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lunedì 23 febbraio 2026

Le guerre sono insostenibili

 

La follia dilaga, o la dissonanza cognitiva, o comunque la si voglia chiamare. 

Gli stessi che parlano di surriscaldamento globale e vietano di accendere il fuoco nel camino, infiammano le guerre, bruciano le terre e le vite.

Gli stessi giovani che ieri sono stati mandati in strada a protestare contro le emissioni, intese come CO2, ora devono essere preparati alla guerra, senza speranza per il futuro, una volta che saranno arruolati. 

Un milione e cinquecentomila giovani uccisi, questa è la cifra che oggi viene citata per l’Ucraina, una gioventù dissanguata... 

mercoledì 1 ottobre 2025

Celiaci, ovvero .. geneticamente mortificati

 
Grano e celiachia. È uno dei numerosi temi scomodi, considerati di serie B, degli ultimi anni. Tra decreti ministeriali, varie normative e proroghe, cosa è stato fatto, concretamente, negli ultimi 10 anni?
Un po' di Storia...
Catherine


Grano OGM/aumento casi di celiachia? 

Sembrerebbe proprio di si?

Negli anni ’70 il grano “Cappelli” venne irradiato in laboratorio con i raggi gamma per renderlo più produttivo e precoce. Ma a quale prezzo? Da allora i casi di intolleranza al glutine (contenuto nel frumento e in altri cereali) sono cresciuti in maniera esponenziale, arrivando all’incidenza di una persona malata ogni 100/150 (negli anni ’60 il rapporto era di uno ogni 1000/2000).

C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo. 
Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (oggi deceduto) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. 
Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita...

domenica 3 novembre 2024

Microplastiche e nanoplastiche in mare

Dieci cose da sapere sulla dispersione delle microplastiche e nanoplastiche nel mare. I risutati del progetto I-PLASTIC

La recente accelerazione dell'inquinamento da microplastiche ha aumentato la necessità di sviluppare nuovi strumenti di collaborazione per problemi sinergici che interessano gli ecosistemi costieri e oceanici. Uno degli ostacoli principali è la mancanza di informazioni standardizzate, comparabili e integrate sull'inquinamento da plastica di piccole dimensioni (micro e nano), compresa la loro abbondanza, le fonti, i punti caldi regionali di accumulo, la frammentazione e il trasporto nell'area di transizione costiera.

Il progetto i-plastic, finanziato da JPI Oceans e realizzato da un consorzio multisciplinare di esperti europei e brasiliani provenienti da cinque istituti e quattro paesi, di cui l'Università del Salento è il partner italiano, ha indagato il destino delle microplastiche (da 5 mm a 1 µm) e delle nanoplastiche (sotto 1 µm) dalla terra al mare, in regimi di flusso e climatici distinti, e la loro dispersione nell'oceano aperto ...

lunedì 30 dicembre 2019

Gli animali di Chernobyl

Era notte quel 26 Aprile del 1986, quando nella centrale nucleare di Chernobyl avvenne un incidente, inizialmente sottovalutato, che risultò essere il disastro più grave mai verificatosi nell’era del nucleare.

(Foto: la giovane volpe ripresa a Prypyat, il paese più vicino alla centrale.)

Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore contaminando la città vicina, ma non solo. Le nubi radioattive arrivarono in Finlandia, Scandinavia, Italia, Francia, Germania, Svizzera, Austria e tutta la zona balcanica. 

Se i morti accertati nei primi giorni del disastro furono solamente 65, nei mesi successivi si registrarono oltre 4000 casi di tumore nella sola zona di Chernobyl, ma il disastro toccò tutta l’Europa.

Negli anni seguenti, fino ancora ad oggi, si contano tra i 60 000 ai 6.000.000 di casi di decesso per tumori riconducibili al disastro del 1986.

Il disastro di Chernobyl ha dimostrato di quanto l’essere umano sia indifeso e volubile di fronte a tali catastrofi, ma per quanto riguarda la natura e gli altri animali invece? ...

domenica 9 giugno 2019

Mangiamo 8 particelle di microplastica ogni ora, 70.000 all’anno: salute a rischio?

La plastica sta entrando nel nostro corpo sotto forma di particelle microscopiche che potrebbero entrare nei tessuti danneggiandoci e dandoci problemi di salute. Gli scienziati hanno calcolato mediamente quante particelle di microplastica ingeriamo ogni anno e il dato è preoccupante. Ecco cosa c’è da sapere.

In media ingeriamo 70.000 particelle di microplastica ogni anno, che si traduce in circa 8 particelle ogni ora, e le conseguenze per la nostra salute sono pericolose. Vediamo insieme come sia possibile mangiare tanta microplastica e quali potrebbero essere gli effetti di questo prodotto sul nostro organismo.

Un boomerang per la salute. 

