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venerdì 11 settembre 2026

Uno psicologo parla ai genitori dell'anima, del carattere e della vocazione

 
di Scott London
(Traduzione di Rinaldo Lampis)

James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo. Ha studiato con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane.

Malgrado queste credenziali, Hillman è lontano dall'essere considerato una figura appartenente al mondo della psicologia. Infatti è visto da molti suoi colleghi come un pensatore profondamente sovversivo, una spina nel fianco degli psicologi rispettabili.

Come fondatore della "psicologia archetipica", una scuola di pensiero diretta a revisionare e "reimmaginare" la psicologia, Hillman crede che la psicologia debba evolversi oltre il suo "riduzionismo" presente ed abbracciare teorie sullo sviluppo umano.

Dagli anni sessanta ha scritto, insegnato e tenuto conferenze sulla necessità di portare le terapie fuori dalle sale di consulenza e nella realtà del mondo. "La psicologia si è ridotta ad una ricerca banale ed egocentrica, egli afferma, piuttosto che ad un'esplorazione dei misteri della natura umana" ...

sabato 25 luglio 2026

Per affrontare il caos, ripartiamo dalla geopolitica

Alla fine chi comanda il mondo?
Il disordine. 

Non c’è un ordine mondiale, né vecchio né nuovo, non c’è un impero sovrastante, universale, non c’è una società delle nazioni, un luogo neutrale super partes, riconosciuto da tutti, che sia arbitro, paciere e garante in caso di gravi situazioni di crisi. Non c’è nulla che somigli a un equilibrio tra potenze o un patto che metta in salvo il pianeta su alcuni rischi che riguardano tutti.

L’impero del disordine s’intitola il fascicolo di Rinascita, l’antica testata comunista, fondata da Palmiro Togliatti nel 1944, che fu la punta di diamante del disegno di egemonia culturale del Pci, diretta poi da eminenti esponenti del Partito e poi chiusa da anni, che rinasce ora, fedele al nome ma non al vecchio Pci, con Goffredo Bettini. 
Rinascita chiama a raccolta autori e politici per capire il caos globale e come muoversi. È una sfilata di nomi che appartengono alla sinistra, fino al “progressista” Giuseppe Conte, ma con due intrusi, Pietrangelo Buttafuoco ed io, invitato a scrivere un saggio sul tema...

venerdì 26 giugno 2026

Come abbiamo smesso di vivere il Reale


di Fabrizio Perfumo

Come abbiamo smesso di vivere il reale, di Byung Chul Hann.

Byung Chul Han è uno dei pensatori più acuti dei nostri tempi, completamente immerso nell’osservazione del reale ma con il distacco di un esercizio di concentrazione ben fatto.
In questa breve sintesi cerco di restituire qualche contenuto, convinto che questo libricino prezioso possa essere fonte di ispirazione per ogni discepolo della scienza dello spirito.

* * *

Nel romanzo della scrittrice giapponese, Yoko Ogawa, – L’isola senza memoria – si racconta di un’isola senza nome nella quale le cose spariscono.
Insieme alle cose spariscono i ricordi.
Chi si mette alla ricerca dei ricordi, viene arrestato.
Anche chi conserva segretamente gli oggetti, viene rintracciato e ucciso.
Gli esseri umani vivono nell’inverno infinito dell’oblio e della perdita.
Nel nostro reale, la distopia è differente: non c’è una Polizia che ci sottrae oggetti e ricordi. E’ piuttosto l’ebbrezza di informazioni a farli sparire ....

giovedì 2 ottobre 2025

Cronocidio: come la tecnocrazia sta cancellando il passato, il presente e il futuro

 di Niall McCrae

Il passato è un altro Paese, secondo la frase iniziale di L. P. Hartley in The Go-Between. Oggi potremmo dire lo stesso del presente, con il ritmo accelerato del cambiamento tecnologico e demografico.

Per quanto riguarda il futuro, quale fiducia e certezza possiamo avere per i nostri figli e nipoti?

I Paesi potrebbero non esistere più in alcuna forma riconoscibile mentre un nuovo ordine mondiale si consolida, ma non sono solo i confini a essere smantellati. Quando Francis Fukuyama dichiarò la “fine della storia” con la caduta del comunismo, forse stava inavvertitamente preparando il terreno per l'impatto più drammatico dei globalisti sull'umanità: la cancellazione del tempo. Come ammonisce David Fleming, la cui filosofia del continuismo offre una logica unificante per preservare l'umanità dall'assalto tecnocratico, il “cronocidio” è una strategia.

