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martedì 7 luglio 2026

Il Cavallo di Nietzsche

di Lorenzo Merlo 

L’opinione più diffusa sul “Dio è morto” di Nietzsche è costretta da una interpretazione lineare, pari a quella che ognuno di noi può formulare, per esempio, quando vogliamo invocare le ragioni della decadenza valoriale o spiegare quelle di un comportamento efferato. Essa è pari al concetto cattolico di “fuori dalla Grazia di Dio”. 
Ma il Dio è morto del filosofo tedesco è di altra caratura ed allude alla perdita del proprio sé e del relativo potere creativo (“Volontà di potenza”), ridotto all’io, essenza del “Ultimo uomo”. Un uomo in cui è morta la consapevolezza della natura divina di cui è espressione, uccisa dalla fede o concezione del Dio esterno, che maldestramente maledice e invoca in funzione del proprio spropositato egocentrismo, fulcro della misconoscenza di tutto, tranne che dei piccoli saperi tecnico-specialistici, per inseguire i quali ha abiurato all’anima.

[L’articolo utilizza più volte il termine “consapevolezza” secondo la seguente accezione:
Consapevolezza, la cui natura non ha carattere cognitivo-massificabile, il cui processo di reificazione non sta né consiste nella comprensione intellettuale. Si tratta invece dell’avvento di un evento ri-creativo-individuale, non metafisico, ma carnale, non acquisibile, non codificabile né protocollabile e né trasmissibile. Chi vuole provare a trasmettere consapevolezze può rivolgersi alla maieutica non certo al metodo, alla metafora, non alla frammentazione dell’analisi, al tutto non alle parti.] ...

mercoledì 1 aprile 2026

La Filosofia si interroga: la scienza moderna è progresso o involuzione?

 
di Clarissa Banfi

Nell’epoca antica filosofi della levatura di Plutarco di Cheronea avevano sostenuto che l’Uomo dovesse agli Animali (animot) un atteggiamento non solo di pietà, ma anche di giustizia. Ne conseguiva la necessità ed il dovere di adottare una dieta rigorosamente vegetariana.

Teofrasto, ad esempio, sottolineava nel suo Della pietà (ci sono pervenuti, purtroppo, solo pochi frammenti) che gli Animali fossero dotati di anima, nelle cui vene scorre lo stesso nostro sangue e che il cielo e la terra sono i loro genitori, proprio come lo sono per l’Uomo. Pertanto, meritano il massimo rispetto:

“Similmente riteniamo che tutti gli uomini, ma anche tutti gli animali, sono della stessa stirpe originaria, perché i principi dei loro corpi sono per natura gli stessi (…) e ancor più perché l’anima che è in loro non è diversa per natura in rapporto agli appetiti, ai movimenti di collera, ai ragionamenti e soprattutto alle sensazioni. Come per i corpi, certi animali hanno l’anima più o meno perfetta; ma per tutti i viventi i principi sono per natura gli stessi. La parentela delle affezioni lo prova. Se ciò che si dice dell’origine dei costumi è vero, tutte le specie sono intelligenti, ma esse differiscono per l’educazione e perla composizione del miscuglio dei primi elementi. Sotto tutti i rapporti, dunque, la razza degli altri animali ci è apparentata ed è la stessa della nostra; poiché i mezzi di sussistenza sono gli stessi per tutti, come l’aria che respiriamo, secondo Euripide, e un sangue rosso scorre in tutti gli animali e tutti mostrano d’avere in comune, per padre il Cielo e per madre la Terra”

Ma le loro voci finirono per essere dimenticate ...

martedì 3 marzo 2026

Perché negare l'esistenza della verità è falso e pericoloso per l'umanità?