La plastica è stata introdotta nel mercato negli anni ’40, da allora è diventata sempre più parte integrante della nostra vita, migliorandocela per certi versi. Purtroppo però in questi decenni, la plastica si è rivelata un vero nemico per l’ambiente, finendo in praticamente qualsiasi ecosistema e creando vere e proprie isole di rifiuti in mezzo al mare.

E non solo. La plastica è finita anche nel nostro corpo, sia attraverso i prodotti che utilizziamo, sia attraverso il cibo che mangiamo: molti animali infatti contengono tracce di plastica che da loro passa a noi ...

giovedì 18 maggio 2017

I 10 luoghi più radioattivi del pianeta

Nonostante il terremoto del 2011 e le preoccupazioni per Fukushima abbiano riportato la minaccia della radioattività di nuovo nella coscienza pubblica, molte persone non si rendono ancora conto che la contaminazione è un pericolo che riguarda tutto il mondo.

I radionuclidi figurano tra le prime sei minacce tossiche, come indicato da un rapporto del 2010 del Blacksmith Institute, una organizzazione non governativa che si occupa di inquinamento. Potreste restare sorpresi dalla posizione di alcuni dei luoghi più radioattivi al mondo – e quindi dal numero delle persone che vivono nel terrore per gli effetti che le radiazioni possono avere su di loro e sui loro figli.

10. Hanford, USA

Il sito di Hanford, a Washington, era parte integrante del progetto di bomba atomica degli USA, avendo prodotto plutonio per la prima bomba nucleare e per la bomba “Fat Man”, usata a Nagasaki. Durante la Guerra Fredda, il sito intensificò la produzione, fornendo plutonio per la maggior parte delle 60.000 armi nucleari americane. Anche se dismesso, contiene ancora due terzi del volume delle scorie altamente radioattive del paese – circa 53 milioni di litri di scorie liquide, 25 milioni di metri cubi di rifiuti solidi e 200 chilometri quadrati di acque contaminate al di sotto dell’area, che lo rendono il sito più contaminato degli Stati Uniti. La devastazione ambientale di quest’area dimostra che la minaccia della radioattività non è semplicemente qualcosa che può arrivare con un attacco missilistico, ma può nascondersi nel cuore del proprio stesso paese...

giovedì 12 marzo 2015

Fukushima in 10 punti a 4 anni dal disastro

L’acqua radioattiva aumenta di 300 tonnellate al giorno, 120 mila persone non possono tornare a casa. Ecco a che punto siamo con la bonifica di Fukushima.

Il disastro, l’orrore, lo smarrimento, l’impatto dell’incubo nucleare su un popolo che più di tutti gli altri lo aveva già visto negli occhi. Tutto questo, e molto altro, è stata la catastrofe di Fukushima. Succedeva quattro anni fa, ma oggi non è ancora finita.

L’incidente fu una combo di terremoto e tsunami, che originò la fusione dei noccioli di tre reattori della centrale. Venne rilasciata una tale radioattività che l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) classificò l’incidente al livello 7, il massimo, raggiunto solo da Chernobyl. Fu contaminato il suolo in un’area di600 chilometri attorno alla centrale, e il mare registrò livelli di radioattività fino a 50 volte sopra i limiti di sicurezza.

In Giappone, i rischi di terremoti e tsunami erano noti da molto tempo, anche prima del disastro. L’industria e le autorità di regolamentazione avevano però rassicurato la popolazione sulla sicurezza dei reattori in caso di calamità naturale. Ma senza mai aver testato, in 40 anni, l’apparato di emergenza di Fukushima. Puntualmente, questo andò in tilt l’11 marzo 2011, e si innescò la reazione a catena: blocco del sistema di raffreddamento dei reattori, fusione del nocciolo, fuoriuscita del materiale radioattivo e contaminazione del terreno ...

mercoledì 20 novembre 2013

La Fabbrica della Morte

di GJTirelli

Da una parte c'è l'industria chimica in forte espansione - dall'altra la natura, in forte estinzione.
Questa equazione fa rabbrividire ...

L’industria della chimica è la peggiore fra le moderne calamità, e i suoi effetti sull’ambiente tutto e sulla salute dell’uomo sono a tal punto devastanti, da essersi resa necessaria una chiusura forzata di tutte le fabbriche e il loro sistematico smantellamento.

La contaminazione del territorio, delle acque e dell’aria, hanno raggiunto livelli apocalittici che sono causa delle più svariate forme di patologie tumorali, neurologiche, e di una lunga serie di altrettante malattie, disfunzioni organiche, allergie, e disturbi di varia natura, che la moderna scienza non è in grado di codificare, di comprendere, ne tanto meno curare. 

Tutto questo “moderno dolore”, è di fatto il prodotto della ricerca e dell’innovazione scientifica, le cui controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali, superano di gran lunga i benefici promessi, propagandati e garantiti come miracolosi, innovativi, ed esclusivi. 

