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giovedì 30 aprile 2020

Perché credo che dobbiamo considerare il c.d. coronavirus una novità della Storia molto positiva

di Felice Lima

Il c.d. Coronavirus è una grande opportunità per prendere coscienza del rapporto che abbiamo con la realtà.
La mia modesta opinione è che avere un corretto rapporto con la realtà – che non significa “conoscere la verità” – sia il più importante ed efficace strumento per cercare la felicità.

Il soggettivismo e il relativismo dei quali il nostro tempo è intriso ci hanno affrancati dal dogmatismo e resi più liberi, ma purtroppo ci hanno rinchiusi nel nostro mondo interiore.

Lo sfacciato sdoganamento etico dell’egoismo e dell’edonismo hanno aggravato la nostra condizione, riducendoci a dei di noi stessi e riducendo il mondo in cui viviamo nella sola rappresentazione che ce ne facciamo.

Il realismo antico concepiva la conoscenza come adaequatio rei et intellectus, attività che costringeva l’uomo a uscire da sé per indagare la realtà e comprenderla.
Il nostro tendenziale atteggiamento odierno consiste nel vivere guardando prevalentemente dentro noi stessi e uscendo da noi solo per prelevare dal reale ciò che riteniamo funzionale ai nostri progetti e alla nostra rappresentazione individuale del nostro ruolo nel mondo.

Noi non ci sogniamo neppure di adattarci al mondo e agli altri. Abbiamo la pretesa di usare il mondo e gli altri ...

giovedì 4 gennaio 2018

Feuerbach e Kant a confronto sul rapporto tra felicità e virtù

È possibile essere felici vivendo secondo virtù? 
Diverse sono le risposte che i filosofi hanno dato nel corso dei secoli. 

La questione infatti chiama in causa non solo la sfera etica ma anche la natura umana. Secondo alcuni infatti l’uomo è felice solo quando asseconda i suoi istinti. Secondo altri, invece, ciò non basta a realizzare la felicità, che deve comunque tener conto della componente morale per concretizzarsi. Cerchiamo di capire quali sono le ragioni che Kant e Feuerbach adducono a sostegno della loro teoria.

Dall’eudemonismo antico al sommo bene kantiano

Eudaimonismo deriva dal greco eu-dàimon e significa letteralmente “buono spirito”. In senso lato potremmo dire che l’espressione porta con sé l’idea che, essendo la felicità un bene insito nell’uomo, vi sia perfetta coincidenza tra moralità e felicità. Questa dottrina etica è stata al centro di molti dibattiti e prima di Feuerbach è stata sostenuta da importanti filosofi antichi. Secondo Socrate, ad esempio, l’uomo commette il male solo perché ignora il bene. Sebbene con sfumature diverse anche Aristotele ritiene che la virtù e la felicità vadano di pari passo. Per capire in che prospettiva, invece, Feuerbach ripensa l’eudemonismo, bisogna considerare in che modo Kant interpreta il rapporto tra felicità e moralità. Sicuramente il contributo che il filosofo dà alla questione etica è di rilevante importanza, ma cozza inevitabilmente con le concezioni che abbiamo finora esposto...