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martedì 30 giugno 2026

Esopianeti, dimostrata per la prima volta l’influenza del campo magnetico di un pianeta sulla stella ospite


L’osservazione diretta del ruolo svolto dal campo magnetico degli esopianeti apre nuove prospettive nello studio dell’evoluzione dei sistemi planetari e nella ricerca di mondi potenzialmente abitabili. 

Immagine: rappresentazione artistica dell’interazione magnetica tra la stella GJ 436 e l’esopianeta GJ 436 b, al centro dello studio che dimostra l’influenza del campo magnetico del pianeta sulla stella ospite. Crediti: IAA-CSIC/LampScience

Uno studio pubblicato sulla rivista Science, guidato dall’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) con un contributo determinante dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dimostra per la prima volta che il campo magnetico di un pianeta extrasolare può modificare l’attività della propria stella ospite.

Il risultato riguarda GJ 436 b, un pianeta di dimensioni simili a Nettuno che orbita molto vicino alla sua stella, e introduce un nuovo approccio per stimare una proprietà finora estremamente difficile da misurare. 

Oltre al valore scientifico della scoperta, il lavoro conferma il ruolo delle infrastrutture osservative europee e della modellistica teorica nello sviluppo di nuove tecniche per la caratterizzazione degli esopianeti...

giovedì 4 giugno 2026

3I/ATLAS ha portato la vita extrasolare nel nostro spazio?

di Avi Loeb

L'oggetto interstellare 3I/ATLAS ha sfiorato la zona abitabile del Sistema Solare su una traiettoria allineata entro 4,88 gradi con l'orbitapiano della Terra attorno al Sole. 

3I/ATLAS ha anche mostrato un notevole getto verso il Sole, probabilmente composto da grandi frammenti di ghiaccio d'acqua o roccia che sono stati in grado di penetrare attraverso il vento solare e le radiazioni (come ho discusso in un articolo con Eric Keto, Qui).

L'osservatorio spaziale SPHEREx ha rilevato molecole organiche, come CH3OH, H2CO, CH4 e C2H6, con un tasso di produzione di 5x10^{26} molecole al secondo, pari a circa un decimo della produzione simultanea di molecole d'acqua (come riportato qui ).

La consistente rilevazione spettroscopica di metano (CH4) è stata confermata dal telescopio Webb qui . È interessante notare che il metano è stato rilevato solo dopo il passaggio di 3I/ATLAS vicino al Sole. La sua produzione ritardata è sconcertante perché il ghiaccio di metano è ipervolatile, con una temperatura di sublimazione significativamente inferiore rispetto all'anidride carbonica (CO2), avendo un valore di -220 rispetto a -97 gradi Celsius, rispettivamente...

martedì 19 maggio 2026

L’enigma che viene dall’Antartide

Negli ultimi anni, insoliti segnali radio rilevati sopra il ghiaccio antartico hanno attirato l’interesse scientifico mondiale. Captati dall’esperimento ANITA, i segnali sembrano indicare un comportamento di neutrini ultra-energetici che sfida le leggi della fisica. 

Abbiamo intervistato Denise Boncioli e Francesco Salamida dell’Università dell’Aquila, co-autori dello studio pubblicato su Physical Review Letters.

di Chiara Badia

Un pallone in volo sull’Antartide, spesse coltri di ghiaccio, raggi cosmici e segnali radio che vanno oltre le nostre attuali conoscenze in fisica delle particelle. Questi sono i protagonisti del mistero che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era nella comprensione di fenomeni finora inesplorati. 

Le strane emissioni sono state captate dall’Antarctic Impulsive Transient Antenna (Anita), una rete di antenne sospese in stratosfera a circa 40 chilometri di altitudine. Il sistema è progettato per rilevare impulsi radio generati dall’interazione di raggi cosmici e neutrini ad altissima energia con il ghiaccio antartico, ma i segnali registrati vanno ben oltre le aspettative degli scienziati...

sabato 2 maggio 2026

2017 OF201: Il nuovo pianeta nano che cambia il sistema solare


Nel vasto e misterioso Sistema Solare, oltre l’orbita di Plutone, è stata fatta una scoperta (2025) che potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della struttura planetaria. 

