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giovedì 13 dicembre 2018

Tav, la strana guerra contro i “palestinesi” della valle di Susa


Ripercorriamo la vicenda del TAV Torino-Lione: dalle lotte popolari della Val di Susa, agli interessi economici dietro al progetto; dalle infiltrazioni della 'ndrangheta alla presenza dei servizi segreti.

di Giorgio Cattaneo

Foto: Venaus (To), Dicembre 2005 - Una signora venuta per pregare davanti i militari durante la marcia dell'8 Dicembre che ha portato alla ripresa del presidio di Venaus da parte della gente del posto. 

In queste settimane si sta tornando a parlare del progetto TAV, a livello sia politico che mediatico. A Torino ci sono state due manifestazioni: una a favore e un’altra contro, che si è svolta sabato scorso e ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone.

Pubblichiamo quindi questo articolo che ripercorre e riassume l’intera vicenda, cercando di capire le motivazioni della sollevazione popolare NO TAV e perché negli anni sia stata da una parte combattuta dal potere e repressa anche in modo violento, e dall’altra infiltrata. Inoltre nell’articolo vengono toccati vari aspetti sconosciuti ai più, come le infiltrazioni mafiose nel progetto e le manipolazioni mediatiche e politiche di alcune vicende (come ad esempio l’arresto e il “suicidio” in carcere degli attivisti Sole e Baleno) ...

giovedì 6 dicembre 2012

Tav senza soldi: la verità, dietro al bluff di Monti e Hollande

Secondo il professor Marco Ponti del Politecnico di Milano, autorevole “trasportista” italiano, il celebrato vertice di Lione tra Hollande e Monti – già costato l’inaudita aggressione dei manifestanti No-Tav ad opera della polizia francese – a conti fatti si riduce quasi a una barzelletta: se da un lato Italia e Francia giurano solennemente (come tante altre volte) che la grande opera “si farà”, ovviamente “auspicando” finanziamenti europei di cui non c’è ancora traccia, l’avvio dei cantieri – già slittato prima al 2013 e poi al 2014 – verrebbe ora ulteriormente ritardato, a causa di forti resistenze francesi, da parte dei Verdi alleati di Hollande e della Corte dei Conti di Parigi, che reputa l’opera troppo costosa e non necessaria. Nel dubbio, a rimetterci sono come sempre i valsusini: a cui si racconta che la nuova “autostrada ferroviaria” toglierebbe i Tir dall’asfalto, in una valle che è stata già devastata, di recente, proprio da un’autostrada, quella del Fréjus, che doveva servire a “togliere i Tir dalle strade statali”. Poi si lamentano se i valsusini, nel loro piccolo, s’incazzano.

La Torino-Lione “si farà”? Lo hanno ripetuto Monti e Hollande, prende nota Marco Ponti, aggiungendo però che – di per sé – questo non significa nulla: la formale promessa «è talmente solida, che è stata già fatta un gran numero di volte negli anni passati, senza che sia successo poi molto, soprattutto in termini di soldi veri allocati». Eppure, nonostante il gran fervore ferroviario, pare si sia deciso – intanto – di raddoppiare il tunnel autostradale del Fréjus: non è una contraddizione? Tanto più che i dati ufficiali sul traffico tra Piemonte e Rodano sono in calo costante, una flessione continua per i Tir e addirittura un crollo per i treni: per mancanza di merci da trasportare, l’attuale ferrovia internazionale Torino-Modane che già attraversa la valle di Susa, è utilizzata solo per il 20% della sua capienza. Di che trasporti parlano, gli sponsor delle nuove grandi opere transalpine? Di quali merci, di quale traffico Italia-Francia? ..

martedì 9 agosto 2011

20 miliardi di euro di fondi UE per il BIO in Italia


... ma i nostri dipendenti al governo centrale e regionale, non se ne occupano, perchè c'è poco da "intascare". Molto più lucrose le "grandi opere"...

