Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evoluzione. Mostra tutti i post

domenica 7 settembre 2025

Evoluzione, non Rivoluzione

L'uomo non ha bisogno delle leggi, statuti, regolamenti.

Io non ho bisogno di una legge che mi dice "non uccidere", per non uccidere.
Un uomo sano di mente non vuole odiare, uccidere, torturare.

Sarebbe contrario alla sua natura.
Un uomo sano di mente desidera che i suoi fratelli siano felici, non oppressi.
Ogni legge è una "punizione" per coloro che sono malati.

Il crimine è una forma di malattia mentale.

Poiché bisogna essere malati per fare del male al prossimo.
Il crimine - però - è una malattia contagiosaSe non viene curata, subito si propaga.

Logicamente un malato mentale va curato e non torturato.
Torturando o uccidendo il suo corpo, non guarisce (e non sparisce) né lui né la società che lo ha prodotto.
Nelle civiltà primitive e violenti, i malati vengono odiati e torturati ...

mercoledì 5 febbraio 2025

Civiltà umana al bivio: verso la sovrabbondanza o il collasso autoritario?

 
Un nuovo studio scientifico svela che la civiltà industriale è in declino, ma l’umanità potrebbe compiere un “balzo da gigante” evolutivo grazie all’energia pulita e alla tecnologia. Tuttavia, il populismo autoritario rischia di bloccare questa trasformazione.

La civiltà umana è a un bivio critico. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Foresight, l’attuale ciclo di vita della civiltà industriale sta per concludersi. Questo non segna necessariamente un punto di non ritorno, ma potrebbe rappresentare l’alba di una nuova era: una civiltà postmaterialista caratterizzata da energia pulita, sovrabbondanza tecnologica e un sistema socioeconomico distribuito e sostenibile. Tuttavia, questa transizione potrebbe essere ostacolata da crescenti politiche autoritarie e centralizzate, spesso guidate da populismi di estrema destra.

Il documento, redatto dal teorico dei sistemi Nafeez Ahmed, membro del Club di Roma e figura di spicco nella Earth4 All Transformational Economics Commission, analizza secoli di dati storici e scientifici per spiegare l’ascesa e il declino delle civiltà. Il lavoro di Ahmed identifica quattro fasi nel ciclo di vita delle civiltà: crescita, stabilità, declino e trasformazione ...

giovedì 2 gennaio 2025

I molti Sé

Il nostro vivere e il nostro sapere si basano per lo più su norme e precetti silenziosamente accettati. 

Sostanzialmente, viviamo una vita assimilando delle credenze che non sono scaturite da nessun nostro pensiero, da nessuna nostra esperienza diretta, ma che ci vengono ripetutamente imposte dalla società, dalla famiglia, dalla scuola, dal contesto mediatico. 

Ci comportiamo similmente ad un animale domestico che non si ribella al guinzaglio poiché è una pratica che sperimenta da sempre e che pertanto considera naturale. Tutto avviene solo per cieca fede, così accettiamo che qualcun altro pensi per noi, che ci dia una direzione e una certa impostazione e, in qualsiasi ambito, una condizione diviene per noi effettiva proprio perché consensuale.

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels)

Per effetto di questo pragmatismo intellettuale, persiste nel pensiero occidentale un’ideologia che proverebbe la presenza dell’uomo a prescindere da un Creatore, da un “sommo progettista”, che ha organizzato tutta la vita nell’universo ma, analizzando la questione con lucida attenzione, è possibile comprendere che, nonostante un simile modello possa sembrare attendibile e per certi aspetti conveniente, restano comunque degli interrogativi esistenziali che la sola scienza non riesce ancora a soddisfare...

domenica 11 agosto 2024

Smettere di lavorare

 di Davide Ragozzini

Questo tempo è il tempo che impone cambiamenti radicali del pensiero, del costume, delle abitudini. 
Impone lo sviluppo di capacità che ci consentano di avere una visione allargata, quanto meno in termini di possibilità, dell’universo e della sua multidimensionalità, delle nostre latenti capacità intellettive e spirituali. 
È il tempo che impone una rivisitazione degli schemi sociali, economici ma soprattutto è il tempo in cui urge la nascita di una potente pretesa della nostra libertà.

L’evoluzione, nella sua manifestazione, contraddistingue un individuo (o un piccolo numero) dalla moltitudine.
Non è mai il contrario.


