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sabato 23 maggio 2026

Colloqui scuola-famiglia

 - La mamma di Israele?.. 
- Sì.
- Prego, si accomodi. Allora da dove cominciamo.
- Mi dica lei, professore.
- C’è qualche problemino.
- Eh, lo so.
- Qualche problemino col comportamento.
- Lo so, lo so, professore.
- Non voglio drammatizzare, per carità. Diciamo che il ragazzo è…
- Vivace.
- Ecco, un po’ vivace.
- Sta sulla difensiva.
- Bravissima, diciamo sulla difensiva.
- Però in quella classe l’hanno preso di mira.
- Ha ragione, l’hanno preso un po’ di mira.
- Perché è sensibile.
- Stellina di David. 
- Non sembra sa, ma è un ragazzino molto fragile.
- Ma si vede, è un ragazzino fragile di un metro e novanta per centodieci chili. Questo noi del corpo docente l’abbiamo capito.
- Poi c’è quel bruttissimo trauma familiare...

giovedì 30 aprile 2026

L’invenzione del "popolo ebraico”

E se ...?
E se la storia ufficiale del popolo ebraico, costruita e tramandata dagli studiosi, non fosse altro che un mito con cui giustificare l’impresa coloniale dello Stato di Israele? 

E se la narrazione che ne propone una storia “unitaria”, descrivendola come un percorso lineare che dall’epoca biblica arriva ai giorni nostri con il ritorno nella terra perduta, fosse il falso ideologico di una storiografia di stampo nazionalista?
Nella sua opera più importante, che ha acceso un ardente dibattito in diversi paesi ed è diventata un best seller, lo storico israeliano Shlomo Sand smonta la teoria dell’esilio forzato a opera dei Romani, sostenendo che gli ebrei discendano da una moltitudine di convertiti provenienti da varie aree del Medio Oriente e dell’Europa orientale.

Il viaggio a ritroso nella storia proposto da Sand, basato su fonti e reperti archeologici, mette in discussione con coraggio le fondamenta della politica identitaria dello Stato di Israele ed è animato dalla speranza in un futuro di pace e in una società israeliana aperta e multiculturale...

venerdì 8 agosto 2025

Osare sperare

  di Caitlin Johnstone

Almeno 100.000 australiani, tra cui il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, hanno marciato per Gaza, attraversando il Sydney Harbour Bridge sotto la pioggia battente durante una manifestazione tenutasi domenica 3 agosto. 

Non è passato molto tempo da quando mi chiedevo sinceramente se avremmo mai più rivisto il volto di Assange, figuriamoci in pubblico, figuriamoci a Sydney, figuriamoci a capo di quella che doveva essere una delle più grandi manifestazioni pro-Palestina mai tenute in Australia.
 
Osate essere incoraggiati. 

La luce sta facendo capolino....

mercoledì 6 agosto 2025

Sionismo, l’utopia che il potere ha corrotto

Un progetto ideologico nato per liberare e finito per colonizzare 

(Immagine: 14 maggio 1948, poche ore prima della fine del mandato britannico sulla Palestina, David Ben Gurion, leader del movimento sionista, proclama ufficialmente la nascita dello Stato di Israele) 

di Simone Galgano

Il sionismo come movimento politico nasce ufficialmente nel 1897 con il Primo Congresso Sionista a Basilea, anche se le sue radici affondano in una più antica aspirazione del popolo ebraico a tornare nella terra di Israele. Il movimento fu fondato da Theodor Herzl, che pubblicò nel 1896 il libro Der Judenstaat (Lo Stato degli ebrei), delineandone gli obiettivi.

Moses Hess è considerato un precursore del sionismo, in particolare di quello socialista. La sua opera Roma e Gerusalemme, del 1862, è considerata un testo fondamentale per il sostegno all’idea del ritorno degli ebrei nella Terra di Israele in una società di tipo socialista. Peccato che queste origini siano state da subito, a livello strutturale, cavalcate dal sionismo nazionalista. 
I precursori socialisti e idealisti fanno parte di un'epoca dimenticata e nei fatti non hanno mai contaminato positivamente la trasformazione del sionismo in un contenitore nazionalista e reazionario...

mercoledì 16 luglio 2025

Il sionismo non è l'ebraismo


di Ariel Levi di Gualdo
(intervento pubblicato sul Quotidiano La Sicilia del 27.07.06)

Il Sionismo non è l’Ebraismo, è un moto politico nazionalistico nato a fine Ottocento da profughi in fuga desiderosi di sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei dei paesi slavi e della Grande Russia. 

