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sabato 15 aprile 2023

La strana genetica dei cani di Chernobyl

 
Un nuovo studio ha analizzato il DNA di 302 cani selvatici che vivono vicino alla centrale elettrica, confrontandolo con quello di animali con altri che vivono a 15 chilometri di distanza e trovando notevoli differenze.

Per decenni, gli scienziati hanno studiato gli animali che vivono dentro o vicino alla centrale nucleare di Chernobyl per vedere come l’aumento dei livelli di radiazioni influisce sulla loro salute, crescita ed evoluzione.

Un nuovo studio ha analizzato il DNA di 302 cani selvatici che vivono vicino alla centrale elettrica, confrontandolo con quello di animali con altri che vivono a 15 chilometri di distanza e trovando notevoli differenze.

Sebbene lo studio non provi che le radiazioni siano la causa di queste differenze, i dati forniscono un primo passo importante per analizzare queste popolazioni irradiate e confrontarle con quelle di cani che vivono altrove ...

sabato 24 settembre 2022

Perché dopo i disastri nucleari vengono piantati i girasoli

Questi fiori sono stati piantati nelle aree di alcuni incidenti nucleari come Chernobyl del 1986 e Fukushima del 2011 e si ritiene assorbano le radiazioni.

Nelle aree colpite da importanti disastri nucleari vengono piantati migliaia di girasoli. Così è avvenuto, per esempio, intorno a Chernobyl dopo l’esplosione del 1986 oppure a Fukushima dopo lo tsunami del 2011 che danneggiò le centrali sulla costa orientale del Giappone. Pochi mesi dopo l’esplosione dei tre reattori nucleari nel paese del Sol Levante, Koyu Abe, capo monaco del vicino tempio buddista di Joenji spiegò a Reuters che si piantavano "girasoli, senape da campo, amaranto e cresta di gallo" perché "si ritiene assorbano le radiazioni". 
A confermare questa teoria è anche la scienza con alcune ricerche che hanno portato alla semina di questa specie di fiori anche dopo l’incidente degli anni ’80.

A Fukushima, poco dopo il disastro nucleare, sono stati coltivati più di 200mila piante dalle quali sono nati almeno 8 milioni di girasoli. Secondo ricerche scientifiche questo fiore ha la capacità di ripulire i rifiuti radioattivi e, per questo motivo, sono stati piantati anche a seguito del più grave incidente della storia del nucleare a Chernobyl nel 1986. "I girasoli sono davvero bravi ad assorbire alcuni isotopi radioattivi", ha spiegato lo scienziato Michael Blaylock ...

venerdì 4 marzo 2022

Chi ha ucciso la palma svedese?


di Lorenzo Piazza

La sera del 28 febbraio 1986, il Primo Ministro svedese Olof Palme veniva ucciso nel centro di Stoccolma. Palme era l'uomo che si stava adoperando per sostenere, in piena Guerra Fredda, un terza via tra le due Superpotenze, oltre che tra socialismo e capitalismo.

Un’intera nazione subì un trauma paragonabile a quello provocato da eventi come l’omicidio Kennedy o l’11 settembre.

Non altrettanto scalpore suscitò invece da noi, tant’è che, non solo la vicenda, ma già il nome di Palme, sono quasi completamente sconosciuti in Italia.

Con questa ricerca, l’autore (Lorenzo Piazza) intende restituire dignità e notorietà ad una storia, “ufficialmente” chiusa nel giugno 2020 con una soluzione di comodo, mostrandone la complessità e le trame nascoste.

Un viaggio alla scoperta dell’indagine più grande e costosa del mondo, che mostra meccanismi di manipolazione che sono, purtroppo, validi ancora oggi ...

Su questo argomento Lorenzo Piazza ha fatto una ricerca che è diventata praticamente un libro. Questa è l'introduzione:

lunedì 30 dicembre 2019

Gli animali di Chernobyl

Era notte quel 26 Aprile del 1986, quando nella centrale nucleare di Chernobyl avvenne un incidente, inizialmente sottovalutato, che risultò essere il disastro più grave mai verificatosi nell’era del nucleare.

