Visualizzazione post con etichetta fisica quantistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fisica quantistica. Mostra tutti i post

lunedì 27 ottobre 2025

L’ anima è fatta di quanti?

 “Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste.
Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.
Non c'è altra via.
Questa non è Filosofia, questa è Fisica”
- Albert Einstein -

(Immagine: Alex Sukontsev/Flickr)

di Carmen Di Muro

Ci hanno sempre fatto credere che tutto ciò che si palesa di fronte ai nostri occhi e che viene colto attraverso i nostri apparati sensoriali sia l’unica realtà esistente e che tutto possa essere spiegato e risolto attraverso l’apporto e l’azione specifica dell’uomo sulla materia.

Eppure tutta la realtà che ci circonda e noi stessi per primi, come esseri umani, siamo molto di più di ciò che da sempre il mondo della superficie ci ha fatto vedere. 

A livello sottile, profondo siamo esseri di pura energia, energia che è alla base della forma densa della materia del nostro corpo organico, delle nostre cellule...

giovedì 27 marzo 2025

Il tempo scorre in due direzioni, anche verso il passato: cos’hanno scoperto i fisici quantistici

Un team di ricerca dell’Università di Surrey, con l’aiuto della fisica quantistica, ha scoperto che il tempo potrebbe scorrere ugualmente in entrambe le direzioni, senza alcuna differenza tra passato e futuro.

di Tommaso Nicolò

Il rapporto dell’essere umano con il tempo è stato complesso da sempre; fosse anche solo perché in esso si personifica la caducità dell’individuo. Prima divinità, poi dimensione, per alcuni filosofi un semplice flusso interiore, eppure il tempo noi lo percepiamo, ne avvertiamo lo scorrere come di un fiume in piena che inevitabilmente ci travolge. Un fiume che muove seguendo un flusso ben preciso, costante: dai ricordi del passato verso le incertezze e le aspettative del futuro. 

A darcene conferma sono le esperienze di vita quotidiana, un bicchiere che cade e si rompe, ad esempio, non può ricomporsi da solo. In altre parole, da sempre siamo portati a pensare che esista una «freccia del tempo» con un verso ben preciso e che essa sia una caratteristica fondamentale della natura. 

Eppure, la scienza sembrerebbe non essere d’accordo e si è chiesta se effettivamente non stessimo perdendo di vista un tassello fondamentale dell’intricato mosaico del tempo. 
Ma da dove nascono i dubbi? ...

venerdì 10 gennaio 2025

Il fisico Federico Faggin: «La coscienza è un fenomeno quantistico»

L'inventore del microprocessore ricorda la sua esperienza mistica: «Invece di essere separato dal mondo ero sia osservatore sia osservato». E ne cerca la spiegazione nella fisica.

Quando si pensa all’esistenza di un possibile legame fra scienza e spiritualità e a una possibile spiegazione scientifica delle esperienze mistiche non può che venire alla mente il nome di Federico Faggin. Il fisico, imprenditore e inventore italostatunitense nato a Vicenza nel 1941, la cui fama internazionale è legata, fra le altre cose, all’aver sviluppato la tecnologia che ha consentito la fabbricazione dei microprocessori e per aver fondato nel 1986 e diretto l’azienda che ideò e produsse i primi touch screen.

Quello che i più non sanno, anche se lo ha raccontato nel libro Irriducibile uscito in Italia nel 2022 per Mondadori, che circa trent’anni fa ha vissuto un’esperienza straordinaria di coscienza, che si può certamente definire mistica che, come scrive lui stesso, «conteneva un senso di verità senza precedenti perché era vera a tutti i livelli del mio essere ...

giovedì 2 gennaio 2025

I molti Sé

Il nostro vivere e il nostro sapere si basano per lo più su norme e precetti silenziosamente accettati. 

Sostanzialmente, viviamo una vita assimilando delle credenze che non sono scaturite da nessun nostro pensiero, da nessuna nostra esperienza diretta, ma che ci vengono ripetutamente imposte dalla società, dalla famiglia, dalla scuola, dal contesto mediatico. 