Agli ebrei della Russia zarista e poi comunista non bastava più sognare, avevano bisogno di mettersi in salvo dalle angherie.

Non si può parlare di Sionismo senza partire da corretti elementi storici, né questi può fondersi all’occupazione dei Territori palestinesi. Si tratta di due elementi originati da problemi diversi, anche se decenni dopo l’ideologia sionista e il dramma palestinese risulteranno connessi.
Il Sionismo oggi dovrebbe essere morto alla stregua del Comunismo, tanto per ricordare un altro movimento che accese d’illusioni masse oppresse. Il ciclo del Comunismo si chiuse a fine anni Ottanta attraverso tre tappe: la passione rivoluzionaria, il consolidamento ideologico, il pervertimento politico nato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Dopo vari ictus il Comunismo morì per arresto cardiaco.

La fase ciclica del Sionismo è identica, ma con una differenza: agli inizi del Terzo Millennio si trova nella fase del pervertimento politico generato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Quel che fa sorridere è che la fallimentare ideologia sionista sia protetta da quei paesi liberali che per decenni combatterono la fallimentare ideologia marxista, Stati Uniti in testa a tutti... 

mercoledì 25 giugno 2025

Armi nucleari: perché l'attenzione dovrebbe concentrarsi su Israele, non sull'Iran


Israele è uno dei cinque paesi al mondo a non aver firmato il Trattato di non proliferazione nucleare delle Nazioni Unite: gli altri sono India, Pakistan, Corea del Nord e Sudan del Sud. 

Il trattato riconosce come stati nucleari solo i paesi che avevano sviluppato armi nucleari prima del 1967, e che sono anche i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU: Stati Uniti, Russia (al tempo Unione Sovietica), Cina, Regno Unito, Francia. 

Tutti gli altri stati che hanno bombe nucleari sono in violazione del trattato e dovrebbero smantellarle: per questo quindi alcuni non vi aderiscono, come Israele. Il programma nucleare israeliano è molto sviluppato e molto segreto

Il Medio Oriente come zona libera da armi nucleari


Jan Oberg

Perché l’attenzione dovrebbe concentrarsi su Israele, non sull’Iran. Israele possiede tra le 90 e le 400 armi nucleari. Ecco cosa emerge da un semplice dialogo con un’intelligenza artificiale. Qualsiasi giornalista potrebbe farlo. Nessuno lo fa ...

giovedì 19 giugno 2025

Dal lenzuolo al divano, Israele torna buono

 di Pasquale Liguori

Non pochi avevano creduto - ingenui - a un barlume di rinsavimento del sistema. Persino i media liberal padronali (Repubblica, Corsera, Mentana & co.), dopo mesi di complicità, sembravano accorgersi che a Gaza si stava consumando un genocidio. 

Addirittura, il PD balbettava qualcosa del genere e quelli del “né con… né con…”, del “7 ottobre condannato senza se e senza ma” in premessa, si erano messi in marcia. 

E via poi con Ong, Onlus, Pro Loco, scout, festival, tavoli per la pace, arcobaleni, gruppi facebook infervorati. Tutti in un nuovo coro, allineato. Con le loro grafiche emotional da “ultimo giorno”, i leggiadri hashtag solidali, le bianche lenzuola stese e quei cinque minuti di buio programmato per dar luce alle coscienze.

Ricorderemo questo vivace mese di redenzione ...

mercoledì 29 gennaio 2025

L’Esodo, di Cinzia Mele


Il libro dell’esodo descrive come Israele sfuggì miracolosamente alla schiavitù egizia e la successiva conquista della Terra promessa, situata oltre la penisola sinaitica; la fuga dall’oppressore sotto la guida di Mosè sancì una svolta epocale per Israele che rinvigorì la fede e rinsaldò l’identità nazionale.

