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giovedì 26 marzo 2026

Come funziona il mondo? O ti fai sfruttare..o non mangi!

 Miliardi di esseri umani che si alzano al mattino senza averne alcuna voglia, forzando membra e psiche, ammalandosi di stress ed esaurimenti nervosi, per andare a fare un lavoro di merda che li renderà ancora più malati, debilitati nel cervello e nel fisico, e che arricchirà soltanto quel qualcuno che da questo ricatto (o ti fai sfruttare o non mangi), spacciato per diritto, ne ricava ogni privilegio.

In democrazia quel qualcuno privilegiato viene pure scelto dagli schiavi. Ma cosa vuole di più il capitalismo? 
Ve lo dico io cosa vuole di più: uno stato sempre più efficiente, con il servo sempre più deficiente! E ci riesce!

La schiavitù è una particolare forma di sfruttamento. Nelle società premoderne il padrone si appropria non solo del lavoro dello schiavo, ma della sua stessa vita, di cui può disporre arbitrariamente, anche al di fuori della sfera produttiva. 

La condizione servile definisce l’intera vita e l’identità dello schiavo, che deve obbedienza al padrone non solo durante le attività lavorative, ma nel corso della sua intera esistenza, a meno che non si affranchi e abbandoni il suo stato di schiavo ..

giovedì 12 marzo 2026

DDL antisemitismo: quando la politica decide quali opinioni sono legali


La lotta all’odio diventa così una norma ambigua che sfiora la censura e apre un conflitto diretto con la libertà di parola.

Quando l’antisemitismo diventa un reato di opinione

Il Senato ha approvato il disegno di legge contro l’antisemitismo, il cui punto centrale è l’adozione della controversa definizione operativa di antisemitismo formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). 
Il provvedimento, dopo il via libera con 105 voti favorevoli, è passato all’esame della Camera per il via definitivo.

Formalmente l’obiettivo è nobile: contrastare l’odio antiebraico, fenomeno reale e storicamente devastante. 
Ma come spesso accade quando la politica decide di legiferare sui sentimenti e sulle idee, il risultato rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Non una norma di tutela, bensì un dispositivo ambiguo che sfiora pericolosamente la censura...

venerdì 13 febbraio 2026

Psicopatici al Potere

 
di Leonardo Guerra
 
“Il Partito persegue il potere esclusivamente per il suo bene. Non ci interessa il bene degli altri; ci interessa solo il potere…. solo il potere, il potere puro. Cosa significhi potere puro lo capirete tra poco. Siamo diversi da tutte le oligarchie del passato perché sappiamo quello che stiamo facendo. Tutti gli altri, anche quelli che ci assomigliavano, erano codardi e ipocriti. I nazisti tedeschi e i comunisti russi si sono avvicinati molto a noi nei loro metodi, ma non hanno mai avuto il coraggio di riconoscere le proprie motivazioni.” (George Orwell, 1984)

L’importanza della visione

In ogni società è importante condividere una visione ampia, profonda e chiara che origini dai valori e dai principi fondativi della stessa. Serve per il suo sviluppo e per quello degli individui che la compongono.
Questo succede, in bene e/o in male, in ogni civiltà. Rappresenta un tipo di percezione e di concezione della vita e del mondo condivisa.

Una mappa mentale collettiva, così che la bussola valoriale consenta a tutti di orientarsi nello stesso modo nell’ambiente circostante. Ne deriva un lessico e un dizionario condiviso che consente di comunicare efficacemente e capirsi in modo univoco. In questo modo tutti hanno gli stessi punti di riferimento.
Ne deriva un linguaggio, un relativo codice lessicale, termini, significati e concetti comuni...

sabato 13 dicembre 2025

L'epistocrazia come soluzione ai problemi delle liberaldemocrazie?

È dall’epoca di Platone che ci interroghiamo sul concetto di democrazia che, nel corso dei millenni, ha assunto connotati più ampi o più restrittivi, privilegiando le urgenze e le sensibilità acuite nel corso dei secoli. 

