Visualizzazione post con etichetta nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nucleare. Mostra tutti i post

martedì 1 aprile 2025

L’Unione Europea: come preparare una Guerra ad una Potenza nucleare

 di Andrea Zhok

 Alla Commissione Europea ci hanno spiegato che dobbiamo armarci fino ai denti perché incombe la minaccia di un’invasione da parte della prima o seconda potenza nucleare del pianeta.

Poi ci hanno raccomandato di tenere scorte necessarie per 72 ore (perché 72 e non 48 o 96? Boh.)

Fino a questo punto c’erano tutti gli elementi per credere che stessero prendendo maledettamente sul serio una minaccia che il buon senso comune reputa del tutto remota.

Ma poi, ecco che arriva un video.

Protagonista, da attrice consumata, la Commissaria Europea Hadja Lahbib (Commissaria specificamente per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi, dunque non una che passava di là) ...

mercoledì 5 ottobre 2022

Il mondo si regge sulla fiaba del dittatore pazzo

L'articolo è del 2013. Ogni riferimento a persone o a fatti odierni è puramente casuale! 
Catherine


Il caso della Corea del Nord sta diventando un'ulteriore dimostrazione del fatto che non esiste un'opposizione al sistema imperialistico statunitense, né nel sedicente Occidente, né nell'ambito dei Paesi cosiddetti emergenti. A tutta la propaganda ufficiale non ha fatto riscontro alcun elemento di critica, persino delle assurdità più evidenti.

Non ci viene infatti spiegato come un Paese che soffrirebbe la fame da oltre sessanta anni, 
possa avere oltre 24 milioni di abitanti in un territorio che è circa la metà di quello italiano. 

Nessuno poi nota il ridicolo che questa propaganda sulla fame nella Corea del Nord provenga proprio da chi, per decenni, ha imposto a quel Paese sanzioni economiche sempre più dure ...

domenica 19 febbraio 2017

Radiazioni altissime a Fukushima

La situazione nel reattore 2 della centrale è davvero preoccupante: fotografato un buco creato dalla fusione del nocciolo e registrate radiazioni altissime.

I livelli di radiazione all'interno del reattore numero 2 della centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, danneggiata dallo tsunami del marzo 2011, sono ritornati a valori preoccupanti nelle ultime settimane.

Si parla di 530 Sievert per ora, una quantità che gli esperti hanno definito “inimmaginabile” e sufficiente a uccidere un essere vivente in pochi minuti (anche i robot "muoiono" in poche ore).

La situazione infatti, è tale che, attualmente, il valore delle radiazioni è superiore addirittura rispetto a quelle che vennero registrate subito dopo lo tsunami e ora i tecnici stanno cercando di capire il motivo. Il valore massimo precedente aveva toccato i 73 Sievert per ora, in questi giorni le radiazioni sono circa 7 volte superiori a quelle del 2011.

Per avere un’idea del valore in atto si pensi che la dose di radiazioni naturale è di circa 2,4 milliSievert all’anno (per saperne di più)...

domenica 8 novembre 2015

Questioni strategiche del futuro

Valdo Vaccaro

SISTEMI BELLICI, INGOMBRANZA UMANA E ITALIETTA DI DON ABBONDIO
(Documento del Chief Scientist Denis Bushnell del NASA Langly Center)

ASTRONAVE TERRESTRE CON EQUIPAGGIO IN AUMENTO DI DUE MILIONI A SETTIMANA

La Terra è vista come un'astronave di cui si sta ancora cercando il manuale d'istruzioni, mentre l'equipaggio è sempre in lotta con sé stesso ed aumenta di due milioni a settimana. Ciononostante, l'umanità ha incredibilmente abbreviato i tempi dell'evoluzione, appropriandosi dei suoi segreti, fino ad incrociare geneticamente le specie.