La questione se esista una verità assoluta è oggetto di dibattito filosofico e scientifico secolare, con posizioni che variano dal relativismo (la verità è relativa al soggetto/contesto) all'assolutismo (esiste una realtà oggettiva). 
- OpenAI -

L'articolo non intende dare una risposta definitiva al dilemma secolare bensì invitare alla riflessione. Catherine. 

di Mirco Martucci

Ogni volta che negli ambienti olistici sento pronunciare il seguente ritornello: «la verità assoluta non esiste, esiste la mia verità e la tua verità» rabbrividisco dall'orrore e mi rendo conto di quanta ignoranza venga profusa (a caro prezzo) dagli odierni guru pseudo-spirituali che, nella migliore delle ipotesi, sono delle guide cieche che accecano ancor più i propri allievi, mentre, nel peggiore dei casi, sono dei maghi neri al servizio delle forze del male che hanno consapevolezza delle nefandezze che stanno compiendo.

La logica, la filosofia e la teologia hanno confutato da secoli la falsa opinione degli scettici radicali e ci mettono in guardia dai pericoli dovuti alla negazione della verità. 
In primo luogo è bene sapere che l’affermazione “la verità (assoluta) non esiste” è inconsistente in quanto logicamente contraddittoria.

Infatti, chi sostiene che “la verità (assoluta) non esiste” sta affermando una verità assoluta e dunque sta cadendo in contraddizione, in quanto egli stesso sta fornendo un esempio di ciò che ha sostenuto essere inesistente (detto in altre parole si tratta di una tesi auto-contraddittoria, che si nega da sé)....

martedì 3 giugno 2025

Il mito della caverna di Platone

di Andrea Bosio

Il mito della caverna è una delle allegorie più celebri della filosofia platonica e rappresenta una metafora potente sulla condizione umana rispetto alla conoscenza e alla verità. 

Platone presenta questa storia nel settimo libro della sua opera più famosa, la Repubblica, attraverso un dialogo tra Socrate e Glaucone. 

Questo mito esplora in modo simbolico la tensione tra il mondo sensibile, percepibile attraverso i sensi, e il mondo delle idee, accessibile solo attraverso la riflessione filosofica. 

L’allegoria è un richiamo all’importanza dell’educazione e della filosofia per liberare l’uomo dall’ignoranza, rappresentata dall’oscurità della caverna, e guidarlo verso la luce della conoscenza autentica ...

martedì 18 febbraio 2025

Mente e cosmo, Nagel provocatorio

Mind and cosmos. Why the materialist neo-darwinian conception of nature is almost certainly false”, ovvero “Mente e cosmo. Perché la concezione neodarwinista della natura è quasi sicuramente falsa”, un libro importante e provocatorio questo di Thomas Nagel, pubblicato in Gran Bretagna dalla Oxford University Press, che si è meritato la copertina della sezione della scienza del “New York Times” e numerose recensioni della stampa anglosassone.

In esso il filosofo, professore di diritto e filosofia alla New York University, autore di uno dei più influenti scritti sulla mente degli anni ’70, “Cosa si prova ad essere un pipistrello?”, smonta le premesse della scienza darwiniana, nella quale siamo immersi. Incolpata di non riuscire a spiegare la sede del pensiero umano e, quindi, “quasi sicuramente falsa”, come si legge nel sottotitolo del libro.

Nell’ “Introduzione” e nel capitolo “Antiriduzionismo e ordine naturale”, Nagel premette che non intende considerare la mente come una realtà supernaturale o extranaturale, collocata, in qualche modo, al di sopra o al di fuori del cosmo del titolo del libro. Tuttavia, se la inseriamo nell’universo all’interno del quale viviamo, le interpretazioni darwinistiche sono, quasi certamente, sbagliate ...

venerdì 17 gennaio 2025

Perché alcuni scienziati famosi denigrano la filosofia? Non potrebbe essere una disciplina utile alla scienza?


Tommaso Tosi, Saggista in Filosofia, Scienza e Tecnologia

Apparentemente si potrebbero trovare molte motivazioni, alcune più fondate di altre per spiegare il fenomeno, ma la radice da cui il fraintendimento parte è un’altra: così come alcuni filosofi denigrano la scienza per pura ignoranza, alcuni scienziati denigrano la filosofia perché non la conoscono effettivamente, oppure ne hanno una visione distorta e semplicistica, non riconoscendone la centralità conoscitiva.