Le Regioni potrebbero disporre da 600 a 900 euro a ettaro (fondi Ue) per trasformare le coltivazioni tradizionali, in agricoltura biologica. In più sui prodotti ortofrutticoli che assorbono la maggior parte dei pesticidi su piccole superfici si può arrivare anche a 2.000 euro a ettaro (come ha fatto l’Austria per gli ortaggi). 

 MA NON LO FANNO (ci sarebbero anche 500 euro a bovino per rendere bio gli allevamenti!) clicca qui.

Invece i nostri dipendenti cosa fanno? Pensa che sono talmente incompetenti, che hanno perso la possibilità di usufruire dei fondi UE per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina (clicca qui) e molto probabilmente perderanno anche quelli per la TAV in Val di Susa, perchè nemmeno la militarizzazione dell'area sembra riuscire a far partire i lavori (clicca qui)...

I dipendenti al governo a cui abbiamo temporaneamente delegato la nostra Sovranità stanno dimostrando non solo egoismo, mancanza di coerenza, ma soprattutto una incredibile incompetenza che sta portando ad una situazione pazzesca, in cui si buttano miliardi in opere inutili e non si approfitta degli incentivi per rilanciare la Salute ed il Benessere nostro e dei nostri figli.
Torniamo Sovrani della nostra Salute e Benessere!

lunedì 8 agosto 2011

NO TAV - Noi siamo pronti

Catherine


Da un po' di tempo vi è una strana aria nel movimento No TAV ogni qualvolta si esce da un'azione eclatante, e non soltanto perché detta azione non ha trovato i dovuti riscontri nei media e non è arrivata come dovrebbe alla massa dei cittadini. No di certo.
Che la cricca dei giornalisti - coloro i quali dovrebbero dare risalto a un evento di questa portata ma non muovono un dito senza i nulla osta venuti “dall'alto” - rimanga congelata davanti a un eroe come Turi e gli altri digiunanti della valle, non ci sorprende più di tanto; il movimento, da 20 anni, ne ha fatto l'abitudine.
Ma l'aria che tira in questi primissimi giorni successivi alla discesa dal cedro del nostro Turi e nonostante lui, con Stefano e Nicola (e quelli che sul posto li sostengono attivamente) stiano continuando la loro protesta, con la minaccia di un sgombero imminente appesa sulle loro teste come una spada di Damocle, si ripiomba in un apparente rassegnato stand by ..


Eppure …. 
Eppure in tutta Italia c'è gente che si mobilita, concerti (come quello di Giulia Tripoti il 20 agosto) che si organizzano a Chiomonte e altrove, eventi di tutti i tipi in sostegno alla lotta, ludici e non, allo scopo di radunare le persone alla Maddalena.
Vi è un entusiasmo e una presa di coscienza del problema a un livello di estensione che forse non era mai stato raggiunta in 20 anni di resistenza, e ciò principalmente grazie a internet...

sabato 6 agosto 2011

No Tav - La protesta pacifica che non fa notizia


Il digiuno di protesta. 
Il pacifista Turi Cordaro (detto “Vaccaro”) su un albero da due giorni nella “zona rossa”, Don Ciotti probabilmente in arrivo alla Maddalena di Chiomonte per parlare con lui. I No Tav che offrono weekend a chiunque voglia andare in vacanza in val di Susa per conoscere direttamente le bellezze della Valle e la situazione. Sono argomenti che non fanno notizia, evidentemente, ma che vanno raccontati perché fanno parte di questa protesta e di questo movimento, storicamente mal rappresentato (per convenienza o per incapacità) dall’informazione italiana. Si può seguire (pensate un po’) su Twitter, con l’hashtag #notav.
Negli ultimi giorni, in un primo momento, i media mainstream si concentrano sul fatto che due giorni fa a Condove 300 manifestanti “seduti sui binari” avrebbero bloccato il Tgv Torino-Lyone. Il comitato No Tav nega e diffonde foto della protesta con un paio di centinaia di manifestanti che sventolano bandiere No Tav sulle banchine e non sono affatto sui binari. Lo scopo dell’azione era semplicemente quello di ricordare all’Italia tutta che il treno veloce che collega Torino e Lione esiste già. E’ proprio il Tgv. La Stampa deve arrendersi e precisare: nessuno è sceso sui binari. Ma al tempo stesso segnala che 20 genitori No Tav sono stati segnalati al Tribunale dei Minori perché portano con sé i figli. E, contestualmente, deve dare anche la notizia di Turi che resta sull’albero. Ma di certo la protesta pacifica non merita titoloni sui giornali: anche il titolo de La Stampa è tutto concentrato sul “Basta bambini alle manifestazioni” (non si capisce bene quale sia il punto: il genitore che volesse legittimamente manifestare, cosa dovrebbe fare? Abbandonare i figli a casa?)....

