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giovedì 13 agosto 2026

Terra della confusione: il Grande Reset in movimento

 
 di Colin Todhunter

Le crisi mondiali a cui abbiamo assistito negli ultimi anni vengono spesso presentate come una sequenza caotica di eventi: una “pandemia”, l'inflazione, la carenza di energia e la guerra.
Non c'è da stupirsi se la maggior parte delle persone sia confusa. 

Tuttavia, un'analisi strutturale rivela una demolizione controllata e deliberata del contratto sociale del XX secolo.

Stiamo assistendo a una transizione da un modello capitalistico produttivo, che richiedeva una forza lavoro di massa numerosa e in salute, a quello che Yanis Varoufakis definisce un ordine tecnofeudale.

Il motore di questa transizione è stata una disperata strategia di stabilizzazione finanziaria attuata sfruttando un evento di salute pubblica. Come evidenziato dal professor Fabio Vighi, il sistema finanziario mondiale ha raggiunto un punto di instabilità terminale alla fine del 2019, come dimostrato dal crollo del mercato repo statunitense (dove le banche si prestano denaro a vicenda).

Congelando l'economia reale attraverso i lockdown, le banche centrali hanno effettuato massicce iniezioni di liquidità per salvare il settore bancario e finanziario...

domenica 2 agosto 2026

Traffico aereo ancora in crescita: i dati ACI Europa

Le guerre in corso nelle regioni dell’Europa orientale e del Medio Oriente hanno creato ampie zone prive di traffico aereo, visibili come spazi vuoti sulla mappa.

Innanzitutto: il paradosso dei voli low cost nel pieno della crisi – perché i prezzi su alcune rotte stanno calando (fino al 44%)?

Secondo un’analisi condotta dal Financial Times sulle tariffe di Google Flights, tra il 9 aprile e il 6 maggio i prezzi per i voli di luglio verso il Mediterraneo sono diminuiti su 27 delle 50 principali rotte europee. Il caso più significativo è la tratta Milano-Madrid, che ha visto un crollo del 44%. Su altre 15 tratte europee, tra cui collegamenti chiave come Londra-Nizza e Manchester-Palma, si registrano diminuzioni dei prezzi tra il 10% e il 15%. Articolo di maggio.

Un dettaglio: l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha recentemente pubblicato un rapporto di emergenza che autorizza l’uso del «Jet A», che non è più così diffuso come il «Jet A-1». Sto preparando un articolo su questo argomento. Vorrei sottolineare fin da ora che il JET-A è meno tossico del JET-A1. L’introduzione del Jet-A1 negli anni ’90 non ha portato a un miglioramento della qualità dell’aria, anzi, è stato proprio il contrario... 

lunedì 6 luglio 2026

250 anni di Storia e 230 anni di guerra: il paradosso americano


Nell’America di oggi, l’”Indipendence Day” assume il volto del paradosso. 

Da una parte ci sono fuochi d’artificio, parate, bandiere, discorsi patriottici e grandi eventi pubblici e dall’altra c’è un Paese in cui molti dubitano della salute della propria democrazia. La domanda non è più solo che cosa nacque il 4 luglio 1776, ma che cosa resta oggi della promessa di quel giorno. 

Gli Stati Uniti continuano a presentarsi come la patria della libertà e della democrazia liberale, ma è sempre più evidente una frattura aperta da anni: quella tra il mito americano e la sua realtà politica. 

Dalla Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 fino al 2026, gli Stati Uniti hanno trascorso circa 230 anni su 250 coinvolti in almeno un conflitto armato o operazione militare da qualche parte nel mondo (pari a oltre il 92% della loro esistenza come nazione).

Se si considerano tutte le forme di intervento — guerre dichiarate, conflitti con nativi americani, spedizioni punitive, operazioni coperte della CIA, occupazioni, peacekeeping e azioni con droni — il conteggio supera le 400-500 operazioni militari all’estero dal 1798 a oggi...

sabato 4 aprile 2026

Quando studiare per comprendere diventa uno sforzo sovrumano

Nel rumore continuo dell’informazione globale, le guerre sembrano scorrere davanti ai nostri occhi come sequenze inevitabili, quasi naturali. 

