Visualizzazione post con etichetta NO TAV. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NO TAV. Mostra tutti i post

giovedì 13 dicembre 2018

Tav, la strana guerra contro i “palestinesi” della valle di Susa


Ripercorriamo la vicenda del TAV Torino-Lione: dalle lotte popolari della Val di Susa, agli interessi economici dietro al progetto; dalle infiltrazioni della 'ndrangheta alla presenza dei servizi segreti.

di Giorgio Cattaneo

Foto: Venaus (To), Dicembre 2005 - Una signora venuta per pregare davanti i militari durante la marcia dell'8 Dicembre che ha portato alla ripresa del presidio di Venaus da parte della gente del posto. 

In queste settimane si sta tornando a parlare del progetto TAV, a livello sia politico che mediatico. A Torino ci sono state due manifestazioni: una a favore e un’altra contro, che si è svolta sabato scorso e ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone.

Pubblichiamo quindi questo articolo che ripercorre e riassume l’intera vicenda, cercando di capire le motivazioni della sollevazione popolare NO TAV e perché negli anni sia stata da una parte combattuta dal potere e repressa anche in modo violento, e dall’altra infiltrata. Inoltre nell’articolo vengono toccati vari aspetti sconosciuti ai più, come le infiltrazioni mafiose nel progetto e le manipolazioni mediatiche e politiche di alcune vicende (come ad esempio l’arresto e il “suicidio” in carcere degli attivisti Sole e Baleno) ...

venerdì 17 maggio 2013

TAV - La borsa E la vita

Catherine

Leggevo un attimo fa su un noto social network il commento preconfezionato-impacchettato-predigerito-massmediatico di una persona di cui non ricordo il nome (chiamiamola L.) a proposito del Tav.
In sostanza L. diceva che secondo lei la polizia dovrebbe, per garantire la prosecuzione dei lavori e la sicurezza degli operai, adottare un comportamento ancora più costrittivo contro i No Tav. (sigh)
In tutta evidenza L. , oltre ad accettare qualsiasi decisione in materia di repressione e uso della violenza, non mette minimamente in dubbio l'utilità dei lavori stessi. Cioè, se “loro”  hanno deciso così vuol dire che avranno le loro ragioni e vuol dire che il Tav è cosa buona e giusta!
L. ha perso totalmente, come gran parte delle persone, ogni residuo di senso critico. Della serie: Io ti ho votato, ora mi lavo le mani e tutto ciò che fai va bene; se invece non ti ho votato, mi lavo lo stesso le mani, ma tutto ciò che fai va male. Senza conoscenza di causa, per mero “partito” preso … (sigh-bis)

Ma se invece il Tav non fosse un'opera così “buona” come vogliono farci credere, da che parte dovrebbero stare i poliziotti ? Dalle parte della giustizia o dalla parte di un stato che non la racconta giusta?

Allora mi sono chiesta (e non sarò l'unica!): ma in che modo spiegare a un normale cittadino, e in due parole, che la costruzione del Tav è non solo dannosa ma anche completamente inutile e contro producente? E che l'unico vantaggio che ne viene fuori è economico e non certo a favore dei cittadini che sono i primi finanziatori di quell'obbrobrio? ... 

giovedì 6 dicembre 2012

Tav senza soldi: la verità, dietro al bluff di Monti e Hollande

Secondo il professor Marco Ponti del Politecnico di Milano, autorevole “trasportista” italiano, il celebrato vertice di Lione tra Hollande e Monti – già costato l’inaudita aggressione dei manifestanti No-Tav ad opera della polizia francese – a conti fatti si riduce quasi a una barzelletta: se da un lato Italia e Francia giurano solennemente (come tante altre volte) che la grande opera “si farà”, ovviamente “auspicando” finanziamenti europei di cui non c’è ancora traccia, l’avvio dei cantieri – già slittato prima al 2013 e poi al 2014 – verrebbe ora ulteriormente ritardato, a causa di forti resistenze francesi, da parte dei Verdi alleati di Hollande e della Corte dei Conti di Parigi, che reputa l’opera troppo costosa e non necessaria. Nel dubbio, a rimetterci sono come sempre i valsusini: a cui si racconta che la nuova “autostrada ferroviaria” toglierebbe i Tir dall’asfalto, in una valle che è stata già devastata, di recente, proprio da un’autostrada, quella del Fréjus, che doveva servire a “togliere i Tir dalle strade statali”. Poi si lamentano se i valsusini, nel loro piccolo, s’incazzano.