DALL'ERA INDUSTRIALE, ALL'INFORMAZIONE TECNOLOGICA, ALLA ROBOTIZZAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITÀ UMANE

Dopo quella industriale (1800-1950), questa è l'epoca della Information technology (I.T.) che si protrarrà fino al 2020, quando avverrà l'esplosione delle tecnologie biotecnologiche e nanotecnologiche. La massima espansione dell'uso dei nuovi ritrovati coinciderà con l'avvio dell'"età virtuale", dal 2020 in avanti, con la robotizzazione di tutte le attività umane. Ogni cosa sarà mediata dalla I.T., fino a culminare nell'intersezione tra naturale ed artificiale (wearable/implantable electronics). Questo cross over consentirà entro il 2030 ad un singolo computer di avere capacità di elaborazione superiore a quella di una città piena di cervelli umani.

RETI NEURALI MISTE TRAPIANTATE, OSSIA MACCHINE CREATIVE-ROBOTICHE AL POSTO DI UOMINI NORMALI

Reti neurali miste umane-artificiali costituiranno delle "creativity machines" in grado di produrre una quantità illimitata di idee che risolveranno i problemi dell'umanità: povertà, sovrappopolazione, scarsità di risorse, inquinamento, global warming. La nuova tecnologia permetterà di scaricare milioni di dati direttamente nel cervello, accorciando drasticamente i tempi dell'apprendimento...

martedì 23 giugno 2015

10.000 A.C. inizia l'era atomica

Lo storico Kisari Mohan Ganguli, sostiene che il Mahabharata e il Ramayana sono pieni di descrizioni di olocausti nucleari, sul modello di quelle di Hiroshima e Nagasaki.

Vogliamo partire da questa ipotesi per citare alcuni dei testi più misteriosi e al tempo stesso affascinanti del mondo antico. Il Mahabharata è una delle due maggiori epopee sanscrite dell'antica India, l'altro è il Ramayana. Si compone di 100.000 versi diviso in 18 libri. Un opera monumentale, per dare una idea della grandezza di questo testo basta pensare che è grande quanto otto volte l'Iliade e Odissea messe insieme. 

Questi testi antichi sono più di una narrazione storica. Si tratta di una combinazione di fatti, storie e leggende miti. 
In questi testi vengono menzionate armi di distruzione di massa "sparate" da velivoli che solcano i cieli a bordo dei quali vi sarebbero gli Dei! Dei che hanno spesso fattezze umane, con desideri, passioni e bisogni simili agli uomini ...

giovedì 12 marzo 2015

Fukushima in 10 punti a 4 anni dal disastro

L’acqua radioattiva aumenta di 300 tonnellate al giorno, 120 mila persone non possono tornare a casa. Ecco a che punto siamo con la bonifica di Fukushima.

Il disastro, l’orrore, lo smarrimento, l’impatto dell’incubo nucleare su un popolo che più di tutti gli altri lo aveva già visto negli occhi. Tutto questo, e molto altro, è stata la catastrofe di Fukushima. Succedeva quattro anni fa, ma oggi non è ancora finita.

L’incidente fu una combo di terremoto e tsunami, che originò la fusione dei noccioli di tre reattori della centrale. Venne rilasciata una tale radioattività che l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) classificò l’incidente al livello 7, il massimo, raggiunto solo da Chernobyl. Fu contaminato il suolo in un’area di600 chilometri attorno alla centrale, e il mare registrò livelli di radioattività fino a 50 volte sopra i limiti di sicurezza.

In Giappone, i rischi di terremoti e tsunami erano noti da molto tempo, anche prima del disastro. L’industria e le autorità di regolamentazione avevano però rassicurato la popolazione sulla sicurezza dei reattori in caso di calamità naturale. Ma senza mai aver testato, in 40 anni, l’apparato di emergenza di Fukushima. Puntualmente, questo andò in tilt l’11 marzo 2011, e si innescò la reazione a catena: blocco del sistema di raffreddamento dei reattori, fusione del nocciolo, fuoriuscita del materiale radioattivo e contaminazione del terreno ...

martedì 29 ottobre 2013

Fukushima, la bonifica nucleare è in mano alla mafia

Grandi cantieri, grandi affari.
Tutto il mondo è paese, incluso il Giappone. Nessuna sorpresa, dunque, se spunta anche a Tokyo il convitato di pietra di molte grandi opere: la mafia. Peccato che l’opera in questione sia la bonifica di Fukushima: in ballo non ci sono treni veloci, ma la sicurezza del pianeta. Contratti complessi e carenza di lavoratori disponibili: per questo s’è fatta avanti la Yakuza, conferma la “Reuters”. 
Prima il disastro atomico causato da terremoto e tsunami, poi le menzogne di governo e media per coprire gli errori della Tepco e la reale entità del dramma: le autorità giapponesi non hanno ancora fatto i conti seriamente con l’apocalisse, emergenza sanitaria e contaminazione dell’acqua, dei terreni agricoli e del cibo. 