sabato 16 luglio 2011

Questi sono i black block




Questi sono i black block che da qualche settimana occupano la Maddalena di Chiomonte.

Chiunque, dopo avere visto le immagini comprenderà come liberarsi di questa feccia diventi ogni giorno di più una priorità imprescindibile.Quelli che Napolitano e Maroni non hanno esitato a definire "eroi", in meno di 3 minuti di filmato riescono a dare sfoggio di tutto il proprio repertorio di gesta epiche......

Prima prendono selvaggiamente a calci un ragazzo inerme, mentre lo trascinano per qualche decina di metri nella polvere.
Poi, non soddisfatti, in gruppo lo sprangano per benino dentro a un cortile.
Terminata l'eroica impresa, iniziano a raccogliere sassi, per gettarli sulla testa dei malcapitati manifestanti, dando sfoggio di abnegazione e fedeltà alla costituzione.

Per concludere devastano con una ruspa un sito archeologico megalitico, per assicurarsi di evitare ai valligiani qualsiasi accesso alla cultura, che potrebbe fuorviare il pensiero degli occupati. Fortunatamente alla Maddalena non esisteva anche una biblioteca, altrimenti con tutta probabilità avremmo assistito anche ad un rogo dei libri degno di Fahrenhei 451!
Fonte: Il Corrosivo di Marco cedolin

martedì 12 luglio 2011

Quanto costa il TAV Torino-Lione

Claudio Guerra Manfredi


I costi a carico dell’Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all’Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro. 
Ma il dossier presentato all ‘Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell’Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe. 
Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere, attenendoci all’esperienza italiana delle linee ad alta velocità. 
Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte. 
Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dell’incremento dei costi della TAV Firenze –Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.
I costi della militarizzazione della valle di Susa Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici. 
Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro all’ora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.
30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro all’ora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sull’anno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro...

domenica 10 luglio 2011

TAV - La visione spirituale e occulta

 di Fausto Carotenuto

Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. 

Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea. 
Non solo quelle dei cari e simpatici valligiani, ma quelle di tutti i piemontesi, degli abitanti di una vasto arco delle Alpi, e delle regioni che si protendono attraverso tutta la Francia verso Nord, e tutta l’Italia verso Sud.

Una operazione che parte da molto in alto nelle gerarchie delle piramidi che portano avanti le strategie oscure. Un qualcosa di così importante che il fronte del potere politico, finanziario, economico, dei mass media - largamente influenzato e diretto dai vertici oscuri - sostiene in modo insolitamente compatto e granitico… senza apprezzabili sbavature.
Menti oscure, schiere di mercenari del potere e del denaro, centurie di coscienze spente e freddamente calcolatrici, solidali contro il cuore generoso di alcune migliaia di valligiani. Pressoché soli… (l'articolo è del 2005) ...