Non a caso si parla di “forme di democrazia”. Il termine ha origine dal greco antico δ ed etimologicamente significa “governo del popolo”. In Europa la parola democratia comparve per la prima volta nel 1260, quando fu pubblicata la traduzione in latino del trattato la ’Politica’ di Aristotele, curata dai monaci domenicani.

E sempre dal greco arriva anche ’epistocrazia’ (epistème, “conoscenza” e dal suffisso krátos, “potere, governo”). 

È un neologismo che indica una forma di governo in cui il diritto di voto è subordinato alla conoscenza degli argomenti, senza porre limiti di censo o titolo.... 

sabato 16 agosto 2025

Benvenuti in Idiocracy: la realtà ha superato la satira e siamo fottuti

 Il futuro è adesso, e fa schifo. Nel 2006, quando uscì Idiocracy, la satira sembrava eccessiva. Troppo grottesca, troppo estrema. Sembrava una parodia. Oggi è un documentario.

All’inizio del ventunesimo secolo l’evoluzione umana era giunta a una svolta: la selezione naturale, il processo secondo il quale il più forte, il più intelligente e il più veloce si riproduce in misura maggiore rispetto agli altri, il processo che una volta aveva favorito gli aspetti più nobili dell’uomo aveva cominciato a favorire caratteristiche diverse.

 La maggior parte della fantascienza dell’epoca prevedeva un futuro più civile e più intelligente, ma col passare del tempo, le cose andarono nella direzione opposta. Un instupidimento generale. Com’era potuto accadere? L’evoluzione non sempre premia l’intelligenza e senza predatori naturali ad assottigliare il branco, cominciò a premiare coloro che si riproducevano di più e lasciò che gli intelligenti diventassero una specie in via d’estinzione. E andò avanti così per generazioni anche se nessuno quasi sembrò notarlo…
—Incipit dal film Idiocracy, 2006 ... 

martedì 22 luglio 2025

Smascherare l'illusione occidentale della democrazia

di Finn Andreen

In questi tempi politicamente turbolenti “l’illusione della democrazia sta svanendo in tutto il mondo”, così ha scritto di recente un esperto. In Occidente c’è una crescente sensazione che la “democrazia” non stia funzionando bene, ma non c’è ancora pieno e chiaro apprezzamento di questo fatto. Michel Maffesoli, professore onorario alla Sorbona di Parigi, afferma da diversi anni che “la fine dell’ideale democratico è ormai sotto gli occhi di tutti”. 
Segnali di ciò possono essere visti nelle elezioni problematiche che hanno avuto luogo in Francia e in altri Paesi. 

L'“ideale” o “illusione” della democrazia deriva da idee sbagliate diffuse su questo sistema politico, nonostante i chiari dubbi dei più illustri pensatori politici del passato. 

Le idee sbagliate più importanti sulla democrazia: i rappresentanti eletti sono in genere leali e disinteressati, e l'elettorato è in genere informato e razionale per quanto riguarda la politica ...

martedì 11 febbraio 2025

Perché l’Europa teme la libertà di parola

di Wolfgang Munchau

Conosciamo tutti la vecchia barzelletta che recita: quando un referendum europeo dà il risultato “sbagliato”, il Paese vota ancora finché non si ottiene il risultato “giusto”.

L'UE pensava che questo dovesse essere tristemente vero dopo la Brexit e infatti finora nessuno ha riso.

Anzi, la situazione è peggiorata.

Prendete la Romania, che di recente ha annullato le elezioni presidenziali quando Călin Georgescu, leader di una coalizione nazionalista di destra, ha vinto il primo turno. Thierry Breton, ex-commissario europeo francese, ha reso manifesta la mentalità dell'UE durante una recente intervista televisiva: “L'abbiamo fatto in Romania e ovviamente lo faremo in Germania se necessario”.

In altre parole, se non si può sconfiggere l'estrema destra, allora bisogna bandirla dal dibattito pubblico.