La Torino-Lione “si farà”? Lo hanno ripetuto Monti e Hollande, prende nota Marco Ponti, aggiungendo però che – di per sé – questo non significa nulla: la formale promessa «è talmente solida, che è stata già fatta un gran numero di volte negli anni passati, senza che sia successo poi molto, soprattutto in termini di soldi veri allocati». Eppure, nonostante il gran fervore ferroviario, pare si sia deciso – intanto – di raddoppiare il tunnel autostradale del Fréjus: non è una contraddizione? Tanto più che i dati ufficiali sul traffico tra Piemonte e Rodano sono in calo costante, una flessione continua per i Tir e addirittura un crollo per i treni: per mancanza di merci da trasportare, l’attuale ferrovia internazionale Torino-Modane che già attraversa la valle di Susa, è utilizzata solo per il 20% della sua capienza. Di che trasporti parlano, gli sponsor delle nuove grandi opere transalpine? Di quali merci, di quale traffico Italia-Francia? ..

domenica 4 novembre 2012

TAV: Oltre 4000 i lacrimogeni usati contro manifestanti il 3 luglio 2011

I dati emergono da una nota interna di cui si trova traccia su internet dopo l'attacco informatico ai server di Anonymous e si riferiscono alla manifestazione al cantiere di Chiomonte l'estate scorsa quando si verificarono scontri durati oltre 6 ore. Nel testo si rileva come sia l'uso dei Cs, sia quello degli idranti si sia di fatto rivelato "inefficace".

Oltre quattromila lacrimogeni lanciati dalla polizia sui manifestanti contrari alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione riuniti al cantiere di Chiomonte del 3 luglio 2011.
E’ questo il dato che emerge da una nota interna della polizia di cui oggi si trova traccia in rete dopo un attacco informatico di Anonymous al server (leggi). 
Più precisamente si tratta di 4.357 lacrimogeni lanciati dagli agenti per “respingere” gli attacchi alle recinzioni o disperdere i dimostranti più aggressivi.

Nel file si legge che “i lacrimogeni, seppure in uso così massiccio, si sono rilevati inefficaci nell’allontanamento dei manifestanti”, e che ebbero “effetti nefasti” sul personale perché i filtri delle maschere antigas furono “messi a dura dalla lunghezza dell’esposizione (sei ore di scontri pressoché continuativi). Frequentissimi gli episodi di vomito, irritazione cutanea, intossicazione, stato confusionale transitorio”.
Al contrario, sempre secondo il documento, i militanti respinti, “ritornavano sull’area rapidamente, vuoi perché attrezzati con maschere antigas, farmaci nonché secchi d’acqua in cui spegnere i lacrimogeni e guantoni per rilanciarli all’indirizzo del personale operante, attenuandone di fatto l’effetto, vuoi per il peculiare contesto boschivo, ricco di vegetazione ed infine per le condizioni del vento, non sempre a favore”. Insomma, il testo mette in evidenza una totale debacle per la polizia di fronte ai manifestanti No tav... 

giovedì 24 maggio 2012

Tav, corridoio fantasma: e Torino resterebbe senz’acqua

La Torino-Lione? Pura follia inutile.
Quel che resta di un vecchio disegno europeo completamente tramontato: perché mancano soldi, perché non serve a nessuno, e perché – in concreto, tecnicamente – non è neppure realizzabile. Il chiasso della propaganda ha finora nascosto un tabù colossale, un problema grande come Torino: l’acqua potabile e i rubinetti dei torinesi. Alle porte della metropoli, spiega un ingegnere della Regione Piemonte, il progetto prevede un tunnel profondo 40 metri, che «si infila né più né meno che nella falda idropotabile della città». Attenzione: non in quella irrigua, ma «proprio nell’acqua che va nelle case dei torinesi». L’ingegnere non ha dubbi: operazione «impensabile e illegale». Un milione di abitanti all’asciutto, senza più acqua bevibile: «Progetto impossibile, a meno che non si pensi a un golpe», dice lo scrittore Luca Rastello, autore del dirompente reportage “Corridoio 5, binario morto”, pubblicato il 20 maggio da “Repubblica”.