Tutte le volte che accade, questo individuo è costretto a lottare con le idee e il costume diffuso e la moltitudine pretende da lui che si conformi e che soprattutto non comprometta, con le sue azioni o propagande, le loro”verità “ sulle quali arroccano le loro false certezze e le loro “comodità”, fatte spesso di ingiustizie.

Ma in lui fermenta e si agita una forza oscura che lo spinge inesorabilmente in avanti, talora procurandosi terribili sofferenze ma alla fine accade qualcosa che sembra sospinto da una forza soprannaturale: l’individuo riesce in qualche modo a stimolare l’attenzione della massa che lentamente passa da un torpore caratterizzato da scetticismo e incredulità, divenendo infine capace di innalzare la percezione necessaria a comprendere e ad accogliere la nuova visione ...

lunedì 10 giugno 2024

Come la corsa ci ha reso umani

 La corsa di resistenza ha forgiato l'evoluzione dell'uomo

Per la necessità di cacciare animali e procurarsi il cibo nella vasta savana africana, l’uomo è evoluto dal nostro antenato scimmiesco: l’uomo doveva percorrere lunghe distanze ed ha imparato a correre; questa nuova abilità ha modellato l’anatomia umana e lo ha reso ciò che è oggi.

Questa è la conclusione di uno studio pubblicato nel 2004 sulla copertina del giornale scientifico Nature dal biologo Dennis Bramble (University of Utah) e l’antropologo Daniel Lieberman (Harward University).

Bramble e Lieberman sostengono che, circa 2 milioni di anni fa, il nostro antenato, Homo, è evoluto dal nostro antenato scimmiesco perché la selezione naturale ha favorito la sopravvivenza dell’Australopiteco che poteva correre, modificando l’anatomia umana con caratteristiche che hanno reso possibile la corsa su lunghe distanze ...

venerdì 19 aprile 2024

Origini della vita: risolto il mistero?

Gli scienziati dell'Università di Hiroshima in Giappone ritengono di aver risolto uno dei misteri più duraturi della scienza, ovvero come la vita sia scaturita dalla materia non vivente nel primo ciclo di sviluppo della Terra. 

Gli scienziati dell’Università di Hiroshima in Giappone ritengono di aver risolto uno dei misteri più duraturi della scienza: come le origini della vita siano scaturite dalla materia non vivente nel primo ciclo di sviluppo della Terra, ha spiegato un rapporto del New Atlas.

Origini della vita: create protocellule autoreplicanti in laboratorio

Nello studio sulle origini della vita pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori hanno spiegato in dettaglio come hanno creato protocellule autoreplicanti in laboratorio. Gli esperti hanno ritenuto che queste abbiano dato peso all’ipotesi dell’evoluzione chimica, che è  stata una proposta lanciata per la prima volta negli anni ’20 ..

lunedì 8 aprile 2024

Il futuro della razza umana: estinzione o alveare umano?

 “L'alveare di Hellstrom”, scritto da Frank Herbert nel 1973, è una delle poche disamine solide di come una società umana “eusociale” potrebbe essere modellata sulla base dello stile di vita degli insetti sociali, come le api e le formiche. Potrebbe essere questo che il futuro remoto ha in serbo per la razza umana? E' impossibile dirlo ma io, per quanto mi riguarda, do il benvenuto ai nostri nuovi signori dell'alveare. 

Non ho dubbi sul fatto che siamo diretti a tutta velocità verso un grande collasso dell'ecosistema. Stiamo distruggendo il clima e la biosfera, avvelenando i mari, disperdendo metalli pesanti ovunque, creando isotopi radioattivi che non sono mai esistiti nei 4 miliardi di anni della storia della terra. Qualsiasi cosa accadrà, non sarà una bel vedere per coloro che saranno vivi per vederla.

Ma il collasso in arrivo significa la fine della specie umana? Questo non può essere escluso e il concetto di “Estinzione a Breve Termine” (Near Term Extinction -NTE) è persino diventato piuttosto popolare oggigiorno (*). Ma il problema rispetto all'estinzione umana non è quanto sia probabile. Il problema è che è noiosa. Ci estinguiamo ed è tutto, fine della storia. Potremmo persino distruggere l'ecosistema così gravemente da sterilizzare l'intero pianeta, facendo morire tutto il resto con noi. Ancora più noioso, non credete?

Eppure, il futuro rimane un soggetto affascinante e il futuro remoto (o “profondo”) è quello più affascinante. Supponiamo quindi che non muoiano tutti nel grande collasso; quale futuro è in serbo per l'Homo Sapiens? (**)....

martedì 9 gennaio 2024

Il seme degli Dèi

Un intervento ‘esterno’ fu il punto di partenza dell’incredibile storia del genere umano? ..