Eppure, a ben guardare, ogni conflitto porta con sé una trama complessa di interessi, paure e narrazioni costruite, dove la distinzione tra difesa e aggressione, tra sicurezza e potere, tende a sfumare fino a diventare opaca. 

È in questa opacità che si forma gran parte della percezione pubblica, spesso più orientata da linguaggi e simboli che da fatti verificabili.

Il Medio Oriente rappresenta oggi uno dei punti più concentrati di questa dinamica. 

Le tensioni non nascono mai nel momento in cui vengono raccontate come emergenze, ma affondano radici profonde, stratificate nel tempo, alimentate da equilibri fragili e da aspirazioni divergenti. 
Quando queste tensioni esplodono, il racconto che ne deriva raramente ne restituisce la complessità: prevalgono semplificazioni, schieramenti, etichette morali immediate. 

Questa riduzione rassicura, ma rischia di oscurare proprio ciò che sarebbe necessario comprendere...

martedì 24 marzo 2026

Il caro energia è un intoppo per l’intelligenza artificiale, ecco perché

di Maurizio Carmignani

C'è un paradosso che pochi hanno ancora messo a fuoco: l’economia digitale più avanzata della storia dipende, in misura crescente, da un combustibile fossile. 

Proprio questa dipendenza potrebbe mettere i freni al boom dell’intelligenza artificiale che ha trainato i mercati globali nel 2025.


Un documento che, sotto la superficie dei numeri sul commercio mondiale, contiene un avvertimento preciso per chi investe, decide e governa...

domenica 22 marzo 2026

Giornata mondiale dell’acqua 2026 - acqua come obiettivo militare

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2026, che cade oggi domenica 22 marzo, la guerra in Medio Oriente ci ricorda quanto l’acqua è una risorsa vitale. 

Le città sorte nel deserto potrebbero trasformarsi molto rapidamente in città fantasma, cosa di cui molti non sembrano ancora rendersi conto. 

I recenti atti bellici tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno aperto questo fronte: attacare gli impianti di desalinizzazione, fondamentali per l’approvvigionamento idrico della penisola arabica. Come hanno sottolineato Rosalie Bertel e Jacob Hamblin, la natura e le sue risorse stanno diventando in ambito militare un’arma di guerra letale.

Il tema ufficiale della campagna 2026 è Water and Gender, un invito ad approfondire il legame che esiste tra accesso all’acqua e parità di genere. Preferisco non esprimermi su questa scelta prioritaria e pongo quindi l’accento su un altro aspetto...

venerdì 20 marzo 2026

La guerra in Medio Oriente potrebbe diventare un'opportunità per l'Europa?

A cosa potrebbe portare il riorientamento dell'attenzione americana sull'Iran? Analisi di Gevorg Mirzaïan, politologo, giornalista e professore presso il dipartimento di scienze politiche dell'Università delle Finanze del Governo della Federazione Russa.

L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha rivelato un nuovo problema. 

E no, non si tratta della mancanza di sovranità nella politica estera europea – l'Europa ci è abituata; né della sostituzione degli interessi nazionali con valori astratti in questa politica – l'Europa considera questa la norma. Non si tratta nemmeno della totale mancanza di professionalità dell'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza: come abbiamo visto, si può allontanare una persona dall'Estonia, ma non si può allontanare l'Estonia da quella persona. 

No, il problema di Kaja Kallas è l'ossessione del presidente americano Donald Trump per il Medio Oriente. "Sia in Medio Oriente che in Ucraina c'è una competizione per le stesse tipologie di armi. È chiaro che l'attenzione degli Stati Uniti è attualmente concentrata sul Medio Oriente", ha lamentato. Non ha torto. 
Soprattutto perché questa attenzione ha diversi aspetti...

mercoledì 18 marzo 2026

Gli alti costi ambientali della guerra in Iran

L’Osservatorio sui conflitti e l’ambiente, fino al 10 marzo scorso, in pochi giorni di guerra ha censito 232 azioni belliche a forte rischio ambientale, per la maggior parte in Iran ma anche in Iraq, Giordania, Israele, Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Oman.

