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domenica 12 luglio 2026

Il cervello funziona come un muscolo

di Mattia Franzoni

Come il muscolo odia la fatica, così la mente odia la complessità. 

È una legge quasi biologica: il nostro cervello, lasciato a briglia sciolta, cerca sempre la via di minor resistenza. 

Ecco perché, quando scorriamo la bacheca e vediamo un post spensierato, una battuta, un video virale, ci tuffiamo a capofitto con avidità. 

Ma se appare un contenuto che richiede uno sforzo, un ragionamento, un minimo di profondità, scattiamo via d'istinto, quasi fosse una minaccia.

Non è una colpa individuale, è pigrizia cognitiva. 

Il problema è quando questa dinamica diventa il principio su cui si costruisce l'intera offerta culturale... 

domenica 5 aprile 2026

Perché i guru della Silicon Valley vietano gli smartphone ai figli

Il grido d’allarme di Pellai: “Il digitale sta rubando l’infanzia, ecco come salvarla”

Lo psicoterapeuta Alberto Pellai, durante un incontro pubblico, affronta un tema cruciale: il conflitto tra la velocità del mondo digitale e il bisogno di lentezza nell’apprendimento infantile.

Il mantra del mondo brutto è ‘sbrigati, corri, intreccia’“, sottolinea, evidenziando come bambini, per natura, operino secondo un ritmo lento, essenziale per costruire relazioni solide. 
La fretta, invece, compromette elementi fondamentali come lo sguardo, la prossimità fisica e la mediazione verbale. 

Un esempio emblematico è l’abbandono del vocabolario cartaceo, sostituito dai motori di ricerca: sebbene questi ultimi siano più rapidi, privano i bambini del processo di scoperta attiva, fondamentale per lo sviluppo cognitivo...

venerdì 27 febbraio 2026

E se l'universo fosse un grande organismo vivente?

 
Dal microbo più piccolo al mammifero più grande, l’uomo è convinto di riuscire a riconoscere la vita.
Ma potrebbe esistere anche su scala molto più grande, diciamo a “livello cosmico”, in cui i pianeti fungono da cellule e i buchi neri da DNA dello spazio? I segreti del cosmo potrebbero risiedere nella biologia invece che nella fisica? Insomma, l’Universo è vivo?

Cosa rende vivo un organismo? Cosa ci rende diversi da un sasso o da un robot? È il battito del cuore? Sono i pensieri che abitano la nostra mente? O per il fatto che nasciamo, cresciamo e moriamo? Alcuni scienziati hanno pensato che potremmo condividere questi aspetti con qualcosa di molto più grande: è possibile che l’intero cosmo sia un unico organismo vivente, nel quale viviamo e ci muoviamo?

Tutta la vita può essere fatta risalire ai pochi organismi unicellulari che esistevano nell’Archeano. Oggi, dopo circa 4 miliardi di anni, ci troviamo a condividere il pianeta con elefanti, balene e altre 8 milioni di specie eucariotiche.
Chiaramente, tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta sono interconnessi, tanto da far pensare di essere tutti parte di un unico organismo vivente. Siamo come le centinaia di diversi tipi di cellule del nostro corpo che costantemente muoiono e si rinnovano? Facciamo parte di un organismo complesso più grande di noi? ...

lunedì 16 febbraio 2026

Kim Peek, l’ispiratore del film “Rain man”

Riusciva a leggere due pagine alla volta. Una con l’occhio sinistro, l’altra con il destro.
E memorizzava quasi tutto.

Quando Kim Peek nacque l’11 novembre 1951, i medici furono categorici. Il suo cranio era troppo grande. 

Gli esami mostrarono gravi anomalie: gli mancava il corpo calloso, il ponte di fibre nervose che collega i due emisferi cerebrali. Senza quella struttura, dissero, non avrebbe mai camminato normalmente, parlato in modo adeguato né vissuto in autonomia. Consigliarono ai genitori di ricoverarlo in un istituto.
Suo padre, Fran, rispose con una sola parola: no.