Sotto determinate condizioni, la filosofia (specificamente alcune sue branche) può certamente essere molto utile alla scienza - ancorché non sia questo il suo fine -, e risulta anzi imprescindibile a definire la scientificità e a risolvere le questioni inerenti il metodo scientifico.

Come premessa alla riposta, va precisato che anche le lacune scientifiche di molti filosofi sono cosa grave, soprattutto quando si tratta di argomenti intrinsecamente legati a problematiche di natura eminentemente filosofica - ad esempio, non si può in effetti occuparsi dei paradossi zenoniani senza conoscere le basi dell’analisi e il concetto di serie numerica convergente, nonché lo stato dell'arte della fisica teorica per quanto riguarda il problema della continuità/discrezione dello spazio-tempo e quindi almeno le basi delle proposte di unificazione in gravità quantistica come la loop quantum gravity, come non si può parlare del dibattito tra platonisti e costruttivisti in matematica senza conoscere lo sviluppo della logica-matematica contemporanea (teoria della dimostrazione e teoria dei modelli in primis) fino alla fondazione delle teorie assiomatiche degli insiemi Zermelo-Fraenkel-Choice, von Neumann-Bernays-Gödel, Morse-Kelley, Tarski-Grothendieck, ecc. per giungere infine alla teoria delle categorie e alla teoria dei topos ...

venerdì 8 marzo 2024

Ipazia, 16 secoli di bugie

 La filosofa di Alessandria d'Egitto fu uccisa nel 415 da un gruppo di fanatici cristiani. E' passata alla storia come una martire della scienza, versione femminile di Galileo. Ma la sua vicenda nasconde un mistero ancora più inquietante ..

di Luisa Muraro

Ipazia di Alessandria ha un conto aperto con la nostra civiltà che dobbiamo incominciare a pagare.

Parlo, per chi ancora non conoscesse questo nome, della scienziata e filosofa neoplatonica, maestra nel Museo di Alessandria d’Egitto (non un museo, ma un centro di studi superiori) che, nell’anno 415 dell’era cristiana, venne trucidata da un gruppo organizzato di cristiani fanatici. Il delitto restò impunito perché l’inviato imperiale non fece il suo dovere.

Da parte di chi ha a cuore la tradizione religiosa cristiana, io mi aspetto un preciso contributo. Posto che le fonti non consentono di attribuire al vescovo di Alessandria, il futuro santo e padre della Chiesa Cirillo, alcuna responsabilità diretta nella morte violenta della filosofa, si stabiliscano le innegabili responsabilità indirette, nel contesto di una diffusione del cristianesimo che è piena di luci e ombre ...

martedì 23 gennaio 2024

Il vaso delle priorità

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una parola, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. 
Quindi egli chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto che lo era.

Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.

Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '

Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ...

venerdì 7 aprile 2023

Cosa è l'anima?

La maggior parte delle religioni, filosofie di vita e correnti di pensiero, definiscono l'anima come la parte spirituale di un essere vivente, capace di vivere in eterno e indipendente dalla parte fisica, ossia il corpo.

Generalmente si fa coincidere l'anima con la coscienza dell'essere umano, o il suo (IO).
Molto diffuso tra le religioni è il concetto di anima creata da Dio, quindi anima intesa come il soffio di Dio che anima la materia e che dopo la morte tende a ritornare a Dio colma delle esperienze vissute in vita.

Questa visione concorda molto con una teoria che vuole Dio come essere unico creatore di ogni cosa, Dio dopo aver creato tutto si accorge di non poter provare determinati sentimenti, il dubbio, la paura, l'amore, la tristezza, il dolore... sono sentimenti che un essere perfetto come egli non può provare, in quanto superiore a tutti essi.

