venerdì 17 maggio 2013

TAV - La borsa E la vita

Catherine

Leggevo un attimo fa su un noto social network il commento preconfezionato-impacchettato-predigerito-massmediatico di una persona di cui non ricordo il nome (chiamiamola L.) a proposito del Tav.
In sostanza L. diceva che secondo lei la polizia dovrebbe, per garantire la prosecuzione dei lavori e la sicurezza degli operai, adottare un comportamento ancora più costrittivo contro i No Tav. (sigh)
In tutta evidenza L. , oltre ad accettare qualsiasi decisione in materia di repressione e uso della violenza, non mette minimamente in dubbio l'utilità dei lavori stessi. Cioè, se “loro”  hanno deciso così vuol dire che avranno le loro ragioni e vuol dire che il Tav è cosa buona e giusta!
L. ha perso totalmente, come gran parte delle persone, ogni residuo di senso critico. Della serie: Io ti ho votato, ora mi lavo le mani e tutto ciò che fai va bene; se invece non ti ho votato, mi lavo lo stesso le mani, ma tutto ciò che fai va male. Senza conoscenza di causa, per mero “partito” preso … (sigh-bis)

Ma se invece il Tav non fosse un'opera così “buona” come vogliono farci credere, da che parte dovrebbero stare i poliziotti ? Dalle parte della giustizia o dalla parte di un stato che non la racconta giusta?

Allora mi sono chiesta (e non sarò l'unica!): ma in che modo spiegare a un normale cittadino, e in due parole, che la costruzione del Tav è non solo dannosa ma anche completamente inutile e contro producente? E che l'unico vantaggio che ne viene fuori è economico e non certo a favore dei cittadini che sono i primi finanziatori di quell'obbrobrio? ... 

E' chiaro che L. sta facendo l'errore che fanno in tanti: parlare senza sapere di che cosa si sta parlando. Un errore molto comune anche nella schiera dei politici … e per un politico è un errore imperdonabile, mentre L. ha delle scusanti: non è mica obbligata a informarsi, dopo tutto si sa che le persone si sentono interpellate soltanto quando i guai capitano a loro in prima persona e raramente prima.. E' … “umano”! (sigh-ter)
Ma prima di conoscere i fatti, o di aver avuto conoscenza di dati riguardante il treno ad alta velocità almeno io avevo il buon gusto di tacere.

Beh, in due parole l'ho appena detto che il TAV era una truffa ma ora mancano gli argomenti. E senza argomenti non si va da nessuna parte, giusto? 
Citiamone alcuni: Il TAV ha un impatto ambientale di portata disastrosa non giustificato dalla necessità dell'infrastruttura stessa. Ad esempio a Venezia era necessario trovare una soluzione all'acqua alta e quindi l'infrastruttura per salvare la città doveva essere realizzata .. anche se siamo in diritto di chiedersi se la scelta dei mezzi adottati è stata dettata dall'efficacia reale (che tra l'altro non è stata raggiunta .. ) o da altro ..



In Val di Susa non c'è nessuna necessità soggettiva di una nuova linea ferroviaria e gli abitanti del luogo lo sanno bene. 
In quella valle strettissima passano già autostrada, statale, fiume e una ferrovia che ha tutte le carte per svolgere il ruolo del Tav ma che rimane sfruttata dall'utenza solo per un piccolo 30%. Quindi non c'è nessuna domanda, né da parte dei passeggeri (tratto troppo corto per sfruttare la velocità, troppo costoso per i pendolari) né per il trasporto delle merci (i treni normali sono già predisposti al trasposto dei TIR ma la richiesta è minima) . 
Oltretutto il transito passeggeri e merci su quell'asse tende a diminuire nel tempo e non è creando un ulteriore passaggio che il traffico aumenterà, mentre aumenterà di sicuro il volume dei conti in banca di chi ha “trattato” l'affare ed è così in ansia di mettersi i soldi in tasca.

L'elenco degli argomenti contro tale infrastruttura sono numerosi e personaggi autorevoli come Marco Cedolin,  Claudio Cancelli,  Mario Cavargna, Erasmo Venosi, Marco Ponti, Claudio Giorno e tanti altri, hanno eseguito studi e analisi con dati e numeri che non lasciano spazio al dubbio, invece se chi promuove tale infrastruttura avesse argomenti a favore potremmo legittimamente chiederci perché non li tirano subito fuori dal cilindro del prestigiatore. Evidentemente sono potenti, ma non al punto di creare vere e valide motivazioni dal nulla  ..