«E’ una guerra nucleare senza una guerra», dice lo scrittore Haruki Murakami: stavolta «nessuno ha sganciato una bomba su di noi», i giapponesi hanno fatto tutto da soli: «Abbiamo impostato il palco, abbiamo commesso il fatto con le nostre mani, stiamo distruggendo le nostre terre e stiamo distruggendo la nostra vita». 
Con la collaborazione di una potente forza occulta: la mafia.

«Il coordinamento della decontaminazione di Fukushima, operazione multimiliardaria, si basa sulla criminalità organizzata del Giappone», che è «attivamente coinvolta nel reclutamento del personale “specializzato” per compiti pericolosi», accusa il professor Michel Chossudovsky dell’istituto canadese “Global Research”, in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”. 
«Le pratiche di lavoro Yakuza a Fukushima – spiega Chossudovsky – si basano su un sistema corrotto di subappalto, che non favorisce l’assunzione di personale specializzato competente». Qualcosa che ricorda da vicino gli strani appalti a cascata nei quali si infiltrano le cosche, in Europa e in particolare in Italia, gonfiando i prezzi e spremendo come limoni le aziende che poi i lavori devono farli davvero. «Si crea un ambiente di frode e incompetenza, che nel caso di Fukushima potrebbe avere conseguenze devastanti», visto che ne va della sicurezza di tutti. In compenso, la manovalanza mafiosa è conveniente: «Il subappalto con la criminalità organizzata è un mezzo per grandi aziende coinvolte nella bonifica per ridurre in modo significativo il costo del lavoro»...

mercoledì 3 aprile 2013

Una Chernobyl italiana alle porte di Milano?

Il caso della fonderia di Rovello Porro.
A 27 anni di distanza, nelle regioni contaminate dal fallout di Chernobyl, le persone continuano ad ammalarsi e i bambini a morire per cancri e leucemie. Fra le tante Chernobyl (e adesso Fukushima) dimenticate, ci siamo imbattuti - a distanza di 24 anni - in una Chernobyl tutta italiana.

Massimo Bonfatti, Paolo Scampa

Nel nostro lavoro di ricerca di classificazione degli incidenti nucleari, siamo soliti ricercare - per formazione e per quanto possibile - i dati di reale incidenza sull'ecosistema e sulla salute dei residenti. La vicenda di Rovello Porro, però, ci ha colti di sorpresa e non ne abbiamo capito subito la portata, anche perché ci siamo trovati in presenza di una documentazione che ci ha reso attoniti per la sua carenza e per la difficoltà di venirne in possesso, pur essendo avvezzi alle censure in merito.

Scegliendo, però, di non abbandonarci ad una teorica cultura del sospetto o a semplici ragionamenti dietrologici, abbiamo cominciato a volerne sapere di più estrapolando i maggiori dati possibile dalle poche informazioni presenti, facendo calcoli e proiezioni. E subito si è impossessato di noi un grande senso di apprensione e preoccupazione che ci porta oggi a chiederne spiegazioni e ragioni: è possibile che, in 24 anni e dopo 24 anni, il silenzio sia l'unica giustificazione ad una situazione radiologica che, dall'interpretazione dei dati, sembra ancora oggi di una gravità che confina col criminale?

Nel 1989 un grave incidente nucleare si è consumato alla Luigi Premoli e figli Spa, fonderia che forgiava i telai dell'Alfa 133 a Rovello Porro in Lombardia, tra Como e Saronno: una fonte radioattiva orfana, contenuta in un carico di alluminio proveniente dall'Est Europa ed equivalente a una sorgente radioattiva stimata tra i 600 e i 6.000 Curie di Cesio 137 (pertanto da 8 a 80 volte superiore a quella di Algeciras in Spagna) fu inavvertitamente fusa, immettendo nell'aria una enorme quantità di particelle radioattive altamente nocive, senza che nessun allarme scattasse...

giovedì 21 marzo 2013

L'Europa rilancia il nucleare

Il 14 marzo scorso il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sulla tabella di marcia per l’energia 2050, un futuro con l’energia.

