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venerdì 26 giugno 2026

Come abbiamo smesso di vivere il Reale


di Fabrizio Perfumo

Come abbiamo smesso di vivere il reale, di Byung Chul Hann.

Byung Chul Han è uno dei pensatori più acuti dei nostri tempi, completamente immerso nell’osservazione del reale ma con il distacco di un esercizio di concentrazione ben fatto.
In questa breve sintesi cerco di restituire qualche contenuto, convinto che questo libricino prezioso possa essere fonte di ispirazione per ogni discepolo della scienza dello spirito.

* * *

Nel romanzo della scrittrice giapponese, Yoko Ogawa, – L’isola senza memoria – si racconta di un’isola senza nome nella quale le cose spariscono.
Insieme alle cose spariscono i ricordi.
Chi si mette alla ricerca dei ricordi, viene arrestato.
Anche chi conserva segretamente gli oggetti, viene rintracciato e ucciso.
Gli esseri umani vivono nell’inverno infinito dell’oblio e della perdita.
Nel nostro reale, la distopia è differente: non c’è una Polizia che ci sottrae oggetti e ricordi. E’ piuttosto l’ebbrezza di informazioni a farli sparire ....

lunedì 13 aprile 2026

L'illusione del ricordo: perché il nostro cervello è un geniale falsario

La memoria si distorce facilmente sotto l'influenza della suggestione, ed è possibile credere in buona fede a un ricordo completamente falso. Ecco perché.

Spesso immaginiamo la nostra memoria come una biblioteca ben organizzata o, per chi ha una mentalità più moderna, come il disco rigido di un computer. Un evento si verifica e viene immagazzinato in un angolo del cervello, in attesa di essere consultato. 

Tuttavia, secondo Elizabeth Loftus, professoressa all'Università di Washington e figura di spicco della psicologia cognitiva fin dagli anni '70, non è proprio così che funziona.
La memoria è più simile a una pagina di Wikipedia che chiunque può modificare in qualsiasi momento. Ci sono informazioni, ma è necessaria cautela. Nel 1974, in uno studio ormai classico, Elizabeth Loftus mostrò a due gruppi di volontari lo stesso video di un incidente automobilistico.

Al primo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono scontrate?". Al secondo gruppo chiese: "A che velocità andavano le auto quando si sono schiantate?". Il gruppo che aveva sentito il verbo più violento ("schiantate") fornì stime di velocità significativamente più elevate. La parola aveva già influenzato la loro percezione...

martedì 27 maggio 2025

Onde gravitazionali, la memoria dell’universo?

 
Le onde gravitazionali lasciano il segno. E non soltanto perché la loro osservazione, per la prima volta nel 2016, ha cambiato il modo di studiare il nostro universo. 

Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa lascerebbero dietro di sé una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.

Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato.

Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo ...

lunedì 25 novembre 2024

È in corso un'opera di cancellazione su Internet


 di Jeffrey Tucker

I casi di censura stanno aumentando fino al punto d'essere considerati una cosa normale. Nonostante le controversie legali in corso e una maggiore attenzione pubblica, i social media sono stati più feroci che mai negli ultimi mesi. 

I podcaster sanno per certo cosa verrà immediatamente eliminato e discutono tra loro sui contenuti nelle zone grigie. Alcuni come il Brownstone Institute hanno rinunciato a YouTube in favore di Rumble, sacrificando un vasto pubblico se non altro per salvare i propri contenuti.

Non si tratta sempre di essere censurati o meno. Gli algoritmi odierni includono una serie di strumenti che influenzano la ricercabilità e la reperibilità
Ad esempio, l'intervista di Joe Rogan a Donald Trump ha totalizzato ben 34 milioni di visualizzazioni prima che YouTube e Google modificassero i loro motori di ricerca per renderla difficile da trovare, mentre soprassedevano persino su un malfunzionamento tecnico che ne impediva la visione a molte persone. 
Di fronte a ciò Rogan si è trasferito su X.