Ma non finisce qui!

Perché alla base di tutto ciò c'è sempre l'eterno problema, cioè che in un regime di cosiddetta democrazia lo stato dovrebbe essere al servizio dei cittadini i quali, a qualsiasi momento, dovrebbero poter usufruire di mezzi per dare o meno il loro consenso su determinate decisioni. 
In pratica è un po' come un imprenditore che ti assume. Egli ti paga con la speranza che tu svolgerai un buon lavoro (un lavoro come dice lui), ma il fatto che tu lavori per lui non ti da il diritto di decidere e fare come cavolo ti pare nell'impresa di codesto datore di lavoro. Infatti se tu non fai il lavoro che lui si aspetta da te, prima cerca di farti capire meglio cosa vuole, ma se tu insisti nella tua visione (che non corrisponde alla sua) allora ti licenzia e ne assume un altro. Semplice e pulito. Siamo NOI che paghiamo lo Stato per essere serviti e tutelati dallo stesso, e non il contrario.

Ora io mi chiedo: come mai dobbiamo accettare le decisioni di uno stato che dovrebbe essere al nostro servizio, e che invece ci sta portando deliberatamente (?) alla rovina? Le grossolane manipolazioni funzionano davvero quindi?

E per finire: chi risponde alla resistenza, determinata e forte delle sue ragioni, di quasi 100.000 persone, e lo fa sparando lacrimogeni ( ad altezza d'uomo ) vietati a livello internazionale (ma perché sprecare gli stock inutilizzati?), lanciando sassi e altri oggetti contundenti su decine di migliaia di resistenti che hanno compreso, una volta superati i sensi di colpa iniziali (20 anni fa) alimentati da uno stato che li faceva sentire “fuori legge” mentre invece erano dalla parte della ragione, ha senz'altro la coda di paglia.
Lo stato ripete che il TAV, come altre grandi infrastrutture, è il “Progresso”, la “Modernità”, la “Crescita”! Ricca argomentazione davvero...

Peccato che siano soltanto parole ridondanti che possono significare tutto e niente. Non abbiamo la definizione esatta di quel “Progresso” di cui si parla tanto, che per ora si riduce a un frenetico "produrre e consumare" senza criterio, con il risultato del calo di livello e di qualità della vita (almeno che avere due portatili a testa sia il simbolo di quel “Progresso”), e nemmeno sappiamo quanto ci costa realmente; gli ipotetici risultati promessi ai cittadini sono già stati smontati pezzo per pezzo. La modernità, la crescita dov'è ci portano?

Apparentemente lo Stato non ha veri argomenti per difendere il TAV. Cambiano i governi ma non hanno nulla da dire. Ma non lo trovate un argomentino? Piccolino piccolino, che so io: che il TAV è bello da vedere oppure, più schiettamente, che col guadagno ottenuto potete andare in vacanze alle Seychelles tre volte all'anno, aprire un altro conto in banca in Svizzera, sperare in un invito alla prossima riunione del Bilderberg o comprare l'ennesima casa con 20 stanze?
No, niente!
Come dicevo prima senza argomenti non si va da nessuna parte, ma quando c'è molto da guadagnare - o da perdere - invece degli argomenti si fa uso della manipolazione e, quando non basta, della forza bruta e della violenza.
Questa è una guerra tra il denaro per pochi e la vita stessa di tutti il resto dei cittadini. 
E il TAV è una delle rappresentazioni emblematiche di questa lotta che ha radici profonde e estensioni pericolose nei nostri regimi pseudo democratici. E li ho visti i valligiani, sono stata con loro: conoscono perfettamente la portata della loro lotta al di fuori della Valle. Ed è anche una delle ragioni per le quali non molleranno mai! (ved. Il Punto TV - 6 luglio 2011 )

Chi invece si accontenta del Grande Suocero, del TG, del bunga bunga, o del gratta-e-vinci del bar ha evidentemente il cervello talmente spappolato da non essere più in grado di andarsi a cercare altri fonti d'informazione. A furia di vivere in un mondo fasullo lo è diventato anche lui, e non gl'importa più niente di cercare la verità.
Avesse almeno la decenza di tacere ...

(Articolo già pubblicato il 6 luglio 2011, ancora tristemente d'attualità ..)

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