Si tratta di 2017 OF201, un corpo celeste che rientra nella categoria dei pianeti nani. 

Con un diametro di circa 700 chilometri, questo oggetto roccioso si unisce a Plutone e Cerere, ampliando la nostra conoscenza sui pianeti nani. 

La scoperta di 2017 OF201 non è solo un’aggiunta alla lista dei pianeti, ma offre anche nuove prospettive sulla formazione e l’evoluzione del nostro sistema solare...

giovedì 2 aprile 2026

La storia dell'acqua nel cosmo, secondo Herschel

 
Dalle nubi interstellari ai pianeti abitabili: lo studio passa in rassegna tutto quello che si è scoperto sul ruolo dell’acqua nell’universo grazie all’osservatorio spaziale Herschel. 
Il lavoro, a cura di un team internazionale a cui hanno partecipato ricercatrici e ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica, sarà un riferimento importante in questo campo di ricerca per i prossimi vent’anni.

(Immagine: Nubi molecolari nel complesso W3/W4/W5, osservate con Herschel. Crediti: ESA/Herschel/NASA/JPL-Caltech, CC BY-SA 3.0 IGO; Acknowledgement: R. Hurt (JPL-Caltech))

L’acqua è una molecola fondamentale per la vita sulla Terra, eppure le sue “avventure cosmiche” non erano ben note fino a dieci anni fa: i luoghi e i meccanismi di formazione negli spazi interstellari erano piuttosto misteriosi, tanto quanto i processi che potessero averla portata sul nostro pianeta. 

Uno dei limiti a questi studi è la presenza stessa di acqua, o meglio vapore acqueo, nella nostra atmosfera, che ostacola le osservazioni effettuate con i telescopi da terra. 

Tutto è cambiato grazie all’osservatorio spaziale Herschel, lanciato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) nel 2009 e operativo fino al 2013 ...

mercoledì 25 marzo 2026

I 45 mondi migliori dove cercare vita aliena

Uno studio pubblicato su Mnras fornisce una lista di ben 45 esopianeti rocciosi nella zona abitabile, individuati grazie ai dati di Gaia e dell’Exoplanet Archive della Nasa. 
Questi mondi, tra cui la vicina Proxima Centauri b e il famoso Trappist-1 e, ricevono dalla loro stella un’energia molto simile a quella che la Terra riceve dal Sole e potrebbero avere acqua allo stato liquido in superficie

di Maura Sandri

Tra gli oltre seimila esopianeti scoperti finora, un gruppo di astronomi ha individuato poco meno di 50 mondi rocciosi che presentano le probabilità più elevate di essere abitabili. Il loro studio, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, sarebbe molto utile in uno scenario come quello descritto nel film Project Hail Mary appena uscito nelle sale, in cui il protagonista (interpretato da Ryan Gosling) viene inviato nel sistema planetario di Tau Ceti alla ricerca di un modo per salvare la Terra...

venerdì 20 febbraio 2026

Alaknanda: la galassia impossibile che anticipa il futuro del cosmo

Il James Webb Space Telescope ha rivelato una galassia a spirale perfetta apparsa quando il cosmo aveva appena un decimo della sua età attuale. La sua esistenza sfida ogni previsione teorica e ci costringe a ripensare la nascita delle prime strutture galattiche.

Per anni abbiamo raccontato la storia dell’universo giovane come un tumulto ancora informe. Le prime galassie, secondo i modelli classici, erano piccoli agglomerati disordinati, dominati da instabilità, collisioni e turbolenze: tutt’altro che pronti a scolpire bracci a spirale netti e simmetrici. Le strutture eleganti - i dischi sottili, i bulge ben definiti, le spirali a grande disegno - venivano considerate il risultato di una lunga maturazione cosmica, il frutto di miliardi di anni in cui la gravità avrebbe lentamente ordinato il caos. Eppure, come spesso accade in cosmologia, la realtà osservata supera l’immaginazione. 