«Mi sono accorto che, in tutti questi anni, nessuno l’aveva mai davvero percorso, quel famoso itinerario ormai divenuto cruciale nell’agenda politica italiana, data la resistenza popolare della valle di Susa che si oppone al segmento alpino». Autore di romanzi come “Piove all’insù”, già reporter di “Diario” e attivissimo sul terreno deidiritti civili, Luca Rastello è una voce apprezzata da scrittori come Roberto Saviano. Un indagatore in trincea: prima il libro-denuncia “La guerra in casa”, sul genocidio dell’ex Jugoslavia, poi il reportage “Io sono il mercato” (Chiarelettere) sul business del narcotraffico, e infine “La frontiera addosso – così si deportano i diritti umani”, drammatica fotografia sull’orrore dei “respingimenti” (Laterza, 2010). E adesso, la Torino-Lione. Partendo dal suo cuore dolente, la valle di Susa: «Ci sono cresciuto d’estate, ci ho passato le mie vacanze da bambino e poi da ragazzo», racconta Rastello al regista Daniele Gaglianone, che sulla valle “ribelle” sta preparando un documentario. «Ho proposto a “Repubblica” il reportage – spiega Luca – e il giornale ha accettato: così ho percorso l’intera tratta, partendo da Lisbona»...

sabato 3 marzo 2012

TAV, il treno NATO-USA

Filippo Bovo

Il Movimento No TAV, attivo almeno fin dai tempi della grande manifestazione a Sant’Ambrogio di Torino del 2 marzo 1995, ha più di una buona ragione per contestare la realizzazione della grande opera ferroviaria che dovrebbe attraversare la Val di Susa collegando Torino a Lione, all’interno di un più esteso collegamento da Lisbona a Kiev.

Troppo lunghi e costosi sarebbero ad esempio i lavori del cantiere, tali da sottrarre al paese risorse preziose che certamente risulterebbero meglio investite nell’ammodernamento delle linee esistenti (a cominciare dalla linea Torino – Lione che attraversa il Traforo del Frejus e che ad oggi viene utilizzata non oltre il 30% delle sue capacità: per il trasporto merci, quindi, la TAV si presenterebbe come un costoso ed inutile doppione). Ingenti sarebbero anche i danni all’ambiente, con gravi effetti sulle condizioni idrogeologiche della valle come del resto è già avvenuto con i lavori per l’alta velocità nel Mugello, dove interi paesi sono rimasti senz’acqua a causa del disseccamento delle falde.

Non mancherebbero poi preoccupazioni su problemi di salute pubblica legati ad una serie di minerali presenti nelle montagne circostanti (principalmente amianto ed uranio) le cui scorie e la cui radioattività, a causa dei forti venti che caratterizzano la Val di Susa, potrebbero raggiungere persino la periferia di Torino. Infine una linea come la TAV favorirebbe, nell’ottica del mercato comunitario, l’esportazione di capitale produttivo verso le aree più povere dell’Unione Europea e l’importazione di merci a basso costo dalle medesime, assecondando così la deindustrializzazione e la delocalizzazione di imprese del nostro Paese verso l’Europa orientale e, di conseguenza, anche la compressione dei salari dei nostri lavoratori.

Ma queste ragioni, tutte condivisibili e difficilmente obiettabili, sono soltanto quelle più note ed ufficiali: ve ne è anche un’altra, al cui proposito l’opinione pubblica viene tenuta accortamente all’oscuro e di cui ci ccuperemo in questo articolo. La TAV, esattamente come la ferrovia Berlino – Baghdad dell’inizio del secolo scorso (la cui funzione era quella di favorire la penetrazione militare ed economica della Germania guglielmina nei Balcani e nel Medio Oriente di cui già all’epoca s’era scoperto il potenziale petrolifero), risponde a ben precise logiche geopolitiche e geostrategiche. Attraversando Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Ungheria ed Ucraina, favorirebbe il collegamento e la saldatura fra Europa occidentale ed orientale, consentendo così la penetrazione della NATO nello spazio post sovietico...