Lo portò a casa e iniziò a crescere quel bambino che il mondo aveva già archiviato come «irrecuperabile».
A tre anni, mentre altri imparavano l’alfabeto, Kim ascoltava suo padre leggere un libro e il giorno dopo lo ripeteva parola per parola. 
Non solo la storia: ogni frase, ogni numero di pagina, ogni dettaglio. Se gli si chiedeva di recitarlo al contrario, lo faceva...

martedì 26 agosto 2025

Un pacemaker cerebrale per sconfiggere la depressione

Uscire dalla depressione è possibile grazie a un "pacemaker" impiantato nel cervello. 

Il dispositivo per la stimolazione elettrica cerebrale – realizzato da un gruppo di neuroscienziati dell’Università del Minnesota, negli Stati Uniti – ha restituito calma e concentrazione a un paziente dopo trent’anni di trattamenti falliti. 

L’uomo, 44 anni, afflitto dall’età di 13 da depressione maggiore faceva uso dei farmaci che non avevano risolto nulla. 

Non solo. Inefficaci si erano rivelati anche psicoterapia e terapia elettroconvulsivante (elettroshock) – ossia una stimolazione elettrica del cervello in anestesia generale e con impulsi ultrabrevi, utilizzata con efficacia in psichiatria contro le forme gravi e resistenti di depressione. 

Poi la svolta...
(www.fnob.it)

domenica 1 giugno 2025

Black Mirror voleva metterci in guardia? Il pericolo delle neurotecnologie

 

Black Mirror utilizza il tema della Neurotecnologia per esporre il suo potenziale impatto sulla condizione umana, evidenziando rischi di controllo, alienazione, perdita di privacy e disumanizzazione. 

La neurotecnologia è un aspetto centrale e ricorrente in Black Mirror, usato per costruire narrazioni che mettono in guardia sulle possibili derive di un futuro dominato da tecnologie invasive e pervasive.

Questa lettera aperta sulle neurotecnologie e il loro potenziale impatto sulla libertà umana e la democrazia pone problemi molto gravi. Emerge la duplice natura di queste tecnologie: da un lato, il loro potenziale per scoperte mediche e scientifiche (come il trattamento di disturbi neurologici); dall’altro, il rischio e la probabilità reale di un uso che minaccia i diritti umani fondamentali. 
La capacità di registrare e potenzialmente manipolare l’attività cerebrale, anche a distanza, solleva interrogativi inquietanti sul libero arbitrio, la dignità e la privacy dei pensieri più intimi di un individuo. L’idea che queste tecnologie possano essere usate per condizionare opinioni e processi decisionali, anche senza il consenso o la conoscenza dell’individuo, è un aspetto particolarmente allarmante che potrebbe portare a nuove forme di totalitarismo. 
Molte di queste tecnologie sono classificate ... 

martedì 14 gennaio 2025

Lavaggio del cervello: mito o realtà?


Il lavaggio del cervello è una strategia per manipolare la mente umana. Usa tecniche specifiche, applicate sistematicamente per la prima volta durante la Rivoluzione culturale cinese e copiate poi da quasi tutte le potenze mondiali.

Una persona si converte a una religione o entra in una determinata setta e, all’improvviso, è come se fosse un’altra. 
Non pensa, non agisce, né sente come prima. 
In questi casi, dai giornali alla gente comune, si sente parlare di lavaggio del cervello. 
La verità è che questo fenomeno esiste e funziona attraverso protocolli ben definiti.

Fin dagli anni Cinquanta si è parlato di lavaggio del cervello, anche se i tentativi di manipolare la mente umana sono iniziati molto tempo prima. Tuttavia, fino a quel momento, non era stato definito e descritto un vero e proprio metodo per “riprogrammare” la mente delle persone in modo continuato ed efficace.

