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venerdì 6 giugno 2025

Bomba di buco nero creata in laboratorio: svelato un mistero fisico di 50 anni

Nel Regno Unito un gruppo di fisici ha compiuto un'impresa straordinaria, realizzando per la prima volta in laboratorio una sorta di "bomba di buco nero". 

Questo ingegnoso esperimento replica un fenomeno teorico vecchio di decenni, in cui l'energia che circonda un buco nero rotante si accumula fino a innescare un rilascio esplosivo.

Il team di ricerca, guidato dal professor Hendrik Ulbricht, fisico all'Università di Southampton, ha costruito un dispositivo sperimentale utilizzando un cilindro di alluminio rotante avvolto da bobine magnetiche. 
In questo modo, sono riusciti a simulare le condizioni previste dalla teoria originale, proposta dal matematico inglese Roger Penrose nel lontano 1971. 

L'esperimento ha dimostrato con successo come l'energia possa essere estratta e amplificata attraverso un processo noto come superradianza ...

giovedì 27 marzo 2025

Il tempo scorre in due direzioni, anche verso il passato: cos’hanno scoperto i fisici quantistici

Un team di ricerca dell’Università di Surrey, con l’aiuto della fisica quantistica, ha scoperto che il tempo potrebbe scorrere ugualmente in entrambe le direzioni, senza alcuna differenza tra passato e futuro.

di Tommaso Nicolò

Il rapporto dell’essere umano con il tempo è stato complesso da sempre; fosse anche solo perché in esso si personifica la caducità dell’individuo. Prima divinità, poi dimensione, per alcuni filosofi un semplice flusso interiore, eppure il tempo noi lo percepiamo, ne avvertiamo lo scorrere come di un fiume in piena che inevitabilmente ci travolge. Un fiume che muove seguendo un flusso ben preciso, costante: dai ricordi del passato verso le incertezze e le aspettative del futuro. 

A darcene conferma sono le esperienze di vita quotidiana, un bicchiere che cade e si rompe, ad esempio, non può ricomporsi da solo. In altre parole, da sempre siamo portati a pensare che esista una «freccia del tempo» con un verso ben preciso e che essa sia una caratteristica fondamentale della natura. 

Eppure, la scienza sembrerebbe non essere d’accordo e si è chiesta se effettivamente non stessimo perdendo di vista un tassello fondamentale dell’intricato mosaico del tempo. 
Ma da dove nascono i dubbi? ...

sabato 25 novembre 2023

Intervenendo sulle dimensioni dello spaziotempo, potremmo raggiungere la velocità di curvatura


Il segreto per andare più veloce della luce potrebbe essere quello di raddoppiare il numero delle dimensioni, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Classical and Quantum Gravity.

Il segreto per andare più veloce della luce potrebbe essere quello di raddoppiare il numero delle dimensioni, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Classical and Quantum Gravity. Nello specifico, la soluzione potrebbe risiedere nelle tre dimensioni del tempo, di cui una sola rappresenta lo spazio. I conti sono profondi e complicati, ma dopo tutto le idee potrebbero essere alla nostra portata. E c’è un trucco matematico.

L’idea chiave è quella di un “osservatore superluminale”, dove “Superluminale” significa più veloce della luce. L’osservatore superluminale è un qualcosa di ipotetico che osserva l’universo viaggiando più veloce della luce ...

martedì 13 luglio 2021

La Fisica degli U.F.O.

di Carlo Morsiani

Il compito dell'ufologia è prima di tutto di raccogliere informazioni e dati sugli avvistamenti, poi successivamente di analizzare i dati.
I fenomeni classificati come ufologici però non sono spiegabili in base alle leggi della fisica conosciute, ovvero quelle insegnate nelle università.


Nel corso della mia ormai trentennale ricerca, mi sono reso conto che la scienza ufficiale non considera quei ricercatori che hanno dato contributi decisivi per trovare spiegazioni ai fenomeni Ufo.

Gli esponenti della scienza ufficiale non si limitano a negare l'esistenza degli ufo, ma hanno addirittura eliminato dalla storia della scienza tutti quei ricercatori il cui contributo è di fondamentale importanza non solo per la comprensione dei fenomeni Ufo, ma per la comprensione di tutto quello che ci circonda, il nome più importante è senza dubbio quello di Nikola Tesla, su cui ho ampiamente riferito al meeting Usac 2000.