mercoledì 29 febbraio 2012

La TAV costruita sui nostri corpi

Massimo Zucchetti

Questa notte è avvenuto un blitz militare per l’allargamento del cantiere TAV in Valle Clarea, pressi di Giaglione, Valle di Susa. C’era un gran numero di forze dell’ordine e militari, ruspe, mezzi militari, saliti anche mentre sabato 75000 persone manifestavano pacificamente contro quest’opera assurda, inutile, dannosa, costosa. Invano.
La cieca convinzione di portare avanti un allargamento del non-cantiere illegittimo ha visto l’opposizione nonviolenta dei pochi ragazzi che erano presenti sul posto. La grande mobilitazione del movimento NOTAV sarebbe infatti dovuta avvenire questa sera, questa notte, con una fiaccolata notturna ed una permanenza sul posto ad oltranza. Gli anziani della valle erano disposti ad incatenarsi agli alberi, ad oltranza. Avendolo probabilmente saputo, gli invasori hanno deciso di provare a forzare i tempi.

Luca Abbà, 37 anni, agricoltore della Valsusa, molto conosciuto in Valle per la sua fiera ma nonviolenta opposione alla TAV, si è arrampicato su un traliccio per provare ad opporsi alla cieca determinazione degli invasori. Sentivamo la diretta della sua voce alla Radio (Radio Black-Out). Diceva, rivolto a quelli di sotto: “se non la piantate, io da quassù non me ne vado, avete capito?”. Poi, rivolto agli ascoltatori: “Ciao, vi saluto, UN POLIZIOTTO-ROCCIATORE mi sta incalzando da sotto”.

Gli invasori lo hanno incalzato da sotto, spingendolo a salire più in alto. E’ rimasto folgorato dall’alta tensione. Sotto il traliccio non era stata posta alcuna protezione prima di incalzarlo. Avevano molta fretta, si vede. Luca è caduto a terra con un volo di molti metri. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime...

lunedì 8 agosto 2011

NO TAV - Noi siamo pronti

Catherine


Da un po' di tempo vi è una strana aria nel movimento No TAV ogni qualvolta si esce da un'azione eclatante, e non soltanto perché detta azione non ha trovato i dovuti riscontri nei media e non è arrivata come dovrebbe alla massa dei cittadini. No di certo.
Che la cricca dei giornalisti - coloro i quali dovrebbero dare risalto a un evento di questa portata ma non muovono un dito senza i nulla osta venuti “dall'alto” - rimanga congelata davanti a un eroe come Turi e gli altri digiunanti della valle, non ci sorprende più di tanto; il movimento, da 20 anni, ne ha fatto l'abitudine.
Ma l'aria che tira in questi primissimi giorni successivi alla discesa dal cedro del nostro Turi e nonostante lui, con Stefano e Nicola (e quelli che sul posto li sostengono attivamente) stiano continuando la loro protesta, con la minaccia di un sgombero imminente appesa sulle loro teste come una spada di Damocle, si ripiomba in un apparente rassegnato stand by ..


Eppure …. 
Eppure in tutta Italia c'è gente che si mobilita, concerti (come quello di Giulia Tripoti il 20 agosto) che si organizzano a Chiomonte e altrove, eventi di tutti i tipi in sostegno alla lotta, ludici e non, allo scopo di radunare le persone alla Maddalena.
Vi è un entusiasmo e una presa di coscienza del problema a un livello di estensione che forse non era mai stato raggiunta in 20 anni di resistenza, e ciò principalmente grazie a internet...

sabato 6 agosto 2011

No Tav - La protesta pacifica che non fa notizia


Il digiuno di protesta. 
Il pacifista Turi Cordaro (detto “Vaccaro”) su un albero da due giorni nella “zona rossa”, Don Ciotti probabilmente in arrivo alla Maddalena di Chiomonte per parlare con lui. I No Tav che offrono weekend a chiunque voglia andare in vacanza in val di Susa per conoscere direttamente le bellezze della Valle e la situazione. Sono argomenti che non fanno notizia, evidentemente, ma che vanno raccontati perché fanno parte di questa protesta e di questo movimento, storicamente mal rappresentato (per convenienza o per incapacità) dall’informazione italiana. Si può seguire (pensate un po’) su Twitter, con l’hashtag #notav.
Negli ultimi giorni, in un primo momento, i media mainstream si concentrano sul fatto che due giorni fa a Condove 300 manifestanti “seduti sui binari” avrebbero bloccato il Tgv Torino-Lyone. Il comitato No Tav nega e diffonde foto della protesta con un paio di centinaia di manifestanti che sventolano bandiere No Tav sulle banchine e non sono affatto sui binari. Lo scopo dell’azione era semplicemente quello di ricordare all’Italia tutta che il treno veloce che collega Torino e Lione esiste già. E’ proprio il Tgv. La Stampa deve arrendersi e precisare: nessuno è sceso sui binari. Ma al tempo stesso segnala che 20 genitori No Tav sono stati segnalati al Tribunale dei Minori perché portano con sé i figli. E, contestualmente, deve dare anche la notizia di Turi che resta sull’albero. Ma di certo la protesta pacifica non merita titoloni sui giornali: anche il titolo de La Stampa è tutto concentrato sul “Basta bambini alle manifestazioni” (non si capisce bene quale sia il punto: il genitore che volesse legittimamente manifestare, cosa dovrebbe fare? Abbandonare i figli a casa?)....