Crea l'uomo, e a differenza di tutte le altre creature create nell'intero universo, lo dota di un potere speciale, mette in lui un anima speciale.

Un anima che è creata con la sua stessa energia e simile a Dio, ossia ad immagine e somiglianza, in pratica Quest'anima è una parte di Dio e grazie all'uomo che è capace di sentimento ed ha il libero arbitrio, l'anima si carica di tutte le intense e differenti emozioni umane, per poi tornare a Dio e Renderlo cosciente di tali esperienze...

lunedì 14 novembre 2022

Contatto con la natura, cene tra amici e atmosfere soffuse: il Koselig, la filosofia norvegese per godersi l'inverno

Per molte persone, l'inverno è un periodo difficile. 
Il freddo e il buio si accompagnano ad un calo del tono dell'umore, e ad una difficoltà ad affrontare il quotidiano mentre i giorni si fanno più corti e le notti si fanno più gelide. 

Non è un caso che, fin dai tempi antichi, nel momento più oscuro che corrisponde al solstizio d'inverno, tradizioni come quella dei Saturnalia (e poi quella del Natale) cerchino di portare un po' di luce con feste e scambi di regali.

I norvegesi, però, hanno un altro modo per affrontare l'inverno. Si chiama koselig, e non ha una traduzione letterale. 

Si tratta di una filosofia che permette di avere un approccio positivo alla stagione invernale, passando molto tempo all'aria aperta nonostante le temperature basse e cercando di stare in compagnia. "Non è questione di cattivo tempo, ma di cattivi vestiti" reciterebbe un vecchio adagio norvegese ...

lunedì 12 settembre 2022

Il paradosso del nonno non rende impossibile il viaggio nel tempo

 
È un classico tropo della fantascienza: un viaggiatore del tempo torna indietro nel tempo e provoca un cambiamento nella storia che ha effetti disastrosi sul presente o addirittura minaccia la sua stessa esistenza.

Se questi cambiamenti mettono a repentaglio la sua capacità di viaggiare indietro nel tempo, allora sicuramente il viaggiatore non può apportare quel cambiamento al tempo, giusto? 
Ma, in quel caso, potrebbe tornare indietro nel tempo, quindi, potrebbe apportare di nuovo quei cambiamenti… e così via.

Questa è l’essenza di una trappola chiamata “paradosso del nonno“, un’idea che è stata utilizzata con grande efficacia in libri, film e programmi TV, dal racconto di Ray Bradbury “A Sound of Thunder” a Futurama, fino a Ritorno al futuro. 

E per quanto questo concetto sia divertente nella fantascienza, è anche qualcosa a cui i fisici e i filosofi reali stanno riflettendo intensamente ...

giovedì 30 giugno 2022

Il postmoderno, ovvero il lasciapassare per il nulla

 
di Francesco Lamendola

Quando incomincia il postmoderno? E, innanzitutto, che cos’è il postmoderno?

Citiamo la definizione data dall’Enciclopedia Treccani:

Termine usato per connotare la condizione antropologica e culturale conseguente alla crisi e all’asserito tramonto della modernità nelle società del capitalismo maturo, entrate circa dagli anni 1960 in una fase caratterizzata dalle dimensioni planetarie dell’economia e dei mercati finanziari, dall’aggressività dei messaggi pubblicitari, dall’invadenza della televisione, dal flusso ininterrotto delle informazioni sulle reti telematiche. 

