Studi e ricerche si intrecciano in un racconto che porta indietro nel tempo, a un'era in cui Homo erectus, il nostro antico predecessore, danzava sull'orlo dell'estinzione.
Il dibattito scientifico ha lungamente oscillato intorno al momento esatto di questa vicenda quasi dimenticata, con stime che vanno da 1,15 milioni a soli 930.000 anni fa.
Quest'ultimo calcolo, frutto delle moderne analisi genetiche, svela una popolazione ridottasi a meno di 1.300 individui, segnando un periodo di incredibile fragilità durato oltre centomila anni.
Quest'ultimo calcolo, frutto delle moderne analisi genetiche, svela una popolazione ridottasi a meno di 1.300 individui, segnando un periodo di incredibile fragilità durato oltre centomila anni.
La diversità genetica dell'uomo moderno porta ancora le cicatrici di quel periodo, mostrandosi notevolmente inferiore a quella che avrebbe potuto essere.
Le prove archeologiche hanno sempre giocato a favore di un mondo in cui gli ominidi erano diffusi, ma un recente studio propone una nuova interpretazione di questi dati, mettendo in discussione la precisione delle datazioni precedenti e suggerendo un vuoto demografico ben diverso.
Le prove archeologiche hanno sempre giocato a favore di un mondo in cui gli ominidi erano diffusi, ma un recente studio propone una nuova interpretazione di questi dati, mettendo in discussione la precisione delle datazioni precedenti e suggerendo un vuoto demografico ben diverso.
L'epopea si intreccia con i cambiamenti climatici e le migrazioni di massa, non solo umane ma di intere specie animali, che seguirono la prima fase glaciale del Pleistocene circa 900.000 anni fa ...