(Foto: la giovane volpe ripresa a Prypyat, il paese più vicino alla centrale.)

Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore contaminando la città vicina, ma non solo. Le nubi radioattive arrivarono in Finlandia, Scandinavia, Italia, Francia, Germania, Svizzera, Austria e tutta la zona balcanica. 

Se i morti accertati nei primi giorni del disastro furono solamente 65, nei mesi successivi si registrarono oltre 4000 casi di tumore nella sola zona di Chernobyl, ma il disastro toccò tutta l’Europa.

Negli anni seguenti, fino ancora ad oggi, si contano tra i 60 000 ai 6.000.000 di casi di decesso per tumori riconducibili al disastro del 1986.

Il disastro di Chernobyl ha dimostrato di quanto l’essere umano sia indifeso e volubile di fronte a tali catastrofi, ma per quanto riguarda la natura e gli altri animali invece? ...

giovedì 18 luglio 2019

Chernobyl: la miglior serie di tutti i tempi?

ATTENZIONE! ALLARME SPOILER!

"Qual è il prezzo delle bugie? Non che le confondiamo con la verità. Il vero pericolo è che abbiamo ascoltato tante di quelle bugie da non riconoscere più la verità. Cosa fare allora? Non resta che abbandonare anche solo l'idea della verità e accontentarci delle storie. In queste storie non importa chi siano gli eroi. Quello che vogliamo sapere è a chi dare la colpa". 

Con queste parole di Valerij Legasov inizia la serie, anzi la mini-serie, Chernobyl, coprodotta da HBO e Sky Atlantic e trasmessa in lingua originale dal 06 maggio al 03 giugno 20191 . 

Personalmente ero venuto a conoscenza dell'arrivo imminente di questo docudrama alcuni mesi fa, proprio mentre stavo scrivendo la ricerca Chernobyl – 33 anni di bugie 2 . Rimasi dunque vigile in attesa di poter valutare come sarebbe stata presentata la tragedia. Ammetto che, in base alla mia esperienza di serie tv, non mi aspettavo dei risultati eccelsi. Ho infatti riscontrato in numerosi casi l'incapacità degli autori nel sostenere un intreccio fedele e coerente alla caratterizzazione dei personaggi, cosa che, quasi inevitabilmente, si verifica quando il prodotto è sul viale del tramonto: cito a titolo esemplificativo le ultime stagioni di Lost, Prison Break, Dexter, The Walking Dead, e l'ultimo scempio in ordine cronologico, Il Trono di Spade. "Chernobyl" invece, salvo ripensamenti dovuti al profitto, consta di sole 5 puntate e si basa su un fatto storico su cui sono stati scritti ettolitri di inchiostro e sono già stati girati chilometri di pellicola in documentari. 

Ma avendo già analizzato con dovizia di particolari la narrativa ufficiale sul disastro di Chernobyl, che nella migliore delle ipotesi esprime una sintesi tra errori degli operatori e carenze tecniche dell'impianto, ritenevo di poter supporre che gli autori sarebbero andati in tale direzione. Senza dimenticare i dubbi che è lecito nutrire sulle rappresentazioni di fatti storici o biografici 3, vidi la prima puntata in lingua originale coi sottotitoli in italiano e rimasi basito. Non tanto da quanto mostrato sullo schermo, in linea con le mie aspettative, ma soprattutto da quanto lessi dopo. 
Ma andiamo con ordine ...

domenica 28 ottobre 2018

Pensieri sulla clonazione

di Claudio Gregorat

Nei tempi moderni le novità, le scoperte, le innovazioni si susseguono a ritmo serrato e talvolta frenetico. L’anima umana riesce con fatica ad accorgersi appena di qualcosa di nuovo, che ecco viene subito sopraffatta da altra novità, di modo che le è difficile poter formulare un qualsiasi giudizio sulle cose: giudizio che, in ogni caso, bisognerebbe tentare di formare.