Un imbroglio galattico, un’impostura infernale che ci perseguita da decenni, architettato e pianificato in nome della logica del profitto ad ogni costo e con ogni mezzo, e che non tiene in nessun conto il diritto alla salute dei cittadini, ma si accanisce con sadico piacere sulle loro speranze ...

martedì 9 aprile 2013

Fukushima, dati preoccupanti dal Giappone

Nuovi dati rilasciati dal Ministero della Sanità giapponese, dimostrano ancora una volta che il disastro nucleare diFukushima, verificatosi a seguito del violento terremoto dell’11 Marzo 2011, è tutt’altro che finito. 

Stando a quanto afferma Fukushima-Diary.com, nonostante un completo oscuramento dei media sull’attuale situazione, i livelli di cesio-137 e cesio-134 trovati nei crackers di riso e nei mandarini prodotti nella prefettura di Shizuoka a 362 chilometri dalla centrale, sono abbastanza alti da permettere il superamento delle soglie consentite nei residenti nel corso di pochi mesi, o addirittura settimane. 

Dai dati emerge che i livelli potenzialmente letali di radiazioni stanno ancora interessando i grandi centri abitati di tutto il Giappone, compresi quelli più distanti da Fukushima. In media un adulto non dovrebbe essere esposto ad oltre 50 millisievert (mSv) di radiazione per anno, al fine di evitare gravi conseguenze per la salute. Per i bambini la soglia massima è di gran lunga inferiore, probabilmente non più alta di 10 mSv. Valori che gli abitanti delle aree più limitrofe superano nel corso di poche settimane.


L'area interessata dai livelli più elevati di radiazioni

venerdì 1 marzo 2013

Terremoti e radiazioni. Il Giappone martoriato.

Benché i media non ne parlino più il Giappone deve ancora fare i conti, sempre più salati, con le radiazioni. Nemmeno la capitale è fuori pericolo. E ora, qualche giorno fa, con reattori ancora ad alto rischio, un nuovo terremoto ha scosso Tokyo ..
E' anche il caso di segnalare che il 12 febbraio una parte del muro e della copertura dell’edificio turbine del reattore numero 4 della centrale nucleare di Cernobyl è crollata... ( www.meteoweb.eu )


Gli abitanti di Tokio cominciano a fare i conti con le conseguenze dell’apocalisse di Fukushima, e molti fuggono dalla città.
Il Washington Blog è stato una delle fonti americane più informate sui fatti di Fukushima, riportando in tempo reale (fin di tempi del disastro) le notizie del giapponese EneNews.
Alla fine di questo 2012, il blog fa il punto sulla situazione a Tokio proprio in base ai moltissimi dati di EneNews, giungendo ad una serie di inquietanti conclusioni:
Il Cesio nella baia di Tokio è persino più alto di quello di Fukushima – quasi tutto il fondale sarà contaminato entro il 2014; Tokio sta continuando a subire un fallout radioattivo 5 volte superiore a quello delle prefetture più vicine a Fukushima; Secondo il Japan Times, l’area metropolitana di Tokio è una bomba a tempo. Gli esperti avvisano dell’accumulo della contaminazione da Fukushima, e del potenziale disastro al secondo più grande lago giapponese;
Il terreno di Tokio è così caldo che dovrebbe essere mandato in una discarica per rifiuti speciali;
Secondo un esperto giapponese, oltre alla fuga dalle prefetture vicine a Fukushima, sempre più cittadini stanno abbandonando Tokio;

I residenti dell’area di Tokio riportano sempre più frequentemente la presenza di cisti e noduli, mentre i dottori minimizzano;
Secondo gli scienziati giapponesi, il quantitativo di radiazioni è “salito in modo significativo” nell’area di Tokio dopo Fukushima...

giovedì 30 giugno 2011

Evacuare Tokyo?

Catherine

L'impensabile si sta verificando: non si può più vivere a Tokyo, la radioattività è troppo alta.
Dalle ultime informazioni il livello della radioattività al suolo è superiore a 6 microsievert/ora, cioè 52 millisievert/anno, il triplo della dose massima ammessa per i lavoratori del nucleare, e 52 volte la dose ammessa per i cittadini secondo le norme internazionali che limitano la dose a 1 millisievert/anno.
La conclusione sembra inevitabile: bisogna evacuare Tokyo.
La conclusione della conclusione è che l'esposizione della popolazione mondiale alle menzogne dei governi e dei media sta per raggiungere dei livelli critici, sicuramente mai visti, ma che sfortunatamente non basteranno a mettere a tacere i portavoce et i loro complici della stampa.
Bisogna sapere che le misurazioni ufficiali non vengono effettuate al suolo come invece fanno le decine di migliaia di abitanti di Tokyo con il loro contatore Geiger, bensì a un'altezza di 18 metri, dove la radioattività è di 0.06 microsievert/ora. Il problema è che gli abitanti di Tokyo non sanno levitare a 18 metri di altezza, loro si spostano al livello del suolo dove la radioattività è cento volte più elevata...