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sabato 7 dicembre 2024

Cosa sono esattamente i buchi bianchi? Ed esistono davvero?


 I buchi neri sono forse i corpi celesti più affascinanti dell’universo e, nonostante siano oggetto di alcune delle scoperte degli ultimi anni, forse anche i più misteriosi.

Esistono tuttavia degli oggetti cosmici previsti dalla teoria della relatività generale che rappresentano l’esatto opposto dei buchi neri: i buchi bianchi.

Cosa sono di preciso? Esistono davvero i buchi bianchi? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i buchi bianchi? E perché si chiamano così?

Per capire cosa sono i buchi bianchi, dobbiamo partire dal loro opposto: i buchi neri.

Fino al 2015, quando LIGO rilevò onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri, l'esistenza di quest'ultimi era soltanto una previsione teorica del fisico Albert Einstein e della sua teoria della relatività generale.

Ovviamente non si tratta di “buchi” in senso stretto, ma di corpi celesti con una densità tale da impedire persino alla luce di scappare alla loro attrazione gravitazionale ...

mercoledì 10 luglio 2024

Il Tempo e la Relatività

 
Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi.
…è una successione di istanti.


In fisica, il tempo è definito come distanza tra gli eventi calcolata nelle coordinate spaziotemporali quadridimensionali.

S.Agostino:"Se non mi chiedono cosa sia il tempo lo so, ma se me lo chiedono non lo so".

Per Platone:"l'immagine mobile dell'eternità".

Per Aristotele è la misura del movimento secondo il "prima" e il "poi" .

Secondo Einstein il tempo non è assoluto, ma dipende dalla velocità (quella della luce è una costante universale: c= circa 299.792,458 Km/s).

Tutti i livelli dimensionali di questo mondo sono adesso presenti e intrecciati reciprocamente.
La sola differenza tra i mondi dimensionali è la loro lunghezza d’onda (f x λ= c).
Questa è la chiave dell’intero universo.

Viviamo in una realtà creata unicamente dalle lunghezze d’onda ...

venerdì 22 settembre 2023

"Il Big Bang? Non è l’inizio di tutto. Vi racconto la storia di quel che è avvenuto prima”

Gian Francesco Giudice, capo dei fisici teorici del Cern, riassume in un libro le ultime teorie scientifiche sull’origine dell’universo.“All’inizio c’era il vuoto. Ma un vuoto pieno di energia. Lo spazio cominciò a espandersi furiosamente. Poi arrivò la materia” 

Immagine: Spettacolo pirotecnico dedicato al Big Bang al Cern

E solo alla fine arrivò il Big Bang. L’esplosione iniziale, la materia concentrata in un punto infinitamente piccolo che si espande in un istante, l’evento fatidico prima del quale non esisteva nulla: non è così che è cominciata la nostra storia. 
Anzi, non è nemmeno così che si è svolta la vera storia.

Esiste un capitolo precedente al Big Bang che la scienza inizia ad arredare di dettagli e che Gian  Francesco Giudice, direttore del dipartimento di fisica teorica del Cern di Ginevra e accademico dei Lincei, racconta in “Prima del Big Bang. Come è iniziato l’universo e cosa è avvenuto prima” (Rizzoli, 252 pagine, 19 euro) ...

sabato 31 agosto 2019

Ci fu un tempo in cui la luce correva più veloce?

In un articolo apparso su Physical Review D (2016 NdC), due ricercatori, sostenitori di una teoria controversa sulla non costanza della velocità della luce, presentano un modello le cui predizioni sul valore dell’indice spettrale, legato alle fluttuazioni cosmiche primordiali da cui sarebbero emerse le strutture cosmiche, potrebbero ora essere verificate sperimentalmente.

Alcuni ricercatori sostengono che il valore della velocità della luce sarebbe stato molto più elevato durante le primissime fasi della storia cosmica. 

Uno studio guidato da João Magueijo dell’Imperial College di Londra, in collaborazione col collega Niayesh Afshordi del Perimeter Institute in Canada, presenta ora una possibile predizione sulla veridicità di questa ipotesi che potrebbe essere verificata sperimentalmente. Lo studio è stato pubblicato questo mese su Physical Review D.

Nella teoria della relatività speciale, Einstein aveva introdotto il postulato sulla costanza della velocità della luce, implicando che lo spazio e il tempo possono modificarsi nell’ambito di situazioni differenti. Il fatto che la velocità della luce sia una costante della natura sta alla base di diverse teorie fisiche, come la relatività generale. In particolare, essa gioca un ruolo importante nei modelli che tentano di descrivere gli istanti iniziali della storia dell’Universo. 

Infatti, secondo la cosmologia standard, le strutture cosmiche, come le galassie, si sarebbero formate dalle primissime fluttuazioni primordiali, cioè da quelle minuscole variazioni della densità di materia presenti nelle diverse regioni dello spazio, che dominavano l’Universo subito dopo il Big Bang. Le tracce di queste fluttuazioni primordiali sarebbero oggi impresse nella radiazione cosmica di fondo e i cosmologi le descrivono mediante un parametro noto come “indice spettrale” ...

martedì 8 agosto 2017

La gravità, la materia oscura, esistono o non esistono?

Recentemente si discute molto sul tema della gravità, della materia oscura (esistono o non esistono?), sulle conseguenze delle scoperte del C.E.R.N. (bosone di Higgs) e sulla gravità... 

Se chiedete a un fisico «Cos’è rimasto da scoprire, ora che avete trovato anche il bosone di Higgs?» quello quasi certamente vi risponderà: praticamente tutto.

Già, perché la materia ordinaria (dai quark fino al bosone di Higgs, appunto) rappresenta appena il 5 per cento del nostro Universo. Il resto sarebbe costituito da energia oscura (68 per cento) e materia oscura (27 per cento). Quest’ultima rappresenterebbe quasi il 90 per cento della massa totale: insomma per ogni grammo di materia ordinaria, ce ne sarebbero, da qualche parte intorno a noi, 9 di materia oscura.

Eppure non riusciamo a vederla, perché, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazioni elettromagnetiche e si manifesterebbe solo attraverso effetti gravitazionali.

La sua ipotetica esistenza permette tuttavia agli scienziati di risolvere un problema che li affligge dagli anni Settanta, quando si scoprì che le stelle più lontane dai centri delle galassie ruotano con una velocità molto più alta di quella che dovrebbero avere se ad attrarle ci fosse solo la materia ordinaria.

Trovare la dark matter è dunque come mettere le mani sul Santo Graal della fisica moderna. Ad Amsterdam, sotto la guida di Bertone, ci provano ricercatori di tutto il mondo, dal tedesco Christoph Weniger all’iraniana Nassim Bozorgnia. 

Perché proprio qui? «L’Olanda ha una grande tradizione astronomica» risponde Bertone. Christiaan Huygens, Willem de Sitter, Jan Oort, Gerard Peter Kuiper, uomini che hanno dato in epoche diverse contributi fondamentali alla comprensione dell’Universo, sono tutti nati da queste parti...