Catherine
Non saprei se è per via di un'aria ancora primaverile che, nonostante i cieli ormai poco limpidi, fa ancora sentire la sua benefica influenza, ma pare che un risveglio stagionale, seppur modesto, si stia attuando in Europa.
Sull'onda emotiva della catastrofe di Fukushima diversi paesi europei hanno tirato il freno ai loro progetti nucleari e in Italia, nonostante i numerosi tentativi d'interferenza, il referendum ha avuto luogo e gli italiani hanno espresso un loro parere sull'utilizzo dell'energia nucleare. Non c'è da tergiversare, la risposta è stata chiara: non lo vogliono.
I burattini del teatrino politico si stanno dimenando per attribuirsi i meriti di tale risultato ma questa volta non bisogna cascarci: il voto è stato un espressione trasversale, indipendente e apartitica degli italiani. Per una volta tanto.
In Val di Susa, in questo momento, ci sono altri italiani che lottano contro un altro tipo d'inquinamento: la politica della speculazione, che reca danni permanenti e gravissimi a tutti i cittadini italiani se consideriamo che un'opera come il TAV è non solo costosa (1300 euro al cm) ma anche perfettamente inutile come vari studi hanno ampiamente dimostrato...