Ci comportiamo similmente ad un animale domestico che non si ribella al guinzaglio poiché è una pratica che sperimenta da sempre e che pertanto considera naturale. Tutto avviene solo per cieca fede, così accettiamo che qualcun altro pensi per noi, che ci dia una direzione e una certa impostazione e, in qualsiasi ambito, una condizione diviene per noi effettiva proprio perché consensuale.

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels)

Per effetto di questo pragmatismo intellettuale, persiste nel pensiero occidentale un’ideologia che proverebbe la presenza dell’uomo a prescindere da un Creatore, da un “sommo progettista”, che ha organizzato tutta la vita nell’universo ma, analizzando la questione con lucida attenzione, è possibile comprendere che, nonostante un simile modello possa sembrare attendibile e per certi aspetti conveniente, restano comunque degli interrogativi esistenziali che la sola scienza non riesce ancora a soddisfare...

venerdì 29 novembre 2024

Per la prima volta vediamo la forma di un singolo fotone


I ricercatori dell'Università di Birmingham hanno sviluppato una tecnica matematica che ha permesso per la prima volta di calcolare la "forma" di un fotone.

Arriva dall’Università di Birmingham una svolta nel campo della fotonica. I risultati ottenuti consentirebbero la visualizzazione dei fotoni e potrebbero rivoluzionare alcune tecnologie come quelle legate alla comunicazione, al rilevamento dei patogeni e al controllo molecolare nelle reazioni chimiche.

Una teoria quantistica molto avanzata ha permesso ai ricercatori di definire per la prima volta la "forma" esatta di un singolo fotone. Le virgolette sono obbligatorie perché è bene sottolineare che l'immagine creata dai ricercatori non ritrae direttamente un fotone: essendo una particella quantistica, un fotone può essere infatti descritto solo in termini probabilistici ..

giovedì 10 ottobre 2024

La teoria dell'immortalità quantistica

In meccanica quantistica c’è un esperimento concettuale conosciuto come esperimento del suicidio quantistico.

La meccanica quantistica e l'ipotesi dei molti mondi

L’esperimento è una variante di quello del gatto di Schrödinger, visto dalla prospettiva del gatto stesso. Il suicidio quantistico potrebbe dimostrare, in principio, se l’interpretazione dei molti mondi della meccanica quantistica è corretta o no.

Secondo l’interpretazione dei molti mondi, ogniqualvolta una misura quantistica avviene, tutti i risultati della misura esistono effettivamente, in differenti ramificazioni della realtà.

Ad esempio, quando apriamo la scatola del gatto di Schrödinger noi potremo sapere che il gatto è vivo o che è morto. Avremo effettuato la misura quantistica osservando il sistema. Prima dell’osservazione, entrambe le condizioni erano vere.

Dopo, una sarà vera in un ramo della realtà e l’altra in un altro ...

lunedì 12 agosto 2024

Il Paradosso delle Traiettorie Surreali dei Fotoni

 
Una nuova versione del classico esperimento della doppia fenditura

..ha permesso di risolvere un paradosso emerso recentemente nell’ambito dell’interpretazione di de Broglie-Bohm della meccanica quantistica, quello delle “traiettorie surreali” dei fotoni.
Il comportamento dei fotoni in un esperimento classico come quello della doppia fenditura può essere descritto in modo soddisfacente nell’ambito della meccanica bohmiana – introdotta dal fisico e filosofo statunitense David Bohm per dare un’interpretazione realistica dei processi descritti dalla meccanica quantistica – tenendo conto del fenomeno dell’entanglement, la correlazione a distanza tra particelle prevista dalle stesse leggi della meccanica quantistica. Lo dimostra un esperimento effettuato da Aephraim Steinberg dell’Università di Toronto, in Canada, e colleghi canadesi e australiani, che firmano un articolo su “Science Advances”.