Questa esperienza produce una sorta di disagio interiore, poiché si avverte che quelle scoperte e novità, passano come al di sopra delle nostre teste di uomini: e questo fino al punto tale da non lasciarci nemmeno il tempo di soffermarci un attimo col pensiero. Si avverte come una forza che preme, preme, spinge continuamente senza sosta. E in questo movimento trova gli uomini sprovveduti e impreparati.

Dalla Scienza dello Spirito sappiamo essere tutto questo opera dello Spirito Arimanico, sempre proiettato verso il futuro, che così, avvicina terribilmente verso di noi e la nostra epoca presente, fenomeni e accadimenti che l’uomo potrebbe accogliere con piena coscienza soltanto in epoche future. Così la nostra immaturità di uomini - sopratutto morale - viene alla luce in modo gigantesco. E l’atteggiamento che ne consegue è un’accettazione passiva, un subire gli eventi quasi con rassegnazione.

L’immaturità morale dei cercatori, sperimentatori è palese in quanto, quasi per principio, l’aspetto morale è stato tenuto lontano dalla ricerca scientifica come elemento <inquinante>. Così lo scienziato-cercatore, prosegue imperterrito nelle sue ricerche, incurante delle conseguenze, spesso tragiche, dei suoi raggiungimenti. Né si accorge che, in fondo, non è lui che inventa e trova, ma sono gli Spiriti arimanici in lui, che gli suggeriscono le idee e le tecniche opportune ...

mercoledì 3 aprile 2013

Una Chernobyl italiana alle porte di Milano?

Il caso della fonderia di Rovello Porro.
A 27 anni di distanza, nelle regioni contaminate dal fallout di Chernobyl, le persone continuano ad ammalarsi e i bambini a morire per cancri e leucemie. Fra le tante Chernobyl (e adesso Fukushima) dimenticate, ci siamo imbattuti - a distanza di 24 anni - in una Chernobyl tutta italiana.

Massimo Bonfatti, Paolo Scampa

Nel nostro lavoro di ricerca di classificazione degli incidenti nucleari, siamo soliti ricercare - per formazione e per quanto possibile - i dati di reale incidenza sull'ecosistema e sulla salute dei residenti. La vicenda di Rovello Porro, però, ci ha colti di sorpresa e non ne abbiamo capito subito la portata, anche perché ci siamo trovati in presenza di una documentazione che ci ha reso attoniti per la sua carenza e per la difficoltà di venirne in possesso, pur essendo avvezzi alle censure in merito.

Scegliendo, però, di non abbandonarci ad una teorica cultura del sospetto o a semplici ragionamenti dietrologici, abbiamo cominciato a volerne sapere di più estrapolando i maggiori dati possibile dalle poche informazioni presenti, facendo calcoli e proiezioni. E subito si è impossessato di noi un grande senso di apprensione e preoccupazione che ci porta oggi a chiederne spiegazioni e ragioni: è possibile che, in 24 anni e dopo 24 anni, il silenzio sia l'unica giustificazione ad una situazione radiologica che, dall'interpretazione dei dati, sembra ancora oggi di una gravità che confina col criminale?

Nel 1989 un grave incidente nucleare si è consumato alla Luigi Premoli e figli Spa, fonderia che forgiava i telai dell'Alfa 133 a Rovello Porro in Lombardia, tra Como e Saronno: una fonte radioattiva orfana, contenuta in un carico di alluminio proveniente dall'Est Europa ed equivalente a una sorgente radioattiva stimata tra i 600 e i 6.000 Curie di Cesio 137 (pertanto da 8 a 80 volte superiore a quella di Algeciras in Spagna) fu inavvertitamente fusa, immettendo nell'aria una enorme quantità di particelle radioattive altamente nocive, senza che nessun allarme scattasse...