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domenica 22 marzo 2026

Giornata mondiale dell’acqua 2026 - acqua come obiettivo militare

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2026, che cade oggi domenica 22 marzo, la guerra in Medio Oriente ci ricorda quanto l’acqua è una risorsa vitale. 

Le città sorte nel deserto potrebbero trasformarsi molto rapidamente in città fantasma, cosa di cui molti non sembrano ancora rendersi conto. 

I recenti atti bellici tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno aperto questo fronte: attacare gli impianti di desalinizzazione, fondamentali per l’approvvigionamento idrico della penisola arabica. Come hanno sottolineato Rosalie Bertel e Jacob Hamblin, la natura e le sue risorse stanno diventando in ambito militare un’arma di guerra letale.

Il tema ufficiale della campagna 2026 è Water and Gender, un invito ad approfondire il legame che esiste tra accesso all’acqua e parità di genere. Preferisco non esprimermi su questa scelta prioritaria e pongo quindi l’accento su un altro aspetto...

giovedì 19 giugno 2025

Dal lenzuolo al divano, Israele torna buono

 di Pasquale Liguori

Non pochi avevano creduto - ingenui - a un barlume di rinsavimento del sistema. Persino i media liberal padronali (Repubblica, Corsera, Mentana & co.), dopo mesi di complicità, sembravano accorgersi che a Gaza si stava consumando un genocidio. 

Addirittura, il PD balbettava qualcosa del genere e quelli del “né con… né con…”, del “7 ottobre condannato senza se e senza ma” in premessa, si erano messi in marcia. 

E via poi con Ong, Onlus, Pro Loco, scout, festival, tavoli per la pace, arcobaleni, gruppi facebook infervorati. Tutti in un nuovo coro, allineato. Con le loro grafiche emotional da “ultimo giorno”, i leggiadri hashtag solidali, le bianche lenzuola stese e quei cinque minuti di buio programmato per dar luce alle coscienze.

Ricorderemo questo vivace mese di redenzione ...

venerdì 27 marzo 2020

La guerra è a Washington (.. cosa sta facendo Donald Trump?)

CLAUSOLA DI NON RESPONSABILITA’. L’approfondimento che segue è la traduzione di un articolo dell’analista americano Paul Craig Roberts. 
Ad ogni buon conto le tesi contenute offrono molteplici occasioni di riflessione, se non altro per gli alti incarichi ricevuti da Roberts nel recente passato e la sua profonda conoscenza degli apparati militari statunitensi.


di Paul Craig Roberts

Adesso è il momento giusto per tutti di capire cosa sta facendo Donald Trump e di provare a decifrare l'ambiguità di come lo sta facendo.

Il controverso presidente ha un'agenda molto più chiara di quanto chiunque possa immaginare, sia in politica estera, che in affari interni, ma dal momento che deve rimanere al potere o, addirittura, rimanere in vita per raggiungere i suoi obiettivi, la sua strategia è così raffinata e sottile che quasi nessuno può vederla.
Il suo obiettivo generale è così ambizioso che deve seguire percorsi ellittici casuali per passare dal punto A al punto B, usando schemi che confondono le persone nella loro comprensione dell'uomo.

Ciò include la maggior parte dei giornalisti indipendenti e i cosiddetti analisti alternativi, così come gli editori di notizie false tradizionali e una grande maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda la sua strategia, potrei fare un'analogia rapida e accurata con i farmaci: la maggior parte delle pillole sono progettate per curare un problema, ma presentano una serie di effetti secondari.

Bene, Trump sta usando le medicine esclusivamente per i loro effetti collaterali, mentre il primo scopo della pillola è di mantenerlo al potere e vivo. Entro la fine di questo articolo, vedrete che questa metafora si applica praticamente ad ogni decisione, mossa o dichiarazione che ha fatto.
Una volta capito Trump, sarete in grado di apprezzare la straordinaria presidenza che sta conducendo, al cui livello nessun predecessore si è mai avvicinato ...

giovedì 16 gennaio 2020

Oltre la storia - World History, verso un mondo policentrico

Uno dei primi sentieri battuti dagli studiosi della World History è quello degli area study, con l’intento di promuovere lo studio di regioni del mondo tradizionalmente ai margini degli interessi dell’Accademia europea e nordamericana.


L’introduzione di questo programma ebbe un profondo impatto sull’intero sistema universitario ed arricchì notevolmente il patrimonio di conoscenze sulla storia, le strutture politiche e socio economiche così come i sistemi valoriali di quei continenti che fino a quel momento erano sempre stati ritenuti poveri e messi da parte. 