Il risultato dello studio contribuisce a chiarire l’annosa questione del “realismo” nella meccanica quantistica. Uno dei principi di base di questa teoria, il principio d’indeterminazione di Heisenberg, afferma che, a differenza di quanto avviene nella meccanica classica, non è possibile conoscere la posizione e la velocità di una particella con precisione arbitraria: la precisione sulla misurazione della posizione va a discapito della precisione sulla misurazione della velocità, e viceversa.

Inoltre, quando si effettua una misurazione occorre tenere conto che nell’interazione fisica con gli strumenti, un sistema microscopico è in qualche misura alterato: questo significa che non si può prescindere dalla presenza dell’osservatore, che è parte integrante del sistema. Infine, la descrizione della dinamica di una particella è intrinsecamente probabilistica: non è possibile descrivere la posizione di una particella, per esempio, se non facendo riferimento alla probabilità che si trovi in un punto, legato a un costrutto matematico associato alla particella stessa chiamato funzione d’onda...

domenica 4 agosto 2024

Fisica dei quanti: se non fossero palline?

L’universo appare come un DVD dove l’informazione si attiva nel tempo e le particelle vengono descritte come eventi. Insieme a Ignazio Licata scopriamo la verità sui quanti.

di Ignazio Licata - 04/02/2019

Estratto dall'articolo "Particelle come eventi" di Ignazio Licata tratto da Scienza e Conoscenza 67

In Fisica e oltre. Incontri con i protagonisti (1920-1965) - Werner Heisenberg ricorda una chiacchierata con Einstein: «Mi fece notare che nella mia formulazione matematica era del tutto assente la nozione di “traiettoria dell’elettrone”, che è in realtà un qualcosa di direttamente osservabile in una camera a nebbia.

Gli sembrava assurdo affermare che la traiettoria esistesse nella camera ma non dentro l’atomo. L’idea di traiettoria, dopo tutto, non può dipendere dalle dimensioni dello spazio in cui avvengono i moti dell’elettrone. 

Cercai di difendere la mia posizione giustificando con dettagli tecnici la necessità di abbandonare del tutto il concetto nel contesto atomico: in realtà non osserviamo una traiettoria vera, ma registriamo solo le frequenze della luce emessa dall’atomo, le loro intensità e probabilità di transizione, ma non un vero «cammino». 

E poiché il principio di razionalità impone di accogliere in una teoria solo le quantità direttamente osservabili, l’idea di traiettoria dell’elettrone non doveva trovarvi posto. Con mia sorpresa, Einstein non fu affatto convinto» ...

giovedì 8 febbraio 2024

La realtà fisica come un tutto indivisibile

Negli anni cinquanta del Novecento il fisico David Bohm propose un'affascinante interpretazione olistica della meccanica quantistica, che faceva da contraltare alla visione ortodossa, la cosiddetta Interpretazione di Copenhagen. Basil Hiley, assistente e collaboratore di Bohm, racconta perché non si può fare a meno di confrontarsi con questa teoria.

di George Musser

Una notte del 1952 – come racconta Louisa Gilder nel suo brillante volume sulla storia della meccanica quantisticaRichard Feynman e David Bohm stavano girando per i bar di Belo Horizonte, in Brasile. Feynman era a Rio per un anno sabbatico e, esuberante come sempre, commentava entusiasta le birre locali, le lezioni di batteria che stava prendendo e le ragazze brasiliane. Bohm, che insegnava all'Università di San Paolo, invece non si adattò mai al Brasile. La caccia alle streghe maccartista l'aveva appena buttato fuori dalla Princeton University e dagli Stati Uniti. Si sentiva in esilio non solo dal suo paese, ma dalla fisica che contava. Bohm si rianimò solo quando Feynman espresse interesse per il suo originale modo di concepire la meccanica quantistica.

