Visualizzazione post con etichetta follia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta follia. Mostra tutti i post

lunedì 20 novembre 2023

Necronomicon

Howard Phillips Lovecraft, nato nel 1890 a Providence nel Rhode Island, scrisse un'ottantina di racconti, romanzi, liriche e saggi nell'ambito della narrativa fantastica e dell'orrore. 

Quando morì, all'età di 46 anni, gran parte della sua produzione era ancora inedita o pubblicata su riviste popolari, ignorate dalla critica ufficiale. Il suo successo è postumo e legato soprattutto alla traduzione dei suoi testi nelle lingue europee.
Oggi Lovecraft è divenuto l'oggetto di un vero culto letterario ed è riuscito ad influenzare la narrativa moderna soprannaturale.

A lui molti attribuiscono in realtà la stesura del libro chiamato "Necronomicon", che sarebbe tutto frutto della sua fervida fantasia. Altri invece asseriscono che Lovecraft, per la stesura del libro, si sia ispirato ad un vecchio manoscritto che fu realmente in suo possesso e che, quindi, tutto ciò che si trovava illustrato e descritto nello stesso non fosse un'espressione di pura fantasia, bensì fosse fondato su matrici reali. Il Necronomicon, il "Libro dei Morti", scritto dal folle arabo Abdul Alhazred, costituisce uno degli "scherzi letterari" più riusciti nella storia della letteratura. Infatti, pur non esistendo, è tutt'oggi più vivo che mai.

Secondo le credenze il libro fu scritto da Abdul Alhazred, un arabo ritenuto folle. Venne poi tradotto in inglese da un certo Olaus Wormius, bruciato poi sul rogo.

Data la crescente popolarità del libro e l'enorme domanda registrata presso i bibliotecari, molti scrittori presero in considerazione la possibilità di reinventarlo. Gli studi sulle opere di Lovecraft furono fondamentali per comprendere da quali fonti fossero state attinte le informazioni necessarie per il concepimento del Necronomicon.

Costoro compresero che la linea di demarcazione esistente tra libri reali e libri leggendari (esistiti solo nell'immaginario collettivo), non è quasi mai chiaramente definita. In alcuni casi, questi "pseudobiblia" (così chiamati da L.Sprague de Camp) finiscono col diventare così famosi da essere citati in opere di narrativa. Ricreare un libro fittizio, pertanto, risulta un'operazione piuttosto semplice per un erudito esperto nel settore e grande conoscitore delle opere di saggistica che ruotano intorno ad esso.

Il Necronomicon è considerato il più potente libro di magia nera "che sia mai esistito". 
Un grimorio così importante non poteva restare solo una leggenda. 
Doveva esistere ...

martedì 13 dicembre 2022

Che cosa c’è dietro al mistero di chi “sente le voci”?

Alcuni affermano di “sentire delle voci”. 
Si tratta di un fenomeno oscuro del quale ci sono testimonianze dalla notte dei tempi ed in ogni parte del mondo.

Divinazione, trance, coscienza o inconscio, possessione del demonio o di spiriti sono descritti da Socrate ai Maya, dagli sciamani ai mistici come esperienze reali ed, in un certo senso, inspiegabili.

E se gli studiosi e gli psicologi tentano di darne spiegazioni razionali adducendo a disturbi psichici, sdoppiamento della personalità… altri non sono convinti e ritengono che le cause di tale mistero vadano cercate altrove.
Tralasciando, dunque, per il momento, le versioni “ortodosse” scientifiche, proviamo a vedere insieme le più esoteriche.

Di che cosa potrebbe trattarsi e quale potrebbe essere il motivo di un’esperienza tanto misteriosa?

Certe persone sostengono di sentire delle voci dentro la propria testa. Talvolta sono tanto forti ed evidenti da sembrare di sentire parlare qualcuno in carne ed ossa al proprio fianco o dietro le spalle.

