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domenica 5 aprile 2026

Perché i guru della Silicon Valley vietano gli smartphone ai figli

Il grido d’allarme di Pellai: “Il digitale sta rubando l’infanzia, ecco come salvarla”

Lo psicoterapeuta Alberto Pellai, durante un incontro pubblico, affronta un tema cruciale: il conflitto tra la velocità del mondo digitale e il bisogno di lentezza nell’apprendimento infantile.

Il mantra del mondo brutto è ‘sbrigati, corri, intreccia’“, sottolinea, evidenziando come bambini, per natura, operino secondo un ritmo lento, essenziale per costruire relazioni solide. 
La fretta, invece, compromette elementi fondamentali come lo sguardo, la prossimità fisica e la mediazione verbale. 

Un esempio emblematico è l’abbandono del vocabolario cartaceo, sostituito dai motori di ricerca: sebbene questi ultimi siano più rapidi, privano i bambini del processo di scoperta attiva, fondamentale per lo sviluppo cognitivo...

giovedì 26 marzo 2026

Come funziona il mondo? O ti fai sfruttare..o non mangi!

 Miliardi di esseri umani che si alzano al mattino senza averne alcuna voglia, forzando membra e psiche, ammalandosi di stress ed esaurimenti nervosi, per andare a fare un lavoro di merda che li renderà ancora più malati, debilitati nel cervello e nel fisico, e che arricchirà soltanto quel qualcuno che da questo ricatto (o ti fai sfruttare o non mangi), spacciato per diritto, ne ricava ogni privilegio.

In democrazia quel qualcuno privilegiato viene pure scelto dagli schiavi. Ma cosa vuole di più il capitalismo? 
Ve lo dico io cosa vuole di più: uno stato sempre più efficiente, con il servo sempre più deficiente! E ci riesce!

La schiavitù è una particolare forma di sfruttamento. Nelle società premoderne il padrone si appropria non solo del lavoro dello schiavo, ma della sua stessa vita, di cui può disporre arbitrariamente, anche al di fuori della sfera produttiva. 

La condizione servile definisce l’intera vita e l’identità dello schiavo, che deve obbedienza al padrone non solo durante le attività lavorative, ma nel corso della sua intera esistenza, a meno che non si affranchi e abbandoni il suo stato di schiavo ..

venerdì 5 settembre 2025

Costellazioni


A cosa ci serve osservare il sistema familiare?

Molti pensano che le costellazioni siano magia.

Le costellazioni familiari non sono magia, ma si basano su un concetto preciso.

È altamente probabile che all’interno della tua struttura familiare, all’interno della storia della tua famiglia, possano esserci stati importanti (o meno) traumi senza soluzione e/o anche il ripetersi di situazioni “complicate”, di cui poi tu e i tuoi discendenti ne pagate le conseguenze.
Questi traumi potrebbero anche essere banali, (permettetemi il termine).

Ma cosa è che non è banale?
È tutto il costrutto che può essere stato messo dopo: tutto il costruito, il segreto, il non detto, tutto il ricamo che ci si può creare nel tempo sopra.
Vero è che attraverso le costellazioni familiari, molto spesso, possiamo trovare anche immensi drammi, devastazioni della famiglia, violenze importanti, abusi, abbandoni che hanno tagliato in due le gambe al sistema, hanno soverchiato e invertito i ruoli.
Bambini mai nati.
Amori mai vissuti
Rancori mai sanati
Tradimenti.

Qual è quindi l’obiettivo?... 

domenica 23 marzo 2025

Riunione di famiglia

 Dlìn dlòn!
- Arrivo, arrivo, chi è che… ah sei tu, Italia.
- Bruxelles.
- T’ho detto di chiamarmi papà.
- Mamma c'è?
- Europa! È arrivata tua figlia!
- Alla buon'ora.
- Ho trovato traffico.
- Le tue sorelle son già qua da un pezzo. Dai che è pronto in tavola.
- Bruxelles non cena con noi?
- Papà deve lavorare.
- Certo che quell'uomo un sorriso ogni tanto potrebbe pure farlo…
- Perché sei qui?
- Una figlia non può più venire a trovare sua madre?
- Hai bisogno di soldi?
- No.
- Ah, s’è desta finalmente.
- Ciao Germania.
- Figurati se non ha bisogno di qualcosa, questa.
- Perché stai seduta a capotavola?
- Ragazze, non cominciamo … 

giovedì 9 gennaio 2025

Danimarca, il segreto della felicità è il fattore "Hygge"

 
5 regole per applicarlo alla propria vita ..

Da oltre 40 anni, la Danimarca risulta uno dei Paesi più felici del mondo. 