Datare con precisione il più celebre evento veterotestamentario è impresa ardua, poiché il testo non cita il nome del “faraone dell’esodo”, né dei predecessori che ebbero contatti diretti con Giuseppe e ancor prima con Abramo; tuttavia, gli studiosi  ritengono che l’uscita dall’Egitto sia verosimilmente collocabile tra il XV e il XIII secolo a.C.

L’esodo è oggetto di acceso dibattito non solo per quanto riguarda la collocazione temporale, ma anche per altri aspetti che non hanno trovato conforto in quelle evidenze che ci si aspetterebbe di trovare a fronte di un evento colossale che avrebbe dovuto lasciare molte impronte.
Alla fine del 1800 l’archeologo britannico Flinders Petrie portò alla luce nell’attuale Luxor la stele di Merenptah, così chiamata in riferimento al faraone che governò l’Egitto all’inizio del XIII secolo a.C. ...

venerdì 31 maggio 2024

Sionismo - significato e storia del movimento sionista

Il sionismo è un movimento politico che si propone di guidare il ritorno degli ebrei in Palestina e la formazione di uno Stato ebraico. Il termine sionismo deriva da Sion, nome del colle su cui sorge la città di Gerusalemme.

L’idea del ritorno alla Terra Promessa da Dio a Mosè, cioè la Palestina, affonda le sue radici nella distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. In quell’anno gli ebrei furono massacrati e i sopravvissuti furono deportati come schiavi dai Romani.

Nel 135 d.C. l’imperatore Adriano vietò agli ebrei di risiedere a Gerusalemme e in tutta la Palestina. 

Da allora gli ebrei si considerano un popolo in esilio ...

lunedì 6 maggio 2024

Il piano di Bibi per Gaza

Guardate l’immagine: non è Montreal, non è Kyoto, non è Abu Dhabi. E’ Gaza, come Netanyahu vorrebbe che diventasse dopo la fine della guerra.

L’immagine è tratta da un documento pubblicato alcuni giorni fa dal PMO israeliano, ovvero l’Ufficio del Primo Ministro (Benjamin Netanyahu), che contiene un “piano per rivitalizzare l’economia di Gaza” dopo l’invasione militare.

Il piano è fortemente improntato ad una logica economica di tipo occidentale: prevede infatti che il porto di Gaza diventi un vero e proprio hub commerciale che colleghi Europa e Medio Oriente tramite il Mediterraneo.

Secondo il piano, sarà una coalizione di paesi arabi (Egitto, Arabia Saudita, EAU, Giordania) a gestire gli aiuti umanitari che arrivano a Gaza ...

sabato 13 aprile 2024

I successi del boicottaggio al regime israeliano: il caso McDonald's e l'app "No Thanks"

 
 di Agata Iacono

Da questa parte del "mondo democratico occidentale", molti di noi si dibattono tra rabbia e la sensazione drammatica di impotenza nell'assistere allo sterminio in diretta di un intero popolo.

A volte questo senso di frustrazione si trasforma in disagio somatizzato, in depressione (parlo per me e per gli amici e compagni con cui mi confronto ogni giorno). In altri casi, invece, rischia di generare reazioni di autoconservazione fatalista, ricerca del deus ex machina, rimozione.

Eppure qualcosa si muove. Qualcosa possiamo fare. 
Una piccola goccia insistente sta scavando la roccia ...

domenica 31 marzo 2024

Cosa farebbe oggi Gesù in Palestina?

 
 di Piero Cammerinesi

Dopo oltre cinque mesi di sangue e distruzione a Gaza, invece di pensare al modo di fermare l’orrore, c’è chi non trova niente di meglio da fare che tirare in ballo addirittura Gesù Cristo per portare acqua al proprio mulino.

Oddio, non che sia una storia nuova, questa; da duemila anni slogan come “Dio è con noi”, “Dio lo vuole”, et similia sono sulla bocca di tutti i contendenti dall’uno all’altro versante della carneficina di turno.
E, purtroppo, proprio i rappresentanti di quella che è una religione di un Dio d’amore, il cristianesimo, sono da sempre in prima linea – dalle crociate alle conversioni forzate dei “pagani” in tutto il mondo – nell’intolleranza di pensiero e nella violenza dell’azione ...

mercoledì 6 dicembre 2023

Qual è il piano israeliano del canale Ben Gurion e perché Gaza è importante


Mentre Israele intensifica il suo attacco a Gaza, l’attenzione si sposta sul controverso progetto del canale Ben Gurion, originariamente proposto negli anni ’60 come alternativa al Canale di Suez.

