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venerdì 20 marzo 2026

La guerra in Medio Oriente potrebbe diventare un'opportunità per l'Europa?

A cosa potrebbe portare il riorientamento dell'attenzione americana sull'Iran? Analisi di Gevorg Mirzaïan, politologo, giornalista e professore presso il dipartimento di scienze politiche dell'Università delle Finanze del Governo della Federazione Russa.

L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha rivelato un nuovo problema. 

E no, non si tratta della mancanza di sovranità nella politica estera europea – l'Europa ci è abituata; né della sostituzione degli interessi nazionali con valori astratti in questa politica – l'Europa considera questa la norma. Non si tratta nemmeno della totale mancanza di professionalità dell'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza: come abbiamo visto, si può allontanare una persona dall'Estonia, ma non si può allontanare l'Estonia da quella persona. 

No, il problema di Kaja Kallas è l'ossessione del presidente americano Donald Trump per il Medio Oriente. "Sia in Medio Oriente che in Ucraina c'è una competizione per le stesse tipologie di armi. È chiaro che l'attenzione degli Stati Uniti è attualmente concentrata sul Medio Oriente", ha lamentato. Non ha torto. 
Soprattutto perché questa attenzione ha diversi aspetti...

giovedì 30 aprile 2020

Perché credo che dobbiamo considerare il c.d. coronavirus una novità della Storia molto positiva

di Felice Lima

Il c.d. Coronavirus è una grande opportunità per prendere coscienza del rapporto che abbiamo con la realtà.
La mia modesta opinione è che avere un corretto rapporto con la realtà – che non significa “conoscere la verità” – sia il più importante ed efficace strumento per cercare la felicità.

Il soggettivismo e il relativismo dei quali il nostro tempo è intriso ci hanno affrancati dal dogmatismo e resi più liberi, ma purtroppo ci hanno rinchiusi nel nostro mondo interiore.

Lo sfacciato sdoganamento etico dell’egoismo e dell’edonismo hanno aggravato la nostra condizione, riducendoci a dei di noi stessi e riducendo il mondo in cui viviamo nella sola rappresentazione che ce ne facciamo.

Il realismo antico concepiva la conoscenza come adaequatio rei et intellectus, attività che costringeva l’uomo a uscire da sé per indagare la realtà e comprenderla.
Il nostro tendenziale atteggiamento odierno consiste nel vivere guardando prevalentemente dentro noi stessi e uscendo da noi solo per prelevare dal reale ciò che riteniamo funzionale ai nostri progetti e alla nostra rappresentazione individuale del nostro ruolo nel mondo.

Noi non ci sogniamo neppure di adattarci al mondo e agli altri. Abbiamo la pretesa di usare il mondo e gli altri ...