Man mano che il progresso scientifico avanza e nuove scoperte vengono fatte divulgate, più si va a delineare un quadro che noi appassionati di ufologia e paleoarcheologia abbiamo da sempre teorizzato: un intervento ‘esterno’ quale punto di partenza dell’incredibile storia del genere umano.

Ma partiamo dall’alba della comparsa dell’Homo Sapiens, circa 300.000 anni fa in Africa, secondo le teorie antropologiche tradizionali. A quel tempo il precedente esemplare, l'Homo Erectus, è presente sul pianeta già da più di un milione e mezzo di anni e possiede una capacità cranica maggiore rispetto all'Homo Habilis. L'Homo Erectus avrebbe avuto una notevole somiglianza con gli esseri umani moderni, ma aveva un cervello di dimensioni corrispondenti a circa il 75% di quello dell'Homo Sapiens. Il modello paleoantropologico dominante descrive l’Homo Erectus inoltre come capace di usare rudimentali strumenti.

A un certo punto avviene qualcosa di rivoluzionario, la massa cerebrale aumenta del 30%, acquisisce capacità di articolare un linguaggio, modifica la propria biologia ormonale, … insomma l’Erectus si evolve in Homo Sapiens e poi successivamente circa 30.000 anni fa in Sapiens Sapiens e come descritto in figura, attraverso una serie di fasi migratorie i Sapiens vanno a popolare l’intero pianeta ...

lunedì 29 maggio 2023

I molti Sé

Il nostro vivere e il nostro sapere si basano per lo più su norme e precetti silenziosamente accettati. 

Sostanzialmente, viviamo una vita assimilando delle credenze che non sono scaturite da nessun nostro pensiero, da nessuna nostra esperienza diretta, ma che ci vengono ripetutamente imposte dalla società, dalla famiglia, dalla scuola, dal contesto mediatico. 

Ci comportiamo similmente ad un animale domestico che non si ribella al guinzaglio poiché è una pratica che sperimenta da sempre e che pertanto considera naturale. 

Tutto avviene solo per cieca fede, così accettiamo che qualcun altro pensi per noi, che ci dia una direzione e una certa impostazione e, in qualsiasi ambito, una condizione diviene per noi effettiva proprio perché consensuale.

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” 
(Joseph Goebbels) ...

giovedì 11 maggio 2023

Il segreto dei Bajau laut, gli uomini pesce che vivono in acqua

La selezione naturale ha consentito alla popolazione asiatica dei Bajau Laut di adattarsi perfettamente a una vita acquatica fatta di immersioni e lunghe apnee.

Nel sud-est asiatico vive una popolazione di pescatori nomadi nota con il nome di Bajau Laut, che trascorre il 60% della propria esistenza in acqua. Sono abili nuotatori e straordinari apneisti, doti che, secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Cell, derivano da cambiamenti genetici ereditari che favoriscono l'attività subacquea.

I NOMADI DEL MARE

I Bajau Laut vivono nel triangolo di mare compreso tra Filippine, Indonesia e Malesia. La loro vita si svolge quasi interamente sull'acqua, a bordo di barche, palafitte e case galleggianti, che forniscono una base di appoggio tra un'immersione e l'altra. 

Raramente toccano la terraferma, a esclusione di alcuni gruppi che nel corso del XX secolo si sono stabiliti a riva, dove continuano in ogni caso a sposare un'economia di sussistenza basata sui propri secolari metodi di pesca ...

giovedì 29 dicembre 2022

il Momento Evolutivo

di Stefano Re

Sono giunto alla conclusione che tutto ciò che stiamo vivendo, comunque lo si voglia interpretare nel dettaglio, non è altro che l’insieme dei prodromi di un epocale momento evolutivo della nostra specie. 
Già in molti hanno parlato di “speciazione”, ed è certamente corretto, ma a mio vedere resta una definizione ancora troppo timida e parziale del processo in corso. La speciazione vede un ramo di una specie differenziarsi ed evolvere per suo conto. 
Io ritengo che ciò cui stiamo avviandoci oggi sia un momento evolutivo collettivo di tutta la nostra specie, non l’evoluzione casuale di un singolo ramo distinto.