Nell’ennesimo dramma mediorientale, la guerra scatenata il 28 febbraio 2026 da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è difficile identificare l’aspetto più drammatico. 

La morte dei bambini, la possibile disgregazione di un grande Paese dalla storia millenaria, la distruzione di un sistema produttivo su cui comunque contano 90 milioni di abitanti, l’ulteriore stretta repressiva che potrebbe derivare da un regime che si sente alle strette, lo sconvolgimento economico globale causato dallo scontro in un’area tanto decisiva per gli approvvigionamenti energetici…

lunedì 23 febbraio 2026

Le guerre sono insostenibili

 

La follia dilaga, o la dissonanza cognitiva, o comunque la si voglia chiamare. 

Gli stessi che parlano di surriscaldamento globale e vietano di accendere il fuoco nel camino, infiammano le guerre, bruciano le terre e le vite.

Gli stessi giovani che ieri sono stati mandati in strada a protestare contro le emissioni, intese come CO2, ora devono essere preparati alla guerra, senza speranza per il futuro, una volta che saranno arruolati. 

Un milione e cinquecentomila giovani uccisi, questa è la cifra che oggi viene citata per l’Ucraina, una gioventù dissanguata... 

martedì 16 settembre 2025

No OIL No WAR: senza la Standard Oil, Hitler non avrebbe potuto fare la guerra


La news di oggi: Ucraina, Trump: Paesi Nato smettano di acquistare petrolio russo

Donald Trump ha diffuso su Truth Social una lunga lettera, indirizzata “a tutte le nazioni della Nato e al mondo”, in cui lega eventuali nuove sanzioni a Mosca a un impegno unitario dell’Alleanza. 

“Sono pronto a imporre dure sanzioni alla Russia quando tutte le nazioni della Nato avranno accettato, e iniziato, a fare lo stesso, e quando tutte le nazioni della Nato SMETTERANNO DI COMPRARE PETROLIO DALLA RUSSIA”, ha scritto il presidente americano.

“Come sapete, l’impegno della Nato a VINCERE è stato ben lontano dal 100%, e l’acquisto di petrolio russo, da parte di alcuni, è stato sconcertante! – ha denunciato il tycoon – Indebolisce enormemente la vostra posizione negoziale e il vostro potere contrattuale nei confronti della Russia. In ogni caso, io sono pronto a ‘partire’ quando lo siete voi. Basta che diciate quando”. FONTE

Un dato del 2023: Le importazioni UE di GNL russo sono aumentate del 40% dall’invasione dell’Ucraina Nel primo semestre del 2025 l’Ue ha importato gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia per un valore di circa 4,48 miliardi di euro, uno in più rispetto all’anno prima VEDI QUI

Questo riporta alla mente un pezzo di storia. Le ipocrisie non sono una novità....

sabato 28 giugno 2025

Il Genio è uscito dalla bottiglia. Ora cosa ne facciamo?

Fidatevi dell'Intelligenza Artificiale!

Dal 2015, l’AIEA si è affidata alla piattaforma Mosaic AI di Palantir, che analizza milioni di dati, tra cui immagini satellitari, social media e file personali, per prevedere le minacce nucleari.

Invece di prove concrete, il sistema ha mostrato “anomalie” nei siti iraniani di Fordow e Lavisan-Shian, ripetendo così anni di reclami diffusi.

Il sistema ha analizzato il comportamento e i metadati e ha poi formulato ipotesi, o meglio, supposizioni, sulle intenzioni dell’Iran.
Le analisi algoritmiche di Mosaic hanno sostituito l’intelligence convenzionale e hanno trasformato correlazioni di dati probabilmente senza rischi in un semaforo verde per la guerra.