In quanto animali sociali, gli esseri umani creano la società. Nel corso delle generazioni ogni comunità stabilisce e mantiene i propri costumi, credenze, ruoli e relazioni. Mentre gli umanisti ideologicamente progressisti sottolineano che abbiamo più cose in comune delle nostre differenze di razza, religione o regione, una persona di una cultura non può trasferirsi in un luogo di cultura diversa e aspettarsi che la vita continui normalmente...

sabato 21 giugno 2025

Storia della prostituzione


Quando è nata la prostituzione? Dove? Perché? Le professioniste dell’amore sono presenti in ogni epoca, ma con ruoli e status sociale sempre diversi e spesso sorprendenti.

Etèra, meretrix, cortigiana, fille galante, mantenuta, lucciola, bella di giorno, puttana... e l’elenco potrebbe continuare, fino alle escort e alle sex workers di oggi. È comunque quello che, con un eufemismo e molta maschile arroganza, chiamiamo il più antico mestiere del mondo.

Ma lo è per davvero? In realtà no, perché il concetto di prostituzione implica un contesto di rapporti economici e culturali che è estraneo all’uomo primitivo.

Osservando le nostre cugine scimmie si è portati però a credere che la prostituzione abbia, in un certo senso, basi biologiche. Fra gli scimpanzé pigmei dell’Africa Centrale, per esempio, le femmine si concedono ai maschi in cambio di frutti e altre leccornie. Perché lo fanno?

Dovendo sostenere per anni il mantenimento di cuccioli, la natura impone loro di selezionare maschi che “pagano”, cioè aiutano a mantenere i piccoli. E i doni finiscono per essere desiderati da queste scimmie anche in assenza di piccoli da mantenere...

giovedì 28 dicembre 2023

La cultura della paura

di Álvaro Cuadra

I media globalizzati, in quest'era di iper industria culturale, sono responsabili della costruzione di un immaginario globale, rivolto principalmente al controllo sociale. 

I media planetari fabbricano il presente dell'umanità "dal vivo e in diretta", perché come tutti sappiamo, esiste solo ciò che viene messo sugli schermi di tutto il mondo. 
Il fine ultimo delle grandi catene internazionali, non è quello di informare, ma di servire i governi e le grandi aziende per gestire e regolare il flusso di informazioni. Le immagini diffuse dai media e riprodotte all'infinito in ogni angolo della terra, con pochissime eccezioni, sono basate sulla paura.

Tutta l'umanità è sottoposta ad uno stato di tensione derivante da minacce, reali o immaginarie, che infondono i mezzi di comunicazione.

Che si tratti di una crisi economica del capitalismo globale, un attacco terroristico o di una catastrofe ambientale o della penultima guerra in Medio Oriente, ogni notiziari globale è una "performance di terrore"...

lunedì 10 luglio 2023

Il Sipario del Grande Silenzio

 di Silvano Agosti

Piccolo saggio che ho pensato fosse indispensabile per sconfiggere un atteggiamento ottuso e spietato delle attuale forze lavoro della cultura di Stato.

A parte che l’infinito sforzo del potere consiste nell’arginare una naturale caratteristica della natura di rendere felici tutti gli esseri viventi che ci sono sul pianeta cioè, di suo, la natura è lì per rendere felici gli esseri umani, per rispettarli.

Invece il potere fa proprio uno sforzo enorme per renderli tutti infelici, tutti contratti, per farli morire, soprattutto per non farli vivere.

E questo sforzo gigantesco, patetico, che comporta gli eserciti, le galere, le scuole, le convivenze coatte in queste gabbie che sono bicamere, tricamere, quadri-camere, cento camere chiusi con decine di antifurti, questa abiezione patetica che secondo me schiude oltre l’azzurro del cielo un immenso sorriso, di compassione da parte dell’universo rispetto a questa patetica commedia, per questo io ho parlato di sipario, il sipario è chiuso sopra un silenzio assoluto, di che cosa?

Che attualmente l’umanità sta vivendo il suo momento più felice, straordinario, come si prevedeva negli anni 80, cioè è finalmente liberata dall’obbligo del lavoro, non dal lavoro, il lavoro fa parte della creatività, è una cosa fantastica se non dura più di due ore al giorno!