Quando il James Webb Space Telescope ha osservato uno degli angoli più dinamici del cielo, l’ammasso di Pandora (Abell 2744), ha trovato qualcosa che ha lasciato perplessi anche i ricercatori più cauti: una spirale perfettamente formata, antica non nel contenuto ma giovanissima nell’epoca in cui è apparsa. L’hanno chiamata Alaknanda, un nome che evoca un fiume sacro, una sorgente luminosa, un ponte simbolico verso la Via Lattea. E forse non c’era scelta migliore ... 

domenica 4 gennaio 2026

Un mistero per l’astronomia: sono scomparse 100 stelle. Che fine hanno fatto?

 
Un confronto tra vecchi e nuovi cataloghi stellari mostra che alcuni oggetti celesti sembrano essere scomparsi.

di Massimo Zito

Un gruppo di ricerca internazionale guidato da Beatriz Villarroel dell’Istituto nordico di fisica teorica in Svezia e dell’Istituto di astrofisica delle Isole Canarie riporta qualcosa di strano nell’attuale numero di The Astronomical Journal.

Un confronto tra mappe stellari redatte negli anni ’50 con i recenti sondaggi ha evidenziato che non è più possibile individuare 100 stelle precedentemente catalogate.

Il progetto del gruppo, chiamato Vanishing and Appearing Sources as a Century of Observations (VASCO) ha messo a confronto stelle mappate elencate nell’US Naval Observatory Catalog (USNO) B 1.0, risalenti agli anni ’50, con quelle di un altro, più recente, catalogo celeste, il Pan-STARRS Data Release (DR1) ...

sabato 30 agosto 2025

Loeb rilancia: la cometa interstellare 3I/ATLAS forse tecnologia aliena

 Nelle ultime settimane un oggetto proveniente dalle profondità dello spazio ha catturato l’attenzione della comunità scientifica e del grande pubblico. 
Si chiama 3I/ATLAS ed è stato individuato a luglio 2025: si tratta solo del terzo corpo interstellare mai osservato dopo 1I/ʻOumuamua' nel 2017 e '2I/Borisov' nel 2019. 

Diversamente dalle comete del nostro Sistema solare, questo visitatore è destinato a proseguire la sua traiettoria e a lasciare il Sole alle spalle, rimanendo soltanto un passeggero in transito.

Come spesso accade con eventi di questo genere, la scoperta ha però assunto connotati quasi fantascientifici: a far discutere sono ancora una volta le ipotesi avanzate dal professore di Harvard Avi Loeb. L’astronomo, già noto per le sue teorie non convenzionali su ʻOumuamua', ha suggerito che 3I/ATLAS potrebbe non essere un semplice corpo naturale, bensì una costruzione artificiale alimentata da energia nucleare. 

La sua riflessione nasce da un’analisi di un’immagine ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, nella quale compare un bagliore luminoso proprio davanti al nucleo dell’oggetto...

mercoledì 13 agosto 2025

Nuovi indizi sulla presenza di un oggetto compatto nel nucleo del Sole

L'ipotesi che le stelle, incluso il Sole, si siano formate attorno a oggetti compatti provenienti dal primo universo non è nuova. 

E' una delle teorie in fase di studio per spiegare la formazione stellare e la struttura su larga scala dell'universo, ma finora non è stata quella più accreditata dalla comunità scientifica che sostiene che il nucleo della nostra stella sia formato principalmente di plasma.

Oggi una nuova ricerca suggerisce che il Sole potrebbe avere un "nucleo oscuro compatto" 
(o "dark compact core"), aprendo la possibilità che possa essersi formato da un minuscolo buco nero primordiale (o che ne abbia catturato uno a un certo punto). 