sabato 16 luglio 2011

Questi sono i black block




Questi sono i black block che da qualche settimana occupano la Maddalena di Chiomonte.

Chiunque, dopo avere visto le immagini comprenderà come liberarsi di questa feccia diventi ogni giorno di più una priorità imprescindibile.Quelli che Napolitano e Maroni non hanno esitato a definire "eroi", in meno di 3 minuti di filmato riescono a dare sfoggio di tutto il proprio repertorio di gesta epiche......

Prima prendono selvaggiamente a calci un ragazzo inerme, mentre lo trascinano per qualche decina di metri nella polvere.
Poi, non soddisfatti, in gruppo lo sprangano per benino dentro a un cortile.
Terminata l'eroica impresa, iniziano a raccogliere sassi, per gettarli sulla testa dei malcapitati manifestanti, dando sfoggio di abnegazione e fedeltà alla costituzione.

Per concludere devastano con una ruspa un sito archeologico megalitico, per assicurarsi di evitare ai valligiani qualsiasi accesso alla cultura, che potrebbe fuorviare il pensiero degli occupati. Fortunatamente alla Maddalena non esisteva anche una biblioteca, altrimenti con tutta probabilità avremmo assistito anche ad un rogo dei libri degno di Fahrenhei 451!
Fonte: Il Corrosivo di Marco cedolin

martedì 12 luglio 2011

Quanto costa il TAV Torino-Lione

Claudio Guerra Manfredi


I costi a carico dell’Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all’Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro. 
Ma il dossier presentato all ‘Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell’Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe. 
Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere, attenendoci all’esperienza italiana delle linee ad alta velocità. 
Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte. 
Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dell’incremento dei costi della TAV Firenze –Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.
I costi della militarizzazione della valle di Susa Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici. 
Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro all’ora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.
30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro all’ora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sull’anno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro...

domenica 10 luglio 2011

TAV - La visione spirituale e occulta

 di Fausto Carotenuto

Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. 

Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea. 
Non solo quelle dei cari e simpatici valligiani, ma quelle di tutti i piemontesi, degli abitanti di una vasto arco delle Alpi, e delle regioni che si protendono attraverso tutta la Francia verso Nord, e tutta l’Italia verso Sud.

Una operazione che parte da molto in alto nelle gerarchie delle piramidi che portano avanti le strategie oscure. Un qualcosa di così importante che il fronte del potere politico, finanziario, economico, dei mass media - largamente influenzato e diretto dai vertici oscuri - sostiene in modo insolitamente compatto e granitico… senza apprezzabili sbavature.
Menti oscure, schiere di mercenari del potere e del denaro, centurie di coscienze spente e freddamente calcolatrici, solidali contro il cuore generoso di alcune migliaia di valligiani. Pressoché soli… (l'articolo è del 2005) ...

venerdì 8 luglio 2011

NO TAV - Pronti? Si dorme!!

Catherine

A distanza di una settimana dalla marcia sulla centrale di Chiomonte allo scopo di dimostrare che il TAV non lo vuole nessuno - e non soltanto i valsusini come si è potuto anche constatare dall'affluenza alla protesta del lunedì 26 giugno - e non reiterando qui le numerose e valide ragioni che motivano questo rifiuto portato avanti da 20 anni dai coraggiosi Valsusini, si può ben vedere che gli italiani cominciano ad avere una visione molto più chiara della situazione, non solo sulle infrastrutture-fregature come il TAV o il ponte di Messina per citare le più famose, ma sulla politica tutta che, e si sta delineando sempre di più, non risponde affatto a chi le ha affidato i propri voti, i propri soldi, la propria forza di lavoro, la propria vita, cioè i cittadini, ma risponde a interessi finanzieri e lobbies che poco hanno a che fare col benessere dei cittadini.

