di Felice Lima
Il c.d. Coronavirus è una grande opportunità per prendere coscienza del rapporto che abbiamo con la realtà.
La mia modesta opinione è che avere un corretto rapporto con la realtà – che non significa “conoscere la verità” – sia il più importante ed efficace strumento per cercare la felicità.Il soggettivismo e il relativismo dei quali il nostro tempo è intriso ci hanno affrancati dal dogmatismo e resi più liberi, ma purtroppo ci hanno rinchiusi nel nostro mondo interiore.
Lo sfacciato sdoganamento etico dell’egoismo e dell’edonismo hanno aggravato la nostra condizione, riducendoci a dei di noi stessi e riducendo il mondo in cui viviamo nella sola rappresentazione che ce ne facciamo.
Il realismo antico concepiva la conoscenza come adaequatio rei et intellectus, attività che costringeva l’uomo a uscire da sé per indagare la realtà e comprenderla.
Il nostro tendenziale atteggiamento odierno consiste nel vivere guardando prevalentemente dentro noi stessi e uscendo da noi solo per prelevare dal reale ciò che riteniamo funzionale ai nostri progetti e alla nostra rappresentazione individuale del nostro ruolo nel mondo.
Noi non ci sogniamo neppure di adattarci al mondo e agli altri. Abbiamo la pretesa di usare il mondo e gli altri ...