Bohm aveva sviluppato la prima alternativa globale alla “ortodossia” quantistica, nota come Interpretazione di Copenaghen. Basandosi sul precedente lavoro di Einstein e de Broglie, Bohm aveva dimostrato che non è necessario concepire la casualità quantistica come intrinseca alla natura per compiere una riflessione sul nostro modo indagare il mondo microscopico. Nella formulazione originaria di Bohm, le particelle hanno sempre posizioni ben definite e sono spinte da un “potenziale quantistico”, simile, nelle sue linee generali, alle forze elettriche e gravitazionali. Poiché questo potenziale opera istantaneamente, collegando tra loro tutti gli elementi dell'universo, anche quando sono a grande distanza, Bohm arrivò poi a concepire la fisica quantistica come un'apparizione fenomenica superficiale di una realtà olistica più profonda...

sabato 23 settembre 2023

Fisica Quantistica: Film documentario – (What the Bleep do We Know?)

“Se io cambiassi la mia mente, cambierei le mie scelte? Se io cambiassi le mie scelte, la mia vita cambierebbe?
Io creo la mia realtà: mi sveglio e creo coscientemente la mia giornata nel modo in cui voglio che accada.”


Ci sono film che non appartengono a nessun filone, nessun genere e che hanno una forza persuasiva talmente forte da rappresentare uno shock emotivo e un’esperienza di vita intensa per chi li guarda.

È da parecchio tempo che circola negli Stati Uniti questo What the Bleep Do We Know!? (2004), un film strano e inclassificabile, un mix tra un documentario, una storia fantastica, un trattato di filosofia e una tesi di Fisica Quantistica applicata ma che in realtà parla di Spiritualità e di Altri Mondi Possibili.

Un evento mediatico e cinematografico davvero sorprendente che ha fatto gridare al miracolo in chi lo ha visionato e ha dato forse l’avvio ad un nuovo genere cinematografico orientato alla metafisica e all'indagine esoterica e spirituale dell’Anima ...

martedì 29 agosto 2023

Yin Yang e il Tao della fisica quantistica

Potresti aver sentito parlare della luce sia come particelle che come onde, ma hai mai immaginato la danza segreta al suo interno? ...

I ricercatori dell'Università di Ottawa (Canada) in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma (
Danilo Zia e Fabio Sciarrino), hanno dimostrato una nuova tecnica che consente di visualizzare in tempo reale la funzione d'onda di due fotoni entangled, rivelando un'immagine simile a Tai ji tu, il simbolo che rappresenta il concetto di 'yin e yang'

Usando l’analogia di un paio di scarpe, il concetto di entanglement può essere paragonato alla scelta di una scarpa a caso. Nel momento in cui identifichi una scarpa, la natura dell'altra (che sia la scarpa sinistra o quella destra) viene immediatamente individuata, indipendentemente dalla sua posizione nell'universo. 
Questa analogia, sebbene non perfetta, cattura l’essenza dell’entanglement quantistico.

La funzione d'onda, un principio centrale della meccanica quantistica, fornisce una comprensione completa dello stato quantistico di una particella,
 (Lo studio completo qui: 
Visualizzazione della danza misteriosa: entanglement quantistico di fotoni catturati in tempo reale) ...

domenica 22 gennaio 2023

Dimostrato per la prima volta teletrasporto di energia quantistica

 
Da alcuni anni sono state fatte diverse prove di "teletrasporto quantistico", l'effetto coinvolto è l'entanglement quantistico, un fenomeno privo di un analogo nella fisica classica. Abbiamo ora un'ulteriore dimostrazione di questo fenomeno ...

Il ricercatore Kazuki Ikeda ha compiuto un passo importante verso la tecnologia del teletrasporto di energia quantistica.

Il teletrasporto quantistico è la capacità di trasferire informazioni di una particella quantistica su un'altra, in modo che questa assuma esattamente le stesse proprietà della prima. In questo modo, la seconda particella diventa indistinguibile dalla prima, anche se si trova in una posizione diversa nell'universo. Da qui il nome "teletrasporto", un concetto dimostrato per la prima volta negli anni '90.

