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sabato 2 marzo 2024

La lista di Zelensky degli italiani pro-Putin


Lista di Zelensky sui pro-Putin alla Von der Leyen e ai giornalisti: il governo chiarisca la sua posizione. È l’alba di un nuovo totalitarismo?

di Claudio Messora

Nel corso di una conferenza stampa a Kiev, Zelensky ha sostenuto, senza che i giornalisti presenti battessero ciglio, che sta stilando una lista di “filo putiniani” che consegnerà alla Commissione Europea e ai giornalisti (compiacenti?). Attenzione perché non stiamo parlando volgarmente di spie: Zelensky sta facendo una lista di persone che sono semplicemente critiche con lui più che con Putin. Ecco cos’ha detto: 

"In Italia ci sono tanti filo-putiniani e in Europa anche. Stiamo preparando una loro lista, non solo riguardo all’Italia, da presentare alla Commissione europea. Riuscirete a zittirli?"

Questa, né più né meno, può essere definita delazione! Cosa farà la Von Der Leyen? Preparerà treni speciali dove caricare i critici di Zelensky? Passiamo dalle liste di proscrizione dei fact checkers agli elenchi dei deportati? 
Niente carta di identità digitale né servizi e conti correnti congelati per i soggetti presenti nella “lista di Zelensky“? ...

venerdì 16 febbraio 2024

Quello che tutti si stanno perdendo nell'intervista di Carlson a Putin


Orwell, quando scrisse “1984”, non stava scrivendo un semplice romanzo di fantascienza. Era un monito al futuro riguardo i pericoli insiti nell'ideologia della propaganda, soprattutto quella di guerra. «Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato». Così la storia non viene più letta, ma riscritta. 

Non conta più come si siano svolti i fatti, ma come vengono interpretati dalla grancassa della propaganda. Si forma, quindi, un esercito più pericoloso di quello composto da soldati: una pletora di fanatici che manderebbero al macello i propri pari pur di vedere la “propria fazione” vincere. Ragione, logica, non contano più; c'è solo emotività. 

Vincere. Sono pronti al massacro e, ancor peggio, sono pronti a far massacrare. Non esiste escalation che non valga la pena perseguire pur di vincere. 

La fallacia dei costi irrecuperabili diventa il motto di chi non ha problemi a veder bruciare il mondo. 
Qui siamo ben oltre l'incapacità o prese di posizione buffonesche; siamo di fronte a una politica estera errata, fallimentare e deliberatamente provocatoria che ha creato una frattura insanabile (spero di sbagliarmi) tra Est e Ovest ...

venerdì 27 marzo 2020

La guerra è a Washington (.. cosa sta facendo Donald Trump?)

CLAUSOLA DI NON RESPONSABILITA’. L’approfondimento che segue è la traduzione di un articolo dell’analista americano Paul Craig Roberts. 
Ad ogni buon conto le tesi contenute offrono molteplici occasioni di riflessione, se non altro per gli alti incarichi ricevuti da Roberts nel recente passato e la sua profonda conoscenza degli apparati militari statunitensi.


di Paul Craig Roberts

Adesso è il momento giusto per tutti di capire cosa sta facendo Donald Trump e di provare a decifrare l'ambiguità di come lo sta facendo.

Il controverso presidente ha un'agenda molto più chiara di quanto chiunque possa immaginare, sia in politica estera, che in affari interni, ma dal momento che deve rimanere al potere o, addirittura, rimanere in vita per raggiungere i suoi obiettivi, la sua strategia è così raffinata e sottile che quasi nessuno può vederla.
Il suo obiettivo generale è così ambizioso che deve seguire percorsi ellittici casuali per passare dal punto A al punto B, usando schemi che confondono le persone nella loro comprensione dell'uomo.

Ciò include la maggior parte dei giornalisti indipendenti e i cosiddetti analisti alternativi, così come gli editori di notizie false tradizionali e una grande maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda la sua strategia, potrei fare un'analogia rapida e accurata con i farmaci: la maggior parte delle pillole sono progettate per curare un problema, ma presentano una serie di effetti secondari.

Bene, Trump sta usando le medicine esclusivamente per i loro effetti collaterali, mentre il primo scopo della pillola è di mantenerlo al potere e vivo. Entro la fine di questo articolo, vedrete che questa metafora si applica praticamente ad ogni decisione, mossa o dichiarazione che ha fatto.
Una volta capito Trump, sarete in grado di apprezzare la straordinaria presidenza che sta conducendo, al cui livello nessun predecessore si è mai avvicinato ...

sabato 23 luglio 2016

Putin il "pontefice"


La parola "pontefice" deriva dal latino "pontifex" che, di per sé, è la combinazione di "ponte" e di fex (facere) nel senso di fare.

Probabilmente la costruzione dei ponti era l'attività di più alta tecnologia in epoca romana e perciò la parola si è fatta strada anche per indicare i sacerdoti più importanti dell'antica Roma. In seguito il titolo onorifico è stato recuperato dalla Chiesa cristiana per indicare un vescovo e oggi è utilizzato, per lo più, per designare il Papa.

Ma è Vladimir Putin che è emerso come il vero pontifex/costruttore di ponte dei nostri tempi. Egli lo è certamente in senso figurativo ma anche attraverso delle azioni molto concrete.
Putin ha costruito più ponti in Russia di tutti gli altri leader della storia messi insieme. Naturalmente non li ha edificato personalmente, ma ne ha ordinato la costruzione e creato le condizioni per realizzarla. Ai detrattori di Putin, sia nazionali che occidentali, piace attribuirgli personalmente ogni male che accade in Russia, e per loro nulla di buono si è mai verificato in Russia negli ultimi 15 anni. Stando così le cose infatti si potrebbe anche elogiare Putin per tutti i grandi progressi che sono stati realizzati grazie al suo operato....

Dei 25 ponti più lunghi in Russia, 16 sono stati costruiti dal 2000 in poi, cioè dopo che Putin era entrato in carica. La lunghezza complessiva di tutti quei ponti è 61,379.5 metri, di questo totale quelli nuovi (dal 2000) si estendono su 40,000.5 metri, cioè due terzi della lunghezza totale.

Qui di seguito le foto dei ponti più lunghi costruiti a partire dal 2000....