sabato 6 agosto 2011

No Tav - La protesta pacifica che non fa notizia


Il digiuno di protesta. 
Il pacifista Turi Cordaro (detto “Vaccaro”) su un albero da due giorni nella “zona rossa”, Don Ciotti probabilmente in arrivo alla Maddalena di Chiomonte per parlare con lui. I No Tav che offrono weekend a chiunque voglia andare in vacanza in val di Susa per conoscere direttamente le bellezze della Valle e la situazione. Sono argomenti che non fanno notizia, evidentemente, ma che vanno raccontati perché fanno parte di questa protesta e di questo movimento, storicamente mal rappresentato (per convenienza o per incapacità) dall’informazione italiana. Si può seguire (pensate un po’) su Twitter, con l’hashtag #notav.
Negli ultimi giorni, in un primo momento, i media mainstream si concentrano sul fatto che due giorni fa a Condove 300 manifestanti “seduti sui binari” avrebbero bloccato il Tgv Torino-Lyone. Il comitato No Tav nega e diffonde foto della protesta con un paio di centinaia di manifestanti che sventolano bandiere No Tav sulle banchine e non sono affatto sui binari. Lo scopo dell’azione era semplicemente quello di ricordare all’Italia tutta che il treno veloce che collega Torino e Lione esiste già. E’ proprio il Tgv. La Stampa deve arrendersi e precisare: nessuno è sceso sui binari. Ma al tempo stesso segnala che 20 genitori No Tav sono stati segnalati al Tribunale dei Minori perché portano con sé i figli. E, contestualmente, deve dare anche la notizia di Turi che resta sull’albero. Ma di certo la protesta pacifica non merita titoloni sui giornali: anche il titolo de La Stampa è tutto concentrato sul “Basta bambini alle manifestazioni” (non si capisce bene quale sia il punto: il genitore che volesse legittimamente manifestare, cosa dovrebbe fare? Abbandonare i figli a casa?)....
Dal canto loro, i No Tav, che si sono sempre distinti per la fantasia delle azioni del movimento - anche se agli onori delle cronache passano solamente gli scontri, che rendono più facile il racconto mediatico e che sfociano, ancor più facilmente, in slogan acritici contro la violenza e contro i “quattro montanari” che protestano - offrono anche ospitalità per un fine setimana a chi volesse andare in vacanza in Valle. Per conoscere dall’interno non solo la Val di Susa ma anche il movimento, con visite al Forte di Exilles, alla Sacra di San Michele, ma anche ai vigneti della Maddalena e al territorio militarizzato. Evitando così, con l’esperienza diretta, i copia-incolla dei giornali che riproducono i comunicati stampa.
[Foto | Album Picasa di Luca Perino]

4 commenti:

  1. Ho apprezzato molto questo post, di cui ho avuto notizia grazie a una condivisione su Google+
    Scopro cosi anche un blog molto interessante.
    Ne approfitto per domandarti, Catherine, se hai anche un profilo G+.

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  2. Grazie Lullofish. Non utilizzo ancora Google + ma probabilmente a breve sostituirà Facebook, non so se in meglio.
    Se vuoi seguire la vicenda della Valle, c'è un link della pagina che curo su FB, nella colonna a sinistra.

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  3. Leggo con attenzione e condivido tutto quanto scrivi.
    E' falda ed odiosa la stampa di regime ed anche quella di non regime poichè è solo un copia - incolla generale. Tremila giornali per dare la stessa falsa notizia nel medesesimo stupido modo in cui si evidenzia proprio ciò che non andava citato solo ed esclusivamente per mero scopo di mercato. Perchè tutto è ridotto a "mercato" ormai. Non si riesce a trovare un'informazione decente se non facendo voli pindarici e surfando nel web con enorme dispendio di tempo. W i no tav. Ciao.

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  4. Non ho scritto io quell'articolo Gianni, è appunto un copia-incolla (!), ma ne condivido il contenuto.
    Tra la gente comune e quelli che sono a capo del sistema, s'infilano i giornalisti parassiti, ma ricordiamoci che se i falsi portatori di notizie esistono è perché c'è la massa che li ascolta, il gregge ebete che non chiede altro che sentire le loro favolette e non pretende nemmeno più le prove di ciò che gli viene raccontato ... dal momento che a sciorinarglielo sono gli emeriti imbecilli "pennivendoli" (come li chiama Marco Cedolin) e mezzi busti televisivi.
    Possiamo denunciare quanto vogliamo quelli che sono pagati per mentire e offrire il loro deretano al potere, ma finché anche la massa farà lo stesso ...
    C'è un pulsante sulla sinistra che porta a una pagina NO TAV che curo su Facebook.

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