Districarsi in questo groviglio di censura e quasi-censura è diventato parte del modello di business dei canali d'informazione alternativi ...

lunedì 19 agosto 2024

Conoscere "L'intelligenza senza cervello" – scommettere sull'intelligenza delle piante


Neurobiologia vegetale, la rivoluzione delle piante

Capaci di ragionare, comunicare, difendere il proprio territorio: non parliamo né di uomini né di animali, bensì di piante. Dotate di un’intelligenza e una capacità di adattamento superiore a quella dell’uomo, potremmo prenderle da esempio per migliorare il Pianeta. Ci spiega come, il neurobiologo Mancuso. 

Di Loredana Matonti

“Non è un’esagerazione affermare che l’apice della radichetta, avendo il potere di dirigere i movimenti delle parti adiacenti, agisce come il cervello di un animale inferiore; il cervello essendo situato nella parte anteriore del corpo riceve impressioni dagli organi di senso e dirige i diversi movimenti della radice”. (Charles Darwin, 1880, ne Il potere del movimento nelle piante).

A conclusioni simili arrivò anche un contemporaneo di Darwin, il celebre teosofo (ndr antroposofo) austriaco Rudolf Steiner, che paragonò la pianta a un uomo rovesciato, cogliendo l’analogia della funzione tra cervello umano e radice. 
Più di un secolo dopo, queste intuizioni caratterizzano oggi una nuova frontiera della scienza: la neurobiologia vegetale che eleva le piante a esseri intelligenti, con radici capaci di attività simil-neurale. Esperimenti che stanno letteralmente rivoluzionando il modo di vedere il mondo vegetale. Scalfendo il nostro ego di esseri evoluti e più intelligenti di tutti ...

giovedì 28 settembre 2023

L'Archivio akashico. Coscienza Akashica

“Akasha”, che in sanscrito significa etere o spazio, è il primo dei cinque elementi base dell’intero universo, il vuoto che permette agli altri di esistere e di manifestarsi.

Akasha è l'onnipresente esistenza che pervade tutto. L’akasha diviene il sole, la terra, la luna, le stelle, l’aria, i liquidi ed i solidi; forma il corpo umano e degli animali, le piante, ogni forma che vediamo, tutto ciò che cade sotto i nostri sensi, tutto ciò che esiste.

L'akasha non può essere percepito perché va al di là d’ogni ordinaria percezione; si può vedere e toccare soltanto quando si condensa e prende una forma.

Grandi sensitivi e veggenti come Edgar Cayce, Madame Blavatsky, Alice Bailey e Rudolf Steiner, per menzionare alcuni nomi, hanno saputo accedere alle memorie almiche dell’Essere Umano, ed alla memoria dell’Anima Planetaria, apportando informazione attraverso i loro libri e scritti.

Cayce, per oltre quarant’anni della sua vita, ha avuto accesso alle informazioni contenute in quelle che vengono chiamate cronache dell’Akasha, o Resoconti Akashici, cioè quella dimensione in cui è contenuta la memoria di ogni avvenimento verificatosi, di ogni pensiero e desiderio che ha attraversato la mente o il cuore di ogni individuo vissuto sulla Terra..

mercoledì 27 settembre 2023

Chomsky: padroni dell’umanità, hanno ucciso l’Europa

Ripropongo la lettura di queste parole di Noam Chomsky (2014).

Si credono i padroni dell’umanità, e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica.
 

Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”. 
A 86 anni (oggi 94 - NdC), il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. 

Nessuna illusione: «Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo», dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma, gennaio 2014. Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.

«La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori», afferma Chomsky.

In generale, per Chomsky «le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere».
Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti «sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles»... 

sabato 22 luglio 2023

Ricordi collettivi, ma falsi. Cos'è "l'effetto Mandela"?

Si chiama “effetto Mandela”, e viene spiegato con la nostra suggestionabilità, i meccanismi neuronali e, addirittura con la fisica quantistica.

di Caitlin Aamodt

Vi fidereste di un vago ricordo che sentite reale come tutti gli altri e che, per di più, ricordano anche altre persone? E cosa succederebbe se questo si rivelasse falso? Questo fenomeno è stato chiamato “effetto Mandela”.

Il nome viene dall’autoproclamatasi “consulente paranormale” Fiona Broome, dopo che ha scoperto che altre persone hanno condiviso un suo (falso) ricordo dove il leader dei diritti civili sudafricano Nelson Mandela, muore in carcere nel 1980.