Non sono mai stato d'accordo con quello che Breton ha sempre detto, ma gli sono grato per aver esposto il suo caso con tale chiarezza. Durante il suo periodo come commissario per l'industria a Bruxelles, dal 2019 fino all'estate scorsa, quando Emmanuel Macron lo ha sostituito con una figura più compiacente, è stato la forza trainante dietro una serie di leggi progettate per mantenere l'Europa nell'età oscura digitale. La più estrema di suddette è stata il Digital Services Act (DSA) che obbliga “le grandi piattaforme online”, come X e Meta, a verificare i fatti e filtrare le fake news ...

mercoledì 4 dicembre 2024

I limiti dell'opinione pubblica e il fallimento della democrazia


di Finn Andreen

Non sempre viene ammesso, ma il popolo non potrà mai essere rappresentato dalla classe politica. 

Tuttavia l'opinione pubblica la influenza, a volte anche fortemente. In tutti i sistemi politici la minoranza al potere deve tenere conto, a vari livelli, dell'umore pubblico espresso nei municipi, nei sondaggi, nelle elezioni, nelle dimostrazioni e, ora, nei social media.

Il governo più stabile e popolare non è, quindi, necessariamente quello più “democratico”, ma quello che considera meglio l’opinione pubblica e adatta le sue linee di politica a essa quando necessario. 
L’impopolarità e l’instabilità politica della maggior parte dei governi occidentali odierni sono in parte spiegate dal fatto che l’opinione pubblica è stata sempre più ignorata dalla minoranza al potere, mentre le elezioni si sono trasformate in rituali “mediatizzati”.

Il sistema politico cinese non è amico della libertà, ma è stabile e popolare proprio perché, secondo un accademico cinese, il Partito Comunista Cinese cerca di “tastare il polso del pubblico nella governance e riflettere la volontà pubblica”. 

In Occidente c'è una notevole frustrazione derivante dal fatto che la priorità è sempre data ormai all'agenda politica dell'attuale oligarchia cosmopolita e finanziaria ...

venerdì 11 ottobre 2024

La finta democrazia nell’era della connessione

Il mercato vuole cittadini soli e dispersi, capaci di connettersi ovunque ma disabituati a qualsiasi relazione con la realtà. Per superare l’illusione dell’individualismo bisogna recuperare la “cultura del contatto”. 

di Roberto Mancini

La cultura del contatto è la via di superamento della finta comunicazione e della finta democrazia tipiche della cultura della connessione. 

Il problema non è l’esistenza della rete informatica, ma il suo essere utilizzata come dispositivo di potere controllato da monopolisti e come illusione, per le masse, di possibilità illimitate di relazione. 
La Rete oggi funziona come un’ideologia. Se le ideologie dei secoli passati si presentavano in quanto progetti di società e orizzonti di valori più o meno ingannevoli, ora le ideologie sono sottotraccia, vengono veicolate dai grandi sistemi organizzativi della società. 

Il mercato, la tecnologia, la burocrazia, il sistema mediatico e la geopolitica dei mille nazionalismi funzionano come ideologie non teoriche ma esecutive nella mente, nel lessico e nella quotidianità delle persone ...

giovedì 3 ottobre 2024

Dalla finta democrazia nasce l’oligarchia

In parlamento i partiti politici, maggioranza e opposizione, fanno finta di lottare: il loro scopo è di farsi rieleggere, di perpetuarsi al potere, di estenderlo e di respingere ogni visione del mondo che lo insidi. 
I leader diventano così professionisti della politica, stabili e pressoché inamovibili.

La ”La legge ferrea dell’oligarchia”, formulata nel 1911 dal politologo tedesco Robert Michels teorizzava che tutti i partiti/sindacati si evolvono da una struttura democratica aperta alla base, in una struttura dominata da una oligarchia ovvero da un numero ristretto di dirigenti.

Dinamiche apparentemente democratiche sono in realtà giochi riservati alle élites interne che controllano i diversi pacchetti di voto. 

