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martedì 9 luglio 2019

Il progresso e l'immaginario collettivo

di Marco Cedolin

Negli ultimi 50 anni la nostra società ha subito mutamenti e stravolgimenti radicali che hanno conosciuto il proprio acme nell’ultimo decennio. Contesti ritenuti un tempo pilastri imprescindibili, quali la famiglia, il lavoro, l’appartenenza alla comunità, sono diventati elementi sempre più aleatori di un’esistenza i cui contorni si sono fatti progressivamente più sfumati ed indecifrabili.

L’incertezza è la più fedele compagna dell’uomo moderno che si ritrova sempre più disorientato e privato di qualsiasi punto di riferimento.

I ritmi sono frenetici, il tempo libero sempre più compresso, le occasioni di rapportarsi con il prossimo sempre più rare. In modo particolare nelle grandi città l’esistenza si è trasformata per molti in una corsa continua con il fiato in gola, vissuta all’insegna dell’ipercinetismo, spesso con l’incubo della perdita del lavoro e dell’impossibilità di riuscire a far fronte ai propri impegni economici.

L’uomo moderno è figlio della crescita dei consumi, imposta dai modelli pubblicitari e sociali, ed è costretto a vivere alla perenne ricerca di quelle risorse economiche che possano permettergli di consumare sempre più.

Negli anni la famiglia naturale (coniugi, figli, genitori, fratelli) è stata progressivamente sostituita dalla “famiglia azienda” (colleghi, capoufficio, clienti, partner commerciali) con il risultato di ridurre altrettanto progressivamente il tempo e le attenzioni dedicate alla prima per riversarle sulla seconda.

La maggioranza delle persone trascorrono molto più tempo nell’ambito lavorativo con i propri capi ed i propri colleghi di quanto non siano in grado di dedicarne al coniuge ed ai propri figli. Il pranzo in famiglia (un tempo pratica abbastanza comune) è stato sostituito dal desco alla mensa aziendale o dal “piattino” da consumare nel bar prospiciente l’ufficio o l’azienda...

martedì 12 luglio 2011

Quanto costa il TAV Torino-Lione

Claudio Guerra Manfredi


I costi a carico dell’Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all’Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro. 
Ma il dossier presentato all ‘Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell’Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe. 
Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere, attenendoci all’esperienza italiana delle linee ad alta velocità. 
Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte. 
Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dell’incremento dei costi della TAV Firenze –Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.
I costi della militarizzazione della valle di Susa Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici. 
Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro all’ora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.
30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro all’ora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sull’anno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro...