domenica 12 luglio 2026

Il cervello funziona come un muscolo

di Mattia Franzoni

Come il muscolo odia la fatica, così la mente odia la complessità. 

È una legge quasi biologica: il nostro cervello, lasciato a briglia sciolta, cerca sempre la via di minor resistenza. 

Ecco perché, quando scorriamo la bacheca e vediamo un post spensierato, una battuta, un video virale, ci tuffiamo a capofitto con avidità. 

Ma se appare un contenuto che richiede uno sforzo, un ragionamento, un minimo di profondità, scattiamo via d'istinto, quasi fosse una minaccia.

Non è una colpa individuale, è pigrizia cognitiva. 

Il problema è quando questa dinamica diventa il principio su cui si costruisce l'intera offerta culturale... 


Accade da almeno mezzo secolo con la televisione. 

I pochi, timidi programmi culturali che resistevano nei palinsesti sono stati fatti fuori uno dopo l'altro, silenziosamente, senza proteste. Non sono stati cancellati da un decreto, ma dall'auditel. 

Li abbiamo uccisi noi, col telecomando, preferendo il comfort di un reality alla fatica di un documentario, lo sfogo emotivo di un talk show alla lentezza di una lezione. Il risultato è che oggi, in prima serata, la complessità è praticamente estinta.

E questo non è solo un cambio di gusti. È il sintomo di qualcosa di più profondo: la coscienza collettiva sta collassando. Un vero e proprio prolasso, per usare un'immagine clinica. 

Come un organo che perde la sua tensione naturale e cede verso il basso, così il nostro pensiero comune ha perso il tono necessario per sostenere il peso della realtà. Scivola verso il basso, verso il facile, verso l'istintivo. E ciò che è grave è che non fa più male, perché ormai il rilassamento è diventato lo stato normale.

Il punto non è demonizzare la leggerezza, che ha la sua dignità e la sua necessità. Ma se una mente non si allena mai allo sforzo, atrofizza. Se un corpo smette di sollevare pesi, si indebolisce. 
Se una società smette di nutrire il pensiero critico, non si accorge più del proprio prolasso. 

E quando ti accorgi di essere caduto così in basso, spesso è troppo tardi per risalire...

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