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sabato 27 settembre 2025

Il progresso.. cos'è ?

 
Il «Progresso» è un nome che definisce la qualità di un movimento. Esso infatti indica un movimento dotato di una direzione, un movimento orientato. 
Si dovrà inoltre aggiungere che la direzione si determina a partire da un punto di approdo, che viene giudicato anticipatamente migliore rispetto al punto di partenza.

Fenomenologicamente, infatti, il progresso è un mutamento che viene allo stesso tempo percepito e valutato, giacché oltre a possedere un orientamento viene giudicato necessario o auspicabile, perché migliorativo rispetto a ciò che lo precede.

Poiché però la coscienza lo percepisce e lo valuta come qualcosa che ancora non si è manifestato ma è appunto solo in procinto di manifestarsi, esso costituisce in realtà il fenomeno di una anticipazione.

Il progresso si inscrive cioè nella coscienza anticipatrice come correlato di un atto valutativo. Si tratta di valutare non una cosa e dunque un oggetto di valore, ma un movimento che, nella dialettica dei tempi, può essere definito al futuro, nel senso che verrà o è venuto «dopo» rispetto un «prima» che costituisce il suo inizio e la sua premessa...

sabato 1 febbraio 2025

Due sistemi di intelligenza artificiale si sono auto-replicati, cosa significa?


Due modelli linguistici di grandi dimensioni, Llama3.1-70B-Instruct e Qwen2.5-72B-Instruct, hanno superato la "linea rossa" dell'auto-replicazione, considerata un rischio significativo per il controllo dell'AI. 

Perché la ricerca inquietante dell'Università Fudan di Shangai solleva seri motivi di preoccupazione.

L’umanità in pericolo? Siamo spacciati? Ancora è troppo presto per dirlo, ma intanto dalla Cina non arrivano notizie confortanti.

Lo studio “Frontier AI systems have surpassed the self-replicating red line”, condotto dall‘Università Fudan, ha rivelato che due modelli linguistici di grandi dimensioni, Llama3.1-70B-Instruct e Qwen2.5-72B-Instruct, hanno superato il limite di auto-replicazione, a differenza di GPT-o1 e Gemini Pro 1.0 ...

sabato 13 luglio 2024

Prima della "quasi estinzione" dell'umanità, 900.000 anni fa, c'è stata una migrazione

 
Studi e ricerche si intrecciano in un racconto che porta indietro nel tempo, a un'era in cui Homo erectus, il nostro antico predecessore, danzava sull'orlo dell'estinzione. 

Il dibattito scientifico ha lungamente oscillato intorno al momento esatto di questa vicenda quasi dimenticata, con stime che vanno da 1,15 milioni a soli 930.000 anni fa.

Quest'ultimo calcolo, frutto delle moderne analisi genetiche, svela una popolazione ridottasi a meno di 1.300 individui, segnando un periodo di incredibile fragilità durato oltre centomila anni
La diversità genetica dell'uomo moderno porta ancora le cicatrici di quel periodo, mostrandosi notevolmente inferiore a quella che avrebbe potuto essere.

Le prove archeologiche hanno sempre giocato a favore di un mondo in cui gli ominidi erano diffusi, ma un recente studio propone una nuova interpretazione di questi dati, mettendo in discussione la precisione delle datazioni precedenti e suggerendo un vuoto demografico ben diverso. 
L'epopea si intreccia con i cambiamenti climatici e le migrazioni di massa, non solo umane ma di intere specie animali, che seguirono la prima fase glaciale del Pleistocene circa 900.000 anni fa ...

lunedì 8 aprile 2024

Il futuro della razza umana: estinzione o alveare umano?

 “L'alveare di Hellstrom”, scritto da Frank Herbert nel 1973, è una delle poche disamine solide di come una società umana “eusociale” potrebbe essere modellata sulla base dello stile di vita degli insetti sociali, come le api e le formiche. Potrebbe essere questo che il futuro remoto ha in serbo per la razza umana? E' impossibile dirlo ma io, per quanto mi riguarda, do il benvenuto ai nostri nuovi signori dell'alveare. 

Non ho dubbi sul fatto che siamo diretti a tutta velocità verso un grande collasso dell'ecosistema. Stiamo distruggendo il clima e la biosfera, avvelenando i mari, disperdendo metalli pesanti ovunque, creando isotopi radioattivi che non sono mai esistiti nei 4 miliardi di anni della storia della terra. Qualsiasi cosa accadrà, non sarà una bel vedere per coloro che saranno vivi per vederla.