Un ricordo condiviso che si dimostra falso è tale a causa di un errore della “Matrix” in cui siamo immersi o c’è qualche altra spiegazione? 
La Broome lo spiega attraverso l’interpretazione della meccanica quantistica detta dei “molti mondi” o del “multiverso”. Quando non sono osservati direttamente, gli elettroni e le altre particelle subatomiche si diffrangono come onde, per comportarsi come particelle solo quando viene effettuata una misurazione...

lunedì 17 luglio 2023

Scusarsi non costa nulla

di Piero Cammerinesi

Quando ancora un minimo di civiltà e di ragionevolezza si aggiravano nelle contrade di questo Paese si usava dire “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” [sbagliare è umano ma perseverare è diabolico].

Ora il latino non va più di moda, anzi neppure l’italiano. 

Parliamo solo in inglese o con gli emoticon, con la inevitabile drammatica riduzione del numero delle parole utilizzate e di conseguenza dei pensieri pensabili.

Effettivamente sbagliare poteva essere comprensibile e scusabile all’inizio della pandemenza, l’epidemia di irrazionalità che ha contagiato l’intera sfera terracquea poco più di tre anni fa, ma ben presto i dati disponibili avrebbero potuto – e dovuto – consentire a fasce sempre più ampie della popolazione di seguire i lumi della Ragione e non le tenebre della superstizione travestita da scienza.

C’erano ovviamente diverse persone che avevano da subito fiutato la truffa dietro alla vicenda pandemica ma furono ben presto sopraffatte dalla irragionevolezza generale che costrinse (quasi) tutti ad una cieca obbedienza al principio di autorità inteso a validare l’inganno globale, la più colossale menzogna di tutti i tempi ...

mercoledì 10 maggio 2023

Siamo uomini o scimmie?

Se mettiamo 5 scimmie in una gabbia, aggiungiamo una scala all'interno e vi mettiamo sopra una bella banana subito esse saliranno la scala per prendere la banana ...

Se però ripetiamo lo stesso scenario e ogni volta che una scimmia prova a salire la scala inondiamo la gabbia con un getto d'acqua fredda diretto su di lei e su tutte le altre, ben presto queste scimmie smetteranno di provare a salire la scala, consapevoli di quello che le aspetta in caso tentassero... 

A questo punto possiamo togliere una scimmia dalla gabbia e aggiungerne una nuova: la nuova arrivata proverà subito a salire sulla scala ma le altre scimmie subito la fermeranno per paura del getto d'acqua, che sanno arriva ogni volta che una di loro sale la scala: ben presto dopo alcuni tentativi falliti la nuova scimmia desisterà. 

A questo punto possiamo togliere un'altra scimmia e metterne un'altra nuova, la scena di prima si ripeterà, e ora anche la scimmia inserita poco prima aggredirà la nuova arrivata, in quanto ha potuto imparare a sue spese che sulla scala non ci si può andare ... 

sabato 26 marzo 2022

Cos’è un pensatore visivo e quali sono le sue caratteristiche?

Pochissime persone al mondo avranno sentito parlare dei pensatori visivi, quasi nessuno sa di cosa si tratta. 

Prova a pensare a come è fatto il tuo stile di apprendimento: molto probabilmente quando devi imparare qualcosa di nuovo cerchi di memorizzare più informazioni possibili e le ripeti spesso per fissarle bene nella tua memoria. 
O almeno questo è quello che ti hanno insegnato a scuola per imparare nozioni aggiuntive. 

Forse però non è il metodo migliore, o quantomeno non è quello comune a tutte le persone.

Devi sapere infatti che esiste un metodo di apprendimento più legato al senso della vista che alla memoria stessa. Sostanzialmente i pensatori visivi imparano tramite l’osservazione. 

Mi rendo conto che non è un concetto facile da comprendere ed assimilare perciò vediamo insieme alcuni pratici esempi di come apprende un pensatore visivo ...

martedì 19 ottobre 2021

Cervello e DNA, la strategia delle cellule per imparare più velocemente

Una recente ricerca del MIT dimostra che il cervello "rompe" il DNA quando sottoposto a stimoli legati ad apprendimento e memorizzazione.