In connessione con tali fenomeni, e in contrasto con il carattere utopico, con la ricerca del nuovo e l’avanguardismo tipici dell’ideologia modernista, la condizione culturale postmoderna si caratterizza soprattutto per una disincantata rilettura della storia, definitivamente sottratta a ogni finalismo, e per l’abbandono dei grandi progetti elaborati a partire dall’Illuminismo e fatti propri dalla modernità, dando luogo, sul versante creativo, più che a un nuovo stile, a una sorta di estetica della citazione e del riso, ironico e spregiudicato, del repertorio di forme del passato, in cui è abolita ogni residua distinzione tra i prodotti “alti” della cultura e quelli della cultura di massa ...

giovedì 23 giugno 2022

Libertà è schiavitù

 
 di Piero Cammerinesi

A distanza di qualche mese dalla cessazione di ogni obbligo di indossare i famigerati “dispositivi di protezione individuale per la protezione delle vie respiratorie” all’aperto si vedono ancora persone che indossano le mascherine mentre passeggiano in solitudine nella natura, o sono soli in macchina.

Di fronte a tali scene non si può negare che, per chi si rende conto della follia di certi comportamenti – privi di qualsivoglia logica o ragionevolezza – sia una prova assai difficile tenere a bada la collera.

Si tratta di comportamenti ipocondriaci e psicopatici – un po’ come andare in giro con l’ombrello aperto senza una nuvola in cielo perché potrebbe piovere – che mettono spietatamente a nudo la magnitudo della manipolazione mediatica esercitata sulle masse. 

Mi sono sempre domandato in questi due anni come sia stato possibile il manifestarsi di una dissonanza cognitiva di questa entità e, sopratutto, a livello globale ...

mercoledì 27 aprile 2022

Intervista ad Aleksandr Dugin

 

Aleksandr Gel’evič Dugin (Mosca, 7 gennaio 1962) è un celebre politologo e filosofo russo vicino alle posizioni dottrinarie del mondo della Tradizione.

1. Il concetto del “Dasein” (l'esserci) di Martin Heidegger è un significativo ancoraggio della sua riflessione sulla concretezza antropologico-esistenziale della condizione umana, tra Terra e Mondo. Ritiene il suo pensiero una geofilosofia?

Io considero Martin Heidegger come il più grande filosofo. Ma esiste una sua parte esplicita, nei suoi scritti, ed una sua implicita. Egli fu in grado di sviluppare una base filosofica per molte differenti applicazioni del suo pensiero che egli stesso non specificò. In tal maniera io ho trovato in Heidegger molti principi di filosofia politica che, però, sono approcciabili solamente se siamo in grado di cogliere alcune allusioni, correzioni, precisazioni che possiamo dedurre dal contesto generale della sua opera filosofica. 
Tutto ciò non ha quasi nulla a che vedere con il suo personale coinvolgimento politico. E’ qualcosa di più profondo. 
In tal maniera, essendo a qualsiasi grado dei seguaci della Terza Teoria Politica egli ha posto le condizioni per la fondazione di una Quarta Teoria Politica e Metapolitica. Ciò valga anche per la geofilosofia. Sul piano esplicito egli non ha mai sviluppato nulla in merito ma se consideriamo il significato pieno del Da nel concetto di Da-sein, siamo in grado di scoprire la dimensione fondamentale della cosiddetta geografia, o anche del concetto di ambiente, dei mezzi per comprendere qualcosa di esistenziale. Io lo chiamo orizzonte esistenziale ...

mercoledì 30 marzo 2022

Pietre miliari

Se provassimo ad immaginare l’inimmaginabile, a concepire l’inconcepibile…

Ci si trova di fronte ad un bivio: possiamo decidere di vivere come bruti o di “seguir virtute e canoscenza”. 
Invero la stragrande maggioranza degli uomini è paga di soddisfare le esigenze fisiologiche, senza porsi domande di sorta, incurante dell’enigma che è la vita stessa.

Questi tempi frananti vedono l’affermazione del genere homo insipiens tutto concentrato nel qui e nell’ora, teso a trarre il maggior godimento possibile dalla situazione contingente, anche a danno degli altri, senza alcuno scrupolo. 

E’ la definitiva disumanizzazione che è in primo luogo rescissione dei legami naturali: in tal senso gli animali sono superiori ai sub-uomini, poiché gli animali sono ancora immersi nel flusso vitale. 
Invece gli uomini decaduti sono congegni, privi affatto di un mondo interiore ... 

martedì 28 dicembre 2021

Perché la scienza ha bisogno della filosofia

Un dialogo tra Carlo Rovelli, Alberto Mantovani e Giovanni Boniolo.