L'eliosismologia e i dati sui neutrini suggeriscono l'esistenza di un oggetto compatto nel cuore della nostra stella.
Cosa potrebbe significare per il futuro dell'astrofisica?...

martedì 5 agosto 2025

Un nuovo studio ipotizza un possibile collegamento tra gli UAP e i test nucleari

E non solo ....
Avevamo parlato di Beatriz Villarroel pochi giorni fa: «Una scoperta travolgente». Cosa ha trovato l’astronoma Villarroel?.
Gli astronomi interessati agli UFO sono una rarità, si sa. Nuovi elementi potrebbe fornire elementi utili relativi alla misteriosa scoperta. Vediamoli. 

In un articolo in fase di pubblicazione (ora è uscito, ved. a fine articolo NdC) i ricercatori Stephen Bruehl e Beatriz Villarroel hanno individuato diverse migliaia di oggetti transitori sconosciuti che potrebbero essere correlati a test nucleari. 

Alcuni transitori nel Palomar Observatory Sky Survey (POSS-I) potrebbero essere associati a test nucleari in superficie e segnalazioni di fenomeni anomali non identificati, 24 luglio 2025, PREPRINT (Versione 1) disponibile su Research Square 

Nell'articolo gli autori presentano nuove prove a sostegno della loro ipotesi sulla presenza di oggetti sconosciuti nell'orbita terrestre...

martedì 27 maggio 2025

Onde gravitazionali, la memoria dell’universo?

 
Le onde gravitazionali lasciano il segno. E non soltanto perché la loro osservazione, per la prima volta nel 2016, ha cambiato il modo di studiare il nostro universo. 

Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa lascerebbero dietro di sé una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.

Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato.

Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo ...

mercoledì 5 marzo 2025

La ricerca sulle ley lines nel 900

 
L’espressione Ley line venne coniata nel 1921 dall’archeologo Alfred Watkins, riferendosi a presunti allineamenti di numerosi luoghi di interesse geografico e storico, come monumenti antichi e megaliti, creste naturali e attraversamenti fluviali. 

Nei suoi libri Early British Trackways e The Old Straight Track, Watkins (sebbene avesse attinto a idee precedenti sugli allineamenti, in particolare ai lavori dell’astronomo inglese Norman Lockyer, il quale sosteneva che gli allineamenti antichi potevano essere orientati all’alba e al tramonto nei solstizi) cercò di identificare tracce di antichi percorsi nel paesaggio britannico, sviluppando in seguito alcune teorie secondo cui questi allineamenti erano stati creati ai tempi del neolitico per facilitare gli spostamenti terrestri utilizzando un orientamento a vista e poi tali punti allineati erano rimasti nel paesaggio per millenni. 

Secondo Bruno Hare (2004), Watkins non attribuì mai un significato soprannaturale-energetico a queste linee: egli credeva che si trattasse semplicemente di percorsi che erano stati utilizzati per scopi commerciali o cerimoniali di origine antichissima, forse risalenti al neolitico o comunque all’età pre-romana; la sua ossessione per le linee sarebbe derivata unicamente dal suo interesse per la fotografia del paesaggio e dall’amore per la campagna britannica, ma era una persona intensamente razionale con un intelletto attivo tale per cui, secondo alcuni, oggi sarebbe deluso dall’evoluzione new age delle sue linee. 
In realtà, per Watkins, le linee sono collegate con le posizioni stagionali della luna, e del sole, soprattutto con i solstizi. 
I monumenti preistorici sarebbero stati costruiti sulle Ley Lines, che li connettevano reciprocamente secondo un criterio ben preciso ...

sabato 4 gennaio 2025

La NASA osserva la vasta e crescente anomalia nel campo magnetico terrestre

Da anni gli scienziati sono affascinati dalla strana anomalia che sta indebolendo il campo magnetico terrestre. Si trova nel mezzo dell'oceano Atlantico meridionale, estendendosi dal Sud America fino alla costa occidentale dell'Africa meridionale. 