Il Grande Bivio

La divisione, quel che ho definito Great Divide o Grande Bivio, è semplicemente la presa di posizione di una parte dell’umanità che inconsapevolmente ma collettivamente rifiuta questo passaggio evolutivo, a fronte di quell’altra parte che invece lo accetta e lo abbraccia, avviandosi a percorrerlo. 
Non ho idea di quanto esso durerà né delle effettive modifiche, certamente mentali e sociali, forse anche biologiche, che produrrà, ma ritengo che sia un passaggio paragonabile soltanto alla acquisizione della autocoscienza. Quel momento critico che ha visto un essere che viveva sull’istinto e sulla reazione all’ambiente sviluppare consapevolezza della propria individualità, identità e visione prospettica. Ciò che ci ha trasformato da animali in esseri umani ...

martedì 6 settembre 2022

Come potremmo scoprire se è esistita una civiltà industriale pre-umana?

La vita complessa sul nostro pianeta esiste da almeno 400 milioni di anni, tuttavia, come specie, siamo riusciti a creare una civiltà industriale solo circa 300mila anni fa. 

Ma cosa sarebbe accaduto se sulla Terra fosse esistita una civiltà industriale precedente risalente a milioni di anni fa? 
Come potremmo dimostrarne o smentirne l’esistenza? 

Questo è il nocciolo dell’ipotesi siluriana, un affascinante esperimento mentale apparso in uno studio pubblicato nel 2018 sull’International Journal of Astrobiology

La possibilità di vita altrove nell’universo e i suoi paralleli con l’Antropocene – l’attuale epoca geologica, durante la quale il nostro pianeta sta venendo segnato dalla nostra esistenza fino al punto di non ritorno – ha a lungo lasciato perplesso Adam Frank, professore di astrofisica all’Università di Rochester, New York, e uno dei due autori dello studio.

“È comune per qualsiasi civiltà che raggiunge il nostro livello di consumo energetico innescare la propria versione del cambiamento climatico? Mi chiedevo. Se ci sono civiltà aliene, avranno innescato anche loro un cambiamento climatico?” È la riflessione di Frank ...

martedì 17 maggio 2022

Fasi evolutive del linguaggio umano

 L'idea che abbiamo dei primitivi è fuorviante

Tendiamo a pensare all'uomo primitivo in modo errato a causa della limitatezza delle informazioni che abbiamo a disposizione; infatti, nella valutazione del grado di raffinatezza di una civiltà scomparsa, pesano sia la deteriorabilità dei materiali sia l'immaterialità delle tracce simboliche della cultura; a questo proposito scrive l'antropologo e linguista Terrence W.Deacon nel suo libro 'La specie simbolica' (p.354):

"I fattori primari che determinano cosa si rinviene e cosa va perduto a distanza di decine di migliaia, o milioni, di anni sono la deteriorabilità o la fragilità del materiale e la natura degli ambienti in cui sono stati lasciati."

In parole povere, vuol dire che gli utensili in pietra sono reperti fossili conservati, quelli in legno o cuoio no; oppure che le pitture sulle pareti delle grotte e le incisioni su pietra o avorio vengono preservate, ma non le decorazioni del corpo, i vestiti, le sculture di legno e quant'altro. 

La prevalenza dell'uso di simboli in una società, escludendo pure il linguaggio, non è nemmeno incorporata in alcun materiale, ma solo in rituali, consuetudini, e regole di vita quotidiana ...

venerdì 6 maggio 2022

AI: Adattamento intelligente o barbara duplicazione?

 
Quando l'umanità inizierà a diffondere le sue risorse su altri pianeti, quale dovrebbe essere il nostro obiettivo?
Fondamentalmente ci sono due opzioni:

A) Utilizzare astronauti AI per piantare i semi dell'innovazione scientifica in altri luoghi, in modo che l'intelligenza sia duplicata e non a rischio di estinzione.

B) Fare numerose copie di ciò che la natura ha già prodotto sulla Terra.

La scelta è tra essere orgogliosi di ciò che la natura ha prodotto per oltre 4,5 miliardi di anni sulla Terra attraverso l'evoluzione senza controllo e la selezione naturale (B), o aspirare per altrove a una forma più intelligente di evoluzione controllata. (A).

La scelta B è adatta a una linea di duplicazione industriale, per la quale il proof of concept della catena di montaggio è già stato dimostrato sulla Terra e che può essere riprodotto in un ambiente simile alla Terra. 