Ma il collasso in arrivo significa la fine della specie umana? Questo non può essere escluso e il concetto di “Estinzione a Breve Termine” (Near Term Extinction -NTE) è persino diventato piuttosto popolare oggigiorno (*). Ma il problema rispetto all'estinzione umana non è quanto sia probabile. Il problema è che è noiosa. Ci estinguiamo ed è tutto, fine della storia. Potremmo persino distruggere l'ecosistema così gravemente da sterilizzare l'intero pianeta, facendo morire tutto il resto con noi. Ancora più noioso, non credete?

Eppure, il futuro rimane un soggetto affascinante e il futuro remoto (o “profondo”) è quello più affascinante. Supponiamo quindi che non muoiano tutti nel grande collasso; quale futuro è in serbo per l'Homo Sapiens? (**)....

lunedì 6 novembre 2023

Vivere nel rancore mette a rischio la libertà


“Se non ti piace l'Occidente, vai a vivere in Russia (o Cina) allora”. Non ce n'è più bisogno: i dementi che si riempivano la bocca di queste scemenze presto faranno essi stessi un viaggio in quei regimi senza spostarsi o spendere un centesimo. 

Tutte le tecnologie restrittive delle libertà personali sono sempre introdotte con un'ottima scusa. Una cosa viene introdotta per uno scopo, poi va bene anche per "altro" e pian piano le remore che si avevano inizialmente nei confronti di fenomeni meno gravi vengono bypassate. 

Si tratta alla fine di volontà e fantasia dei burocrati. Quando si ha uno strumento simile in mano e viene sdoganato nell'arco di poche iterazioni, state tranquilli che verrà utilizzato anche per le cose precedentemente "democratiche". Qualcuno ha detto reato d'opinione? 

Ovviamente si dovrà passare prima per una "strana" e diffusa ondata di attentati terroristici in Europa ...

sabato 3 giugno 2023

Ritrovare la dignità …

 
di Pietro Ratto

Io non credo in un'umanità che possa redimersi grazie al Buono di turno. Non ho mai creduto né negli americani post Seconda Guerra Mondiale, né - più recentemente - in un Trump o in un Putin.

Credo invece che esista una élite politica internazionale diffusa capillarmente in ogni Paese, letteralmente nelle mani dell'altissima finanza. Una élite intenzionata dunque a mantenere i popoli in stabile condizione di sottomissione, di povertà, di paura. Credo che guerre, carestie, epidemie abbiano soltanto questo scopo: costringere la gente ad affidarsi all'uomo forte, rinunciando ai propri diritti, alla propria vita, alla propria libertà.

Ho in mente un mondo in cui l'uomo non si affrancherà dalla sua schiavitù grazie a un "politico illuminato", perché questa è una definizione che, in se stessa, cela una profonda e quanto mai drammatica contraddizione in termini ...

sabato 19 giugno 2021

Buddismo - I dieci mondi

L’interesse principale del Buddismo riguarda il nostro stato vitale: la gioia o la sofferenza che possiamo sperimentare in ogni singolo istante dell’esistenza.
Ciò accade sempre attraverso l’interazione tra condizioni esterne e tendenze interiori.


La stessa situazione – per esempio uno stesso posto di lavoro – vissuta da qualcuno come tormento costante, per un’altra persona può essere fonte di soddisfazione.

Scopo della pratica buddista è quello di rafforzare lo stato interiore, in modo da affrontare e trasformare le situazioni più difficili e negative.
Basandosi sul Sutra del Loto, il Gran Maestro T'ien-t'ai – studioso buddista cinese del sesto secolo – sviluppò un sistema per classificare le esperienze umane in dieci stati o “mondi”. 

L’insegnamento dei dieci mondi fu adottato ed elaborato da Nichiren Daishonin, che evidenziò la natura intima e soggettiva di questi mondi: «Per prima cosa – si legge in un suo scritto – alla domanda di dove si trovino esattamente l’Inferno ed il Budda, un sutra afferma che l’Inferno esiste sotto terra ed un altro dice che il Budda risiede a occidente. Ma, a un attento esame, risulta che entrambi esistono nel nostro corpo alto cinque piedi».

Quali sono i Dieci mondi? ...

domenica 14 febbraio 2021

Le pecore sono pecore non perché DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo

Alcune frasi sono dotate di un simbolismo immediatamente riconoscibile. Quando le sentiamo, sappiamo immediatamente a cosa e a chi si riferiscono, possono addirittura approfondire la comprensione di una determinata situazione, se applicate nel modo giusto.