Col tempo, chi occupa cariche dirigenziali si “imborghesisce” e si allontana “dalla base”, per diventare una élite compatta dotata dello spirito di un nuovo corpo all’interno di uno vecchio ...

venerdì 27 settembre 2024

I Puritani e la fondazione degli Stati Uniti d’America

Quanti conoscono la vera storia della nascita degli Stati Uniti d’America? 

Non mi riferisco alla propaganda ufficiale, in cui il galeone Myflower salpato il 6 settembre 1620 dall’Inghilterra, con a bordo 100 o 101 o 102 (a seconda delle versioni) Pilgrim Fathers,Padri Pellegrini, sarebbe giunto nel Nuovo Continente dopo due mesi di navigazione. Intendo la vera storia, sconosciuta agli stessi americani, che aiuta a comprendere il passato e il presente dell’impero coloniale americano, dedito a liberalizzare i mercati del mondo, ad arraffare e conquistare risorse di altri paesi, invadere Stati sovrani per esportare la democrazia. 
E’ necessario fare un salto nel passato partendo dal Medioevo.

Il Medioevo europeo

I romani vedevano la società in termini di collettivo; ognuno di loro si sentiva una parte del tutto. Di qui l’organizzazione statale che si diede, altamente collettivista, burocratizzata, militarizzata. Al vertice dell’organizzazione non stava un Parlamento, ma un uomo solo. Le decisioni prese dai Parlamenti sono il frutto di compromessi e mediazioni fra interessi diversi. L’Impero Romano scoraggiò l’iniziativa privata, perché tutto era regolato dallo Stato!
In particolare l’Impero annullò quasi del tutto i traffici commerciali privati, sia per terra che per mare e la figura del commerciante era sempre mal tollerata anche nella Roma repubblicana, divenne sempre più rara in tutto l’impero, sino a scomparire pressoché totalmente... 

martedì 20 agosto 2024

La democrazia dei burattini

C’era una volta, nella ridente nazione di Democrazia, un burattinaio di nome Potere, famoso per il suo ghigno beffardo e le lunghe dita nodose che si intrecciavano come serpenti affamati.

Con abilità diabolica, manovrava i suoi burattini politici, marionette goffe con teste vuote come zucche e cuori gonfi di vanità, più interessati alle poltrone dorate che al bene del popolo.


Ogni burattino politico brandiva una bandiera sgualcita, come un cavaliere senza destriero, recitando copioni logori su giustizia, libertà e prosperità. Ma dietro le loro maschere sorridenti, si nascondeva un groviglio di avidità e opportunismo, degno dei peggiori mercanti di anime.

Potere li muoveva a suo piacimento, tirando qua e là i loro fili invisibili come un maestro burattinaio al gioco. Li costringeva a promettere l’impossibile, ad accendere odi inutili come fiammiferi al vento, seminare discordia tra la gente semplice come semi di zizzania, dividendo il popolo in fazioni nemiche come polli nel pollaio. 

E la gente, accecata dall’illusione della scelta, si schierava, li applaudiva con un tifo da stadio degno dei tifosi più accaniti, ignara di essere solo uno strumento al servizio di un burattinaio senza scrupoli ...

sabato 8 giugno 2024

Astensionismo alle urne, qualche ragione per capire

Senso di tradimento, differenze minime tra i partiti, una diffusa sensazione di inutilità del voto: sono alcuni fattori che hanno fatto crollare il numero di votanti alle elezioni. E tutto lascia pensare che per le Europee il trend continuerà.

di Roberto Marchesini

L’affluenza alle elezioni, in Italia, è crollata da oltre il 90% a sotto il 50 (in alcuni casi anche meno); e tutto fa pensare che sarà molto bassa anche alle prossime elezioni europee. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le cause di questo astensionismo sempre più diffuso.