Il termine lavaggio del cervello venne usato per la prima volta dal giornalista (e agente della CIA) Edward Hunter nel 1950. Dopo di lui, fu un tema ricorrente in grandi romanzi, come 1984 di George Orwell, o di film, come L’uovo del serpente di Ingmar Bergman del 1977. L’uso romanzato di questo termine ha portato molte persone a pensare che si trattasse di un’invenzione della fantasia. Ma non è così.

“Isolamento, controllo, incertezza, ripetizione del messaggio e manipolazione emotiva sono tecniche usate per il lavaggio del cervello.” ...

giovedì 5 dicembre 2024

Il segreto del tuo cuore: ha un suo sistema nervoso

Gli scienziati hanno identificato diversi tipi di neuroni nel cuore, ciascuno con funzioni specifiche, tra cui un gruppo di neuroni dotati di proprietà "pacemaker".
Questa scoperta sfida le teorie attuali sul controllo del battito cardiaco e potrebbe avere implicazioni cliniche rilevanti.

Un team di ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia e della Columbia University negli Stati Uniti ha scoperto che il cuore possiede un proprio sistema nervoso, una sorta di ‘mini-cervello’ capace di controllare il battito cardiaco. 
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, apre nuove prospettive per il trattamento delle malattie cardiache.

Fino a oggi si pensava che il cuore fosse controllato esclusivamente dal sistema nervoso autonomo, che trasmette segnali dal cervello

Tuttavia, i ricercatori hanno rivelato che il cuore dispone di un proprio complesso sistema nervoso incorporato negli strati superficiali della sua parete. 
Questo sistema, a lungo considerato una semplice rete di trasmissione, ha dimostrato di svolgere un ruolo avanzato e fondamentale nella regolazione del battito cardiaco ...

sabato 9 marzo 2024

Perché non siamo il nostro cervello

In questo libro genialmente semplice e illuminante, nella migliore tradizione scientifica americana, il filosofo e neuroscienziato Alva Noë mostra l’irriducibilità della coscienza a mero epifenomeno del cervello. 

Dall’Introduzione:

"Il nostro problema consiste nel fatto che abbiamo cercato la coscienza dove non c’è. Dovremmo invece cercarla là dove essa si trova. La coscienza non è qualcosa che accade dentro di noi. Piuttosto, è qualcosa che facciamo o creiamo. Meglio: è qualcosa che realizziamo. La coscienza assomiglia più alla danza che alla digestione."

Lo scopo di questo volume è convincervi di ciò. Voglio anche mostrarvi che quanto sostengo è quello che ci insegna un genuino approccio biologico allo studio della mente e della natura umana.

L’idea che l’unica indagine propriamente scientifica della coscienza sarebbe quella che la identifica con eventi nel sistema nervoso è frutto di un riduzionismo ormai datato ...

giovedì 15 febbraio 2024

Il «piccolo cervello» contenuto nel cuore

 
Nel 1991 una scoperta scientifica pubblicata in un articolo sottoposto a revisione paritaria mise a tacere qualunque residuo di dubbio sul variegato ruolo del cuore all’interno del corpo. Il nome della rivista ci fornisce un indizio riguardo alla scoperta: «Neurocardiology».

Tutto è incentrato sull’intimo rapporto che collega fra loro il nostro cuore e il nostro cervello.

La scoperta descriveva questo potente rapporto, che in passato era stato ignorato. Una squadra di scienziati, diretta dal dottor J. Andrew Armour dell’Università di Montreal, aveva scoperto che circa 40.000 neuroni specializzati, denominati neuriti sensori, formano una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso

Per chiarezza, il termine neurone descrive una cellula specializzata che può venire sollecitata (stimolata elettricamente) in modo tale da permetterle di condividere informazioni con altre cellule del corpo. 