Il 12 giugno, l’Iran ha fatto trapelare documenti che dimostrano che il direttore dell’AIEA Rafael Grossi ha passato i dati di Mosaic a Israele, trasformando l’agenzia in uno “strumento di aggressione”.
RISULTATO? Beh, è quello che abbiamo visto ...

mercoledì 25 giugno 2025

Armi nucleari: perché l'attenzione dovrebbe concentrarsi su Israele, non sull'Iran


Israele è uno dei cinque paesi al mondo a non aver firmato il Trattato di non proliferazione nucleare delle Nazioni Unite: gli altri sono India, Pakistan, Corea del Nord e Sudan del Sud. 

Il trattato riconosce come stati nucleari solo i paesi che avevano sviluppato armi nucleari prima del 1967, e che sono anche i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU: Stati Uniti, Russia (al tempo Unione Sovietica), Cina, Regno Unito, Francia. 

Tutti gli altri stati che hanno bombe nucleari sono in violazione del trattato e dovrebbero smantellarle: per questo quindi alcuni non vi aderiscono, come Israele. Il programma nucleare israeliano è molto sviluppato e molto segreto

Il Medio Oriente come zona libera da armi nucleari


Jan Oberg

Perché l’attenzione dovrebbe concentrarsi su Israele, non sull’Iran. Israele possiede tra le 90 e le 400 armi nucleari. Ecco cosa emerge da un semplice dialogo con un’intelligenza artificiale. Qualsiasi giornalista potrebbe farlo. Nessuno lo fa ...

lunedì 12 maggio 2025

Come gli inglesi hanno inventato le rivoluzioni colorate


“Ciò che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi è un tipo molto specifico di colpo di stato, chiamato Rivoluzione colorata”.

Lo affermò l'ex-collaboratore di Trump, Darren Beattie, durante un intervento al programma di Tucker Carlson il 15 settembre 2020.

La maggior parte delle persone aveva la sensazione che ci fosse qualcosa di sospetto nelle elezioni successive, ma era difficile dire cosa.
Beattie diede un nome al problema: lo chiamò “Rivoluzione colorata”.

La definì come “un modello di cambio di governo favorito da molti nel nostro apparato di sicurezza nazionale. Utilizza uno scenario elettorale contestato e progettato” per interrompere e scavalcare le elezioni legittime, spiegò Beattie.
L'America aveva utilizzato questa tecnica per decenni in modo da rovesciare i governi all'estero.
Ora, accusò Beattie, si stava pianificando un'operazione simile contro Trump ...

domenica 27 aprile 2025

La vera e inquietante storia dietro Winnie the Pooh


Il film “Goodbye Christopher Robin” racconta gli effetti della guerra sulla psiche dello scrittore A.A. Milne e il suo rapporto complicato con il figlio, elementi alla base delle avventure dell'orso che ha incantato i bambini di tutto il mondo.

Esistono storie poco conosciute che si nascondono dietro libri diventati famosi in tutto il mondo. Basti pensare, ad esempio, alla vita di James Matthew Barry, dalla cui penna ha preso vita Peter Pan.

La biografia di Alan Alexander Milne, scrittore, poeta e creatore delle avventure del famosissimo orsacchiotto Winnie the Pooh, è una di queste. Ma non è una favola, e non è neanche a lieto fine. È una storia di guerra, di rapporti complicati tra padre e figlio, e di un successo che travolge e scombussola la vita di un’intera famiglia.

Alla vita di Milne è ispirato il film Goodbye Christopher Robin, uscito ad ottobre 2017 negli Stati Uniti (proiettato in Italia a partire dal 21 dicembre 2017 - NdC) con il titolo Addio Christopher Robin. Nel film, girato da Simon Curtis, regista di Marilyn, lo scrittore è interpretato da Domhnall Gleeson (l’attore che ha recitato come Bill Weasley nei film su Harry Potter), mentre la moglie Daphne è interpretata da Margot Robbie (The Wolf of Wall Street)...

mercoledì 26 febbraio 2025

L'umiliazione dell'Unione Europea


Nel contesto delle attuali dinamiche geopolitiche stiamo assistendo alla marginalizzazione dell'UE, in particolare riguardo al conflitto in Ucraina e alle relazioni transatlantiche.