Invero, talvolta, si tratta proprio di voci che sente dal mondo esterno e non precisamente nella propria testa.

Vari altri ritengono che chi dice di sentire le voci sia, semplicemente, pazzo, in quanto, nella maggior parte delle culture, non è considerato normale sentire voci del genere...

sabato 11 dicembre 2021

La follia e la realtà

I fisici, con un processo di rielaborazione ancora lento ed esitante, si stanno rendendo conto che il cosiddetto “modello standard” del reale, che con tanta difficoltà è riuscito parzialmente a unificare la dottrina atomica di Bohr con la cosmologia di Einstein, è soltanto un' approssimazione rozza del vero, valida entro parametri limitati, come lo era l’universo–orologio concepito dal meccanismo di Cartesio e Newton.

Nel mondo reale, al di fuori della scala limitata offerta dai nostri sensi e dai nostri processi razionali e istintivi, non ci sono certezze ma soltanto probabilità. 
Il tempo non è lineare, bensì si ramifica, torna su se stesso, scorre al contrario. 

E soprattutto la percezione non è puro atto di registrazione dell'esistente, ma è ciò che in effetti determina il piano di realtà sul quale stiamo agendo. 
I fenomeni si definiscono e si completano in quanto li percepiamo, altrimenti rimangono in uno stato di indeterminazione probabilistica, non-vivi e non-morti come il gatto di Schroedinger ...

giovedì 18 marzo 2021

Quando finirà questa follia?

 
 di Jeffrey Tucker

Ero seduto nella stanza verde di uno studio televisivo a Manhattan il giorno in cui è arrivata la tempesta ... 

Era giovedì 12 marzo 2020 e stavo aspettando con ansia il mio turno per intervenire, sperando che i treni non si fermassero prima che potessi lasciare la città. Fortunatamente non si sono fermati, ma metà di tutto il resto sì.

In quel giorno, tutti sapevano cosa sarebbe successo. C'era il panico nell'aria, fomentato principalmente dai media e dai personaggi politici. Un mese prima l'idea di un lockdown era impensabile, ma in quel momento sembrava che potesse essere applicata.

Un uomo barbuto, magro, dall'aspetto saggio e con gli occhiali in stile Freud, si era seduto di fronte a me, appena uscito dallo studio. Era lì per riprendere fiato dopo l'intervista, ma sembrava profondamente turbato.

"C'è paura nell'aria", dissi rompendo il silenzio.

“La follia è tutt'intorno a noi. La popolazione ha un disturbo della personalità che ho trattato per tutta la mia carriera ".

"Cos'è che fai?" chiesi ...

venerdì 27 aprile 2018

A che serve la follia?

A tante cose; anche perché sono tanti i significati che questo termine evoca. 

Da un punto di vista sociale l’essere “matti” può rivelarsi utile per evadere dalle convenzioni della società e dagli obblighi della vita quotidiana: come nel Berretto a sonagli di Pirandello.

Spesso poi si dà del folle a chi segue la propria strada senza troppo preoccuparsi di quale seguano gli altri. Ma chi fa parte del gregge difficilmente accetta i dissidenti, sicché a questi occorre o la forza di sopportare un certo ostracismo sociale, oppure un mucchio di quattrini (i miliardari notoriamente non sono matti, ma “originali”).

Se tuttavia riescono a persistere, la loro “follia” non è altro che libertà.
Non a caso nell’URSS i dissidenti venivano internati nei manicomi: secondo le autorità pazzo era infatti chiunque non apprezzasse il sistema sovietico. Il paradosso era poi che, data la persecuzione cui costui era sottoposto, occorreva per affermare ciononostante la propria idea, essere o molto coraggiosi o… pazzi.

