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sabato 23 novembre 2024

Grande Puffo? ...

 - Grande Puffo?
- Sì ..? .
- Ti posso disturbare un attimo? Dovrei parlarti di una cosa.
- Certo, certo. Accomodati. Tu sei?
- Eh, è proprio di questo che volevo parlarti. Io non lo so.
- Come non lo sai?
- Io non so chi sono. Cioè, so che sono un puffo, ma che puffo sono?
- Che domanda bizzarra. Risolviamo subito. Che mestiere fai?
- Raccolgo puffbacche.
- Perfetto, sei Puffo Raccoglitore. A posto così Puffo Raccoglitore, grazie di essere passato. Ricordati che un tesoro c’è nel fiore accanto a te e riduci i consumi…
- Aspetta.
- Cosa?
- Io non sono Puffo Raccoglitore.
- Hai detto che raccogli puffbacche.
- Lo faccio da due mesi, son stagionale. C’è gente che lo fa da molto più tempo. Perché uno di loro non è Puffo Raccoglitore?
- Perché saranno puffo qualcos’altro ...

venerdì 24 aprile 2020

Tecniche di guerra psicologica

Nello trascorrere delle nostre vite, “distratti” dai mille problemi dell’esistenza, del lavoro, delle relazioni, della casa, non ci accorgiamo di sottili meccanismi che vanno avanti da decenni. 

Così siamo distratti e dirottiamo le nostre attenzioni su fatti e azioni che coinvolgono solo direttamente e personalmente la nostra sfera di competenza, proprio perché abbiamo sviluppato una sorta di egoismo e di individualismo, e ci preoccupiamo solo per noi e i nostri cari.

Nonostante molte persone abbiano a cuore l’associazionismo come elemento di interesse condiviso di comunanza e attivismo, la socialità intesa nel potere coltivare le relazioni di amicizia e amore, non afferriamo spesso il senso di alcuni accadimenti, che avvengono intorno a noi.

Quello che ci propinano i media sono spesso un elemento della trama di quel meccanismo ormai oleato da tempo, supportato, sviluppato da infiniti studi di neuroscienze e scienze psicologiche, volte al quasi o totale controllo dell’opinione pubblica, di una popolazione, se non addirittura alla manipolazione indiretta.

Questo metodo-meccanismo è quello che si definisce guerra psicologica ...

mercoledì 3 aprile 2019

Antisemitismo: tutto quello che avresti voluto sapere e non hai mai osato chiedere

 Chi è un ebreo?

E’ una persona di religione ebraica, o che comunque condivide cultura e valori dell’ebraismo; è ebreo chi nasce da madre ebrea o si converte. 
Ciascun ebreo ha caratteristiche fisiche e comportamenti sociali differenti.

La religione ebraica è la prima religione monoteista della storia. 

In seguito alla diaspora, ovvero alla dispersione del popolo ebraico su tutto il territorio mondiale, essa si è declinata nel corso dei secoli in modo leggermente diverso nei singoli contesti ed ha assunto caratteristiche specifiche in base ai luoghi e ai tempi con cui veniva in contatto, così che ad oggi essa ingloba al suo interno vari modelli di religiosità, tutti però accomunati dalla condivisione di certe norme culturali comuni.

Dove vivono gli ebrei?

Nel 70 dell’era volgare il tempio di Gerusalemme venne distrutto dai Romani. Da quel momento il popolo ebraico si disperse ed errò in lungo e in largo, trovando domicilio in ogni paese del mondo.La dispersione degli ebrei (denominata diaspora) fuori dalla Palestina iniziò però nel VI secolo prima dell’era volgare, quando il Tempio di Gerusalemme venne distrutto, e gran parte della popolazione ebraica deportata a Babilonia.
 Nel Medioevo le comunità ebraiche dell’Europa settentrionale e occidentale subirono molte persecuzioni e spesso furono espulse dai paesi di residenza. A partire dalla seconda metà del Settecento i principali centri della diaspora furono quelli dell’Europa orientale e dalla seconda metà dell’Ottocento vi fu un consistente movimento migratorio verso gli Stai Uniti. Dalla fine dell’Ottocento crebbe rapidamente il movimento di colonizzazione della Palestina ..

sabato 10 settembre 2016

La funzione della scuola

 di Solange Manfredi

Iniziamo subito con il dire che si deve uscire dall’illusione che la scuola operi per il bene e la crescita della persona. Niente di più falso. 

L’istruzione ha sempre mirato a seguire gli interessi della classe dominante imponendo un sistema educativo che rendesse agevole mantenere l’ordine sociale. 

Che cosa significhi questo è sotto gli occhi di tutti. La scuola, come l’Università, svolge tre compiti fondamentali:

1. Insegna lo stretto necessario perché la popolazione possa essere produttiva nei termini e nei modi voluti dal potere;

2. Impone sistemi d’istruzione che sono volti a uniformare e conformare la popolazione evitando accuratamente di insegnare le materie che sviluppino la capacità di ragionamento (dialettica, retorica, logica, ecc..), ovvero quelle materie che sviluppano il pensiero critico, autonomo;

3. instilla nei giovani quei preconcetti, pregiudizi e stereotipi su cui poi conformeranno tutte le loro esperienze.

La funzione della scuola italiana è, dunque, quella di atrofizzare le menti, non certo quella di istruire e formare, e sono i dati a confermarlo. Il 25% degli italiani che finiscono la terza media non sa leggere e scrivere. Il 66% della popolazione italiana ha una formazione insufficiente per partecipare allo sviluppo della società, ovvero 36 milioni d’italiani che sono da considerarsi analfabeti totali, semi-analfabeti o analfabeti di ritorno....