Oggi si tratta di un fenomeno comune nei laboratori di ottica quantistica, ed è considerato una tecnologia chiave per lo sviluppo dell'Internet quantistico in via di espansione. Il teletrasporto, ad ogni modo, non è solo per trasmettere informazioni ma anche per trasmettere energia. Nel 2000, il fisico giapponese Masahiro Hotta dell'Università di Tohoku ha proposto l'idea del teletrasporto di energia quantistica e ha lavorato per sviluppare le sue basi teoriche. Ora quella teoria potrebbe aver prodotto un risultato pratico ...

venerdì 2 dicembre 2022

La realtà fisica esiste oggettivamente?

Se c’è una cosa di cui la maggior parte di noi può essere certa è questa: che la nostra realtà fisica osservata esiste davvero.

Sebbene ci siano sempre alcuni presupposti filosofici dietro questa conclusione, è un presupposto che non è contraddetto da nulla che abbiamo mai misurato in nessuna condizione: non con i sensi umani, non con apparecchiature di laboratorio, non con telescopi o osservatori, non sotto l’influenza della sola natura né con specifico intervento umano.

La realtà esiste, e la nostra descrizione scientifica della realtà avviene proprio perché le misurazioni, effettuate ovunque o in qualsiasi momento, sono coerenti con quella stessa descrizione della realtà stessa.

Ma in precedenza c’era stata una serie di presupposti che accompagnavano la nostra nozione di realtà che non sono più universalmente concordati, e il principale tra questi è che la realtà stessa esiste in un modo che è indipendente dall’osservatore o dal misuratore ...

lunedì 26 settembre 2022

E se parlassimo della morte?

 
Sulla paura della malattia e della morte si è costruita gran parte della narrazione pandemica, i bollettini  trasmessi e amplificati dai mass media ci hanno aggiornati quotidianamente sul numero dei decessi che avvenivano nel Paese. 

Da sempre i telegiornali hanno dato ampio spazio a morti, guerre, incidenti e calamità che, sebbene reali, venivano raccontati come eventi lontani, che ci coinvolgevano in modo limitato perché percepiti quasi come virtuali. Questa volta, invece, le morti sono state  raccontate avvolte nella paura, come se il giorno dopo potessimo essere anche noi in quei numeri e questo le ha rese molto vicine e concrete. 

Un aspetto assai doloroso - vergognosamente silenziato dall’informazione e dalle istituzioni - riguarda coloro che sono morti soli nelle strutture ospedaliere e nelle RSA, senza il conforto dell’accompagnamento di una persona cara e, dall'altro lato, chi non ha potuto accompagnare i propri cari né avere la possibilità di accomiatarsi e dare loro degna sepoltura.

Se da un verso tutto questo rende evidente che il potere tende ad esercitare grande pressione sul tema della morte (e potremmo chiederci come mai), dall’altro ci riconduce all’urgenza di affrontarlo e di riappropriarcene ...

venerdì 16 settembre 2022

Apparenti bizzarrie quantiche

Anche se per inerzia mentale continuiamo a dire che una particella è fatta di materia concreta, mentre un’onda è fatta di niente, in realtà onde e particelle non sono due cose differenti, ma la stessa cosa che si esprime in due forme completamente distinte. 
In fisica si parla spesso di onde; ma cos’è un’onda?

"Se si deve interpretare la Meccanica Quantistica, si deve considerare il Pensiero come un’Essenza Fisica". 
(Niels Bohr)

Un’onda è uno schema di movimento che si propaga senza spostarsi come insieme di oggetti, mentre una particella è un vero e proprio oggetto, anch’esso insieme di particelle, che si sposta. In un’onda l’insieme di oggetti (molecole o particelle) oscilla sul posto; a spostarsi, quando sembra propagarsi, non è la sua massa, ma il suo schema non-locale, la sua forma, mentre le particelle hanno una singola localizzazione.