Mentre Israele continua il suo assalto alla Striscia di Gaza assediata , online si parla di un’opportunità economica a lungo discussa, nota come Progetto del Canale Ben Gurion.

Prendendo il nome dal padre fondatore di Israele, David Ben-Gurion , il progetto, concepito alla fine degli anni '60, mirava a creare una rotta alternativa al Canale di Suez, la principale rotta marittima che collegava l'Europa e l'Asia.

Mentre Israele rifiuta le richieste di cessate il fuoco e la sua campagna militare su Gaza non mostra segni di fine immediata, diventa fondamentale approfondire il contesto storico del progetto del Canale Ben Gurion , il suo significato proposto e l’intricata geopolitica che circonda il Canale di Suez.

Per comprendere le motivazioni alla base della proposta è necessario esplorare la complessa storia del Canale di Suez, l’ Aggressione Tripartita del 1956 e gli shock inaspettati per il commercio mondiale derivanti dalla sua chiusura.

Questo contesto sottolinea la potenziale importanza strategica di un canale alternativo, controllato da Israele, nelle dinamiche in continua evoluzione della regione ..

lunedì 23 ottobre 2023

La storia di Israele e la "mission" del Sionismo

 di Marcello Pamio (11 gennaio 2009)

«Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi come i nazisti»
- Norman G. Finkelstein, intellettuale ebreo i cui genitori furono vittime dell’Olocausto -

«Alla fine degli Anni Cinquanta, quel grande pettegolo e storico dilettante che era John F. Kennedy mi disse che nel 1948 Harry Truman, proprio quando si presentò candidato alle elezioni presidenziali, era stato praticamente abbandonato da tutti. Fu allora che un sionista americano andò a trovarlo sul treno elettorale e gli consegnò una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Ecco perché gli Stati Uniti riconobbero immediatamente lo Stato d’Israele». Gore Vidal, prefazione del libro “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni” di Israel Shahak

Una piccola striscia di terra lunga circa 45 chilometri e larga 10 in cui vivono un milione e mezzo di palestinesi è martoriata da oltre 60 anni. 
Tsahal, il fiero esercito israeliano da settimane sta letteralmente sterminando una popolazione inerme, come ripercussione, dicono, a lanci di missili da parte di Hamas in territorio israeliano. 
Razzi che avrebbero provocato la morte di 5 militari (altri 4 sono stati uccisi dal “fuoco amico”[1], cioè dagli stessi soldati), mentre nelle fila degli arabi, gli assassinati dal democratico stato di Israele sarebbero oltre 900 con diverse migliaia di feriti[2].
Numeri purtroppo destinati ad aumentare con il passare del tempo e delle incursioni ...

mercoledì 16 febbraio 2022

Un fossile di 1,5 milioni di anni riscrive la teoria "Out of Africa".


.. Ma alcuni esperti vogliono più prove.

Secondo un nuovo studio, una vertebra di 1,5 milioni di anni di una specie umana estinta portata alla luce in Israele suggerisce che gli antichi esseri umani potrebbero essere migrati dall'Africa in più ondate.

Sebbene gli esseri umani moderni, Homo sapiens, siano ora gli unici membri sopravvissuti dell'albero genealogico umano, altre specie umane un tempo vagavano per la Terra. Uno studio precedente aveva rivelato che molto prima che gli esseri umani moderni uscissero dall'Africa, già circa 270.000 anni fa, le specie umane ora estinte erano già migrate dall'Africa all'Eurasia almeno 1,8 milioni di anni fa, durante le prime epoche del Pleistocene ( 2,6 milioni a 11.700 anni fa), epoca che includeva l'ultima era glaciale.

Gli scienziati avevano discusso e si erano chiesti se gli antichi umani si fossero dispersi dall'Africa in un evento unico o in più ondate. 

Ora, i ricercatori hanno scoperto che quest'ultimo scenario è più probabile, basato su una vertebra appena analizzata da una specie umana sconosciuta. Con circa 1,5 milioni di anni, la vertebra è la prova più antica di esseri umani in Israele, ha dichiarato a WordsSideKick.com l'autore principale dello studio Alon Barash, paleoantropologo e anatomista umano presso la Bar-Ilan University in Israele ... 

venerdì 27 marzo 2020

La guerra è a Washington (.. cosa sta facendo Donald Trump?)