Siamo emotivamente attratti dalla scelta B, perché siamo attaccati a noi stessi e al nostro percorso naturale per assicurare la durata nel tempo delle nostre caratteristiche biologiche attraverso la riproduzione biologica ...

domenica 17 aprile 2022

Elaine Morgan: ci siamo evoluti da scimmie acquatiche

In questo blog abbiamo già parlato della Teoria della Scimmia Acquatica.
Qualcuno ipotizza che potrebbe essere un ramo dell'evoluzione su questo pianeta, qualcuno afferma che questi esseri acquatici potrebbero essere i nostri antenati.
Sentiamo ora quest'altro parere, quello di Elaine Morgan, scrittrice e divulgatrice scientifica specializzata in antropologia britannica.
Catherine


Trascrizione di un suo intervento pubblico (anno 2009)

"Ebbene, questo è il 2009. Il Bicentenario di Charles Darwin. In tutto il mondo, eminenti evoluzionisti sono ansiosi di celebrarlo. Ciò che hanno intenzione di fare è illuminarci su quasi ogni aspetto di Darwin e la sua vita, e di come abbia cambiato il nostro modo di pensare. Dico quasi ogni aspetto, perché ce n'è uno, in questa storia, sulla quale non hanno gettato alcuna luce, e sembrano ansiosi di girarci intorno, sorpassarlo, e parlare di qualcos'altro. E così ne parlerò io! La domanda è: perché siamo così diversi dagli scimpanzé?

I genetisti continuano a ripeterci quanto strettamente - appena alcuni geni di differenza - imparentati siamo. Eppure, se si guardano i fenotipi, qui c'è uno scimpanzé, qui un uomo, sono sorprendentemente diversi. Nessuna somiglianza! Non parlo di cose campate in aria su cultura, psicologia, o comportamento. Parlo di differenze misurabili, essenziali, e coi piedi per terra. Loro, quelli lì, sono pelosi e su quattro zampe. Quello là è un bipede nudo. Perché? Voglio dire... (Risate) se sono un buon darwinista, devo credere che ci sia una ragione. Se siamo cambiati così tanto, qualche cosa dev'essere successa. Che cos'è successo?

50 anni fa era una domanda ridicolmente banale. Tutti conoscevano la risposta. Lo sapevano, che cos'era successo. L'antenato delle scimmie rimase sugli alberi. I nostri andarono nelle pianure. Ciò spiegava tutto: dovevamo alzarci sulle gambe per sbirciare oltre l'erba alta, rincorrere le prede, o liberarci le mani per poter usare armi. Correndo, ci surriscaldavamo a tal punto che dovemmo levarci la pelliccia e buttarla via. Lo hanno saputo tutti, per generazioni...

venerdì 14 gennaio 2022

Bruce Lipton e l'evoluzione della Biologia

 

"C’è una cosa che io chiamo umorismo dell’universo; altri possono chiamarlo scherzo cosmico. Ci sono state occasioni nella vita di tutti noi in cui abbiamo creduto di sapere esattamente quale sarebbe stato il risultato di qualche avvenimento o fatto. Eravamo così convinti di sapere quello che sarebbe successo che avremmo potuto scommettere la fattoria di famiglia più il lavello della cucina sull’esito dell’evento. Ma ... "

Bruce Lipton - 12/01/2022

È in momenti come questi che l’universo ci sorprende compiendo una svolta a sinistra invece che a destra.
Mentre nella maggior parte dei casi una tale svolta potrebbe provocare rabbia, delusione o disillusione, io di solito reagisco scrollando la testa con profonda ammirazione nella perversa natura dell’umorismo dell’universo. Proprio quando pensavo di sapere esattamente come sarebbero andate a finire le cose mi trovo senza fiato per la sorpresa. Meravigliato, devo rivedere e riconsiderare le credenze che avevo e che mi hanno portato alla mia errata conclusione ...

sabato 4 dicembre 2021

E se l’universo non avesse mai avuto un inizio?


Secondo una nuova teoria della gravità quantistica il Big Bang non sarebbe l’origine del nostro universo, solo un evento nell’evoluzione di qualcosa che è sempre esistito.

E se il nostro universo non avesse avuto un inizio? 
Se il Big Bang non fosse l’origine di tutto ma solo un evento come un altro nel tempo? 

È l’ipotesi formulata da Bruno Bento, fisico dell’università di Liverpool (Regno Unito), che propone un universo “infinito al passato” che risolve il problema delle singolarità, cioè di quei “punti” (il centro dei buchi neri e il Big Bang) in cui la teoria della relatività generale inciampa e non restituisce risultati affidabili. 

