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martedì 9 luglio 2019

Il progresso e l'immaginario collettivo

di Marco Cedolin

Negli ultimi 50 anni la nostra società ha subito mutamenti e stravolgimenti radicali che hanno conosciuto il proprio acme nell’ultimo decennio. Contesti ritenuti un tempo pilastri imprescindibili, quali la famiglia, il lavoro, l’appartenenza alla comunità, sono diventati elementi sempre più aleatori di un’esistenza i cui contorni si sono fatti progressivamente più sfumati ed indecifrabili.

L’incertezza è la più fedele compagna dell’uomo moderno che si ritrova sempre più disorientato e privato di qualsiasi punto di riferimento.

I ritmi sono frenetici, il tempo libero sempre più compresso, le occasioni di rapportarsi con il prossimo sempre più rare. In modo particolare nelle grandi città l’esistenza si è trasformata per molti in una corsa continua con il fiato in gola, vissuta all’insegna dell’ipercinetismo, spesso con l’incubo della perdita del lavoro e dell’impossibilità di riuscire a far fronte ai propri impegni economici.

L’uomo moderno è figlio della crescita dei consumi, imposta dai modelli pubblicitari e sociali, ed è costretto a vivere alla perenne ricerca di quelle risorse economiche che possano permettergli di consumare sempre più.

Negli anni la famiglia naturale (coniugi, figli, genitori, fratelli) è stata progressivamente sostituita dalla “famiglia azienda” (colleghi, capoufficio, clienti, partner commerciali) con il risultato di ridurre altrettanto progressivamente il tempo e le attenzioni dedicate alla prima per riversarle sulla seconda.

La maggioranza delle persone trascorrono molto più tempo nell’ambito lavorativo con i propri capi ed i propri colleghi di quanto non siano in grado di dedicarne al coniuge ed ai propri figli. Il pranzo in famiglia (un tempo pratica abbastanza comune) è stato sostituito dal desco alla mensa aziendale o dal “piattino” da consumare nel bar prospiciente l’ufficio o l’azienda...

sabato 16 luglio 2011

Questi sono i black block




Questi sono i black block che da qualche settimana occupano la Maddalena di Chiomonte.

Chiunque, dopo avere visto le immagini comprenderà come liberarsi di questa feccia diventi ogni giorno di più una priorità imprescindibile.Quelli che Napolitano e Maroni non hanno esitato a definire "eroi", in meno di 3 minuti di filmato riescono a dare sfoggio di tutto il proprio repertorio di gesta epiche......

Prima prendono selvaggiamente a calci un ragazzo inerme, mentre lo trascinano per qualche decina di metri nella polvere.
Poi, non soddisfatti, in gruppo lo sprangano per benino dentro a un cortile.
Terminata l'eroica impresa, iniziano a raccogliere sassi, per gettarli sulla testa dei malcapitati manifestanti, dando sfoggio di abnegazione e fedeltà alla costituzione.

Per concludere devastano con una ruspa un sito archeologico megalitico, per assicurarsi di evitare ai valligiani qualsiasi accesso alla cultura, che potrebbe fuorviare il pensiero degli occupati. Fortunatamente alla Maddalena non esisteva anche una biblioteca, altrimenti con tutta probabilità avremmo assistito anche ad un rogo dei libri degno di Fahrenhei 451!
Fonte: Il Corrosivo di Marco cedolin