Negli ultimi decenni del Novecento si è consumato una sorta di divorzio consensuale tra filosofi e scienziati, sancito per esempio dalle parole del fisico Stephen Hawking che diceva che i filosofi non sono riusciti a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche, e dunque dichiarava morta in qualche modo la filosofia. 
Perché la scienza ha bisogno della filosofia’ è invece il titolo diretto, senza fronzoli, di un articolo uscito da poco sulla rivista scientifica PNAS, nove gli autori e le autrici, equamente distribuiti tra filosofi della scienza e scienziati, che non solo sostengono il valore culturale della filosofia, ma entrano nel merito di come gli strumenti della filosofia abbiano un impatto produttivo positivo nella ricerca scientifica, addirittura nei laboratori. 
Con un linguaggio lontano dal cosiddetto gergo specialistico, filosofico, scientifico, molto piano e diretto fanno esempi concreti tratti da alcuni campi di frontiera delle scienze della vita: si parla di cellule staminali, di neuroscienze, di sistema immunitario, di lotta e di comprensione del cancro.

Tra gli autori dell’articolo ci sono Carlo Rovelli, fisico teorico che lavora all’Università di Marsiglia, scrittore, il suo ultimo libro è Ci sono luoghi al mondo dove più che le regole è importante la gentilezza, e Alberto Mantovani, immunologo dell’istituto clinico Humanitas di Milano. Li abbiamo intervistati assieme a Giovanni Boniolo, filosofo della scienza all’Università di Ferrara, che non è tra gli autori ma lavora su questi temi da anni ...

sabato 11 dicembre 2021

La follia e la realtà

I fisici, con un processo di rielaborazione ancora lento ed esitante, si stanno rendendo conto che il cosiddetto “modello standard” del reale, che con tanta difficoltà è riuscito parzialmente a unificare la dottrina atomica di Bohr con la cosmologia di Einstein, è soltanto un' approssimazione rozza del vero, valida entro parametri limitati, come lo era l’universo–orologio concepito dal meccanismo di Cartesio e Newton.

Nel mondo reale, al di fuori della scala limitata offerta dai nostri sensi e dai nostri processi razionali e istintivi, non ci sono certezze ma soltanto probabilità. 
Il tempo non è lineare, bensì si ramifica, torna su se stesso, scorre al contrario. 

E soprattutto la percezione non è puro atto di registrazione dell'esistente, ma è ciò che in effetti determina il piano di realtà sul quale stiamo agendo. 
I fenomeni si definiscono e si completano in quanto li percepiamo, altrimenti rimangono in uno stato di indeterminazione probabilistica, non-vivi e non-morti come il gatto di Schroedinger ...

venerdì 1 ottobre 2021

Bergson ed il concetto di tempo

Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 – Parigi, 4 gennaio 1941), nel “Saggio sui dati immediati della coscienza”, precisa : “quando seguo con gli occhi sul quadrante di un orologio il movimento delle lancette…non misuro una durata, come pare si creda, mi limito a contare delle simultaneità, il che è molto diverso”. 
Il tempo astronomico dell’orologio è, infatti, un insieme di posizioni delle lancette sul quadrante che al passare degli istanti prendono posizioni diverse.

Ma tutto ciò è solo esteriorità, in quanto una successione degli istanti “esiste soltanto per uno spettatore cosciente che ricorda il passato e giustappone le due oscillazioni”. 

L’ orologio rappresenta le convinzioni scientifiche e razionaliste, in quanto ha una funzione archetipica. E’ l’emblema della costanza, della precisione e dell’omologazione a cui inevitabilmente porta una concezione del tempo caratterizzata da una scansione regolare: per cui ogni secondo, ogni minuto, ogni ora è sempre uguale, ha lo stesso valore, lo stesso peso. 