CLAUSOLA DI NON RESPONSABILITA’. L’approfondimento che segue è la traduzione di un articolo dell’analista americano Paul Craig Roberts. 
Ad ogni buon conto le tesi contenute offrono molteplici occasioni di riflessione, se non altro per gli alti incarichi ricevuti da Roberts nel recente passato e la sua profonda conoscenza degli apparati militari statunitensi.


di Paul Craig Roberts

Adesso è il momento giusto per tutti di capire cosa sta facendo Donald Trump e di provare a decifrare l'ambiguità di come lo sta facendo.

Il controverso presidente ha un'agenda molto più chiara di quanto chiunque possa immaginare, sia in politica estera, che in affari interni, ma dal momento che deve rimanere al potere o, addirittura, rimanere in vita per raggiungere i suoi obiettivi, la sua strategia è così raffinata e sottile che quasi nessuno può vederla.
Il suo obiettivo generale è così ambizioso che deve seguire percorsi ellittici casuali per passare dal punto A al punto B, usando schemi che confondono le persone nella loro comprensione dell'uomo.

Ciò include la maggior parte dei giornalisti indipendenti e i cosiddetti analisti alternativi, così come gli editori di notizie false tradizionali e una grande maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda la sua strategia, potrei fare un'analogia rapida e accurata con i farmaci: la maggior parte delle pillole sono progettate per curare un problema, ma presentano una serie di effetti secondari.

Bene, Trump sta usando le medicine esclusivamente per i loro effetti collaterali, mentre il primo scopo della pillola è di mantenerlo al potere e vivo. Entro la fine di questo articolo, vedrete che questa metafora si applica praticamente ad ogni decisione, mossa o dichiarazione che ha fatto.
Una volta capito Trump, sarete in grado di apprezzare la straordinaria presidenza che sta conducendo, al cui livello nessun predecessore si è mai avvicinato ...

mercoledì 3 aprile 2019

Antisemitismo: tutto quello che avresti voluto sapere e non hai mai osato chiedere

 Chi è un ebreo?

E’ una persona di religione ebraica, o che comunque condivide cultura e valori dell’ebraismo; è ebreo chi nasce da madre ebrea o si converte. 
Ciascun ebreo ha caratteristiche fisiche e comportamenti sociali differenti.

La religione ebraica è la prima religione monoteista della storia. 

In seguito alla diaspora, ovvero alla dispersione del popolo ebraico su tutto il territorio mondiale, essa si è declinata nel corso dei secoli in modo leggermente diverso nei singoli contesti ed ha assunto caratteristiche specifiche in base ai luoghi e ai tempi con cui veniva in contatto, così che ad oggi essa ingloba al suo interno vari modelli di religiosità, tutti però accomunati dalla condivisione di certe norme culturali comuni.

Dove vivono gli ebrei?

Nel 70 dell’era volgare il tempio di Gerusalemme venne distrutto dai Romani. Da quel momento il popolo ebraico si disperse ed errò in lungo e in largo, trovando domicilio in ogni paese del mondo.La dispersione degli ebrei (denominata diaspora) fuori dalla Palestina iniziò però nel VI secolo prima dell’era volgare, quando il Tempio di Gerusalemme venne distrutto, e gran parte della popolazione ebraica deportata a Babilonia.
 Nel Medioevo le comunità ebraiche dell’Europa settentrionale e occidentale subirono molte persecuzioni e spesso furono espulse dai paesi di residenza. A partire dalla seconda metà del Settecento i principali centri della diaspora furono quelli dell’Europa orientale e dalla seconda metà dell’Ottocento vi fu un consistente movimento migratorio verso gli Stai Uniti. Dalla fine dell’Ottocento crebbe rapidamente il movimento di colonizzazione della Palestina ..

giovedì 14 dicembre 2017

Gerusalemme tra Pace definitiva e Guerra continua

Per comprendere questo scenario la geopolitica non è sufficiente.
E' necessario passare ad un livello superiore, quello nel quale le scelte di determinate congreghe occulte immettono nella politica e nell’economia le spinte per pilotare la direzione dell’umanità ...

di  Piero Cammerinesi

    All’indomani dell’annuncio da parte di Trump di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme...
    riconoscendo di fatto la città sacra per i tre monoteismi - oltre che per Templari e Massoneria - come la capitale dello Stato di Israele, mi sono chiesto quale sia il senso reale di tale mossa.