È l’obbligo che sta tramontando, gli obblighi, quello di andare in guerra, di andare a scuola, l’obbligo di lavorare 9 ore al giorno, insomma, è il tramonto degli obblighi, quindi è una età felice, perché?
Perché le macchine non scioperano, non si ammalano, nessuno è crudele imponendo a una macchina di lavorare le sue venti ore al giorno, certo 4 ore, un po’ di riposo ha bisogno anche la macchina...

giovedì 9 marzo 2023

Cultura e Intelligenza

 di Alessandro Montanelli

Sono sicuro che ognuno a cui chiedessi la differenza mi direbbe che sono due argomenti che sono totalmente slegati e l’esperienza di ogni giorno ce lo insegna.

Sui banchi di scuola ci viene insegnato che la cultura ci renderà liberi e che il migliore deve essere quello con il bagaglio culturale più pesante possibile. Del resto non è anche l’ultimo vanto che rimane a noi italiani di fronte al mondo?

Nessun paese vanta il nostro patrimonio artistico e letterario.

Il problema del nostro sistema scolastico è che non ci fornisce i mezzi per far fruttare quella cultura tanto sbandierata.

Troppe volte si esce da superiori e ancor più dall’università conoscendo la teoria senza aver idea di come sia diversa la pratica, che è un po’ come sapere perfettamente come si monta la libreria Billy dell’Ikea senza aver mai provato a montarla. Fidatevi che c’è una bella differenza, anche se avrete imparato a leggere le istruzioni in finlandese...

domenica 27 novembre 2022

Chi vuol sapere troppo non conosce mai niente

 di Gianni Tirelli

Questo nuovo e singolare popolo del WEB, buona parte del quale sonnecchiava da sempre ai margini di un analfabetismo culturale cronico e ben lontano così dal produrre seri danni alla società – ieri con la televisione e oggi con l’interazione mediatica della Rete, sta dando fondo ad ogni sorta di isteria intellettuale, in ragione di una apparente visibilità insperata. 

Così, investito di un tale, magnanima concessione e sull’onda di una lancinante e da troppo tempo repressa frustrazione da isolamento, si concede spudoratamente a disinvolte conclusioni ed empirici giudizi critici (nel merito di questioni così al di fuori dalla portata, di chiunque sia in possesso di una discreta dose di ragionevolezza e senso del limite), da sconfinare nel delirio di una onnipotenza da ultras da stadio di calcio.

Ignoranti si era e ignoranti si rimane! L’astratta illusione di potere riscattare la nostra condizione di subalternità con l’accesso di massa ai mezzi di comunicazione è una mera congettura che oggi i fatti avallano tale in maniera inopinabile.

Così, ad un tratto, questa folla di pappagalli “del copia e incolla” folgorati sulla via di Damasco, come illuminati a cui è stata conferita la missione di decidere le sorti e la salvezza dell’umanità e del mondo, si prodigano dentro un sistematico quanto sterile chiacchiericcio globale, volto a volere suffragare e ufficializzare le tesi più bizzarre, e le conclusioni più azzardate ...

lunedì 14 novembre 2022

Contatto con la natura, cene tra amici e atmosfere soffuse: il Koselig, la filosofia norvegese per godersi l'inverno

Per molte persone, l'inverno è un periodo difficile. 
Il freddo e il buio si accompagnano ad un calo del tono dell'umore, e ad una difficoltà ad affrontare il quotidiano mentre i giorni si fanno più corti e le notti si fanno più gelide. 

Non è un caso che, fin dai tempi antichi, nel momento più oscuro che corrisponde al solstizio d'inverno, tradizioni come quella dei Saturnalia (e poi quella del Natale) cerchino di portare un po' di luce con feste e scambi di regali.

I norvegesi, però, hanno un altro modo per affrontare l'inverno. Si chiama koselig, e non ha una traduzione letterale. 

Si tratta di una filosofia che permette di avere un approccio positivo alla stagione invernale, passando molto tempo all'aria aperta nonostante le temperature basse e cercando di stare in compagnia. "Non è questione di cattivo tempo, ma di cattivi vestiti" reciterebbe un vecchio adagio norvegese ...

mercoledì 19 ottobre 2022

Le ibridazioni tra Homo sapiens e Neanderthal erano frequenti anche in Europa

Si accumulano sempre più evidenze del fatto che Homo sapiens, dopo essere uscito dall’Africa tra 60.000 e 80.000 anni fa, si sia ibridato con i Neanderthal, una popolazione ominina che già abitava l’Eurasia.