Nonostante un vasto numero di neuroni sia ovviamente concentrato nel cervello e lungo il midollo spinale, la scoperta di queste cellule all’interno del cuore, e in minor numero all’interno di altri organi, permette una nuova comprensione del livello di comunicazione vigente in tutto il corpo ...

sabato 29 luglio 2023

Sempre più tonti: prove scientifiche che la gente sta diventando “più stupida”

 di Michael Snyder

La gente è più stupida di una volta? Le generazioni precedenti erano più acute di noi? 

Forse è da un po’ che sospettate che la gente stia diventando più stupida, ma ora in effetti abbiamo prove scientifiche che dimostrano che è proprio così.

Come leggerete di seguito, i quozienti intellettivi medi stanno diminuendo in tutto il mondo, i punteggi dei test scolastici statunitensi sono in declino da decenni, e gli scienziati hanno perfino scoperto che i nostri cervelli nel tempo sono diventati più piccoli.

Perciò se in alcuni giorni vi sembra di svegliarvi nel bel mezzo del film “Idiocrazia”, forse non siete molto lontani dalla realtà. 

Molti ingredienti del nostro cibo-spazzatura non beneficiano lo sviluppo celebrale, il nostro sistema educativo è una barzelletta totale, e la maggioranza degli americani sono assolutamente dipendenti da fatui intrattenimenti...

sabato 22 luglio 2023

Ricordi collettivi, ma falsi. Cos'è "l'effetto Mandela"?

Si chiama “effetto Mandela”, e viene spiegato con la nostra suggestionabilità, i meccanismi neuronali e, addirittura con la fisica quantistica.

di Caitlin Aamodt

Vi fidereste di un vago ricordo che sentite reale come tutti gli altri e che, per di più, ricordano anche altre persone? E cosa succederebbe se questo si rivelasse falso? Questo fenomeno è stato chiamato “effetto Mandela”.

Il nome viene dall’autoproclamatasi “consulente paranormale” Fiona Broome, dopo che ha scoperto che altre persone hanno condiviso un suo (falso) ricordo dove il leader dei diritti civili sudafricano Nelson Mandela, muore in carcere nel 1980.

Un ricordo condiviso che si dimostra falso è tale a causa di un errore della “Matrix” in cui siamo immersi o c’è qualche altra spiegazione? 
La Broome lo spiega attraverso l’interpretazione della meccanica quantistica detta dei “molti mondi” o del “multiverso”. Quando non sono osservati direttamente, gli elettroni e le altre particelle subatomiche si diffrangono come onde, per comportarsi come particelle solo quando viene effettuata una misurazione...

lunedì 24 aprile 2023

Il «piccolo cervello» contenuto nel cuore

Nel 1991 una scoperta scientifica pubblicata in un articolo sottoposto a revisione paritaria mise a tacere qualunque residuo di dubbio sul variegato ruolo del cuore all’interno del corpo. 

Il nome della rivista ci fornisce un indizio riguardo alla scoperta: «Neurocardiology».

Tutto è incentrato sull’intimo rapporto che collega fra loro il nostro cuore e il nostro cervello.
La scoperta descriveva questo potente rapporto, che in passato era stato ignorato. Una squadra di scienziati, diretta dal dottor J. Andrew Armour dell’Università di Montreal, aveva scoperto che circa 40.000 neuroni specializzati, denominati neuriti sensori, formano una rete di comunicazione all’interno del cuore stesso. 

Per chiarezza, il termine neurone descrive una cellula specializzata che può venire sollecitata (stimolata elettricamente) in modo tale da permetterle di condividere informazioni con altre cellule del corpo. 
Nonostante un vasto numero di neuroni sia ovviamente concentrato nel cervello e lungo il midollo spinale, la scoperta di queste cellule all’interno del cuore, e in minor numero all’interno di altri organi, permette una nuova comprensione del livello di comunicazione vigente in tutto il corpo ...

giovedì 20 aprile 2023

Lo stato Theta e le onde cerebrali

Nello stato mentale Theta puoi creare ogni cosa e cambiare la realtà istantaneamente.