Una prima causa potrebbe essere spiegata dal cosiddetto «paradosso dei gelatai» (clicca qui). Su una spiaggia lunga un chilometro, due gelatai dividono la spiaggia in due e piazzano il proprio chiosco a metà della loro metà spiaggia, a cinquecento metri di distanza. Lentamente, per sottrarre all’altro dei possibili clienti, ciascuno dei due gelatai si avvicina al centro della spiaggia; alla fine i due gelatai si trovano entrambi al centro della spiaggia. Si tratta, ovviamente, di una metafora secondo la quale «destra» e «sinistra», per accaparrarsi i voti dei «centro» e degli indecisi, rinunciano alle posizioni più estreme e convergono tra loro verso un ipotetico «centro». 
Insomma: c’è differenza tra FdI, Lega e PD? O, in fondo, dicono tutti le stesse cose? 
Quindi perché votare l’uno o l’altro se, chiunque vinca, sarà comunque la stessa cosa? ...

domenica 14 aprile 2024

Il Giappone avverte che l'IA potrebbe causare il crollo totale dell'ordine sociale


.. Con conseguente guerra e fine della democrazia.

di Paul Joseph Watson

Due aziende giapponesi di primo piano hanno avvertito che l’intelligenza artificiale potrebbe causare un collasso totale dell’ordine sociale se non verrà rapidamente controllata.

Nippon Telegraph and Telephone (NTT) e Yomiuri Shimbun Group Holdings, la più grande società di telecomunicazioni e il più grande quotidiano del Paese, hanno pubblicato insieme il manifesto sull’intelligenza artificiale.

Il manifesto avverte che, se non viene approvata rapidamente una legislazione nei principali Paesi del mondo, l’intelligenza artificiale minaccia di decimare la democrazia e di provocare diffusi disordini sociali.

Indicando i programmi di intelligenza artificiale sviluppati dai giganti tecnologici statunitensi, il manifesto avverte: “Nel peggiore dei casi la democrazia e l’ordine sociale potrebbero crollare, provocando guerre”.... 

venerdì 10 novembre 2023

Dopo Berlino, tutti i ''muri della vergogna'' che restano. E che crescono.


Il 9 novembre del 1989 cadeva il Muro di Berlino. 

In quel momento iniziavano promesse di libertà e di garanzia dei diritti fondamentali, di apertura dei confini, di esportazione della democrazia. Ma davvero è andata così o si tratta di una grande utopia, di un miraggio, di un’illusione?

In realtà da quel giorno iniziava il grande inganno. 
Basta vedere cosa è accaduto negli ultimi 30 anni: l’estensione dell’egemonia statunitense e la diffusione di un modello economico insostenibile, la globalizzazione, l’annientamento di tutte le diversità culturali, politiche e religiose e la commissione di crimini contro l’umanità, la ricerca sfrenata del petrolio e la distruzione dell’intero Medio Oriente, il depauperamento di ogni risorsa naturale e la ribellione incombente della nostra Madre Terra, infine l’irrefrenabile corsa agli armamenti e il rischio, presente ogni giorno, di una Terza guerra mondiale.

Pensare che a quell’epoca i muri costruiti nel mondo erano a malapena 15. 
Mentre attualmente ce ne sono più di 70, inclusi quelli già finanziati. Sono muri della vergogna, dell’egoismo, dell’odio, dell’avidità e della follia! 
Sono muri che rispecchiano la malvagità della natura umana ...

martedì 3 ottobre 2023

L'illusione della democrazia moderna

di Salvatore Santoru

Sin dalla più tenera età siamo stati condizionati a credere ciecamente nel dogma moderno della democrazia.
Essa, ci viene detto, è la forma migliore e più adatta al funzionamento della società e del mondo, e oltre ad essa non esistono alternative.
Ora, basta una piccola riflessione per rendersi conto che la democrazia, o perlomeno il sistema democratico moderno dominante, non sia quella panacea che ci hanno fatto credere.
  
Questo non significa assolutamente portare avanti un messaggio antidemocratico o illiberale, tutt'altro.