Le onde, in sostanza, si diffondono all’infinito perché non hanno una particolare, singola e precisa localizzazione. 
Per rendere l’idea si può ricorrere a un esempio. Una pallina di naftalina che rimbalza all’interno di una scatola chiusa ha diverse localizzazioni; la si sente urtare (localmente), anche se non la si vede. Una volta sublimata e diventata direttamente aeriforme, invece, essa è un’onda che rimbalza al suo interno senza urtare (non-localmente), riempiendo l’intera scatola a ogni istante, secondo uno “schema” continuo, variabile e non-locale ...

giovedì 31 marzo 2022

Il nostro cervello può davvero creare coscienza?

di Peter Russell

La scienza occidentale ha avuto notevole successo nello spiegare il funzionamento del mondo materiale, ma quando si arriva a parlare di mondo interiore della mente, ha ben poco da dire. 
E quando si arriva a parlare di coscienza in sé, la scienza diventa stranamente silenziosa. 

Non c'è nulla nella fisica, chimica, biologia, o in qualsiasi altra scienza che possa spiegare il nostro avere un mondo interiore. Per assurdo, gli scienziati sarebbero molto più felici se la mente non esistesse. Eppure, senza le menti la scienza non esisterebbe. Questo paradosso sempre presente può spingere la scienza occidentale verso quello che Thomas Kuhn ha definito “slittamento del paradigma” - un cambiamento fondamentale nella visione del mondo.

Questo processo inizia quando il paradigma prevalente incontra un'anomalia – una osservazione che l’attuale visione del mondo non può spiegare. Per quanto riguarda il paradigma scientifico di oggi, la coscienza è sicuramente una grande anomalia. E’ il fatto più ovvio della vita: il fatto che siamo coscienti e sperimentiamo un mondo interno di immagini, sensazioni, pensieri e sentimenti. 
Eppure non c'è niente di più difficile da spiegare ...

venerdì 11 marzo 2022

Perché siamo qui e non altrove?

Nel linguaggio comune utilizziamo spesso il termine probabilità per dare indicazioni quantitative sul verificarsi o meno di azioni o eventi. 
Esistono certamente significati più tecnici, ciascuno dei quali appartiene ad un ambito scientifico particolare; ciò posto, non esitiamo a dire che è probabile qualunque fenomeno osservabile solo dal punto di vista della possibilità o meno del suo verificarsi, a prescindere dalla sua natura. 

Non sbagliamo se diciamo che ad una possibilità teorica (o logica) segue una probabilità fattuale.

L’affermazione è vera quando abbiamo a che fare con gli oggetti che ci circondano. Un articolo comparso su ArXiv.org, intitolato Origin of probabilities and their application to themultiverse, consente di riflettere sul significato del termine da un punto di vista trasversale. 
Possiamo applicare lo stesso concetto di probabilità a un atomo di idrogeno, al mio pappagallo e all’asteroide 433 Eros?

Gli autori del saggio, il Prof. Andreas Albrecht e il Dott. Daniel Phillips, entrambi afferenti al Dipartimento di Fisica dell’Università della California, hanno dimostrato che la probabilità quantistica è una chiave epistemica valida e applicabile su larga scala. Universo compreso.

Partendo dall’analisi delle fluttuazioni quantistiche, è stato possibile dimostrare che la probabilità qui in gioco ha effetti molto ampi, non circoscrivibili ad atomi e particelle. Le implicazioni di questi effetti su larga scala potrebbero addirittura correggere alcune teorie sull’origine e la natura dell’Universo. Vediamo come ...

mercoledì 9 marzo 2022

Ricordando il prof. Vittorio Marchi

Vogliamo ricordare, e lo facciamo con immenso piacere, il prof. Vittorio Marchi, insegnante di fisica e ricercatore.

Lascia il corpo fisico nel 2017, in silenzio, per una caduta dal balcone, accidentale o forse in qualche modo indotta… perché Vittorio Marchi poteva essere un po’ scomodo per il sistema.

Un Essere straordinario nel vero senso della parola, cioè fuori dall'ordinario e che crediamo meriti di essere ricordato per le parole ed i concetti meravigliosi che lo hanno contraddistinto e per i suoi insegnamenti di notevole portata ulteriormente supportati dalla fisica quantistica.

