra protestanti e cattolici esistono, e sono innanzitutto di tipo teologico. 
Dunque, un’eresia non viene “sanata” con un atto di buona volontà o con un colpo di spugna, ma con l’ammissione del proprio errore da parte di chi ha sbagliato, e senza porgere scuse da parte di chi non ha sbagliato.

FAMIGLIE ARCOBALENO
Espressione creata per non dover dire: famiglie con due “genitori” omosessuali. Ma “famiglia”, da che mondo è mondo, significa uomo, donna e bambini, e nient’altro. 
Due persone dello stesso sesso non possono generare in modo naturale, dunque la loro unione non forma una famiglia, ma un’altra cosa. La chiamino come vogliono, ciò riguarda loro; ma non così.

FEMMINICIDIO
Se un uomo uccide una donna, quello è femminicidio; se una donna uccide un uomo, non si parla mai di viricidio; se una donna uccide un bambino, magari suo figlio, non si parla che raramente d’infanticidio. 
Si vuol dimostrare che il maschio è un animale pericoloso, violento, imprevedibile, e che ha in sé degli istinti malvagi; che le donne devono diffidare di lui; che egli stesso, per primo, per il suo bene e per quello dei propri cari, deve sentirsi in colpa, umiliarsi, domandar perdono, vergognarsi di essere quello che è, cioè un essere di sesso maschile: insomma, auto-castrarsi psicologicamente. 
L’obiettivo è femminilizzare sempre di più la società, togliendo all’uomo le sue caratteristiche virili, sin dall’infanzia: l’ideale sarebbe un bambino che gioca con le bambole, che piange volentieri quando vede un film sentimentale, che brucia dal desiderio di sbrigare le faccende domestiche al posto della mamma e, magari, delle sorelline.

GAY
Vuol dire “allegro”. Ma quanta allegria c’è nella vita di tali persone? Accettare questo vocabolo, significa accettare una versione ideologizzata della cosa che indica. 
Ciò che indica è l’inversione sessuale, e così la si chiamava fino a qualche anno fa: inversione. 
Ma il relativismo oggi imperante ha negato che esistano il vero e il falso, il bello e il brutto, il sopra e il sotto: dunque, nessuno è invertito, perché la normalità non esiste, tutti hanno il diritto di essere e di fare quel che vogliono. 
Un tempo non lontano, le persone di formazione cattolica usavano la parola “sodomita”; ma oggi è impossibile, perché monsignor Galantino ci assicura che Dio ha risparmiato Sodoma, dunque i sodomiti non erano peccatori. Si vede che si è sbagliato anche Gesù Cristo, quando ha detto (Lc 17, 28-29): Mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano: ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.

INTEGRAZIONE, INCLUSIONE
L’integrazione è come l’araba fenice: tutti ne parlano, nessuno l’ha mai vista. Quelli che ci hanno seriamente provato, come i governanti tedeschi, hanno dovuto ricredersi: è impossibile integrare chi non vuole integrarsi. 
Sembrerebbe così semplice: ma ci son voluti molti anni perché cadesse il velo ideologico e la cosa apparisse in tutta la sua evidenza. 
Quanto all’inclusione, significa tutto e niente: suona bene, fa effetto, peccato che non voglia dir niente. Includere non è sempre una virtù: chi, sano di mente, includerebbe un virus, in un organismo sano?

MATERNITÀ SURROGATA
È una delle neoparole più odiose: si deve dire, semplicemente, “utero in affitto”. Una cosa spregevole, un’espressione impronunciabile, pur con tutta la buona (o la cattiva) volontà di questo mondo: perciò è stata inventata questa parola, in apparenza più rispettabile. Il suo sordido significato, però, rimane.

MATRIMONIO OMOSESSUALE
Concetto falsissimo, perché due volte falso: non esiste l’omosessualità, intesa come alternativa di pari dignità alla vera sessualità, che è sempre fra maschio e femmina; e non esiste il matrimonio omosessuale, perché il matrimonio, come dice anche l‘etimologia della parola, è, ed è sempre stato, in tutte le società del mondo, l’unione stabile di un uomo e una donna, in vista della procreazione.

MODERNITÀ
Una gravissima malattia, non certo qualcosa di cui andar fieri. O se ne guarisce, o si perisce.

OMOFOBIA
È una delle più usate e delle più insidiose, anche se il trucco c’è e si vede. Si vuol far passare per “omofobo”, cioè per odiatore degli omosessuali, colui che, semplicemente, si rifiuta di considerare l’omoerotismo come perfettamente equivalente della normale sessualità fra uomo e donna, o di accettare l’idea e la pratica del cosiddetto matrimonio omosessuale, o la pratica della fecondazione artificiale per le lesbiche, dell’adozione o dell’utero in affitto per i gay. “Omofobo” sarebbe anche chi si oppone all’ideologia gender, specie se insegnata nelle scuole. 
Senza contare che la parola, in sé, è sbagliata: letteralmente, significherebbe “paura del simile”. Si aggiunga che gli omosessuali non sono tutti uguali: vi sono le persone discrete, e quelle che ostentano i loro comportamenti oltre ogni limite del buon gusto e della decenza, come, ad esempio, in occasione dei gay-pride. 
Dunque, anche chi non è d’accordo con l’ideologia omosessualista non appartiene ad un’unica categoria: si dovrebbe distinguere fra intolleranza vera e propria, irrazionale, magari violenta, e disapprovazione morale o culturale, cosa perfettamente legittima, a meno che la democrazia valga solo a senso unico: cioè per le minoranze ideologizzate e aggressive.