Nonostante la lezione di Fukushima e i pericoli dovuti all’elevata sismicità di diversi territori nell’Unione Europea, uno dei punti della risoluzione “riconosce che la crescente importanza dell'elettricità nella futura gamma energetica richiede che tutti i mezzi di produzione di elettricità a basse emissioni di carbonio (tra cui l'efficienza di conversione, le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e l'energia nucleare) dovranno essere sfruttati per raggiungere gli obiettivi climatici senza compromettere la competitività e la sicurezza dell'approvvigionamento”. Quindi ben vengano le centrali nucleari e pure lo stoccaggio dell’anidride carbonica nelle viscere della terra.”

Consapevole della resistenza fra i cittadini, il Parlamento Europeo si è anche spinto a invitare “la Commissione a operare affinché migliori l'accettabilità sociale dell'energia nucleare”, quindi a trovare tutte le risorse e le modalità necessarie per convincere i cittadini che il nucleare è utile, pulito e sicuro.

A favore della risoluzione nel parlamento europeo e quindi a favore dello stoccaggio dell’anidride carbonica e del nucleare si sono espressi il PDL, la Lega Nord, Magdi Allam di “Io amo l’Italia”, oltre a Niccolò Rinaldi dell’Italia dei Valori e alla maggior parte del PD (contrari e ribelli alle indicazioni di partito solamente Balzani, Cofferati e Costa) ... 

domenica 28 ottobre 2012

Una mega discarica radioattiva chiamata Piemonte

Andrea Bertaglio

La denuncia dell'associazione Pro Natura in base a quanto emerge dall'annuario Ispra. A Saluggia, in provincia di Vercelli, sono stoccati anche rifiuti provenienti da Olanda e Canada. “Formalmente sono depositi temporanei, ma è possibile che ospitino i materiali per molto tempo”

Il Piemonte è ormai una pattumiera radioattiva. A denunciarlo è Pro Natura, attraverso la sede di Torino: in base all’ultimo Annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), gli ambientalisti mettono in guardia sui rischi corsi da una regione che, da sola, ospita oltre il 96% dei rifiuti radioattivi italiani. Una situazione allarmante, secondo l’associazione ecologista, e destinata a durare ancora a lungo: “Ci sono ben cinque nuovi depositi nucleari in progetto nella nostra regione”, scrive Rossana Vallino su Obiettivo Ambiente, il magazine di Pro Natura. Inoltre, sono ricominciati anche “gli inutili e pericolosi trasporti nucleari verso la Francia”. Un via vai di materiali di scarto radioattivi che, soprattutto in Val Susa, ha già sollevato molte proteste in passato, e che non si limita ai trasporti Oltralpe.

A Saluggia, in provincia di Vercelli, sono stoccati anche rifiuti radioattivi provenienti dal Canada e dall’Olanda. Come le lamine di Petten, ora destinate ad essere spedite negli Stati Uniti. Dopo avere attraversato in autostrada l’intero nord Italia. Rifiuti radioattivi giacenti, trasporti di materiali contaminati attraverso zone densamente popolate, scarichi di radioattività in aria e in acqua. Con il 72,3% in termini di attività ed il 96,42% dei materiali di scarto radioattivi, il Piemonte si aggiudica il poco invidiabile primato di regione più a rischio irradiazione d’Italia. Uranio, trizio, plutonio, trasporti da e per il deposito Avogadro di Saluggia: “Ce n’è quanto basta per lanciare un forte grido d’allarme”, allerta la sezione piemontese di Pro Natura. “Formalmente si tratta di depositi temporanei”, scrive Vallino, ma siccome del Deposito Nazionale definitivo, che per legge doveva essere costruito entro il 31 dicembre 2008, non c’è alcuna traccia, “è facile pensare che questi numerosi depositi saranno destinati ad ospitare i materiali radioattivi chissà per quanto tempo”...

lunedì 22 ottobre 2012

Il silenzio di Fukushima

Furio Stella

Perché non si parla più di Fukushima?
In Giappone il governo rassicura, ma il popolo non si fida e scende in piazza. Una ricerca indipendente: radioattività dieci volte superiore a quella pre-tsunami. Lo strano caso del CTBTO: le sue centraline monitorano quasi l’intero pianeta, ma i suoi dati non sono pubblici. Costa agli italiani 5 milioni l’anno e a livello giuridico nemmeno esiste.