Ciò che conta in questa visione è l’aspetto quantitativo e non quello qualitativo, che, invece, rappresenta la vera fotografia della nostra percezione del tempo. 

E’ evidente in questo esempio la critica di Bergson ai positivisti e a tutti coloro che armati con il ferreo determinismo della matematica e della fisica pensano di poter regolare e governare tutte le dimensioni della vita umana, anche il tempo ...

mercoledì 15 settembre 2021

Fisica quantistica, telepatia e altri fenomeni paranormali

 

In questi ultimi anni si pubblicano sempre più articoli sui possibili rapporti tra fisica quantistica e paranormalità; e a ragione, perché qualcosa di vero sembra effettivamente esserci; particelle elementari (composte anche di informazioni) e coscienze (composte di informazioni: memoria, conoscenza, ecc.) sembrano talvolta obbedire alle stesse leggi quantistiche, ossia agli stessi effetti quantistici.

Prendiamo per esempio l’effetto Einstein-Podolsky-Rosen, in breve EPR, e la telepatia (da Bruno Severi, I miracoli della fisica quantistica, in “Scienza e Cultura nel mondo”, n. 1, p. 67 ):

"La nostra capacità di comprensione, così come la nostra immaginazione, ci rappresenta le particelle subatomiche come sferette materiali infinitamente piccole che interagiscono l’una con l’altra attraverso le forze che si ritiene siano vuote. Ma come era d’aspettarsi, le cose non sono così semplici. 

Queste particelle hanno dimostrato di possedere alcune caratteristiche davvero inquietanti, prima fra tutte il fatto di manifestare una qualche sorta di connessione reciproca anche se separate da distanze infinitamente grandi (i fisici definiscono questa proprietà “non località”). 
Ad esempio, due particelle provenienti da una stessa sorgente e che si allontanano, rimangono unite da un misterioso legame che le accomuna al di là di ogni barriera spazio-temporale che si interponga tra esse. Se agiamo in qualche modo su una delle due, anche l’altra ne risentirà istantaneamente nonostante le notevoli distanze che la separano. 
Recenti esperimenti estremamente sofisticati hanno confermato la veridicità di questo fenomeno ...

giovedì 3 giugno 2021

Étienne de La Boétie - Discorso sulla servitù volontaria

Il breve scritto Il discorso sulla servitù volontaria (circa trenta pagine) fu composto da La Boétie, secondo Montaigne, a soli 16 anni (in un edizione precedente dei suoi Essais, Montaigne indica 18), ma più probabilmente nel 1552-53.

Fu fatto circolare ampiamente da La Boétie, tanto che lo stesso Montaigne afferma di averlo letto prima di conoscerne personalmente l’autore.

Il Discorso sarà pubblicato, anziché da Montaigne, nella raccolta di scritti antimonarchici Memorie degli Stati di Francia sotto Carlo IX, con il titolo Contr’uno con cui divenne noto.

Questa pubblicazione non è del tutto fedele, ma contiene alcune interpolazioni e inserimenti, dei quali la prova maggiore è fornita dalla citazione de La Franciade di Ronsard pubblicata nove anni dopo la morte di La Boétie. Secondo alcuni storici, questi inserimenti sarebbero opera dello stesso Montaigne; tanto che lo storico francese Armingaud, ai primi del ‘900, arriva a sostenere che il testo sia interamente opera di Montaigne. Ipotesi non condivisa dalla maggior parte dei suoi colleghi; la paternità dell’opera rimane così attribuita a La Boétie.

Il testo costituì un punto di riferimento inizialmente per l’opposizione calvinista alla monarchia cattolica, successivamente per la opposizione contro l’Ancien Régime che scaturì nella Rivoluzione Francese, in seguito per la protesta repubblicana contro la Restaurazione attuata al congresso di Vienna, ed infine per la politica socialista e rivoluzionaria dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, ed in particolare per la sua corrente libertaria ...