Nel percorso di ricerca da me seguito poi ho richiamato l'opera di molti altri, a riguardo della gravitazione e dell'elettromagnetismo e della trasformazione della energia in materia, e ho sfiorato soltanto l'argomento del tempo, nel senso dei viaggi del tempo ...

martedì 30 marzo 2021

Stephen Hawking: come costruire una macchina del tempo

Tutto ciò che serve è un wormhole, il Large Hadron Collider o un razzo che va molto, molto veloce ..

Salve. Il mio nome è Stephen Hawking. Fisico, cosmologo e una specie di sognatore. Anche se non posso muovermi e sono costretto a parlare attraverso un computer, la mia mente è libera. Libera di esplorare l’universo e porsi grandi domande, come: è possibile viaggiare nel tempo? Possiamo aprire un portale verso il passato o una scorciatoia per il futuro? Possiamo piegare le leggi della natura per diventare assoluti padroni del tempo?

Un tempo il viaggio nel tempo era considerato dalla scienza come un’eresia. Evitavo di parlarne per evitare di essere etichettato come uno “strambo”. Ma oggigiorno non sono più così cauto. Infatti, oggi somiglio di più alle persone che costruirono Stonehenge. Sono ossessionato dal tempo. Se avessi una macchina del tempo farei visita a Marilyn Monroe al suo apice oppure mi catapulterei da Galileo nel momento in cui puntò il suo telescopio verso il firmamento. Magari, volerei alla fine dei tempi per vedere com'è la fine di tutto.
Per capire come tutto questo possa essere possibile, dobbiamo concepire il tempo come lo fanno i fisici – in quarta dimensione. Non è difficile come sembra. Qualsiasi studente diligente sa, anche io su questa sedia, che esistono tre dimensioni. Ogni cosa ha un’altezza, una larghezza ed una profondità.

Ma esiste un altro genere di lunghezza, quella del tempo. Anche se un essere umano può vivere all’incirca 80 anni, le pietre di Stonehenge, per esempio, hanno resistito migliaia di anni. Ed il nostro sistema solare esisterà per miliardi di anni. Ogni cosa ha una lunghezza misurabile nel tempo. 
Viaggiare nel tempo vuol dire viaggiare lungo questa dimensione...

lunedì 15 marzo 2021

In una bolla di curvatura, più veloci della luce

 
Erik Lentz, astrofisico dell’Università di Göttingen, ha derivato le equazioni di Einstein per configurazioni di solitoni finora inesplorate, trovando che geometrie dello spaziotempo alterate si potrebbero formare anche con sorgenti di energia convenzionali, e che la struttura stessa dello spaziotempo in un solitone potrebbe teoricamente offrire una soluzione ai viaggi superluminali. Con un commento di Luigi Foschini dell'Inaf.

Volendo viaggiare nello spazio alla scoperta di nuovi mondi bisogna necessariamente avere tempo. Le distanze sono troppo grandi per riuscire a essere percorse in una sola vita. Così, sebbene l’universo sia enorme e le cose da vedere siano tantissime, ci ritroviamo confinati su un piccolo puntino blu e destinati ad andare poco oltre, limitati dalla nostra lentezza. Scorciatoie per andare da un punto all’altro nell’universo non ne sono ancora state trovate, sebbene siano state ipotizzate e siano normalmente usate nella fantascienza. 

Andare a una velocità superiore a quella della luce sembra impossibile, perché a oggi la ricerca sul trasporto superluminale basata sulla teoria della relatività generale di Einstein sembra richiedere enormi quantità di particelle ipotetiche e stati della materia con proprietà fisiche esotiche, come densità di energia negativa… ma questo tipo di materia non si trova ...

sabato 18 luglio 2020

Perché la velocità della luce è una pietra miliare della fisica?

Conosciamo tutti il valore della velocità della luce, 299.792.458 metri al secondo – ma perché ha proprio questo valore? Perché non un altro numero?

E perché ci preoccupiamo così tanto della velocità casuale delle onde elettromagnetiche?

Perché questa velocità è una pietra miliare della fisica?

Bene, è perché la velocità della luce è semplicemente strana.

Mettere la luce alla prova

La prima persona a rendersi conto che la luce ha davvero una velocità fu un astronomo di nome Ole Romer alla fine del 1600.