Tutto questo quadro sembrerebbe molto roseo: constatare che le tattiche politiche, il cui TAV - mantenuto a distanza dai motivatissimi abitanti della Valle - è un emblema perfetto, appaiono sempre più evidenti a un sempre più gran numero di persone è davvero confortante, ma il problema che sembra profilarsi all'orizzonte è l'affaticamento del movimento stesso.

E ciò è dovuto a diverse ragioni....

mercoledì 6 luglio 2011

150 brevi ragioni tecniche contro il TAV in Val di Susa

Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Piemonte e master di ingegneria ambientale

1) Una grande opera o è fortemente utile o è fortemente dannosa, perché richiede investimenti che vengono sottratti ad altri capitoli di spesa e perché ha un forte impatto sul territorio che la ospita.

La questione fondamentale del progetto della nuova linea ferroviaria Lione-Torino, che è anche la più costosa opera pubblica mai progettata in Italia, è la sua inutilità, perché le ipotesi di traffico su cui si basa sono state smentite dalla realtà dei fatti, che mostrano una inarrestabile caduta dei movimenti di merci e di passeggeri sulla sua direttrice.

2) Al traforo del Frejus, il traffico merci della ferrovia esistente è sceso nel 2009 a 2,4 milioni di

tonnellate (MT). Si tratta di poco più di un decimo del traffico di 20 MT che erano previsti all’orizzonte del 2010, dalla dichiarazione di Modane dei ministri dei trasporti italiano e francese. La diminuzione è stata largamente indipendente dai lavori di ampliamento del tunnel esistente, perché era cominciata due anni prima dei cantieri, aperti nel 2002, ed è proseguita in modo costante.

E’ incredibile che, con dati che si rivelano quasi un decimo di quelli previsti, l’intero arco politico ignori il fatto, non si ponga alcun problema della verifica delle previsioni e continui a premere sull’acceleratore di un progetto che ha perso ogni ragion d’essere....

mercoledì 29 giugno 2011

Trionfo No-Tav: l’Italia scopre la resistenza della val Susa


di Giorgio Cattaneo
Lunedì 27 giugno 2011: data che lascerà un segno nella disastrata agenda politica italiana, grazie all’eroica resistenza civile dei No-Tav che hanno costretto il governo all’uso della forza per sequestrare la valle di Susa, facendo esplodere una protesta che sembra aver finalmente aperto gli occhi all’opinione pubblica nazionale rinvigorita dai referendum e sempre più stanca di ladri e cialtroni. I nano-politici che pensavano di schiacciare una volta per tutte il dissenso contro la Torino-Lione ricorrendo ai lacrimogeni hanno commesso il più clamoroso degli autogol: i valsusini, fino a ieri assediati nella trincea della “Libera Repubblica della Maddalena”, ora vedranno ribaltato il loro ruolo e potranno guidare l’assedio democratico, fino alla vittoria finale.
Un minuto dopo la conclusione del blitz dei reparti antisommossa, con oltre un migliaio di manifestanti in ritirata sui sentieri del bosco, la valle di Susa un giovane valsusino ferito dalla poliziaera già paralizzata dai blocchi stradali spontanei organizzati dagli abitanti, cui è giunta – da Torino a Roma – l’immediata solidarietà popolare dell’Italia intera. Chi sperava che l’azione di forza potesse chiudere la partita ha sbagliato tutto: la partita, quella vera, comincia adesso.....

lunedì 27 giugno 2011

Effetto Primavera

Catherine

Non saprei se è per via di un'aria ancora primaverile che, nonostante i cieli ormai poco limpidi, fa ancora sentire la sua benefica influenza, ma pare che un risveglio stagionale, seppur modesto, si stia attuando in Europa. 

Sull'onda emotiva della catastrofe di Fukushima diversi paesi europei hanno tirato il freno ai loro progetti nucleari e in Italia, nonostante i numerosi tentativi d'interferenza, il referendum ha avuto luogo e gli italiani hanno espresso un loro parere sull'utilizzo dell'energia nucleare. Non c'è da tergiversare, la risposta è stata chiara: non lo vogliono. 