Durante il dibattito delle primarie del partito democratico di questo mese (articolo del 2015 - NdC) il candidato Bernie Sanders ha detto: "Se vogliamo rendere gli Stati Uniti un luogo più felice, dobbiamo guardare a Paesi come la Danimarca". Questo commento ha scatenato un acceso dibattito sulle politiche pubbliche della Danimarca.

Qual è il segreto del successo di questo piccolo Paese del Nord Europa? Nel nostro libro, The Danish Way of Parenting: A Guide To Raising The Happiest Kids in the World, ho esplorato la questione con il mio co-autore, psicoterapeuta danese Iben Sandahl. 
La risposta si trova nella parola danese "hygge".

Il termine risale al 19° secolo e deriva dalla parola germanica "hyggja" che significa pensare o sentirsi soddisfatti. Non ci sono traduzioni esatte di questo termine. "Accogliente" potrebbe essere un tentativo di tradurre il termine ma non è sufficiente a spiegarne in modo esaustivo il concetto ...

venerdì 6 settembre 2024

7 caratteristiche delle persone che amano stare da sole

Esistono persone che amano la solitudine e che a volte vengono fraintese, nonostante non siano persone asociali ...

Imparare a stare da soli e stare bene è un aspetto importante della nostra vita: esistono poi persone che amano particolarmente la solitudine e che a volte, proprio per questa loro caratteristica, vengono fraintese ma che in realtà non sono per forza persone solitarie o asociali.

Imparare a stare da soli

Anche se l'essere umano è un essere sociale per natura, è importante imparare a stare da soli. Trascorriamo gran parte del nostro tempo in compagnia di altre persone, principalmente durante il tempo libero. Per questo motivo, molte persone non si sentono a proprio agio andando al cinema, viaggiando o cenando fuori da sole. Spesso chi ama stare da solo viene frainteso perché erroneamente si tende a credere che queste persone siano persone solitarie, burbere depresse e poco attraenti e senza amici. 
In realtà affermando questo, ci dimentichiamo che sentirsi soli non è la stessa cosa che stare da soli per scelta. Si può essere, per esempio, a una festa piena di gente e provare un'enorme solitudine e, al contrario, essere su una spiaggia desolata in solitudine e sentirsi felici e sereni. 
Per molte persone, infatti stare da soli è un piacere. Godere della propria compagnia ed essere felici, aspettare il sabato sera per poter stare in casa da soli senza uscire, ricercare il tempo per pensare a sé stessi: le persone che sanno stare bene anche da sole, tendono ad avere un’autostima più alta, sono fiduciose e più premurose ...

martedì 23 gennaio 2024

Il vaso delle priorità

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una parola, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. 
Quindi egli chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto che lo era.

Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.

Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '

Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ...

sabato 4 giugno 2022

Genitori accentratori e manipolatori

 
Ho notato con interesse ma anche stupore quanti commenti abbia ricevuto il mio articolo sui genitori narcisisti , messaggi lasciati sul sito oppure inviati personalmente via mail ma tutti dello stesso tenore.

I commenti sono arrivati tutti da figli che lamentavano un vissuto di angherie, di dominazione, di frustrazioni, di delusioni, di sensi di colpa per responsabilità che non hanno mai avuto, sino a quando da adulti si sono resi conto che nemmeno con tutta la buona volontà e disponibilità, litigando, discutendo o semplicemente parlandone, avrebbero mai potuto cambiare le cose.

Perché un genitore narcisista, egoista ed accentratore con cambierà mai, perché vive con la costante illusione di essere nel giusto e di fare il bene degli altri, non rendendosi conto che invece distrugge la vita e la serenità di tutti coloro con cui ha a che fare, non soltanto i figli e familiari, ma anche con le amicizie, che tende a perdere in poco tempo e quelle che rimangono sono solo interessate a ben altro che l’amicizia.
Mi duole sapere che la realtà, in tutta la sua sofferenza, è così diffusa.

Genitori bambini che vengono cresciuti da figli che non possono godere della felicità di una sana infanzia fatta di amore, di attenzione, di coccole, ma soltanto di critiche, contestazioni, di osservazioni negative, di litigi, di frustrazioni e di pianti, con l’unica amarezza di non poter ottenere di meglio.
Così chi ha coraggio prende e se ne va, lontano, per poter sopravvivere e rifarsi una vita, ma molti rimangono.

Ora io mi rivolgo a questi ultimi, sappiate che non è mai troppo tardi per cambiare la vostra vita e pretendere di essere felici, e non è mai troppo tardi per vivere finalmente ricercando se stessi e costruendo progetti futuri pensando da soli al proprio bene, così come vi piace e così come vi va ...

lunedì 11 gennaio 2021

Davvero i figli sono il riflesso dei genitori?

 
La coerenza tra il modo in cui vorremmo che i nostri figli si comportassero e come ci comportiamo noi da genitori, è di fondamentale importanza. Loro sono il nostro riflesso e noi il loro specchio. Cerchiamo di essere lo specchio migliore in cui possano riflettersi.