Questi era ossessionato da alcuni strani movimenti compiuti dalla luna di Giove Io. Di tanto in tanto, il grande pianeta bloccava la visuale sua piccola luna, causando un’eclissi, ma il tempo tra le eclissi sembrava cambiare nel corso dell’anno.

O qualcosa di strano stava accadendo con l’orbita di Io – che sembrava sospetto – o qualcos’altro era in corso ...

venerdì 24 gennaio 2020

La Risonanza Morfica

Milioni di persone in tutto il mondo fanno l'esperienza personale di fenomeni inspiegabili, che possono essere per esempio, sapere in anticipo chi li sta chiamando quando il telefono squilla.
La scienza ufficiale non fornisce alcuna spiegazione per questi fenomeni, oltre a respingerli come mera illusione.


Rupert Sheldrake, dopo anni di indagini sulla telepatia, e i fenomeni inspiegabili di precognizione umana, fornisce la sua spiegazione.
Ha elaborato una sua teoria che chiama “risonanza morfica” e mostra anche come semplici forme organiche si possono auto-organizzare in un sistema più complesso, in aggiunta al processo di Darwin sulla selezione naturale.

Secondo Sheldrake:
La formazione delle abitudini dipende da un processo chiamato risonanza morfica, modelli simili di attività che rieccheggiano attraverso lo spazio e il tempo come modelli successivi ai precedenti.
Questa ipotesi si applica a tutti i sistemi auto-organizzati, tra cui gli atomi, le molecole, i cristalli, le cellule, le piante e le società animali, come una memoria collettiva.

Un cristallo di solfato di rame, per esempio, è in risonanza con innumerevoli precedenti cristalli di solfato di rame, segue le stesse abitudini e la stessa organizzazione.

Una piantina di quercia segue sempre le abitudini di crescita e sviluppo di querce precedenti. Quando un ragno inizia a tessere la sua tela, segue le abitudini degli innumerevoli antenati, risuonando attraverso lo spazio e il tempo ...

sabato 31 agosto 2019

Ci fu un tempo in cui la luce correva più veloce?

In un articolo apparso su Physical Review D (2016 NdC), due ricercatori, sostenitori di una teoria controversa sulla non costanza della velocità della luce, presentano un modello le cui predizioni sul valore dell’indice spettrale, legato alle fluttuazioni cosmiche primordiali da cui sarebbero emerse le strutture cosmiche, potrebbero ora essere verificate sperimentalmente.

Alcuni ricercatori sostengono che il valore della velocità della luce sarebbe stato molto più elevato durante le primissime fasi della storia cosmica. 

Uno studio guidato da João Magueijo dell’Imperial College di Londra, in collaborazione col collega Niayesh Afshordi del Perimeter Institute in Canada, presenta ora una possibile predizione sulla veridicità di questa ipotesi che potrebbe essere verificata sperimentalmente. Lo studio è stato pubblicato questo mese su Physical Review D.

Nella teoria della relatività speciale, Einstein aveva introdotto il postulato sulla costanza della velocità della luce, implicando che lo spazio e il tempo possono modificarsi nell’ambito di situazioni differenti. Il fatto che la velocità della luce sia una costante della natura sta alla base di diverse teorie fisiche, come la relatività generale. In particolare, essa gioca un ruolo importante nei modelli che tentano di descrivere gli istanti iniziali della storia dell’Universo. 

Infatti, secondo la cosmologia standard, le strutture cosmiche, come le galassie, si sarebbero formate dalle primissime fluttuazioni primordiali, cioè da quelle minuscole variazioni della densità di materia presenti nelle diverse regioni dello spazio, che dominavano l’Universo subito dopo il Big Bang. Le tracce di queste fluttuazioni primordiali sarebbero oggi impresse nella radiazione cosmica di fondo e i cosmologi le descrivono mediante un parametro noto come “indice spettrale” ...

venerdì 19 aprile 2019

L'origine 'fondamentale' del tempo

Mettiamo nel giusto ordine le seguenti frasi: un uomo muore, più tardi si sposa e finalmente nasce. Grazie al nostro senso della percezione del tempo, si tratta di un gioco da ragazzi: “la morte segue sempre la nascita” e non accade mai il contrario. Tuttavia, ad un livello più fondamentale, il problema sull’origine del tempo rimane ancora un mistero.

