Secondo il professor Marco Ponti del Politecnico di Milano, autorevole “trasportista” italiano, il celebrato vertice di Lione tra Hollande e Monti – già costato l’inaudita aggressione dei manifestanti No-Tav ad opera della polizia francese – a conti fatti si riduce quasi a una barzelletta: se da un lato Italia e Francia giurano solennemente (come tante altre volte) che la grande opera “si farà”, ovviamente “auspicando” finanziamenti europei di cui non c’è ancora traccia, l’avvio dei cantieri – già slittato prima al 2013 e poi al 2014 – verrebbe ora ulteriormente ritardato, a causa di forti resistenze francesi, da parte dei Verdi alleati di Hollande e della Corte dei Conti di Parigi, che reputa l’opera troppo costosa e non necessaria. Nel dubbio, a rimetterci sono come sempre i valsusini: a cui si racconta che la nuova “autostrada ferroviaria” toglierebbe i Tir dall’asfalto, in una valle che è stata già devastata, di recente, proprio da un’autostrada, quella del Fréjus, che doveva servire a “togliere i Tir dalle strade statali”. Poi si lamentano se i valsusini, nel loro piccolo, s’incazzano.
La Torino-Lione “si farà”? Lo hanno ripetuto Monti e Hollande, prende nota Marco Ponti, aggiungendo però che – di per sé – questo non significa nulla: la formale promessa «è talmente solida, che è stata già fatta un gran numero di volte negli anni passati, senza che sia successo poi molto, soprattutto in termini di soldi veri allocati». Eppure, nonostante il gran fervore ferroviario, pare si sia deciso – intanto – di raddoppiare il tunnel autostradale del Fréjus: non è una contraddizione? Tanto più che i dati ufficiali sul traffico tra Piemonte e Rodano sono in calo costante, una flessione continua per i Tir e addirittura un crollo per i treni: per mancanza di merci da trasportare, l’attuale ferrovia internazionale Torino-Modane che già attraversa la valle di Susa, è utilizzata solo per il 20% della sua capienza. Di che trasporti parlano, gli sponsor delle nuove grandi opere transalpine? Di quali merci, di quale traffico Italia-Francia? ..
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giovedì 6 dicembre 2012
lunedì 21 novembre 2011
Mario Monti, Bilderberg ed il Nuovo Ordine Mondiale
Emilia Urso Anfuso
Non solo in Italia, ma nel mondo, esistono vari tipi e vari livelli di Massoneria. Col tempo, la Massoneria ha cambiato faccia e ruolo, a seconda del livello, della portata e dell’importanza della stessa. Ed anche, a seconda dei poteri, più o meno forti.
Ho sempre fatto un esempio, per far capire cosa sia la massoneria: nel nostro piccolo, siamo tutti "massoni". Nel nostro micro mondo, le nostre conoscenze, gli amici, la famiglia, compongono un gruppo, persone che spesso si aiutano fra loro. Persono che spesso decidono insieme il da farsi per la micro comunità cui appartengono. Lobby, di piccolo calibro. Massoneria in miniatura.
La sera del 9 novembre scorso, per la prima volta in televisione durante il TG1 di prima serata, è stata detta una cosa, mentre si parlava di Mario Monti, novello senatore a vita e forse prossimo Premier di transizione del Governo Italiano. La cosa detta è stata “Mario Monti, fa parte del Bilderberg Group”. A molti sarà sfuggito, altri lo hanno udito senza capire minimamente di cosa si stesse parlando. Altri ancora, pochi, hanno drizzato le orecchie e fra questi, la sottoscritta...
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