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lunedì 1 giugno 2026

Non esistono più le mezze stragioni

- Comunque, De Gregori ha ragione.
- Su che?
- Sul fatto che non esistono più le mezze stragioni.
- Stragioni?
- Sì, le mezze stragioni.
- Cosa sono le mezze stragioni?
- Ma dai, hai capito. Le stragi tranquille, pacate. Quelle che non richiedono di schierarsi, gli stermini tiepidi, sobri, che non ti fanno sentire una merda se non prendi posizione.
- Perché una volta…?
- Eeh, una volta era diverso. Una volta nevicava a gennaio, faceva caldo ad agosto e le stragi erano moderate, contenute, distanti, mica come adesso.
- Adesso…
- Adesso è tutto un genocidio. Si passa subito dal cappotto pesante allo sterminio di donne e bambini e tu per forza ti senti in dovere di dire di qualcosa, di fare qualcosa.
- Invece no? ...

giovedì 12 marzo 2026

DDL antisemitismo: quando la politica decide quali opinioni sono legali


La lotta all’odio diventa così una norma ambigua che sfiora la censura e apre un conflitto diretto con la libertà di parola.

Quando l’antisemitismo diventa un reato di opinione

Il Senato ha approvato il disegno di legge contro l’antisemitismo, il cui punto centrale è l’adozione della controversa definizione operativa di antisemitismo formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). 
Il provvedimento, dopo il via libera con 105 voti favorevoli, è passato all’esame della Camera per il via definitivo.

Formalmente l’obiettivo è nobile: contrastare l’odio antiebraico, fenomeno reale e storicamente devastante. 
Ma come spesso accade quando la politica decide di legiferare sui sentimenti e sulle idee, il risultato rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Non una norma di tutela, bensì un dispositivo ambiguo che sfiora pericolosamente la censura...

martedì 3 marzo 2026

Perché negare l'esistenza della verità è falso e pericoloso per l'umanità?

La questione se esista una verità assoluta è oggetto di dibattito filosofico e scientifico secolare, con posizioni che variano dal relativismo (la verità è relativa al soggetto/contesto) all'assolutismo (esiste una realtà oggettiva). 
- OpenAI -

L'articolo non intende dare una risposta definitiva al dilemma secolare bensì invitare alla riflessione. Catherine. 

di Mirco Martucci

Ogni volta che negli ambienti olistici sento pronunciare il seguente ritornello: «la verità assoluta non esiste, esiste la mia verità e la tua verità» rabbrividisco dall'orrore e mi rendo conto di quanta ignoranza venga profusa (a caro prezzo) dagli odierni guru pseudo-spirituali che, nella migliore delle ipotesi, sono delle guide cieche che accecano ancor più i propri allievi, mentre, nel peggiore dei casi, sono dei maghi neri al servizio delle forze del male che hanno consapevolezza delle nefandezze che stanno compiendo.

La logica, la filosofia e la teologia hanno confutato da secoli la falsa opinione degli scettici radicali e ci mettono in guardia dai pericoli dovuti alla negazione della verità. 
In primo luogo è bene sapere che l’affermazione “la verità (assoluta) non esiste” è inconsistente in quanto logicamente contraddittoria.

Infatti, chi sostiene che “la verità (assoluta) non esiste” sta affermando una verità assoluta e dunque sta cadendo in contraddizione, in quanto egli stesso sta fornendo un esempio di ciò che ha sostenuto essere inesistente (detto in altre parole si tratta di una tesi auto-contraddittoria, che si nega da sé)....

venerdì 9 gennaio 2026

La rivoluzione dal divano

 di Joshua Stylman

Non è straordinario come abbiamo rivoluzionato la rivoluzione stessa? Nei tempi bui dell'attivismo – sapete, gli anni Novanta – le persone hanno dovuto sopportare difficoltà come “uscire” e “parlare con gli sconosciuti” per far sentire la propria voce. Portavano cartelli fisici, cantavano fino a perdere la voce e a volte saltavano persino il brunch. Tali sacrifici sembrano quasi barbari per gli standard illuminati di oggi.

Che tempi per essere vivi! Abbiamo finalmente perfezionato l'arte del massimo impatto con il minimo sforzo; abbiamo democratizzato la cura riducendola alla sua forma più essenziale: gesti performativi che non richiedono assolutamente alcuna conoscenza, sacrificio o impegno.

Non è meraviglioso come ora possiamo diventare istantaneamente esperti geopolitici di conflitti che non potremmo localizzare su una mappa? Ieri pensavate che la Crimea fosse un dessert italiano, oggi dibattete sulle no-fly zone come se steste tenendo un briefing alla NATO. Abbiamo imparato la geopolitica a velocità elevata: leggere i titoli, farsi un'opinione, fare la predica agli altri, tutto in meno di 30 secondi. 
Chi ha bisogno di leggere libri quando si ha l'Università di TikTok? ...

domenica 14 febbraio 2021

Le pecore sono pecore non perché DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo

Alcune frasi sono dotate di un simbolismo immediatamente riconoscibile. Quando le sentiamo, sappiamo immediatamente a cosa e a chi si riferiscono, possono addirittura approfondire la comprensione di una determinata situazione, se applicate nel modo giusto.

Riescono a spostare il nostro punto di vista permettendoci di osservare una determinata situazione in un modo completamente diverso. Potrebbero farci ridere, piangere, ma non rimarremo mai indifferenti di fronte a tali affermazioni.

Nel corso della storia ci sono sempre state persone che avevano ragione e, solitamente, una “maggioranza” che aveva torto, su ogni singolo problema. 
I difensori dell’ignoranza istituzionalizzata sostengono costantemente che la verità è “relativa” e che non dovrebbero essere criticati per le loro “opinioni”. Usano questo relativismo come copertura per la loro riluttanza ad ammettere di essere ignoranti. Vorrei chieder loro se credono di aver sempre ragione, di non avere nulla da imparare! Se la verità è “relativa”, se la moralità e i principi sono “grigi”, allora chi, potrà mai essere in torto nelle loro menti contorte? Sembrerebbe che le uniche persone che considerano assolutamente fuori luogo sono coloro che affrontano il sistema.

Quello che non riescono a capire è che le loro “opinioni” non sono frutto delle loro menti.
Ciò in cui credono è semplicemente il risultato di un condizionamento. 
Sono disposti ad abbracciare il sistema, non importa quanto ingiusto sia, perché la loro intera identità è basata sulla sua esistenza. Non critichiamo le persone perché non sono consapevoli (tutti in un momento o l’altro della nostra vita non lo eravamo), ma le ammoniamo perché negano dei fatti palesi, al fine di evitare di ammettere che hanno torto e che, forse, sono stati ingannati dall’establishment. Come chiamiamo, allora, queste persone che rimangono ostinatamente ignoranti (o comodamente ignare) di fronte ai fatti e seguono il gregge (il pensiero mainstream) a scapito della verità?

Noi li chiamiamo pecore…