mercoledì 29 giugno 2011

Trionfo No-Tav: l’Italia scopre la resistenza della val Susa


di Giorgio Cattaneo
Lunedì 27 giugno 2011: data che lascerà un segno nella disastrata agenda politica italiana, grazie all’eroica resistenza civile dei No-Tav che hanno costretto il governo all’uso della forza per sequestrare la valle di Susa, facendo esplodere una protesta che sembra aver finalmente aperto gli occhi all’opinione pubblica nazionale rinvigorita dai referendum e sempre più stanca di ladri e cialtroni. I nano-politici che pensavano di schiacciare una volta per tutte il dissenso contro la Torino-Lione ricorrendo ai lacrimogeni hanno commesso il più clamoroso degli autogol: i valsusini, fino a ieri assediati nella trincea della “Libera Repubblica della Maddalena”, ora vedranno ribaltato il loro ruolo e potranno guidare l’assedio democratico, fino alla vittoria finale.
Un minuto dopo la conclusione del blitz dei reparti antisommossa, con oltre un migliaio di manifestanti in ritirata sui sentieri del bosco, la valle di Susa un giovane valsusino ferito dalla poliziaera già paralizzata dai blocchi stradali spontanei organizzati dagli abitanti, cui è giunta – da Torino a Roma – l’immediata solidarietà popolare dell’Italia intera. Chi sperava che l’azione di forza potesse chiudere la partita ha sbagliato tutto: la partita, quella vera, comincia adesso.....

lunedì 27 giugno 2011

Effetto Primavera

Catherine

Non saprei se è per via di un'aria ancora primaverile che, nonostante i cieli ormai poco limpidi, fa ancora sentire la sua benefica influenza, ma pare che un risveglio stagionale, seppur modesto, si stia attuando in Europa. 

Sull'onda emotiva della catastrofe di Fukushima diversi paesi europei hanno tirato il freno ai loro progetti nucleari e in Italia, nonostante i numerosi tentativi d'interferenza, il referendum ha avuto luogo e gli italiani hanno espresso un loro parere sull'utilizzo dell'energia nucleare. Non c'è da tergiversare, la risposta è stata chiara: non lo vogliono. 

I burattini del teatrino politico si stanno dimenando per attribuirsi i meriti di tale risultato ma questa volta non bisogna cascarci: il voto è stato un espressione trasversale, indipendente e apartitica degli italiani. Per una volta tanto.

In Val di Susa, in questo momento, ci sono altri italiani che lottano contro un altro tipo d'inquinamento: la politica della speculazione, che reca danni permanenti e gravissimi a tutti i cittadini italiani se consideriamo che un'opera come il TAV è non solo costosa (1300 euro al cm) ma anche perfettamente inutile come vari studi hanno ampiamente dimostrato...

No Tav - La resistenza

Per ascoltare aggiornamenti su Radio Black Out clicca QUI
Ore 12.30 Il sito NoTav.eu ringrazia tutti coloro si ritroveranno a manifestare solidarieta al movimento nelle varie piazze italiane, da Torino a Bologna, ma anche a Vicenza e Siena, tutti insieme per urlare NO TAV.
Ore 11.30. Le donne di Chiomonte hanno occupato il Comune
Ore 11.14. Nei boschi di Giaglione e Chiomonte militari in mimetica pattugliano il territorio al fine di non fare avvicinare nessuno. 
Ore 11.13. All’Iprebeton di Salbertrand preparano il cemento per gettere (si presume) il ponticello dall’autostrada verso il presidio. 
Ore 10.48. I No Tav intossicati dai lacrimogeni incomnciano a scendere dalla montagna. Alcune automobili fanno la spola per trasportarli in Chiomonte.... 

No Tav - L'attesa

Catherine

Ed è ancora attesa lassù a Chiomonte in Val di Susa.

Sono anni che i valsusini aspettano.

Aspettano che il progetto assurdo del treno ad alta velocità sia cestinato, che ritorni nel posto dal quale non sarebbe mai dovuto uscire, nel bidone dell'immondizia. Un progetto che, dopo essere stato studiato e ristudiato a fondo e dopo che la sua inutilità e dannosità sembravano ormai dimostrate, avrebbe dovuto essere abbandonato.

Si è sperato che la macchina - molto più pesante di un treno - politica e d'interesse si sarebbe fermata. Ma no, chi può fermare il progresso!

Ed è di nuovo nella totale indifferenza dei media che 4000 persone questa sera si sono ritrovate in una fiaccolata delle ultime ore di questa lunga attesa. Ricordano ancora, i valsusini, quando nel 2005 sono stati caricati e aggrediti dalle forze dell'ordine e ora tutto sta per ricominciare. Ma adesso dovrebbe essere un'attesa di ancora poche ore. E io scrivo per ingannare quest'attesa...