Difatti, la cosiddetta democrazia per come ci viene presentata, è solo un'illusione.
Essa, per quanto si affermi basata sulla sovranità popolare, è in realtà fondata sul potere di diverse lobby, e quelle egemoni si può ben dire che dirigano il "teatrino".
Per quanto riguarda la sovranità popolare, si può ben dire che con l'attuale democrazia c'entri ben poco, a meno che con essa non si intenda solo il voto, che senza una reale e consapevole partecipazione di un popolo informato, risulta poco più che un rituale che ha perso la sua efficacia.
Come disse Charles Bukowski :

"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare" ....

venerdì 18 agosto 2023

Testamento di Muammar Gheddafi

Dopo le recentissime esternazioni del ministro Tajani ("Errore gravissimo lasciare uccidere Gheddafi, Libia scivolata nel caos") si torna a parlare dell'ex leader libico.

Non certo per lodarlo, anche se non fu né meglio né peggio di molti altrettanti dittatori ben nascosti dietro la parola "democrazia". Questo è il suo testamento.

"Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Benefico.

Per quarant’anni, o forse più, ho fatto tutto quello che ho potuto per dare al popolo case, ospedali, scuole. E quando aveva fame, gli ho dato cibo. Ho trasformato Bengasi da un deserto in un territorio fertile; ho resistito agli attacchi del cowboy Reagan quando, tentando di uccidermi, ha assassinato un’orfana, mia figlia adottiva, una povera bambina innocente.

Ho aiutato i miei fratelli e le mie sorelle dell’Africa con denaro per l’Unione Africana. Ho fatto di tutto per aiutare il popolo a comprendere il concetto del vero potere popolare, secondo il quale i comitati popolari governano il nostro paese. Per alcuni tutto questo non bastava mai: gente che aveva case di dieci stanze, abbigliamento e mobili di lusso. Egoisti come sono, chiedevano sempre di più a spese degli altri, erano sempre insoddisfatti e dicevano agli Statunitensi e ad altri visitatori che volevano “democrazia” e “libertà”. 

Non si volevano rendere conto che si tratta di un sistema di tagliagole, dove il cane più grosso divora tutto. Si facevano incantare da queste parole, non rendendosi conto che negli USA non ci sono medicine gratuite, ospedali liberi, case libere, istruzione libera, cibo garantito. Per costoro non bastava nulla di quello che facevo ... 

giovedì 6 luglio 2023

Sulla demopatia e sulla patocrazia…

Significato di demopatia e patocrazia in termini semplici

Negli ultimi tempi si è discusso tanto in Italia di demopatia, ovvero della patologia del popolo, delle masse. 

Non altrettanto invece e non sufficientemente si è discusso di patocrazia, termine coniato da Łobaczewski, per indicare il potere gestito da leader disturbati mentalmente, nello specifico narcisisti, affetti da disturbo antisociale, se non veri o propri psicopatici, come Hitler e Stalin, che erano sia sadici che necrofili, secondo le perizie psichiatriche. 

È molto più facile trattare di demopatia che di patocrazia, perché i potenti devono essere sempre lisciati per il verso giusto, perché è meno scomodo e crea meno problemi prendersela con il popolo. 
È molto più conveniente arruffianarsi con un potente che essergli contro. I potenti potrebbero sempre vendicarsi o attuare delle ritorsioni, emarginare oppure, se va bene, ostracizzare chi dà loro del folle. 

Un dittatore può uccidere i dissidenti o incarcerarli: non è solo storia, è ancora cronaca oggi. A volte non si può dare del pazzo a dittatori stranieri, anche quando ci sarebbero tutte le premesse, per non creare casi diplomatici e per non eliminare le tenui speranze di trattative, compromessi, negoziati, armistizi ...

sabato 1 luglio 2023

Il dogma del lavoro e il signoraggio bancario: schiavi per sempre.