E Fukushima?
Com’è che non si sente più parlare di Fukushima? I reattori scoperchiati dallo tsunami dell’11 marzo 2011 sono stati riparati? Qual è il livello di radioattività in tutto il Giappone? E cosa dicono loro, i giapponesi, a due anni dal disastro nucleare che secondo alcuni ricercatori sarebbe addirittura peggiore a quello di Chernobyl del 1986? Non si sa.

Giornali e tv, tranne rarissime eccezioni, tacciono sull’argomento. 
E siamo anche d’accordo che all’indomani di Fukushima i padroni dell’atomo hanno imposto al mondo una sorta di moratoria (meglio: un divieto a parlarne), o che notoriamente l’AIEA, la super organizzazione mondiale dell’energia atomica, non può per suo stesso statuto divulgare i dati in suo possesso, ma anche ai peggiori bavagli massmediatici dovrebbe esserci un limite di decenza. 
Anche perché in Giappone, dove le proteste sono merce molto rara, le manifestazioni antinucleari sono tuttora all’ordine del giorno, e ciò nonostante la sordina degli organi d’informazione ufficiali o i provvedimenti (dal manganello all’arresto) delle forze dell’ordine...

domenica 1 aprile 2012

Le banche che finanziano il nucleare

Federica Martiny

Nell’immaginario collettivo la proliferazione di armi nucleari che mettono a repentaglio la sopravvivenza dell’umanità è attribuita a un nemico esterno, temibile ma lontano. 
Il rapporto sui finanziamenti globali ai produttori di armi nucleari pubblicato dalla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari (ICAN), invece, ci mostra una realtà diversa, ricordandoci che molti dei principali gruppi bancari e assicurativi internazionali finanziano e favoriscono la proliferazione nucleare. 

“Don’t Bank on the Bomb”, questo il titolo suggestivo del rapporto (http://www.dontbankonthebomb.com/) dell’Ican. Uno studio di 180 pagine fitte, dettagliate, piene di tabelle e di calcoli precisi che rivelano i dettagli delle transizioni finanziarie realizzate dai maggiori gruppi bancari e assicurativi internazionali in collaborazione con le 20 aziende del nord America e dell’Europa occidentale maggiormente impegnate nella produzione, modernizzazione e manutenzione degli armamenti nucleari di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e India. 
Il pericolo, dunque, non è così lontano come normalmente si crede.

La metà di questi grandi gruppi d’investimento, che comprendono banche, fondi pensione e compagnie assicurative, ha sede negli Stati Uniti e un terzo invece in Europa...

domenica 11 marzo 2012

Nucleare, un mondo poco sicuro

Alessandro Iacuelli

Greenpeace ha pubblicato la mappa delle centrali nucleari in Europa. 

La mappa è interattiva e cliccando sui puntini gialli che identificano i reattori nucleari è possibile conoscere il livello di rischio per chi abita nel territorio circostante a varie distanze. Sono ben 437 i siti segnalati sulla mappa e per ciascuno si può vedere il numero delle persone che potrebbero essere coinvolte in caso di incidente nucleare a distanze di 30 km, 75 km, 150 km, 300 km. Una delle centrali più vicine ai confini italiani è la centrale svizzera di Muehleberg: la popolazione coinvolta nel raggio di 300 km è di quasi 50 milioni di persone.
A pochi giorni dal primo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima, Greenpeace lancia la mappa interattiva intitolata "Quanto sei a rischio?" Quel che emerge é come milioni di persone vivano nelle vicinanze di un reattore nucleare. L'associazione ambientalista vuole avvertire, con questo messaggio, che tutte queste persone sono in pericolo: vivono in un'area che, in caso di incidente nucleare, potrebbe venire altamente contaminata ed essere quindi evacuata.
La tesi di fondo è che non ci sono reattori nucleari sicuri: Greenpeace ricorda come gli ultimi sessant'anni siano stati costellati di incidenti nucleari, piccoli e grandi, di cui vengono ricordati solo Fukushima, Chernobyl, Tokaimura e Three Mile Island, mentre le altre centinaia di incidenti, in cui il disastro è stato solo sfiorato, sono caduti nel dimenticatoio.