Due modi diversi di essere umani che si sono incrociati e hanno lasciato discendenza: in media, il 2% del DNA di tutti gli esseri umani non africani di oggi è materiale genetico un tempo appartenuto ai Neanderthal e da loro ereditato.

Finora si sapeva che sapiens e Neanderthal si sono incontrati e accoppiati, scambiandosi geni, in Medio Oriente tra i 50.000 e i 60.000 anni fa. Eravamo anche a conoscenza di due sapiens euroasiatici che avevano avuto nel proprio albero genealogico almeno un Neanderthal: uno è vissuto nell’attuale Romania (Peștera cu Oase) tra i 37.000 e i 42.000 anni fa e l’altro in Siberia (Ust’-Ishim) circa 45.000 anni fa.

Ora due nuovi lavori, uno pubblicato su Nature e uno su Nature Ecology and Evolution, riportano almeno due novità molto importanti ...

domenica 16 ottobre 2022

Prepararsi alla Grande Estinzione con la narrativa dell’antropocene

 
di Andrea Viscusi

La narrativa dell’antropocene incarna il mutamento di sensibilità che la letteratura sta attuando per raccontare il presente sempre più in bilico della società.
Crisi climatica, gentrificazione, scarsità di risorse, migrazioni, divario economico, estinzioni di massa: sono tutti temi non proprio rassicuranti con i quali negli ultimi anni stiamo acquisendo nostro malgrado sempre più familiarità. Mentre il mondo sembra avviarsi verso uno dei periodi più complessi della storia, la letteratura cerca di stare al passo, e lo fa con la narrativa dell’antropocene.

Benvenuti nell’antropocene

Ma prima di parlare della narrativa dell’antropocene, dovremmo capire cos’è l’antropocene. Il termine è stato coniato per la prima volta negli anni ’80 e viene solitamente attribuito al biologo Eugene Stoermer, però in realtà veniva informalmente usato già dalla metà degli anni Settanta. 
L’antropocene è definito come l’attuale era geologica del pianeta Terra, in cui tutti i mutamenti ambientali più evidenti sono causati in maniera diretta o indiretta dalle attività dell’uomo ...

domenica 3 luglio 2022

La dittatura della mediocrazia

 di Domenico Ercoli

L’evoluzione della specie umana affonda le radici nell’homo habilis, ovvero il pre-uomo capace di scegliere i materiali per costruire utensili e metterli assieme per creare oggetti secondo necessità; poi (con dei salti evoluzionistici) è sopraggiunto l’homo erectus, che sapeva usare amigdale, scavare radici e tagliare pelli; ancora, nel mondo è approdato l’homo neanderthalensis, in grado di accendere fuochi, e infine l’homo sapiens, piuttosto simile all’uomo moderno. 
Anzi, in alcuni casi forse perfino superiore. 

Quanto scritto sopra serve a ricordare che, nonostante le evoluzioni della specie, che costituiscono tutt’oggi il mistero e la bellezza dell’essere umano, contemporaneamente è sorto un nuovo genere: l’homo mediocris. 

L’uomo medio, l’individuo galleggiante, incolore, che non sfida le onde e neppure si lascia definitivamente andare in loro balìa. Vive secondo i costumi altrui, i dettami degli altri e aspira ad essere se stesso. Ossia, aspira alla mediocrità ...

sabato 28 maggio 2022

Il senso di colpa

 di Vincenzo Bilotta

Il senso di colpa è un'emozione fondamentale che un essere umano prima o poi si trova a provare. 
 
Quante volte ci siamo sentiti in colpa? Tante! Ci si può sentire in colpa per le cose non dette o non fatte. Ci si può sentire in colpa, inoltre, anche quando si pensa di non avere fatto abbastanza per una determinata persona cara che è poi venuta a mancare.

Chi si sente in colpa pensa di non essere stato adeguato alle situazioni che ha vissuto e soffre perchè avrebbe dovuto tenere, a suo avviso, un comportamento diverso da quello che è stato invece capace di avere. Ma da cosa nasce il concetto di colpa? La sua matrice è sicuramente di stampo religioso. Infatti, secondo la religione cristiana noi nasciamo colpevoli (di essere nati?) e man mano che andiamo crescendo diventiamo peccatori.