Sappiamo bene di non conoscere ancora molto del funzionamento del nostro cervello, del modo in cui raccoglie e processa le informazioni e di come costruisce le reti di informazione al suo interno. 

Nonostante ciò, alcune ipotesi restano molto recondite, nel pensiero dei neuroscienziati: ecco quindi che una ricerca può essere definita “inaspettata" da parte della comunità scientifica. 

È il caso dell’ultimo studio condotto dalla Professoressa Li-Huei Tsai, che parte da una vecchia analisi dei pazienti malati di Alzheimer per definire il modo in cui il cervello reagisce normalmente agli stimoli.

Il cervello è capace di "rompere" il DNA

Nel 2015, uno studio del team guidato da Li-Huei Tsai, del Massachusetts Institute of Technology, rivelò che l’Alzheimer era direttamente collegata alla presenza di interruzioni del doppio filamento di DNA all’interno dei neuroni.

In quell’occasione, si scoprì che in determinate condizioni gli stessi neuroni procuravano degli strappi al proprio DNA. Più filamenti venivano rotti, e più aumentava la presenza di geni veloci associati all’attività sinaptica di apprendimento e memorizzazione ...

venerdì 1 ottobre 2021

Bergson ed il concetto di tempo

Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941), nel “Saggio sui dati immediati della coscienza”, precisa : “quando seguo con gli occhi sul quadrante di un orologio il movimento delle lancette…non misuro una durata, come pare si creda, mi limito a contare delle simultaneità, il che è molto diverso”. 
Il tempo astronomico dell’orologio è, infatti, un insieme di posizioni delle lancette sul quadrante che al passare degli istanti prendono posizioni diverse.

Ma tutto ciò è solo esteriorità, in quanto una successione degli istanti “esiste soltanto per uno spettatore cosciente che ricorda il passato e giustappone le due oscillazioni”. 

L’ orologio rappresenta le convinzioni scientifiche e razionaliste, in quanto ha una funzione archetipica. E’ l’emblema della costanza, della precisione e dell’omologazione a cui inevitabilmente porta una concezione del tempo caratterizzata da una scansione regolare: per cui ogni secondo, ogni minuto, ogni ora è sempre uguale, ha lo stesso valore, lo stesso peso. 

Ciò che conta in questa visione è l’aspetto quantitativo e non quello qualitativo, che, invece, rappresenta la vera fotografia della nostra percezione del tempo. 

E’ evidente in questo esempio la critica di Bergson ai positivisti e a tutti coloro che armati con il ferreo determinismo della matematica e della fisica pensano di poter regolare e governare tutte le dimensioni della vita umana, anche il tempo ...

mercoledì 14 luglio 2021

Il concetto di tempo in fisica non esiste

 
Il tempo – come concetto valido in fisica – non esiste. 

Questi articoli intendono chiarire e mostrare come ciò aiuti a comprendere vari altri concetti della fisica.
Il principio sottostante è il positivismo.

Questo chiarisce i “potenziali elettromagnetici avanzati”, l’equilibrio nell’uso delle trasformazioni covarianti, la natura dei buchi neri e il Big Bang. 
Si discuterà anche della natura di Dio e se ne mostrerà la coerenza con l’idea che il tempo non esista. Saranno anche aggiunti commenti su scienza e religione. Infine, una discussione sulla natura della scienza e sulla funzione d’onda dell’universo, dimostrerà che tutta la nostra conoscenza fino ad ora è necessariamente incompleta.

Una delle idee fondamentali della fisica è il positivismo logico. Una dichiarazione ha senso se, e solo se, può essere dimostrata vera o falsa, almeno in linea di principio, attraverso l’esperienza. Una teoria della fisica è un sistema matematico, i cui concetti possono essere misurati o osservati sperimentalmente. Un concetto che non può essere osservato, per principio non esiste ...

giovedì 31 dicembre 2020

La scienza dello spirito - superare le contraddizioni esteriori

di Massimo Scaligero

La realtà è sempre una contraddizione in divenire continuo e si evolve nella realizzazione della tesi-antitesi-sintesi e non può essere spiegata da una logica astratta che fissa una volta per tutte il bene e il male, il bello e il brutto, la verità e la menzogna; essendo la realtà una contraddizione in evoluzione anche gli esercizi contengono delle contraddizioni da superare.