Un Uomo forse scomodo perché parlava di Tesla (e della sua uccisione in quanto scienziato che si scontrava con gli interessi del sistema), del progetto HAARP, capace di procurare uno tsunami atmosferico in pochi istanti o rendere l'atmosfera così surriscaldata da essere paragonata ad un enorme forno a microonde o ancor peggio capace di controllare le menti, della smart card, creata dalla Mondex, contenente tutti i dati personali, anagrafici, sanitari, dati relativi al reddito e così via…e che viene fatta passare come una carta vantaggiosa nascondendo invece il pieno controllo umano perché, se per qualche motivo il sistema decide di bloccarla, non è più possibile acquistare nemmeno un pezzo di pane ... 

lunedì 29 novembre 2021

Progetto Pegasus, lo strano caso di Andrew Basiago

E’ possibile il viaggio nel tempo? Sarebbe possibile visitare i nostri antenati del passato, oppure vedere cosa ci riserva il futuro? Possiamo inviare messaggi temporali? 

Queste domande, per quanto possano sembrare oziose, sono al centro di numerosi dibattiti tra gli scienziati della nostra epoca.

“Il tempo è una dimensione, ma è così inusuale in questo senso, che sarebbe possibile viaggiare solo nel futuro”, spiega l’astrofisico Charles Liu.
“Nel nostro universo c’è un limite invalicabile per il viaggio nel passato, chiamato causalità. Se vogliamo tornare indietro nel tempo, dobbiamo trovare un modo per impedire di violare la causalità”.

Il più grande problema teorico del viaggio nel tempo è il paradosso. Se qualcuno viaggiasse indietro nel tempo e facesse qualcosa per evitare la propria esistenza, allora come sarebbe possibile viaggiare nel tempo? L’esempio classico è quello del viaggiatore del tempo che uccide suo nonno prima che suo padre venga concepito.

E’ senza dubbio un argomento controverso e, secondo molti scienziati, quello del viaggio nel tempo è uno di quei temi della fisica destinato a rimanere nell’ambito della teoria. Tuttavia, ci sarebbe una possibilità molto più realistica: piuttosto di spedire noi stessi indietro nel tempo o avanti nel futuro, potrebbe essere possibile inviare dei messaggi e instaurare una sorta di comunicazione temporale ...

mercoledì 15 settembre 2021

Fisica quantistica, telepatia e altri fenomeni paranormali

 

In questi ultimi anni si pubblicano sempre più articoli sui possibili rapporti tra fisica quantistica e paranormalità; e a ragione, perché qualcosa di vero sembra effettivamente esserci; particelle elementari (composte anche di informazioni) e coscienze (composte di informazioni: memoria, conoscenza, ecc.) sembrano talvolta obbedire alle stesse leggi quantistiche, ossia agli stessi effetti quantistici.

Prendiamo per esempio l’effetto Einstein-Podolsky-Rosen, in breve EPR, e la telepatia (da Bruno Severi, I miracoli della fisica quantistica, in “Scienza e Cultura nel mondo”, n. 1, p. 67 ):

"La nostra capacità di comprensione, così come la nostra immaginazione, ci rappresenta le particelle subatomiche come sferette materiali infinitamente piccole che interagiscono l’una con l’altra attraverso le forze che si ritiene siano vuote. Ma come era d’aspettarsi, le cose non sono così semplici. 

Queste particelle hanno dimostrato di possedere alcune caratteristiche davvero inquietanti, prima fra tutte il fatto di manifestare una qualche sorta di connessione reciproca anche se separate da distanze infinitamente grandi (i fisici definiscono questa proprietà “non località”). 
Ad esempio, due particelle provenienti da una stessa sorgente e che si allontanano, rimangono unite da un misterioso legame che le accomuna al di là di ogni barriera spazio-temporale che si interponga tra esse. Se agiamo in qualche modo su una delle due, anche l’altra ne risentirà istantaneamente nonostante le notevoli distanze che la separano. 
Recenti esperimenti estremamente sofisticati hanno confermato la veridicità di questo fenomeno ...