Fin da piccoli ci viene instillato il concetto di colpa sia da i nostri genitori che dagli educatori che "subiamo" nel corso della nostra formazione fisica ed intellettuale.

Chiunque è pronto a rimproverarci quando facciamo qualcosa che, a suo avviso, non va bene e per ciò stesso veniamo messi in punizione. Ciò ci farà crescere delle persone insicure e piene di paura di sbagliare o di non fare mai abbastanza per compiacere gli altri ...

martedì 26 aprile 2022

Aggressività e guerra sono genetiche o culturali?

Aggressività e guerra sono genetiche o culturali? L’aggressività che culmina nel fenomeno socio-politico della guerra è un prodotto della ereditarietà umana come gli altri istinti oppure è un portato “storico” della cultura?

di Francesco Lamendola

L’aggressività umana, che culmina nel fenomeno socio-politico della guerra, è un prodotto della ereditarietà umana, come lo sono tutti gli altri istinti, oppure è un portato “storico” della cultura, cioè derivante non dalla natura umana in quanto tale, ma dalle scelte individuali o collettive, relativamente libere e consapevoli?

Questa è la domanda che si fa il lettore di due opere abbastanza recenti, ma già considerate dei classici nell’ambito dell’antropologia, mettendole a confronto nelle loro opposte tesi: parliamo de «Il cosiddetto male», del celebre etologo austriaco Konrad Lorenz, apparso nel 1963 e dedicato al tema dell’aggressività intraspecifica, e di «Origini», del paleontologo keniano di origine britannica Richard E. Leakey (figlio del celebre Louis Leakey, sostenitore della tesi che il genere Homo sia nato in Africa orientale), scritto, quest’ultimo, in collaborazione con un redattore della rivista «New Scientist», il giornalista inglese Roger Lewin, nel quale si effettua una carrellata sull’insieme dell’evoluzione umana - gli autori sono evoluzionisti darwiniani che danno per scontata la natura di certezza, e non di ipotesi, della teoria evoluzionista - che culmina niente meno che in un tentativo di previsione delle sorti future del genere umano ...

giovedì 17 febbraio 2022

Perché l'Occidente sta lentamente perdendo le libertà civili

Ripropongo un articolo del 2014.
Buona (ri)lettura.

di W. de Gruijter

I politici che da entrambe le sponde dell'Atlantico cavalcano l'immagine dei duri e puri nei confronti del crimine e del terrorismo, ufficialmente mossi da un impulso idealistico umanistico - stanno facendo leva su una serie di punti cardine capaci di disturbare il pensiero critico della gente.

In qualche modo sembra che noialtri, il popolo, abbiamo smarrito il bandolo della matassa.

Ci sono quattro motivi principali che ci stanno inducendo a rinunciare ai nostri diritti civili per i quali un tempo combattemmo duramente.

Molti paesi occidentali - come la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna gli Stati Uniti ed i Paesi Bassi - hanno sperimentato negli ultimi anni un aumento esponenziale della sorveglianza tecnologica e una netta riduzione delle facoltà di controllo parlamentare e giudiziario sulla polizia di stato ed i servizi segreti ...

giovedì 2 dicembre 2021

“La grande marcia della distruzione intellettuale”: il primato della persona contro l’omologazione

 

Un' analisi della dott.ssa Maria Cristina Arpaia, psicoterapeuta

Porre domande, verificare quanto le viene imposto come definizione non è un atto di disobbedienza, bensì il modo normale di funzionare della mente umana, è il modo sano di procedere della ragione. 

La mente è in un certo senso eretica, ha una connaturata funzione di deiezione della impostura. Il vero fascismo è questa omologazione che può potenzialmente distruggere la singolarità dell’identità personale. 
Ciò che conta è il primato della persona rispetto alle categorie (società, stato, ecologia, ecc.)

“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo”, così scriveva G. K. Chesterton in uno dei suoi articoli per il Daily News, raccolti poi, nel 1905, nel saggio “Eretici” (Piemme, 1998). 