Per quel che riguarda la storia cinese, ad esempio, i lavori comparativi di Bin Wong e Kenneth Pomeranz hanno dato un quadro della Cina settecentesca radicalmente diverso rispetto a quello offerto dalla storiografia tradizionale. 
La società cinese del XVIII secolo emerge da tali studi, infatti, come protagonista di sviluppi assimilabili alle rivoluzioni industriali europee, relativi quindi alla riorganizzazione dei modelli di lavoro domestico e di consumo, e paragonabile alle regioni del vecchio continente in relazione al ruolo svoltovi dalle attività di mercato. 

Una riconsiderazione critica della storia del mondo moderno in cui alcuni studiosi, tra cui il giapponese Kaoru Sugihara ha avanzato un’originale interpretazione relativa a un peculiare e indipendente paradigma di sviluppo economico dell’Asia orientale, fondato su un modello Labour Intensive in contrasto con quello Capital Intensive occidentale. 

A rivendicare l’esistenza di questa via moderna giapponese sono stati, inoltre, alcuni studi basati su una reinterpretazione dell’isolamento Tokugawa che, al contrario di quello che si pensa, avrebbe rappresentato un alternativa alla rivoluzione inglese ...

lunedì 9 maggio 2016

Wikileaks dell’acqua: il Medio Oriente nell’occhio del ciclone

Di ‘Ali Ibrahim. Asharq Al-Awsat (19/04/2016). Traduzione e sintesi di Mariacarmela Minniti

La rivista Newsweek ha recentemente pubblicato un rapporto preoccupante, trasmesso dal Centro di giornalismo d’inchiesta, che parla di una delle sfide più gravi che affronta il mondo: l’esaurimento delle riserve di acqua potabile disponibili per la popolazione mondiale, che aumenterà di circa due miliardi nei prossimi anni.

Il rapporto, che sembra fantascienza e si basa su telegrammi segreti di diplomatici americani pubblicati da Wikileaks, avverte che la carenza idrica causerà disordini socio-politici di grandi dimensioni.

Il Medio Oriente sarà nell’occhio del ciclone dopo che numerosi paesi avranno esaurito le riserve di acqua sotterranea, soprattutto in Yemen e in Siria, dove secondo alcune analisi, la penuria idrica nelle zone rurali ha contribuito a spingere i due Paesi verso il caos e la divisione. La teoria sarebbe che quando il regime è debole, non riesce a trovare soluzioni a simili sfide ambientali.

Secondo il rapporto, funzionari dell’ambasciata americana in Svizzera hanno visitato la sede della Nestlé – la più grande azienda produttrice di alimenti nel mondo, dove suoi responsabili hanno esposto una visione estremamente pessimistica; un diplomatico ha inviato addirittura un telegramma dal titolo “Visita alla Nestlé … dimenticatevi la crisi finanziaria. Il mondo soffre per la mancanza di acqua dolce”...

domenica 25 novembre 2012

Medioriente: verso la III guerra mondiale?



Cosa sta succedendo in medio oriente?
Fino alla settimana scorsa non si sentiva parlare da un bel po’ di Gaza e Hamas, poi di colpo sappiamo tutti quel che è successo. Ma parallelamente la questione siriana è scomparsa dalle prime pagine dei giornali, nonostante i combattimenti continuino. Ci si è invece concentrati sulla nuova coalizione di opposizione siriana riconosciuta da diversi stati tra cui l’Italia. Ma se leggiamo altri giornali la versione è diversa e Assad viene presentato come un governante afflitto da movimenti interni finanziati e sobillati dai servizi segreti degli stati stranieri.

In queste righe troverete una raccolta di notizie da varie testate di diverse nazioni. Giusto per farci un’idea di quanto complessa sia la situazione e di come parziale sia ciascun punto di vista.

Partiamo da una notizia poco diffusa in Italia: mercoledì 24 ottobre Israele ha attaccato la fabbrica di munizioni di Yarmouk, in Sudan.
La denuncia è arrivata dal ministro sudanese dell’informazione, Ahmed Belal Osman spiegando come siano stati visti 4 aerei caccia arrivare da est.
Anche l’ambasciata sudanese in Inghilterra ha denuncia l’accaduto.
Israele non conferma né smentisce ma accusa il Sudan di essere uno snodo chiave per la fornitura di armi a Hezbollah e ad Hamas...