Forse vi preoccupa l’affermazione che recita: ” i figli sono il riflesso dei propri genitori”. I nostri figli sono come spugne e assorbono quindi tutto quello che vedono e che sentono. Per questo motivo è così importante che tutto ciò che succede in casa sia produttivo per la loro educazione e per il loro comportamento.

Essere genitori è una vera sfida, dato che non solo bisogna suddividere il tempo al meglio, ma bisogna anche essere coerenti in ciò che diciamo e facciamo, dato che i nostri figli, anche se non ce ne accorgiamo, osservano tutto e modellano il modo in cui si comportano sulla base di quanto vedono.

Sì, i bambini vogliono essere come i loro genitori. Per questo dare il buon esempio è fondamentale per educarli alla base con valori e principi. Il fatto che i figli siano il riflesso dei propri genitori preoccupa molti.

Inconsciamente, i nostri figli imitano i nostri gesti, le nostre azioni, il nostro modo di parlare e persino il nostro modo di relazionarci con gli altri. Questo va di pari passo con il fatto che sono emotivamente legati a noi in quanto genitori ...

mercoledì 30 dicembre 2020

METAGENEALOGIA - La famiglia: un tesoro e un tranello

di Silvana Beccaria

Che cos'è la metagenealogia? Perché non parlare piuttosto di psicogenealogia? 
Il vocabolo pare sia stato coniato da Alejandro Jodorowsky all'inizio degli anni ottanta. In seguito si è usato sempre meno, in quanto si applicava alle più svariate pratiche che hanno snaturato il significato stesso della parola. 

Alcune di queste attività erano legate alla psicologia vera e propria, altre allo spiritismo meno verificabile. Ma tutti questi approcci avevano un punto in comune, in quanto derivanti da una consapevolezza emersa fin dall'inizio dell'era della psicoanalisi: l'influenza della famiglia sull'individuo. 

L'interesse degli psicoterapeuti e della gente comune per l'albero genealogico ha continuato a crescere dopo gli anni settanta, epoca in cui gli psicoanalisti hanno affrontato la questione dei legami transgenerazionali. 

L'Occidente sta scoprendo oggi qualcosa che molte altre culture affermano già da tempo sotto forme religiose, magiche o sciamaniche: l'inconscio familiare interagisce con l'inconscio personale, nel bene e nel male ...

venerdì 30 novembre 2018

L’uomo come padre: il grande assente dal “dibattito”

In queste “reti sociali”, almeno tra i miei contatti me compreso, è tutto un parlare di questioni religiose, politiche, culturali, economiche e sociali. Mai una volta che qualcuno accennasse a se stesso in quanto genitore. 

Foto: La fuga di Enea da Troia, Barocci (© Galleria Borghese, Roma)

Al massimo lo si fa indirettamente, in occasione dei compleanni o dei successi scolastici o sportivi dei figli (io no perché mi guardo bene dal pubblicare le foto dei miei figli qui).

Invece bisognerebbe parlare eccome dell’esser genitori, perché la nostra vita vera non è la “crisi in Medioriente” o l’ultima uscita di Saviano… Quelli (e sono in quantità indefinita) sono problemi che certo possono avere dei riverberi, anche importanti, sulle nostre vite, ma non sono la nostra vita. Cioè, non sono il banco di prova sul quale, fondamentalmente, si misurerà se abbiamo fallito o meno la nostra missione (se abbiamo messo al mondo dei figli, beninteso).

Padri e madri lo siamo sempre, e ciò ci mette alle prova dalla mattina alla sera, e pure la notte, quando si hanno dei bimbi piccoli che non dormono. Per le madri, almeno loro, il discorso è un attimo diverso, in quanto loro dell’esser madri e della fatica e della responsabilità (e della gioia e delle soddisfazioni, intendiamoci) che ciò comporta parlano e scrivono quando s’incontrano e quando scrivono su Facebook eccetera. 
Ma per i padri è come se la questione non li sfiorasse ...

martedì 19 giugno 2018

MEDIOEVO - Gravidanza, maternità, cura dei figli

Durante il Medioevo le gravidanze occupavano circa la metà della vita delle donne maritate prima della quarantina.
L'intervallo medio tra due nascite era di circa ventuno mesi.


Per metà della sua vita coniugale, in teoria, la coppia non avrebbe dovuto avere rapporti, per paura di danneggiare il feto, per lo meno a partire dal momento in cui questo si muoveva:
violare questa regola era peccato.

L’assistenza era inesistente e la gravidanza non veniva vissuta come oggi, come un evento bellissimo, tutto da scoprire;al contrario la gravidanza era una tappa obbligatoria della vita della donna.

Una delle grandi paure della donna del Medioevo era il parto. Non erano poche le donne che morivano o avevano complicazioni che causavano danni permanenti ...