"L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi."
- B. Russel -


Ciò per cui oggi falsamente si blatera (per lusingare gli animi e cullare il sonno alle teste vuote), è la necessità di un rinnovamento del sistema occupazionale basato su una certa etica del lavoro.

Punto primo, l’introduzione di un regime meritocratico. Il che, per l’appunto, se mai si realizzasse (e non è chiaro quali siano le coordinate del/di merito), sarebbe nient’altro che un nuovo regime, peggiore dell’attuale.

L’unico criterio di scelta attuabile in luogo della raccomandazione, in un sistema produttivo tecnocratico governato ai vertici da potentati monetari e finanziari, sarebbe la totale sottomissione ai dettami produttivi. Chi osasse avanzare dubbi, rivendicare qualcosa o semplicemente biasimare il sistema, non meriterebbe la calda accoglienza in seno agli addendi di questa sommatoria, non sarebbe degno di tanta grazia benefattrice.

Ma questo non è che un punto irrisorio, una variante della questione.

Il problema è chiedersi perché questi infeltriti cadaveri che sgambettano in preda al mito del benessere lavorativo, degli scatti in carriera, plaudano all’inasprirsi di un regime sotto le cui ronde boccheggiano e marciscono da secoli. Perché si sentano entusiasti e lusingati dalle prospettive di una carriera basata sull’obbedienza, sulla dedizione, sullo straordinario, abbacinati dalla prospettiva di una cena col capo o da qualche centesimo in busta paga.

L’uomo, originariamente, è altro. Il suo impiego coatto e quotidiano (pena la fame) nella catena di montaggio è una mostruosità che andrebbe perseguita con la galera...

mercoledì 14 giugno 2023

Rothbard aveva ragione: la guerra non migliora la libertà, la distrugge

Mai titolo fu più azzeccato di quello scelto per questo articolo. Ed è stato dimostrato anche di recente quando l'ennesimo giornalista italiano è stato ferito dalla parte che "supportiamo". 

Ecco che la propaganda di guerra ha alzato le barriere e sciorinato una serie di scuse assurde pur di giustificare chi è nel torto più marcio. 
Non a caso ho scritto "ennesimo", dato che il fato del povero Rocchelli è stato per lo più dimenticato dai media generalisti. 
Questi sono campanelli d'allarme sempre più squillanti per far capire che la guerra Russia/Ucraina non è una lotta ideologica tra le forze del "bene" e del "male", c'è una spiegazione più sensata del motivo per cui si stanno scannando e che a sua volta altera il modo in cui si vede la posta in gioco. 

Tale spiegazione si trova nel modo in cui gli stati cercano di promuovere i propri interessi e il proprio potere, o ciò che potremmo chiamare "interesse nazionale". 
Già nel 2014 John Mearsheimer, su Foreign Affairs, offriva una panoramica generale esaustiva: le potenze occidentali sono responsabili della crisi in Ucraina perché al vertice NATO del 2008 a Bucarest hanno ignorato gli interessi nazionali russi offrendo la futura adesione alla NATO sia alla Georgia che all'Ucraina. 
La Russia ne fu indignata e rese noto il suo dispiacere, prima con proteste formali e poi invadendo la Georgia. 
L'espansione della NATO ha continuato a ignorare sia gli interessi statali russi che gli esperti americani che predissero la crisi in cui ci troviamo ora. 
Nel 1998 George Kennan disse che l'espansione della NATO avrebbe portato a una nuova guerra fredda; l'ex-ambasciatore in Unione Sovietica, Jack Matlock, disse: “L'espansione della NATO è stato il più grave errore strategico commesso dalla fine della Guerra Fredda”; Ted Galen Carpenter disse: “Era del tutto prevedibile che l'espansione della NATO avrebbe portato alla fine a una tragica, forse violenta, rottura delle relazioni con Mosca. Gli analisti perspicaci hanno avvertito delle probabili conseguenze, ma quegli avvertimenti sono rimasti inascoltati. Ora stiamo pagando il prezzo della miopia e dell'arroganza della linea di politica estera statunitense”...