COS'È LO STATO THETA?

Esistono cinque principali frequenze nelle onde cerebrali: Beta, Alpha, Theta Delta e Gamma. Queste onde cerebrali sono in movimento costante; il cervello produce compatibilmente onde in tutte le frequenze.

Ogni cosa che fai o che dici è regolata dalla frequenza delle onde cerebrali. Quando parliamo con gli altri, ad esempio, la nostra mente è in Beta.
L'onda Beta ha una frequenza di 14-28 cicli al secondo. Beta è lo stato in cui sei attivo e all'erta.

In uno stato Alpha, le tue onde cerebrali si muovono ad una frequenza tra 7-14 cicli al secondo. La frequenza Alpha è quella di uno stato mentale meditativo e di profondo relax. Alpha è il ponte tra Beta e Theta. L'onda Alpha governa i sogni ad occhi aperti, il fantasticare, e denota una stato di coscienza distaccato e rilassato. 
Le persone che hanno problemi con questa frequenza avranno difficoltà nel ricordare. Per esempio, sei cosciente di un sogno particolare o di una meditazione che è stata molto profonda, ma non ti tornano in mente i particolari, vuol dire che non sono state generate le sufficienti frequenze in Alpha. 
Non avevi il ponte fra il subconscio e la mente conscia...

mercoledì 14 dicembre 2022

Danni da radiazioni elettromagnetiche

Questo articolo è stato scritto quasi 15 anni fa. Oggi i nostri smartphone saranno più sicuri? ...

Parliamo del nostro più caro amico che da una decina di anni oramai ci accompagna costantemente tutto il giorno, da un buon risveglio alla mattina sino alle coccole con dolci microonde durante la notte appoggiato lì sul comodino a fianco a noi.

Puntualmente a ritmo ciclico, escono studi e ricerche promossi ed effettuati da importanti università o centri di ricerca circa la non correlazione causata dall'uso dei cellulari e il sorgere o amplificarsi di malattie altamente degenerative. 

Per ogni piccolo ricercatore che asserisce la grande pericolosità di questi apparecchi sono pronti orde di altri ricercatori, medici(?) e studiosi pronti ad apparire sulle stampe e tv di mezzo mondo, e smentire tutto o meglio dimostrare tutto il contrario di tutto.
Se volete voi fidatevi pure di queste ricerche e finite di leggere l'articolo qui ^_^!

Io intanto riporto qui i risultati delle mie ricerche eseguite sulla rete, e mi raccomando tenete ben aperte le finestre perché alla fine dell'articolo penso che qualcuno stabilirà il record mondiale di 
lancio di un telefono cellulare dal balcone 😉 ... 

martedì 11 ottobre 2022

Quanto utilizziamo il nostro cervello?

Guardando oltre le diverse percentuali di utilizzo del cervello, la scienza concorda nell’affermare che le nostre potenzialità sono ancora in buona parte poco conosciute e sottoutilizzate.

Ciò che pochi sanno è che non riusciamo a sincronizzare naturalmente e volontariamente gli emisferi. Capita solo per brevi periodi di tempo e senza controllo da parte nostra, con il risultato di avere spesso conflitti interiori, piuttosto che accordi fra la nostra parte razionale ed emozionale!

Il nostro cervello è capace di funzionare a diverse frequenze, esprimendo capacità e prestazioni diverse. 

Purtroppo non abbiamo, naturalmente il controllo di queste modalità di funzionamento e non possiamo richiamare “a piacere” le capacità associate...

lunedì 15 agosto 2022

Le formiche si comportano come reti neurali

Secondo una nuova configurazione sperimentale, le formiche sono parallele ad altri complessi sistemi biologici come le reti di neuroni in un cervello.

Le temperature stanno aumentando e presto una colonia di formiche dovrà prendere una decisione collettiva. 

