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sabato 23 maggio 2026

Colloqui scuola-famiglia

 - La mamma di Israele?.. 
- Sì.
- Prego, si accomodi. Allora da dove cominciamo.
- Mi dica lei, professore.
- C’è qualche problemino.
- Eh, lo so.
- Qualche problemino col comportamento.
- Lo so, lo so, professore.
- Non voglio drammatizzare, per carità. Diciamo che il ragazzo è…
- Vivace.
- Ecco, un po’ vivace.
- Sta sulla difensiva.
- Bravissima, diciamo sulla difensiva.
- Però in quella classe l’hanno preso di mira.
- Ha ragione, l’hanno preso un po’ di mira.
- Perché è sensibile.
- Stellina di David. 
- Non sembra sa, ma è un ragazzino molto fragile.
- Ma si vede, è un ragazzino fragile di un metro e novanta per centodieci chili. Questo noi del corpo docente l’abbiamo capito.
- Poi c’è quel bruttissimo trauma familiare...

mercoledì 17 dicembre 2025

Palestina: un nome che viene dal mare

di Massimo Agostini

Un po’ di storia.. 

Dal mio libro et in Arcadia Ego. I miti dei popoli del mare Tipheret editore, "Palestina: un nome che viene dal mare"

La parola Palestina non nasce con la politica moderna, né tantomeno con i Romani.

Affonda le sue radici nella notte dei tempi, quando i misteriosi Peleset, uno dei Popoli del Mare, approdarono sulle coste del Levante attorno al XII secolo a.C. Gli Egizi li ricordano come guerrieri venuti da “oltre il mare e oltre il sole”. 

Da quel nome – Peleset – derivò quello dei Filistei, e da lì, secoli dopo, il termine che i Greci e i Romani useranno: Palaistinē, Palestina...

mercoledì 16 luglio 2025

Il sionismo non è l'ebraismo


di Ariel Levi di Gualdo
(intervento pubblicato sul Quotidiano La Sicilia del 27.07.06)

Il Sionismo non è l’Ebraismo, è un moto politico nazionalistico nato a fine Ottocento da profughi in fuga desiderosi di sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei dei paesi slavi e della Grande Russia. 

Agli ebrei della Russia zarista e poi comunista non bastava più sognare, avevano bisogno di mettersi in salvo dalle angherie.

Non si può parlare di Sionismo senza partire da corretti elementi storici, né questi può fondersi all’occupazione dei Territori palestinesi. Si tratta di due elementi originati da problemi diversi, anche se decenni dopo l’ideologia sionista e il dramma palestinese risulteranno connessi.
Il Sionismo oggi dovrebbe essere morto alla stregua del Comunismo, tanto per ricordare un altro movimento che accese d’illusioni masse oppresse. Il ciclo del Comunismo si chiuse a fine anni Ottanta attraverso tre tappe: la passione rivoluzionaria, il consolidamento ideologico, il pervertimento politico nato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Dopo vari ictus il Comunismo morì per arresto cardiaco.

La fase ciclica del Sionismo è identica, ma con una differenza: agli inizi del Terzo Millennio si trova nella fase del pervertimento politico generato da un’utopia dogmatica, aggressiva e cristallizzata. Quel che fa sorridere è che la fallimentare ideologia sionista sia protetta da quei paesi liberali che per decenni combatterono la fallimentare ideologia marxista, Stati Uniti in testa a tutti... 

domenica 31 marzo 2024

Cosa farebbe oggi Gesù in Palestina?

 
 di Piero Cammerinesi

Dopo oltre cinque mesi di sangue e distruzione a Gaza, invece di pensare al modo di fermare l’orrore, c’è chi non trova niente di meglio da fare che tirare in ballo addirittura Gesù Cristo per portare acqua al proprio mulino.

Oddio, non che sia una storia nuova, questa; da duemila anni slogan come “Dio è con noi”, “Dio lo vuole”, et similia sono sulla bocca di tutti i contendenti dall’uno all’altro versante della carneficina di turno.
E, purtroppo, proprio i rappresentanti di quella che è una religione di un Dio d’amore, il cristianesimo, sono da sempre in prima linea – dalle crociate alle conversioni forzate dei “pagani” in tutto il mondo – nell’intolleranza di pensiero e nella violenza dell’azione ...

lunedì 25 dicembre 2023

Il Natale è la nascita di un ragazzo ebreo palestinese ..

 
Gesù, Gaza e l’assassinio di “persone inutili”. 

“Il Natale è la nascita di un ragazzo. Un uomo che si è schierato con gli emarginati, i poveri, gli abbandonati e gli edificatori di pace”

Di Edward Curtin

Gesù era un ebreo palestinese nato a Betlemme. Cresciuto a Nazareth, fu giustiziato come criminale a Gerusalemme. È grazie a lui che celebriamo il Natale. Ma nonostante la sua figura, le celebrazioni che facciamo sono l’opposto di ciò che lui ha rappresentato.

Le diverse storie della sua nascita, raccontate da Matteo e Luca nel Nuovo Testamento, che sono le basi del Natale, non sono piene di fate zuccherine e slitte piene di beni di consumo inutili e superflui. Non c’è nessun San Nicola allegro, né prosciutto al forno o bastoncini di zucchero. Non ci sono regali da restituire in una frenetica corsa che riproduce il loro acquisto. Nessun conto della carta di credito che scade nel nuovo anno. Niente “Jingle Bell Rock” con Brenda Lee o “White Christmas” con Bing Crosby.

Solo la nascita di un povero bambino per realizzare la profezia che dalla vita sarebbe nata la morte e dalla morte la vita. Questa speranza era improbabile, ma possibile con la fede ...

venerdì 17 giugno 2011

Discorso del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al vertice dell’Organizzazione di Shanghai


Versione integrale:

Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

La Lode appartiene al Signore dei due mondi ed elogi e pace sul nostro patrono e profeta Mohammad e sulla sua sacra famiglia e sui suoi discepoli vicini e su tutti i nunzi e i messaggeri(di Dio/ndr).

O nostro Allah affretta l’apparizione del Tuo prescelto(il Mahdi/ndr), garantisci a lui la salute e la vittoria e collocaci tra i suoi migliori seguaci e sostenitori, pronti a lottare per la sua nobile causa.

Sua Eccellenza Nur Sultan Nazarbayev, egregio presidente del Kazakistan,

Rispettabili presidenti e delegazioni,

ringrazio il gran Dio per avermi dato la fortuna di partecipare a questa riunione e di essere in questo gruppo amichevole e ringrazio per la calorosa accoglienza e l’ottima gestione della riunione ad opera del rispettabile presidente Nazarbayev.

Voglio porgere i miei auguri per il decimo anniversario della formazione dell’Organizzazione di Shanghai e il ventesimo anniversario dell’indipendenza del Kazakistan; mi auguro che questa seduta possa essere un passo importante nel raggiungimento degli obbiettivi prestabiliti...

Vossignorie,
con il massimo del rispetto e dell’amicizia, oggi voglio parlare di ‘responsabilità internazionali’.
Ed inizio con alcune domande...