Solo sei anni fa in Svezia uno dei reattori della centrale nucleare di Forsmark ha rischiato di arrivare pericolosamente vicino alla fusione del nocciolo a causa di un guasto ai sistemi di sicurezza, causato da un semplice black-out di corrente. Nelle ultime settimane, il direttore della centrale nucleare Fukushima Daini, sorella della centrale di Fukushima Daiichi, ha ammesso che anche il suo impianto è stato vicino alla fusione nelle ore successive al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo...

venerdì 23 dicembre 2011

Misteriosa sostanza bianca cresce sui fusti di scorie nucleari

Giustamente preoccupati per la sorte di Fukushima e del Giappone intero, è naturale trascurare alcune notizie come quella che sto per riportarvi. Gli scienziati del Dipartimento dell'Energia americano hanno scoperto una strana sostanza biancastra che sta crescendo sull'imballaggio dell'uranio custodito nel Savannah River Site, in un deposito di materiale nucleare esausto. "Questa escrescenza, simile alla struttura di una ragnatela, deve ancora essere identificata, ma potrebbe essere di natura biologica" spiega un rapporto stilato dal Defense Nuclear Facilities Safety Board americano. Questa crescita anomala di materiale sconosciuto è stato scoperta all'interno dei fusti di materiale radioattivo custoditi nel Savannah River Site, una riserva atomica americana che si trova in South Carolina.

Questo sito nucleare racchiude quella che viene definita "Area L", una zona dotata di bacini d'acqua in grado di isolare e mantenere a temperatura costante le scorie prodotte dalle centrali nucleari nazionali. Il bacino principale, chiamato Bacino L, è una struttura dotata di pareti di cemento spesse un metro, ed è in grado di contenere 3,5 milioni di galloni d'acqua per una profondità totale di 5-10 metri. E' proprio all'interno di questa cisterna che i ricercatori del Dipartimento dell'Energia hanno scoperto questa strana "cosa", inizialmente troppo piccola per essere vista, ma che col tempo è cresciuta facendosi notare dallo staff dell'installazione. Questa misteriosa "creatura" (non è ancora chiaro se sia di origine biologica o meno) sembra poter proliferare dove molti altri organismi viventi troverebbero la morte. Anche se il materiale nucleare del Bacino L è efficacemente isolato dai dipendenti del sito, in prossimità dei fusti permane una lenta ma costante emissione di radiazioni potenzialmente nocive... 

giovedì 30 giugno 2011

Nucleare: Tutto ok a Fort Calhoun, tutto ok a Los Alamos!

Catherine


Un articolo che riassume molto bene la situazione in Giappone e negli Stati Uniti (i link di riferimento sono in lingua originale: francese e inglese)

Dopo aver tentato di raggirarci sull'incidente di Fukushima, ecco che arriva il tempo dei segreti, della dissimulazione, della disinformazione, forse della menzogna, riguardo agli incidenti americani.

A Fukushima si comincia finalmente a sapere cosa è successo realmente, anche se rimangono ancora punti interrogativi.
In questo video Alain de Halleux (fotografo e regista) descrive la situazione come irrisolvibile: « … L'inquinamento continuerà ad espandersi su tutto l'emisfero Nord per anni, come ha fatto il petrolio nel Golfo del Messico, prima che si trovi una soluzione. Non si può nemmeno colare un sarcofago com'è stato fatto a Chernobyl, è impossibile.»
I tentativi di decontaminazione delle 120 000 tonnellate di acqua radioattiva stanno fallendo, e le poche centinaia di litri depurati lo sono in modo parziale, con risultati ben lontani di quelli sperati.
Bisogna aggiungere costantemente acqua per evitare il surriscaldamento dei reattori e quell'acqua radioattiva, che non può essere evacuata, presto o tardi raggiungerà l'oceano. ... 

lunedì 27 giugno 2011

Effetto Primavera

Catherine

Non saprei se è per via di un'aria ancora primaverile che, nonostante i cieli ormai poco limpidi, fa ancora sentire la sua benefica influenza, ma pare che un risveglio stagionale, seppur modesto, si stia attuando in Europa. 