1) Il pensiero obiettivo trasforma la distrazione in sicurezza e deve superare le contraddizioni delle fissazioni.
2) L’azione libera trasforma la mancanza di volontà in attività e deve superare le contraddizioni dell’attivismo.
3) L’equanimità trasforma i complessi in calma interiore e deve superare le contraddizioni dell’insensibilità.
4) La positività trasforma gli schemi mentali in nuove amicizie e deve risolvere le contraddizioni dell’ipocrisia.
5) La spregiudicatezza trasforma l’attaccamento al passato in ricettività e deve superare le contraddizioni dell’illogicità.
6) L’osservazione esatta trasforma il non ricordare in memoria e deve risolvere le contraddizioni dell’attaccamento al passato.
7) La percezione degli archetipi trasforma l’astratta dialettica in creatività e deve superare le contraddizioni della fantasticheria.
8) L’equilibrio interiore trasforma la scontentezza in armonia e deve superare le contraddizioni interiori prima di poter agire sulla realtà esteriore...

venerdì 13 novembre 2020

Cos’è l’ipertimesia, la rara sindrome della “super memoria”

Una panoramica sull’ipertimesia o sindrome ipertimesica, una rarissima condizione caratterizzata dalla capacità di ricordare quasi ogni istante della propria vita. 

In letteratura medica se ne conoscono solo poche decine di casi al mondo e non sono note le cause scatenanti. C’è un legame col comportamento ossessivo-compulsivo.

L'ipertimesia è una rarissima condizione caratterizzata da una memoria autobiografica enormemente sviluppata, che permette di ricordare quasi ogni dettaglio della propria vita di un giorno qualsiasi del passato. Gli eventi ritornano alla mente del soggetto ipertimesico in modo inconsapevole e senza produrre alcuno sforzo, trasformando qualunque ricordo in una precisa e vivida rappresentazione dell'esperienza vissuta. 

Si conoscono solo poche decine di persone interessate da questa condizione, che apparentemente può essere considerata un “dono”, tuttavia per molti aspetti si tratta di una condanna, dato che costringe a vivere costantemente nel passato a causa dei ricordi incontrollabili, un peso con un impatto sulle funzioni cognitive. 
Inoltre tornano costantemente alla mente anche i brutti ricordi che in realtà si vorrebbero cancellare ...

martedì 5 maggio 2020

La Sindrome del Pesce Rosso

Va sempre più diffondendosi, tra gli esseri umani del XXI secolo, una sindrome che altro non è se non una versione radicalizzata e generalizzata della rimozione freudiana. 
Esistono valide ragioni per definirla "sindrome del pesce rosso".

Studi scientifici dimostrano che la memoria di un pesce rosso ha una durata che si aggira intorno ai 25-30 secondi. 

Non fidandomi delle pubblicità dei prodotti farmacologici, che esordiscono spesso con asserzioni simili a quella sopra riportata, ho voluto personalmente verificare quest’ipotesi, facilitato dalla presenza di un pesce rosso nella casa in cui vivo e dalla scarsa simpatia che nutro nei suoi confronti.

Si è trattato, ad essere sinceri, di un esperimento del tutto fortuito, provocato da una serie di coincidenze che cercherò di esporre succintamente ...

giovedì 6 febbraio 2020

Un pianoforte nel nostro cervello: la teoria del cervello olonomico

di Silvia Salese

Per spiegare il suo modello teorico, che come abbiamo descritto nella prima parte è essenzialmente un modello matematico, Karl Pribram propose un’analogia tra il cervello e il pianoforte. Una metafora che in effetti rende tutto molto più chiaro, e che più facilmente fa intuire le straordinarie conseguenze della sua analisi.