Mentre i ministri e i leader europei sono impegnati a tenere riunioni e rilasciare dichiarazioni fantasiose, gli Stati Uniti relegano l'UE ai margini della storia. L'analista geopolitico Alexandre Regnaud cerca di capire come e soprattutto perché.

Recentemente, mentre il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, interveniva alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, partecipava a una riunione del gruppo di contatto sull'Ucraina a Bruxelles, l'Unione Europea è stata informata della sua esclusione dai colloqui di pace sull'Ucraina in Arabia Saudita. Questo episodio rappresenta un'ulteriore umiliazione per un'entità i cui rapporti con gli Stati Uniti sono sempre stati ambigui, ma che l'amministrazione Trump sembra intenzionata a subordinare e mettere sotto pressione, con profondo disprezzo.

L'attuale amministrazione statunitense è composta da individui con forti convinzioni politiche e religiose che influenzano le loro azioni. 

Per loro, l'Unione Europea non è un'entità rappresentativa ...

domenica 16 febbraio 2025

Cina-USA, le ricadute militari della corsa all'Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente trasformando il carattere della guerra. Quella ucraina ha dato un’accelerazione alla svolta. E l’AI era molto attiva a Gaza.

di Giuseppe Gagliano

Nella competizione per l’egemonia globale, la sfida tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale non riguarda solo innovazione tecnologica e progresso economico, ma anche e soprattutto il controllo delle applicazioni militari di una tecnologia destinata a trasformare il modo in cui le nazioni combattono, si difendono e proiettano potere. Da tempo, entrambi i Paesi investono massicciamente nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, con la consapevolezza che le future guerre saranno vinte non solo sul terreno ma anche sui circuiti dei processori grafici e negli algoritmi di apprendimento automatico.

Negli Stati Uniti, l’AI è ormai integrata in quasi tutti i sistemi militari strategici, dall’intelligence al controllo operativo. Durante l’intervento in Siria, i droni americani hanno dimostrato la potenza di questa tecnologia: algoritmi di visione artificiale hanno permesso di identificare bersagli con una precisione mai vista prima, riducendo il rischio di errori umani. Questi stessi algoritmi hanno anche analizzato in tempo reale immagini satellitari per prevedere movimenti delle truppe nemiche, offrendo un vantaggio strategico cruciale ...

venerdì 27 settembre 2024

I Puritani e la fondazione degli Stati Uniti d’America

Quanti conoscono la vera storia della nascita degli Stati Uniti d’America? 

Non mi riferisco alla propaganda ufficiale, in cui il galeone Myflower salpato il 6 settembre 1620 dall’Inghilterra, con a bordo 100 o 101 o 102 (a seconda delle versioni) Pilgrim Fathers,Padri Pellegrini, sarebbe giunto nel Nuovo Continente dopo due mesi di navigazione. Intendo la vera storia, sconosciuta agli stessi americani, che aiuta a comprendere il passato e il presente dell’impero coloniale americano, dedito a liberalizzare i mercati del mondo, ad arraffare e conquistare risorse di altri paesi, invadere Stati sovrani per esportare la democrazia. 
E’ necessario fare un salto nel passato partendo dal Medioevo.

Il Medioevo europeo

I romani vedevano la società in termini di collettivo; ognuno di loro si sentiva una parte del tutto. Di qui l’organizzazione statale che si diede, altamente collettivista, burocratizzata, militarizzata. Al vertice dell’organizzazione non stava un Parlamento, ma un uomo solo. Le decisioni prese dai Parlamenti sono il frutto di compromessi e mediazioni fra interessi diversi. L’Impero Romano scoraggiò l’iniziativa privata, perché tutto era regolato dallo Stato!
In particolare l’Impero annullò quasi del tutto i traffici commerciali privati, sia per terra che per mare e la figura del commerciante era sempre mal tollerata anche nella Roma repubblicana, divenne sempre più rara in tutto l’impero, sino a scomparire pressoché totalmente... 

martedì 17 settembre 2024

È questo il Mondo che vogliamo?

di Carlo Rovelli

Nel 1999, la NATO ha bombardato Belgrado per 78 giorni con l’obiettivo di smembrare la Serbia e dare vita a un Kosovo indipendente, oggi sede di una delle principali basi NATO nei Balcani.