Riescono a spostare il nostro punto di vista permettendoci di osservare una determinata situazione in un modo completamente diverso. Potrebbero farci ridere, piangere, ma non rimarremo mai indifferenti di fronte a tali affermazioni.

Nel corso della storia ci sono sempre state persone che avevano ragione e, solitamente, una “maggioranza” che aveva torto, su ogni singolo problema. 
I difensori dell’ignoranza istituzionalizzata sostengono costantemente che la verità è “relativa” e che non dovrebbero essere criticati per le loro “opinioni”. Usano questo relativismo come copertura per la loro riluttanza ad ammettere di essere ignoranti. Vorrei chieder loro se credono di aver sempre ragione, di non avere nulla da imparare! Se la verità è “relativa”, se la moralità e i principi sono “grigi”, allora chi, potrà mai essere in torto nelle loro menti contorte? Sembrerebbe che le uniche persone che considerano assolutamente fuori luogo sono coloro che affrontano il sistema.

Quello che non riescono a capire è che le loro “opinioni” non sono frutto delle loro menti.
Ciò in cui credono è semplicemente il risultato di un condizionamento. 
Sono disposti ad abbracciare il sistema, non importa quanto ingiusto sia, perché la loro intera identità è basata sulla sua esistenza. Non critichiamo le persone perché non sono consapevoli (tutti in un momento o l’altro della nostra vita non lo eravamo), ma le ammoniamo perché negano dei fatti palesi, al fine di evitare di ammettere che hanno torto e che, forse, sono stati ingannati dall’establishment. Come chiamiamo, allora, queste persone che rimangono ostinatamente ignoranti (o comodamente ignare) di fronte ai fatti e seguono il gregge (il pensiero mainstream) a scapito della verità?

Noi li chiamiamo pecore…

martedì 31 dicembre 2019

Il risveglio dell'Umanità

Hanno sistematicamente distrutto o occultato il più possibile le antiche conoscenze poiché esse contenevano il segreto della nostra identità e della vera natura della vita.

Hanno manipolato tutte le maggiori indagini e ricerche volte a studiare le antiche conoscenze occulte e i manufatti antichi diffusi in tutto il mondo, assicurandosi che niente trapelasse della nostra vera natura e origine e che, nel caso in cui qualcosa emergesse, non venisse mai reso pubblico, né il suo vero valore venisse compreso. 

Hanno creato le religioni per imprigionare le menti della popolazione, riempirle di un senso di limitazione e di inferiorità e dipingere le conoscenze esoteriche come espressione del "male".

Hanno fondato la "scienza" per legittimare solo la sfera fisica e negare l'esistenza di altre frequenze di vita e sopprimere la conoscenza del nostro io multidimensionale. Ciò viene fatto ricompensando quelli che si allineano al partito e distruggendo la reputazione di chi non lo fa. 

Hanno introdotto i media per sommergere le nostre menti con la realtà che vogliono imporci; e per attaccare, ridicolizzare, condannare e distruggere chiunque minacci di denunciare la truffa e l'illusione su cui essa si poggia..

martedì 1 maggio 2018

Pianeta Terra - Siamo degli ospiti ...

La storia dell'umanità vista da un altro punto di vista, il punto di vista cosiddetto "alieno" ..
Un tantino provocatorio?
Pensiamoci: non vi ricorda un po' la Storia che viene sempre scritta dai vincitori? ... ^_^
Catherine

di Salvatore Brizzi

Coloro che oggi fanno parte della coscienza di massa sono i discendenti di quei primi schiavi appositamente creati per obbedire e non per pensare.

Coloro che guidano le masse sono i discendenti degli incroci fra esseri provenienti da altri pianeti e terrestri creati con la sperimentazione genetica. 

Dal momento che le razze extraterrestri sono più di una, le varianti derivanti da questi incroci sono molteplici. 

Da Venere e da Sirio provengono veri e propri maestri di saggezza. 

Quasi tutta la Gerarchia Bianca di Shambhalla di cui parlano la Blavatsky e la Bailey proviene da Venere ed è arrivata qui circa 18 milioni di anni fa, quando erano già stati creati i cosiddetti "terrestri" - che venivano utilizzati come forza lavoro - ad opera di razze aliene preesistenti ...

sabato 16 luglio 2016

L'Uomo ha perso. Ha vinto la farfalla

Francesco Salistrari.