Nel vasto e complesso equilibrio naturale che sostiene la vita sul nostro pianeta, il campo magnetico terrestre rappresenta uno degli elementi più enigmatici e fondamentali. Esso protegge la Terra dalle particelle cariche emesse dal Sole, fungendo da scudo invisibile contro le radiazioni cosmiche. 

Tuttavia, in una regione che si estende tra il Sud America e l’Africa sudoccidentale, questo scudo manifesta un’insolita debolezza, nota come Anomalia del Sud Atlantico (SAA, o Anomalia Magnetica del Sud Atlantico SAMA). 
Questo fenomeno, intrigante e al contempo inquietante, è oggetto di studio approfondito da parte della NASA e di altre istituzioni scientifiche ...

sabato 7 dicembre 2024

Cosa sono esattamente i buchi bianchi? Ed esistono davvero?


 I buchi neri sono forse i corpi celesti più affascinanti dell’universo e, nonostante siano oggetto di alcune delle scoperte degli ultimi anni, forse anche i più misteriosi.

Esistono tuttavia degli oggetti cosmici previsti dalla teoria della relatività generale che rappresentano l’esatto opposto dei buchi neri: i buchi bianchi.

Cosa sono di preciso? Esistono davvero i buchi bianchi? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i buchi bianchi? E perché si chiamano così?

Per capire cosa sono i buchi bianchi, dobbiamo partire dal loro opposto: i buchi neri.

Fino al 2015, quando LIGO rilevò onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri, l'esistenza di quest'ultimi era soltanto una previsione teorica del fisico Albert Einstein e della sua teoria della relatività generale.

Ovviamente non si tratta di “buchi” in senso stretto, ma di corpi celesti con una densità tale da impedire persino alla luce di scappare alla loro attrazione gravitazionale ...

martedì 13 agosto 2024

Enormi riserve di acqua liquida scoperte su Marte: forse sono abitate, ma c’è un problema

Analizzando i dati del lander InSight della NASA i ricercatori hanno scoperto enormi depositi di acqua liquida nel cuore di Marte. 
Sono sufficienti a ricoprire grandi oceani e laghi e forse ospitano anche la vita, ma c’è un dettaglio da non sottovalutare.

Gli scienziati hanno trovato enormi quantità di acqua liquida sotto la superficie di Marte, una scoperta che potrebbe dare molte risposte ai misteri del Pianeta Rosso. 

Un tempo, secondo quanto determinato dagli scienziati, Marte era un posto con oceani, laghi e fiumi come la Terra, forse addirittura lussureggiante e pieno di vita. Ma la preziosa acqua è andata perduta dopo che l'atmosfera del pianeta fu spazzata via. I ricercatori si sono sempre chiesti dove fosse finita, dato che i depositi di ghiaccio ai poli e sotto la superficie non sono sufficienti a compensare la scomparsa di quantitativi così ingenti. 

Le ipotesi principali sono due: l'acqua potrebbe essere quasi totalmente evaporata nello spazio, oppure potrebbe essere finita nel cuore del Pianeta Rosso. Il nuovo studio avvalora il secondo scenario ...

venerdì 28 giugno 2024

Un Universo gemello, una nuova teoria riformula gli esiti del Big Bang

C’è chi dice che non siamo soli nell’Universo. E c’è chi dice che non si tratta solo di alieni di altre galassie, ma addirittura di un intero universo “gemello”. 

Si troverebbe dalla parte opposta del nostro, sarebbe speculare ad esso ma non uguale, seppur molto simile e sarebbe stato anch’esso generato dal Big Bang.

Per il momento si tratta solo di modelli matematici, sviluppati da fisici e cosmologi britannici, che devono però essere dimostrati. Sono però molto interessanti, perché potrebbero essere la risposta a molti dei problemi della fisica moderna.