I burattini del teatrino politico si stanno dimenando per attribuirsi i meriti di tale risultato ma questa volta non bisogna cascarci: il voto è stato un espressione trasversale, indipendente e apartitica degli italiani. Per una volta tanto.

In Val di Susa, in questo momento, ci sono altri italiani che lottano contro un altro tipo d'inquinamento: la politica della speculazione, che reca danni permanenti e gravissimi a tutti i cittadini italiani se consideriamo che un'opera come il TAV è non solo costosa (1300 euro al cm) ma anche perfettamente inutile come vari studi hanno ampiamente dimostrato...

No Tav - La resistenza

Per ascoltare aggiornamenti su Radio Black Out clicca QUI
Ore 12.30 Il sito NoTav.eu ringrazia tutti coloro si ritroveranno a manifestare solidarieta al movimento nelle varie piazze italiane, da Torino a Bologna, ma anche a Vicenza e Siena, tutti insieme per urlare NO TAV.
Ore 11.30. Le donne di Chiomonte hanno occupato il Comune
Ore 11.14. Nei boschi di Giaglione e Chiomonte militari in mimetica pattugliano il territorio al fine di non fare avvicinare nessuno. 
Ore 11.13. All’Iprebeton di Salbertrand preparano il cemento per gettere (si presume) il ponticello dall’autostrada verso il presidio. 
Ore 10.48. I No Tav intossicati dai lacrimogeni incomnciano a scendere dalla montagna. Alcune automobili fanno la spola per trasportarli in Chiomonte.... 

No Tav - Il blitz

Catherine

Ore 9.00, Radio Blackout, che ci ha tenuto informati tutta la notte va e viene, e ormai a Chiomonte la valletta è riempita dal fumo dei lacrimogeni. Il blitz continua. Alcune tende hanno preso fuoco e la gente si sta completamente intossicando.

Li stanno spingendo verso i boschi. Forse ci sono stati feriti durante l'assedio, si parla di quattro persone, ma non abbiamo i dettagli ...

Si sa invece che una ruspa munita di tenaglia ha caricato il guardrail sul quale si trovava una decina di donne per sfondarlo, senza pensarci due volte!

La diretta è stata interrotta perché non riuscivano più a respirare e a parlare. I valsusini non vedono più niente e non riescono a respirare.

E sono senza armi!!!

Tutto il presidio è arretrato davanti all'aggressore sulla montagna. la polizia li insegue là dove teoricamente non potrebbero arrivare, non essendo territorio accessibile alle forze dell'ordine. La caccia all'uomo è iniziata. E ci sono delle persone anziane che non ce la fanno a salire!

Questo breve filmato http://qik.com/video/41500131?ref=nf rappresenta molto bene ciò che finora abbiamo sentito. La gente non dimostra nessun tipo di aggressività e qualcuno tenta di parlare con gli aggressori. Pena persa, sfondano e spargono i loro lacrimogeni.

Qui le prime immagini http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/06/27/foto/le_prime_immagini_dal_blitz-18266910/1/?ref=HREA-1 del blitz

No Tav - L'attesa

Catherine

Ed è ancora attesa lassù a Chiomonte in Val di Susa.

Sono anni che i valsusini aspettano.

Aspettano che il progetto assurdo del treno ad alta velocità sia cestinato, che ritorni nel posto dal quale non sarebbe mai dovuto uscire, nel bidone dell'immondizia. Un progetto che, dopo essere stato studiato e ristudiato a fondo e dopo che la sua inutilità e dannosità sembravano ormai dimostrate, avrebbe dovuto essere abbandonato.

Si è sperato che la macchina - molto più pesante di un treno - politica e d'interesse si sarebbe fermata. Ma no, chi può fermare il progresso!

Ed è di nuovo nella totale indifferenza dei media che 4000 persone questa sera si sono ritrovate in una fiaccolata delle ultime ore di questa lunga attesa. Ricordano ancora, i valsusini, quando nel 2005 sono stati caricati e aggrediti dalle forze dell'ordine e ora tutto sta per ricominciare. Ma adesso dovrebbe essere un'attesa di ancora poche ore. E io scrivo per ingannare quest'attesa...