L'umanità è stata sconfitta.
Sconfitta da sé stessa e dalla propria incapacità a comprendere quanto grandioso fosse il compito al quale essa avrebbe dovuto assurgere. Un compito che la natura, Dio, l'universo, chiamatelo come vi piace, le aveva affidato: quello di proteggere il mondo, la Terra, la sua casa, sua madre. Proteggere i suoi figli. La vita.
E invece l'umanità si è sconfitta da sé.

Ed il suono di questa sconfitta si ode in ogni angolo del mondo.
Nei rantoli di sofferenza di uomini, donne e bambini che muoiono di fame, di cancro, di stenti, di lavoro, di depressione. Nei lamenti di animali sgozzati a milioni. Nel suono di ferro delle industrie inquinanti. Nel suono del cemento che cade in pezzi sotto le sferzate del tremore della Terra. Nel rumore assordante delle auto incolonnate su strade di città infestate dal bruciare di benzina. Nel boato che fa un albero quando schianta a terra, ormai senza vita, col suo grido di dolore inimitabile. Nel suono dello sciacquettìo delle onde di un mare inquinato.
L'umanità si è vinta da sé.

E la sconfitta la senti in un odore...

lunedì 29 aprile 2013

10 cose su cui concentrarsi nel 2013

Dylan Charles

1. Dissipate la paura dalla vostra vita
Liberatevene una volta per tutte.
Sotterratela, e non tornate sui vostri passi.
La più micidiale forza che opera contro il giusto destino dell’umanità è la paura.
La paura è il componente base della Matrix, questa emozione umana da sola è più efficace anche della prigione di Guantanamo.
L’ascoltiamo alla radio, la vediamo negli show televisivi.
La paura è il sovrano di questo mondo moderno e va rimosso senza indugio.
La morte è la paura ultima degli uomini, riflettere sulla propria morte è di primaria importanza per poter stimolare cambiamenti positivi negli anni a venire.
Oltre alla morte, siamo programmati ad avere paura del dolore in ogni sua forma: dolore fisico e dolore per misere condizioni economiche, dolore sotto forma di senso di insicurezza e dolore di sentirsi diversi tra i nostri simili, per esempio.
Smettetela di scappare dal dolore.
Smettetela di mascherarlo con unguenti e con medicine che intorpidiscono la mente e intossicano il corpo.
Il dolore è il vostro più grande insegnante e alleato per confrontarvi con la paura.
Usatelo, imparate a conviverci e lasciate che il dolore delle vostre aspettative infrante rinvigorisca la vostra vita, conferendole nuovo spessore.
Solo una volta che non siete più pedoni della paura, potrete veramente fare la differenza in questo calderone di anime che chiamiamo vita...

venerdì 1 febbraio 2013

La vittima e il carnefice

Gianni Tirelli

Ciò che definiamo metaforicamente il “Diavolo” si inquadra in un’entità priva di qualsiasi forma di volontà, risultato ultimo di una mutazione indotta dalla degenerazione della coscienza individuale, che al valore etico della verità e alla passione intellettuale volta al suo conseguimento, ha sostituito l’inettitudine, la paura, il dubbio e la mercificazione della dignità!

Nelle nostre società “moderne”, ci sono sempre più individui che pur di scansare ogni fatica fisica, morale e psicologica, si adattano al peggio, tradendo così ogni vero sentimento umano, di amore e di valori. In questo modo, imparano a mentire e a fingere (sia con gli altri che a se stessi) in una sorta di commedia dell’assurdo che si propone di contrastare e placare un pungente disagio psico/somatizzante, prodotto da una paura esistenziale paranoide e dall’intima vergogna, relativa a un’auto stima ai minimi termini – fino a confondere, in seguito, la realtà con la commedia. Le attenuanti, poi, intervengono come elementi dopanti di deresponsabilizzazione e sistematica maldicenza, accusando gli altri di essere la vera causa dei nostri problemi e fallimenti!

In molti casi, una tale condizione, innesca una sorta di particolare sindrome di Stoccolma, rivisitata in chiave sociale e applicata ad un perverso rapporto di coppia. In questo modo, si condivide e si partecipa alla follia dell’altro per non impazzire, condividendone i lati più oscuri e schizofrenici e assecondando supinamente ogni sua scelta e malato desiderio. In questo caso, la vittima viene assimilata e risucchiata gradualmente, all’interno della personalità del carnefice, fino a divenirne lei stessa, parte integrante e dominante...