Ma come si è arrivati a questa ipotesi? 
Gli studiosi sono partiti dalla freccia del tempo, espressione cara a Ilya Prigogine, che descrive il nostro senso del tempo che passa, ovvero il fatto che gli eventi accadano sempre nel medesimo ordine. Non si verificano mai a ritroso perché il tempo non va all’indietro: la freccia del tempo del nostro universo conosce una sola direzione. 
Perché? 
Per via della Seconda Legge della Termodinamica, più precisamente a causa dell’entropia, cioè l’ordine degli atomi che costituiscono tutta la materia dell’Universo ... 

lunedì 24 giugno 2024

Il Sole è cosciente?

Dopo che il Sole è stato oscurato a Pasqua, la festa della resurrezione, e di nuovo al solstizio, vorrei dare a questo sole un’occhiata diversa, che potrebbe aiutarci a capire perché ci sono forze che vogliono oscurarlo con ogni mezzo. 

Nel Sole gli antichi iniziati non vedevano soltanto un corpo celeste, ma anche un’altissima entità spirituale. 

L’idea della coscienza del pianeta Terra – peraltro sostenuta dall’inventore del microchip Federico Faggin e da James Lovelock – , è accettata tranquillamente. 
Quante volte si sente dire che la terra si ribella.

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La natura della coscienza e il suo rapporto con il mondo fisico sono stati oggetto di dibattito filosofico e scientifico fin dai tempi antichi. Mentre alcuni sostengono la separazione tra mente e corpo, altri propongono un’idea più radicale: tutto nell’universo è pervaso da coscienza, compreso il Sole ...

domenica 23 giugno 2024

HD 140283, la stella che sembra essere più vecchia dell’universo

Se l'universo ha 13,8 miliardi di anni, come può la stella HD 140283 ad avere più di 14 miliardi di anni? Che conseguenze ha ciò sulla teoria cosmologica e sulla costante di Hubble? 

Per più di 100 anni, gli astronomi hanno osservato una stella situata a circa 190 anni luce dalla Terra nella costellazione della Bilancia. Attraversa rapidamente il cielo a 1,3 milioni di chilometri all’ora, ma la cosa interessante è che HD 140283 – o Methuselah come è comunemente nota – è anche una delle stelle più antiche dell’universo, forse la più antica.

Se potesse, HD 140283, ne avrebbe di cose da raccontare, dato che può essere considerata testimone di tutta la storia dell’universo, dalla sua formazione fino ai giorni nostri.

Nata in una galassia primordiale, poi disgregata e risucchiata dalla nostra Via Lattea, più di 12 miliardi di anni fa, HD 140283 porta nella sua traiettoria la memoria di questo ancestrale atto di cannibalismo cosmico ...

martedì 23 aprile 2024

Scoperto il nono pianeta nel nostro Sistema Solare: le prove sempre più convincenti dietro il mistero cosmico

 
Un recente studio ha rivelato l’esistenza di prove sempre più convincenti riguardo alla presenza di un misterioso nono pianeta nel nostro Sistema Solare, che potrebbe spiegare i comportamenti anomali di alcuni corpi celesti nelle regioni più remote del sistema.

L’ipotesi di un nono pianeta è stata proposta dagli astronomi da diversi anni, ma solo ora sembra che vi siano prove solide a supporto di questa teoria. Gli scienziati hanno esaminato il movimento di corpi trans-nettuniani e hanno concluso che la spiegazione più plausibile per il loro comportamento insolito è l’esistenza di un pianeta ancora non scoperto.

Il dottor Konstantin Bogytin, uno dei principali sostenitori di questa teoria, ha sottolineato che il recente studio rappresenta la prova più convincente fino ad oggi dell’esistenza del nono pianeta. 
L’osservazione e lo studio di questi oggetti lontani sono cruciali per comprendere appieno la presenza di questo pianeta nascosto nel nostro Sistema Solare ...