Spesso si dà del pazzo anche a chi ha idee troppo avanzate per essere capite, almeno dalla maggioranza. Molti anni fa, una signora anziana mi raccontava di avere visto in gioventù i contadini, che ascoltavano un oratore socialista sostenere idee oggi accettate da tutti, andarsene scuotendo la testa e dicendo “E’ un povero matto” ...

venerdì 1 febbraio 2013

La vittima e il carnefice

Gianni Tirelli

Ciò che definiamo metaforicamente il “Diavolo” si inquadra in un’entità priva di qualsiasi forma di volontà, risultato ultimo di una mutazione indotta dalla degenerazione della coscienza individuale, che al valore etico della verità e alla passione intellettuale volta al suo conseguimento, ha sostituito l’inettitudine, la paura, il dubbio e la mercificazione della dignità!

Nelle nostre società “moderne”, ci sono sempre più individui che pur di scansare ogni fatica fisica, morale e psicologica, si adattano al peggio, tradendo così ogni vero sentimento umano, di amore e di valori. In questo modo, imparano a mentire e a fingere (sia con gli altri che a se stessi) in una sorta di commedia dell’assurdo che si propone di contrastare e placare un pungente disagio psico/somatizzante, prodotto da una paura esistenziale paranoide e dall’intima vergogna, relativa a un’auto stima ai minimi termini – fino a confondere, in seguito, la realtà con la commedia. Le attenuanti, poi, intervengono come elementi dopanti di deresponsabilizzazione e sistematica maldicenza, accusando gli altri di essere la vera causa dei nostri problemi e fallimenti!

In molti casi, una tale condizione, innesca una sorta di particolare sindrome di Stoccolma, rivisitata in chiave sociale e applicata ad un perverso rapporto di coppia. In questo modo, si condivide e si partecipa alla follia dell’altro per non impazzire, condividendone i lati più oscuri e schizofrenici e assecondando supinamente ogni sua scelta e malato desiderio. In questo caso, la vittima viene assimilata e risucchiata gradualmente, all’interno della personalità del carnefice, fino a divenirne lei stessa, parte integrante e dominante...

martedì 8 gennaio 2013

Suicidi, esplosioni di follia individuale e neocapitalismo liberale

Eugenio Orso

Con questo scritto mi propongo di chiarire la relazione che esiste fra la proliferazione dei suicidi per motivi economici, la moltiplicazione dei casi di violenza e delle esplosioni di follia individuale, da un lato, e il modo di produzione neocapitalistico dominante, dall’altro lato, politicamente compendiato dalla cosiddetta democrazia liberale.

Per quanto riguarda i casi di violenza, dovuti a esplosioni di follia individuali, l’omologazione dell’occidente unificato dall’unico modello neocapitalistico ultraliberista, con l’esportazione di elementi culturali e stili di vita americani, accentua le similitudini fra la società nordamericana e quella di molti paesi europei, fra i quali vi è l’Italia in prima fila.

Gli stessi comportamenti dei soggetti borderline europei, un tempo più tranquilli, meno esplosivi, meno portati a compiere gesti estremi rispetto a quelli americani, tendono sempre di più ad assumere connotati violenti, a immagine e somiglianza di ciò che accade in quella che potremmo chiamare la società-modello, o anche la società-matrice, visto il fenomeno dell’esportazione dell’americanismo (americanismo secondario) in Europa e in Italia, e la trasformazione delle società europee secondo il modello nordamericano negli ultimi decenni.

La società nordamericana, in quanto società di mercato apparentemente senza classi, individualistica per genesi, fondata su un’immigrazione plurisecolare, è quella più adatta per garantire la riproduzione sistemica complessiva, rimuovendo ostacoli come i legami di classe e comunitari, togliendo acqua al pesce dell’antagonismo, subordinando al mercato la stessa politica. Le società europee si trasformano seguendo questa via, e la trasformazione, per quanto possiamo constatare con il semplice ausilio dell’esperienza quotidiana, è ormai in gran parte compiuta.

Quali sono le ragioni che hanno imposto un simile cambiamento, distruggendo fino alle fondamenta la specificità europea, per modellare le nostre società in accordo con gli interessi sovrani della classe dominante globale? ..