    Da una parte è vero che questo progetto è stato caldeggiato prima di lui - oltre che, evidentemente, dai sionisti - da altri presidenti USA, ma è altrettanto vero che, di fatto, è stato sempre rimandato di anno in anno perché palesemente inopportuno, visti i delicatissimi equilibri geopolitici di questi territori.
    Gli USA, infatti, avevano già pianificato dal 1995, con il “Jerusalem Act”, di spostare l’ambasciata a Gerusalemme ma tutti i presidenti da allora, per non mettersi in urto con gli alleati arabi, hanno rimandato sempre la decisione operativa passando la patata bollente al successore.
    Un'altra chiave interpretativa è che The Donald abbia, con tale gesto, abbia voluto mantenere l’impegno, assunto in campagna elettorale, di traslocare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, città che, sino ad oggi, era considerata capitale di Israele solo dagli israeliani ...

    domenica 25 novembre 2012

    Medioriente: verso la III guerra mondiale?



    Cosa sta succedendo in medio oriente?
    Fino alla settimana scorsa non si sentiva parlare da un bel po’ di Gaza e Hamas, poi di colpo sappiamo tutti quel che è successo. Ma parallelamente la questione siriana è scomparsa dalle prime pagine dei giornali, nonostante i combattimenti continuino. Ci si è invece concentrati sulla nuova coalizione di opposizione siriana riconosciuta da diversi stati tra cui l’Italia. Ma se leggiamo altri giornali la versione è diversa e Assad viene presentato come un governante afflitto da movimenti interni finanziati e sobillati dai servizi segreti degli stati stranieri.

    In queste righe troverete una raccolta di notizie da varie testate di diverse nazioni. Giusto per farci un’idea di quanto complessa sia la situazione e di come parziale sia ciascun punto di vista.

    Partiamo da una notizia poco diffusa in Italia: mercoledì 24 ottobre Israele ha attaccato la fabbrica di munizioni di Yarmouk, in Sudan.
    La denuncia è arrivata dal ministro sudanese dell’informazione, Ahmed Belal Osman spiegando come siano stati visti 4 aerei caccia arrivare da est.
    Anche l’ambasciata sudanese in Inghilterra ha denuncia l’accaduto.
    Israele non conferma né smentisce ma accusa il Sudan di essere uno snodo chiave per la fornitura di armi a Hezbollah e ad Hamas...

    domenica 5 febbraio 2012

    Per le femmine israeliane la guerra è un videogioco

    Si chiama “Spot and Shoot” (”Localizza e Spara”). Gli operatori siedono di fronte ad un monitor TV dal quale possono controllare l’azione grazie ad un joystick in stile Playstation. 
    L’obiettivo: uccidere. 
    Giocato da: giovani femmine dell’esercito Israeliano.

    Spot and Shoot, come viene chiamato dall’esercito Israeliano, potrebbe sembrare un videogioco ma le sagome nello schermo sono persone reali – Palestinesi di Gaza – che possono venire uccise con la semplice pressione di un pulsante nel joystick.

    Le femmine in divisa, situate ben lontane in delle stanze operative, sono responsabili nel mirare e sparare le mitragliatrici controllate a distanza che sono collocate in delle torrette posizionate a distanza di qualche centinaio di metri fra di loro lungo un recinto che circonda Gaza.

    Il sistema è uno degli ultimi congegni per “l’uccisione a distanza” sviluppati dall’azienda per armamenti Israeliana Rafael, che precedentemente era una divisione di ricerca militare all’interno dell’esercito Israeliano e ora è un’azienda governativa separata.

    Secondo Giora Katz, il vice presidente di Rafael, apparati militari di controllo a distanza come Spot and Shoot rappresentano il futuro. Katz ritiene che entro un decennio almeno un terzo dei mezzi utilizzati dall’esercito Israeliano per il controllo di terra, aria e mare saranno senza pilota...