Partiamo da una semplice domanda: se tutto ciò che abbiamo detto precedentemente fosse reale, come avverrebbe il fenomeno percettivo? Semplice (si fa per dire…): proprio come accade suonando un pianoforte, quando osserviamo qualcosa nel mondo alcune porzioni del nostro cervello risuonerebbero su determinate frequenze specifiche; in un certo senso la percezione accadrebbe premendo solo determinati tasti, che a loro volta andrebbero a stimolare le corde corrispondenti. 

Quelle prodotte, dunque, saranno informazioni sotto forma di onda (le note musicali) con determinate frequenze, lunghezza e fase (proprio come accade in quanto descritto dal teorema di Fourier) che risuoneranno nei neuroni del nostro cervello. I neuroni, poi, manderanno l’informazione relativa a queste frequenze ad un altro insieme di neuroni che trasformerà (sempre secondo il principio della trasformata di Fourier) tali risonanze descrivendo proprio l’immagine ottica così ottenuta al piano focale oculare.

Un terzo insieme di neuroni, allora, costruirà alla fine l’immagine virtuale dell’oggetto, che apparirà a noi come un oggetto fuori nello spazio.

Questa operazione rifletterebbe, a ben vedere, una creazione in un mondo senza tempo e senza spazio di schemi di interferenza, un atto creativo in cui viene generato un oggetto in una dimensione spazio-temporale sulla superficie delle nostre retine ...

martedì 28 gennaio 2020

L'urgenza: Smettiamola di far scoppiare i crani!

di Marco Canestrari

Cercare, evolvere, divenire illuminati, sono tutte azioni importanti e degne ma esiste oggi una priorità più grande: mentre noi mangiamo, conversiamo, studiamo, lavoriamo, cerchiamo di diventare più colti, facciamo politica, cerchiamo di raggiungere l’illuminazione, milioni di persone uccidono altri milioni di persone. Ogni giorno.
Si spara, si fanno esplodere corpi, si corrodono persone nell’acido, si bruciano bambini o si fanno morire di fame intere popolazioni.

Questa azione distruttiva e irrazionale non solo non è utile all'uomo ma è anche terribilmente dannosa per la sua evoluzione. E' fondamentale comprendere che è una priorità fermarsi e smettere di farsi "scoppiare i crani".

Immaginiamo l'universo come un grande organismo che evolve e che ha impiegato millenni per creare la terra, l'acqua e un essere intelligente come l'uomo. Nel bel mezzo della sua evoluzione le cellule di uno degli organi di questo organismo iniziano a distruggersi a vicenda. 

Non è uno scenario rassicurante, non è un comportamento razionale. Eppure è ciò che accade.
Ma come si fa a risolvere una tale situazione?

Bisogna far comprendere l'importanza del problema e l'urgenza della soluzione. Dire:“fermi tutti”, “fermo mondo”, prima ci si impegni con sentimento d'urgenza a non autodistruggersi, a non farsi sconsideratamente "scoppiare i crani", a concludere l'azione della violenza, dell'odio e della guerra. Solo allora si potrà ricominciare a parlare, a discutere, a cercare il progresso, l’evoluzione, l’illuminazione ...

venerdì 26 luglio 2019

L’ordine del Tempo (Carlo Rovelli)

Tempo e spazio per l’umanità sono sempre stati collegati in qualche modo. Forse per la loro incessante presenza che sembra accogliere la nostra vita. O forse per come i tentavi di descriverli, e poi di controllarli, abbiano finito per definirne un significato a priori, di volta in volta approfondito da nuove teorie scientifiche.

In architettura queste due componenti risultano determinanti, non solo concettualmente ma anche nella traduzione di ogni azione progettuale. 
Sia sul piano legale che su quello tecnologico tempo e spazio penetrano in ogni scala di restituzione, dettagliano ciascun elaborato (cartaceo o digitale), regolando, come dei binari fondamentali, il flusso del processo di trasformazione. 

Tempo e spazio risultano talmente (intuitivamente) reali da non essere mai messi in discussione. 

La memoria, poi, aiuta a consolidare questo (naturale) convincimento, offrendo la continuità lineare della narrazione attraverso la storia(delle città, del territorio, dell’architettura, dell’urbanistica). 

Come si potrebbe negare l’esistenza del passato, della stratificazione archeologica, del passaggio generazionale? ....