Ogni formica sente il calore che sale sotto le sue zampette, ma prosegue come al solito finché, all'improvviso, le formiche invertono la rotta. L'intero gruppo si precipita fuori all'unisono: è stata presa la decisione di evacuare. 
È quasi come se la colonia di formiche avesse una mente collettiva più grande.

Un nuovo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (1) suggerisce che in effetti, le formiche come gruppo si comportano in modo simile alle reti di neuroni in un cervello ...

martedì 17 maggio 2022

Fasi evolutive del linguaggio umano

 L'idea che abbiamo dei primitivi è fuorviante

Tendiamo a pensare all'uomo primitivo in modo errato a causa della limitatezza delle informazioni che abbiamo a disposizione; infatti, nella valutazione del grado di raffinatezza di una civiltà scomparsa, pesano sia la deteriorabilità dei materiali sia l'immaterialità delle tracce simboliche della cultura; a questo proposito scrive l'antropologo e linguista Terrence W.Deacon nel suo libro 'La specie simbolica' (p.354):

"I fattori primari che determinano cosa si rinviene e cosa va perduto a distanza di decine di migliaia, o milioni, di anni sono la deteriorabilità o la fragilità del materiale e la natura degli ambienti in cui sono stati lasciati."

In parole povere, vuol dire che gli utensili in pietra sono reperti fossili conservati, quelli in legno o cuoio no; oppure che le pitture sulle pareti delle grotte e le incisioni su pietra o avorio vengono preservate, ma non le decorazioni del corpo, i vestiti, le sculture di legno e quant'altro. 

La prevalenza dell'uso di simboli in una società, escludendo pure il linguaggio, non è nemmeno incorporata in alcun materiale, ma solo in rituali, consuetudini, e regole di vita quotidiana ...

giovedì 31 marzo 2022

Il nostro cervello può davvero creare coscienza?

di Peter Russell

La scienza occidentale ha avuto notevole successo nello spiegare il funzionamento del mondo materiale, ma quando si arriva a parlare di mondo interiore della mente, ha ben poco da dire. 
E quando si arriva a parlare di coscienza in sé, la scienza diventa stranamente silenziosa. 

Non c'è nulla nella fisica, chimica, biologia, o in qualsiasi altra scienza che possa spiegare il nostro avere un mondo interiore. Per assurdo, gli scienziati sarebbero molto più felici se la mente non esistesse. Eppure, senza le menti la scienza non esisterebbe. Questo paradosso sempre presente può spingere la scienza occidentale verso quello che Thomas Kuhn ha definito “slittamento del paradigma” - un cambiamento fondamentale nella visione del mondo.

Questo processo inizia quando il paradigma prevalente incontra un'anomalia – una osservazione che l’attuale visione del mondo non può spiegare. Per quanto riguarda il paradigma scientifico di oggi, la coscienza è sicuramente una grande anomalia. E’ il fatto più ovvio della vita: il fatto che siamo coscienti e sperimentiamo un mondo interno di immagini, sensazioni, pensieri e sentimenti. 
Eppure non c'è niente di più difficile da spiegare ...

sabato 12 marzo 2022

Sì, quando moriamo rivediamo tutta la nostra vita …

È l’unica cosa che davvero ci accomuna, che è davvero democratica. 

Non importa che lingua parliamo, dove siamo nati, quale sia il nostro stato sociale o il livello economico: la morte prima o poi arriva per tutti. 

Ma cosa accade nel momento in cui esaliamo l’ultimo respiro? Cosa succede al nostro cervello mentre lasciamo per sempre questo mondo? 
Abbiamo coscienza di noi e della vita che sta per finire? 

Domande alle quali la scienza non sa dare risposte certe, almeno finora. 

Adesso però un gruppo di ricercatori internazionali pensa di avere qualche idea più precisa grazie ai dati ricavati in modo fortuito da un paziente ...