“È uno dei problemi più profondi della scienza di frontiera”, spiega Nima Arkani-Hamed, un fisico teorico dell’Institute of Advanced Studies (IAS) a Princeton

“Che cos’è il tempo? Da dove proviene? 
Non è nemmeno chiaro se queste parole abbiano, o meno, un senso. A stento riusciamo a pensare a un mondo, o alla stessa fisica, senza tempo”.

Confusi da ciò che implicherebbe l’assenza stessa del tempo, c’è però una sempre più crescente evidenza che al livello più fondamentale della realtà il tempo sia davvero una mera illusione. 

Cosa ancora più strana è il fatto che alcuni test di laboratorio, realizzati con il laser, e certi progressi nell’ambito della teoria delle stringhe, quel quadro matematico secondo cui le particelle sono composte da stringhe vibranti di energia, portino indipendentemente all’idea che in definitiva il tempo non esiste...

martedì 16 giugno 2015

Inviare "messaggi" nel tempo: la scienza studia i varchi spazio-temporali

Mandare "informazioni" nel passato o nel futuro: in linea del tutto teorica sarebbe possibile, secondo quanto ipotizzato da Luke M. Butcher, fisico all’Università di Cambridge nel Regno Unito. 

La formulazione della teoria viene presentata dallo scienziato in uno studio intitolato Casimir Energy of a Long Wormhole Throat e pubblicato online su arXiv.

In pratica, l’invio di informazioni nel tempo potrebbe essere teoricamente plausibile, mediante impulsi luminosi che viaggiano in particolari cunicoli (wormholes – letteralmente "buco scavato dai vermi") nello spazio-tempo della teoria di Einstein: si tratta di ipotetici tunnel, all’interno della teoria, che rappresenterebbero una sorta di "sentiero rapido" nell’universo.

Passando in questi canali teorici, simili a "ponti" nello spazio-tempo, il segnale sarebbe in grado di andare ad una velocità superiore a quella della luce che viaggia nello 'spazio normale', in assenza di questo varco: questo fenomeno, formulato da Einstein e Rosen (ponte di Einstein-Rosen) e previsto all'interno della teoria stessa di Einstein, rappresenta dunque una sorta di istantanea e ipotetica via di fuga della luce; (in generale si ricorda che in base alla teoria della relatività la velocità della luce nel vuoto non può essere superata - teoria per la quale tra l'altro la notizia di un presunto "neutrino più veloce della luce", diffusa e poi smentita dall'esperimento fisico OPERA circa due anni e mezzo fa, aveva destato un grande clamore scientifico e mediatico) ...

mercoledì 28 settembre 2011

Che succede se la velocità della luce non è più quella di una volta


L'esito clamoroso dell'esperimento condotto tra il Cern ed il Gran Sasso e le sue sostanziali implicazioni: cosa vuol dire in pratica che un neutrino supera la velocità della luce?

Dopo la sua morte, Albert Einstein non ha certo avuto una vita facile. Nonostante le migliaia di verifiche sperimentali che hanno confermato con assoluta precisione la sua teoria della relatività, che all’epoca in cui fu per la prima volta esposta – nel 1905 – era appunto solo una teoria priva di riscontri empirici, c’è sempre chi spera di demolire quello che oggi è il più solido tempio della fisica moderna. 
Non fosse altro perché Einstein è Einstein, un’icona, un “mostro sacro”, e coglierlo in fallo vorrebbe dire riscrivere in buona parte la fisica odierna e aggiudicarsi un sicuro premio Nobel. Perciò, di dichiarazioni sensazionalistiche al riguardo ne sono state fatte tante, nessuna delle quali davvero capace di incrinare la solidità della fisica relativistica. Eppure, il risultato raggiunto dall’esperimento CNGS (Cern Neutrinos to Gran Sasso) è tale da far tremare i polsi, perché ad annunciarlo non è certo un misconosciuto scienziato fai-da-te, ma la più importante comunità scientifica oggi attiva, che fa a capo al miracoloso acceleratore di particelle LHC del Cern di Ginevra. 
Proprio quello che, secondo teorie catastrofiste in voga qualche anno fa su Internet, avrebbe potuto produrre un buco nero capace di inghiottire tutta la Terra. Invece, il potentissimo acceleratore sta producendo scoperte sorprendenti e gli scienziati di tutto il mondo guardano a Ginevra allo stesso modo in cui le borse mondiali attendono trepidanti i responsi di Wall Street...