Nel leggere le pagine dei quotidiani negli ultimi mesi, forse in maniera ancor più evidente nell’ultimo anno e mezzo di pandemia Covid, colpisce la confusione nella comunicazione, la divisione ed esacerbazione degli animi, la distorsione cognitiva sui significati da attribuire alle informazioni ...

venerdì 3 settembre 2021

Educazione spirituale, questa sconosciuta

di Silvia Raffaella Formìa

Tutti sappiamo quanto è importante ricevere una "buona educazione". Questo può voler dire molte cose: essere ben educato per un bambino significa in genere ricevere delle istruzioni di base sulle formalità che regolano la corretta convivenza con gli altri esseri umani, a seconda del luogo in cui si nasce. Infatti, a seconda della cultura alla quale si viene educati, i parametri di cosa sia accettabile e cosa no, possono variare sensibilmente. Un esempio è quello dell'abitudine di ruttare a tavola: mentre in Occidente è considerato ampiamente disdicevole e segno di pessime maniere, in Giappone, al contrario, è segno di aver gradito il pasto e chi non lo fa è considerato estremamente sgarbato nei confronti dell'ospite che lo ha invitato.

L'educazione inoltre è quella che si riceve a scuola. Al bambino viene insegnato a leggere, scrivere e fare di conto, gli vengono impartite negli anni lezioni di tutte le materie che nella nostra società vengono considerate importanti per muoversi nel mondo, selezionate in base all'importanza che ogni cultura darà a questa o a quella materia. Un esempio: ho vissuto in Brasile diversi anni e in quel Paese la geografia viene insegnata tenendo conto quasi esclusivamente del continente americano. 

Parlando con un bambino di 12 o 13 anni questi mi chiese come ero arrivata lì dall'Italia. Io ovviamente risposi in aereo. Lui ne fu molto stupito e mi chiese per quale motivo non fossi arrivata in auto. Gli dissi che non era possibile arrivare in auto, c'era di mezzo un Oceano. Allora lui mi rispose che era convinto che ci fosse un ponte autostradale che collegava i due Continenti. Questo è solo un esempio (ovviamente non intendo sminuire la cultura impartita in nessun Paese) che fa capire quanto le lezioni selezionate in diverse zone del mondo possano falsare o mutare o distorcere il concetto di "realtà" ...

sabato 12 giugno 2021

Parlare due o più lingue - Gli effetti sulla personalità

Poliglotti come camaleonti: "Se parlano un'altra lingua cambiano personalità"

Secondo una tesi pubblicata sul giornale The Economist le persone cambiano atteggiamento a seconda del linguaggio parlato. E uno studio pubblicato su Neurology: il multilinguismo allontana il rischio di demenza.

POLIGLOTTI simili a camaleonti. Pronti a cambiare personalità quando parlano in un'altra lingua. Assumendo così di volta in volta toni e atteggiamenti diversi.
E' l'altra faccia del bilinguismo.

Persone che saltano da un linguaggio all'altro e come Zelig, nel film di Woody Allen, si trasformano. Assorbendo completamente un'altra cultura si plasmano. Fino a modificare la loro visione del mondo. E' il semplice fatto di esprimersi in un idioma diverso da quello imparato da bambino, a far emergere aspetti nuovi del proprio carattere.

A raccogliere le voci di una serie di esperti che sostiene la tesi del 'multilinguismo camaleontico' è il giornale The Economist, che da tempo ha dato vita anche a un blog sul linguaggio. 
Si chiama Johnson, in onore dell'autore del dizionario inglese Samuel Johnson ...

mercoledì 27 gennaio 2021

Simbologia delle Tre Scimmie

 “L’uomo è ciò che mangia.”
- Ludwig Feuerbach -


di R. Cassaro

Il reale significato della sacra icona delle Tre Scimmie Sagge (note anche come le Tre Scimmie Mistiche) è stato volutamente occultato da chi manipola il linguaggio e la cultura.

La verità nascosta nel secolare proverbio: "Non guardare il male, non udire il male, non dire il male" è infatti in grado di alimentare la coscienza in modi inimmaginabili. 
In questo articolo riscopriremo l'autentico significato dell'icona, e vedremo perché qualcuno si sia tanto adoperato per nasconderlo.

Se siete convinti di conoscere il significato del simbolo delle Tre Scimmie Sagge, probabilmente dovrete ricredervi. 

Il Potere (cioè l'insieme di coloro che controllano la cultura ed i media) ci induce a pensare che si tratti di un'esortazione a farsi gli affari propri (non vedo, non sento, non parlo), cioè ignorare la cattiva condotta altrui anziché stigmatizzarla e denunciarla ...