Un’idea che per l’autore regge dal punto di vista matematico e che si basa su una teoria della relatività quantistica chiamata teoria degli insiemi causali, per cui lo spazio-tempo non è un tessuto continuo ma costituito da pezzi discreti, unità fondamentali al di sotto delle quali non si può scendere - un corrispettivo dei quanti di energia ...

domenica 17 ottobre 2021

Blob: una creatura senza cervello ma in grado di pensare

 
Blob, una misteriosa melma policefala, sorprende il mondo scientifico per le sue capacità di decidere pur non avendo un cervello.

È davvero necessario essere dotati di un cervello per poter pensare ed agire in un determinato modo? 

È questa la domanda che è naturale porsi quando si sente parlare di Blob. 

Si tratta di un vero e proprio mistero della natura. 
Dopo averlo scoperto gli scienziati hanno invano cercato di classificarlo come una pianta, un animale o un fungo. 
Né la somiglianza con una muffa né il comportamento piuttosto simile a quello animale si sono, tuttavia, dimostrati sufficienti a caratterizzarne la natura. 

Si chiama Blob per via dell’aspetto simile a quelle sostanze gelatinose che tanto piacciono ai bambini, ed è un organismo unicellulare giallastro. Il nome scientifico è però Physarum polycephalum, ossia melma policefala, ed appartiene quindi al regno dei protisti ...

martedì 10 agosto 2021

QI del genere umano è calato. Colpa dell’abbandono della Natura

Un articolo del Daily Mail del 2017 sostiene che il QI del genere umano stia calando. 

Il giornale cita il professore in psicologia Richard Lynn all’Università di Ulsten che dice che la nostra intelligenza collettiva è scesa dal 1950 ad oggi di un punto, e se si va a ritroso nel tempo, si vedrà che la differenza di punteggio è più ampia (14 punti dall’epoca vittoriana).

La ragione starebbe nell’abbandono dell’agricoltura a favore dell’urbanizzazione che avrebbe aumentato le malattie, in quanto: non diamo anticorpi al nostro sistema immunitario, non coltiviamo più cibo sano che alimenta correttamente il nostro sistema cerebrale, non abbiamo del mondo una conoscenza completa, ma solo settoriale e mutilata, dove il sapere delle cose naturali lascia il posto al sapere delle cose razionali ...

lunedì 26 luglio 2021

Gurdjieff e i Superiori Sconosciuti

La questione è: dobbiamo dimenticare, pur avendoli studiati, gli antichi "maestri" perché potrebbero fossilizzarci in dogmi - che magari non volevano imporci come tali - impedendoci di arrivare alla "conoscenza"? 
Dovremmo forse ricercare la fonte di tale conoscenza, alla quale ognuno di loro attingeva, "adattandola" poi alla loro epoca per poterla insegnare?
Dovremmo inoltre non perdere di vista la nostra epoca, con l'aiuto dei nuovi mezzi che abbiamo a disposizione, delle nuove interpretazioni dei nostri contemporanei, studiosi, ricercatori e pensatori, e sopra tutto l'aiuto dei nostri propri cervelli, per "comprendere" la nostra realtà, a 360 gradi, e ricomporre il mosaico tramandatoci?
Catherine


Quando interrogai Victoria Ignis riguardo l’insegnamento di Gurdjieff, lei mi rispose parafrasando il messaggio di un vecchio sceicco (=saggio) arabo – Daud Yusuf – che si era espresso in merito al valore di ogni insegnamento in genere:
Le ceneri sono ciò che resta in un luogo dopo che è arsa una Fiamma, ma quando la Fiamma è spenta, le ceneri sono solo carbone inerte e servono unicamente a chi utilizza il carbone e non a chi ricerca il calore e l’energia della Fiamma. Non si può tornare al calore e alla luce della Fiamma partendo dalle sue ceneri.

Gli odierni cercatori della Verità di norma s’identificano totalmente con uno specifico “maestro” o insegnamento, indipendentemente dalla loro collocazione storica e sociale, e cominciano a seguirli ritenendoli ugualmente validi sia nel contesto in cui sono nati che in quello attuale. Per cui io quotidianamente mi ritrovo a parlare a persone che seguono lo Yoga, piuttosto che lo Shivaismo Tantrico, Nisargadatta Maharaji o la Quarta Via di Gurdjieff.

Sarebbe utile fare un po’ di chiarezza circa il significato dell’Insegnamento Esoterico nel suo insieme, invece che, come fa la nostra medicina, specializzarsi unicamente in una disciplina che studia un solo organo o un solo apparato, dimenticando la totalità dell’essere umano ...