OMOSESSUALITÀ
La parola è falsa: “sessualità”, in biologia – si consulti qualunque vocabolario – consiste nello scambio di gameti maschili e femminili, in vista della riproduzione; dunque, solo fra maschio e femmina vi è sessualità. Nel caso delle persone che desiderano sessualmente quanti appartengono al loro sesso, si dovrebbe parlare di “omoerotismo”. 
Da ciò si vede quanto sia ideologico, nel senso di artificiale e di fasullo, il tentativo di mettere sullo stesso piano l’eterosessualità, l’omosessualità, la bisessualità e, addirittura, la transessualità.

PLURALISMO RELIGIOSO
Sarà una bella cosa dal punto di vista liberale, ma dal punto di vista cristiano è un non senso. Per il cristiano, non ci sono diverse verità religiose: ce n’è una sola. Se ce ne fossero tante, Gesù Cristo sarebbe, anche Lui, uno dei tanti.

POPULISMO.
È l’equivalente del XXI secolo di ciò che la parola “fascista” era nel linguaggio politicamente corretto del XX. Più specificamente, comprende in sé i concetti di razzismo, nazionalismo, antieuropeismo, razzismo, o, almeno, xenofobia: tutte cose bruttissime e indegne di una società civile. Chi è “populista” non merita di essere trattato neppure come un avversario politico, sarebbe troppo onore per lui: deve essere disprezzato, e, se possibile, ignorato. I suoi argomenti non meritano risposte, le sue ragioni non son degne di ascolto. Il populista, come il fascista, abusa dei vantaggi della democrazia per diffondere un pensiero antidemocratico, dunque sarebbe bene che i veri democratici non solo lo isolassero, come si fa coi lebbrosi, ma riflettessero seriamente sulla possibilità di negargli definitivamente la parola, e, ancor più, il diritto d’associazione.

PROFUGHI.
Ma lo sono davvero? Nove volte su dieci, no. Sono falsi profughi, cioè invasori. Ma non si può dire.

RAZZISMO.
È razzismo nutrire dei dubbi sulla opportunità di lasciare via libera all’ingresso in Italia, e in Europa, di milioni di africani e altri stranieri? Se lo è, allora lo confessiamo volentieri: sì, siamo decisamente razzisti. E lo sono molti milioni di persone, compresi degli ottimi cristiani.

RESISTENZA.
Ha fornito, per settant’anni, l’impalcatura mitologica su cui è stata fondata la Repubblica di Pulcinella, cioè l’Italietta asservita e prostrata del 1945. Si basa su tutta una serie di mistificazioni, dal racconto addomesticato dei fatti di Cefalonia, all’invenzione delle quattro giornate di Napoli, e di silenzi “blindati”, dalle foibe ai regolamenti di conti interni al movimento partigiano, come nel caso della strage di Porzus. 
La parola “Resistenza” ha permesso di aggirare l’ostacolo più grosso alla fruizione unilateralmente positiva del mito repubblicano: la realtà della guerra civile. Ha fornito, poi, un ampio mantello per coprire le malefatte ed i crimini di una quantità di delinquenti che, con la scusa d’essere partigiani, hanno ucciso, stuprato, rubato e terrorizzato le popolazioni civili non solo fino all’aprile del 1945, ma fino al 1949, con migliaia e migliaia di “morti bianche”. 
Ha poi permesso di creare una continuità ideale con il Risorgimento, continuità che è tutta da dimostrare (mentre vi sono serie ragioni per vedere, all’opposto, una continuità fra il Risorgimento e il Fascismo, come pensava anche Giovanni Gentile). 
Di fatto, l’adozione di questo termine, anche da parte degli intellettuali e degli storici di professione, ha prolungato per settant’anni, dopo il 1945, il clima morale e politico da guerra civile nella società italiana, cosa che ha dato i suoi frutti sanguinosi nella stagione del terrorismo “rosso” e “nero” degli anni ’70 del Novecento.

Pubblicato su Arianna Editrice il 21/05/2017


lunedì 9 maggio 2022

Il mondo capovolto dei Piraha la tribù che conta solo fino a 2

 

Due più due non riescono a farlo, ma si considerano il popolo più in gamba della terra. E forse, azzardano gli studiosi che si sono accaniti sul mistero della tribù che non conosce i numeri, hanno ragione loro, i Pirahã. 

La loro lingua non possiede le parole per esprimere quantità precise, la loro cultura si fonda su una memoria che non va più indietro di due generazioni, il loro universo si ferma lì dove il fiume Maici fa un' ansa e porta lontano dallo sguardo barche e forestieri. Lontano dagli occhi, dalla portata delle mani, dal raggio delle frecce, nulla conta e dunque nulla va contato. 

Sulla rivista "Science" lo psicologo cognitivo Peter Gordon ha presentato i risultati di una ricerca durata tre anni tra i duecento indios Pirahã superstiti, nella foresta amazzonica brasiliana. A nulla sono valsi, spiega lo scienziato, gli sforzi di insegnare loro i numeri, di spingerli a catalogare oggetti in insiemi quantitativamente coerenti. 
Chiamati a raggruppare noci, con grande fatica ne mettevano in ordine una, due, in alcuni casi tre. Piccolissimi mucchietti. Poi il caos. La matematica per loro è impossibile. 

Il motivo? Non hanno le parole sufficienti, le parole giuste, dice Gordon. Una sorta di conferma di quanto, più di sessanta anni fa, il linguista Benjamin Lee Whorf aveva ipotizzato: la lingua che ognuno di noi usa e conosce determina il nostro modo di pensare ...