Nel 2001, gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, provocando 200.000 morti, un Paese devastato e nessun risultato politico.

Nel 2002, gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal Trattato sui missili anti-balistici, nonostante le strenue obiezioni della Russia, aumentando drasticamente il rischio nucleare.

Nel 2003, gli Stati Uniti e gli alleati della NATO hanno rinnegato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite entrando in guerra in Iraq con un pretesto. L’Iraq è ora devastato, non è stata raggiunta una vera pacificazione politica e il parlamento eletto ha una maggioranza pro-Iran ...

lunedì 4 marzo 2024

Un popolo di ignoranti convinto di avere la ragione in tasca

di Gianluca Napolitano

Se si deve andare in guerra - che sia commerciale o guerreggiata poco importa- e pagarne le conseguenze sarebbe almeno utile sapere il perché.

L'accanimento contro la Russia che si vede in Italia è preoccupante, deleterio, foriero di future sventure perché dimostra che ormai questo paese moralmente e intellettualmente è allo sfascio totale.

Perché si basa tutto su presupposti morali che siamo gli ultimi al mondo a poter sventolare.

Gli italiani - con la loro storia - sono gli ultimi ad avere diritto di parlare di "aggressori", dovrebbero solo tacere e guardare per aria fischiettando sperando che nessuno si ricordi chi sono e da dove vengono ...

lunedì 27 novembre 2023

Un ordine internazionale pacifico necessita di mercati liberi

 
Prendere una delle parti in un conflitto bellico significa modificare le percezioni delle persone cosicché esse siano allineate agli interessi statali in gioco? 
Stiamo parlando pur sempre di contribuenti, i quali vedono in prima linea i loro soldi quando si tratta di spesa pubblica. 

Giudicherete voi, cari lettori, dopo che vi avrò portato alcuni esempi. Thomas Gibbons-Neff, corrispondente dall'Ucraina per il New York Times, ha scritto un articolo in cui descrive come gli addetti stampa ucraini e alcuni giornalisti occidentali abbiano cercato di minimizzare, giustificare o coprire l'uso dei simboli nazisti da parte dei soldati ucraini. Un passaggio specifico racconta di fotoreporter occidentali che chiedevano ai loro soggetti di rimuovere le toppe con gli emblemi nazisti prima di scattare foto, oltrepassando il limite tra documentare e la messa in scena. 

L'ex-editorialista del New York Times, Ben Smith, ha pubblicato un articolo in cui riportava che molti giornalisti occidentali sono diventati frustrati dal modo in cui il governo ucraino utilizza l'accesso e l'accreditamento per modellare la copertura della guerra. Ad esempio, l'esercito ucraino ha minacciato di revocare le credenziali di un fotoreporter dopo che aveva scattato foto di soldati coscritti con la forza senza la presenza o il permesso di un addetto stampa militare. 

In un altro esempio, una troupe della NBC News si è recata in Crimea per intervistare i residenti sulla guerra. Dopo aver riferito che la maggior parte delle persone con cui avevano parlato preferiva che la Crimea appartenesse alla Russia, il governo ucraino ha revocato le credenziali della NBC e ha confinato suddetta troupe in un hotel. Smith parla persino di Gibbons-Neff a cui è stato revocato l'accesso e le credenziali dopo aver riferito dell'uso da parte dell'Ucraina di munizioni a grappolo vietate. 

Ma tutto questo non è qualcosa di nuovo o insolito: il governo degli Stati Uniti ha utilizzato tattiche simili per plasmare la narrazione delle sue guerre in Afghanistan e Iraq ...