Sull'onda emotiva della catastrofe di Fukushima diversi paesi europei hanno tirato il freno ai loro progetti nucleari e in Italia, nonostante i numerosi tentativi d'interferenza, il referendum ha avuto luogo e gli italiani hanno espresso un loro parere sull'utilizzo dell'energia nucleare. Non c'è da tergiversare, la risposta è stata chiara: non lo vogliono. 

I burattini del teatrino politico si stanno dimenando per attribuirsi i meriti di tale risultato ma questa volta non bisogna cascarci: il voto è stato un espressione trasversale, indipendente e apartitica degli italiani. Per una volta tanto.

In Val di Susa, in questo momento, ci sono altri italiani che lottano contro un altro tipo d'inquinamento: la politica della speculazione, che reca danni permanenti e gravissimi a tutti i cittadini italiani se consideriamo che un'opera come il TAV è non solo costosa (1300 euro al cm) ma anche perfettamente inutile come vari studi hanno ampiamente dimostrato...

Nucleare - La Francia si sveglia

Per una volta il privilegio di guardare gli altri paesi sbrogliare le proprie matasse ce l'abbiamo noi. Dopo la vittoria del referendum del 12-13 giugno in Italia e dopo le dichiarazioni sull'energia nucleare di governi come quello tedesco e giapponese, ora tocca alla Francia prendere una posizione in merito.Lo dovrà fare per forza di cose: tra i 5 e i 7.000 cittadini francesi si sono infatti riuniti nella cittadina di Fessenheim (Alsazia), per formare una lunga, lunghissima catena umana e dimostrare così in modo pacifico come la pensano. Obiettivo della manifestazione è la centrale nucleare di Fessenheim, o meglio, i due reattori attivi, i più vecchi di tutto il paese.
Gestita dal gruppo francese EDF – Electricité de France – la centrale e i suoi due reattori sono lì dal 1977, anno in cui entrarono ufficialmente in funzione. La preoccupazione dei comitati organizzatori e dei cittadini, già comprensibile di per sé, lo diventa ancora di più se si pensa quindi alla tecnologia utilizzata, la PWR (o Pressurized Water Reactor) datata ormai agli anni del dopoguerra...

martedì 21 giugno 2011

Alex di tokyo


Catherine

Alex è francese e vive a Tokyo da 10 anni.

Dall'inizio della crisi nucleare in Giappone pubblica su Youtube dei video di aggiornamento, a testimonianza di ciò che sta vivendo lì.
I suoi messaggi finora erano tutti in lingua inglese, struggenti, accorati.
Alex ci racconta un inferno che non finisce mai, ma che sembra anzi peggiorare sempre di più ogni giorno che passa.

Ogni suo video in inglese comincia con il suo solito « Hello to all! » che cambia tonalità a secondo del suo umore, alternandosi tra la speranza, la rassegnazione, la rabbia, il disgusto ..


Alcuni dei suoi video in inglese:

12 aprile 2011 http://www.youtube.com/watch?v=e1GrmZ1_szs

13 aprile 2011 http://www.youtube.com/watch?v=c_NxGnIkRs0

18 aprile 2011 http://www.youtube.com/watch?v=4xrllITsnVs

5 maggio 2011 http://www.youtube.com/watch?v=3DMMVaqG6sw


L'ultimo, del 15 giugno, tre mesi dopo il terremoto, lo ha registrato in francese ... http://www.youtube.com/watch?v=6uj_l_tmuhc&feature=share Questo filmato era scomparso dalla rete ma qualcuno lo aveva scaricato ed è di nuovo visibile, per ora ..