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sabato 24 settembre 2022

Perché dopo i disastri nucleari vengono piantati i girasoli

Questi fiori sono stati piantati nelle aree di alcuni incidenti nucleari come Chernobyl del 1986 e Fukushima del 2011 e si ritiene assorbano le radiazioni.

Nelle aree colpite da importanti disastri nucleari vengono piantati migliaia di girasoli. Così è avvenuto, per esempio, intorno a Chernobyl dopo l’esplosione del 1986 oppure a Fukushima dopo lo tsunami del 2011 che danneggiò le centrali sulla costa orientale del Giappone. Pochi mesi dopo l’esplosione dei tre reattori nucleari nel paese del Sol Levante, Koyu Abe, capo monaco del vicino tempio buddista di Joenji spiegò a Reuters che si piantavano "girasoli, senape da campo, amaranto e cresta di gallo" perché "si ritiene assorbano le radiazioni". 
A confermare questa teoria è anche la scienza con alcune ricerche che hanno portato alla semina di questa specie di fiori anche dopo l’incidente degli anni ’80.

A Fukushima, poco dopo il disastro nucleare, sono stati coltivati più di 200mila piante dalle quali sono nati almeno 8 milioni di girasoli. Secondo ricerche scientifiche questo fiore ha la capacità di ripulire i rifiuti radioattivi e, per questo motivo, sono stati piantati anche a seguito del più grave incidente della storia del nucleare a Chernobyl nel 1986. "I girasoli sono davvero bravi ad assorbire alcuni isotopi radioattivi", ha spiegato lo scienziato Michael Blaylock ...

mercoledì 4 novembre 2020

Toh, che si rivede! Il nucleare (in)civile

 
La lobby del nucleare ha subito due sonore sconfitte nei referendum del 1987, poi del 2011 (vero che sono stati complici gli incidenti di Chernobyl e di Fukushima, ma penso che sarebbe avvenuto ugualmente), ma noi italiani abbiamo la pessima abitudine di pensare che “passata la festa, gabbato lo santo”. 

Perfino scordando, con molta superficialità, che in questo paese rimane il problema di sistemare i residui che i nostri pur limitati programmi nucleari ci hanno lasciato, e che non solo graveranno su un futuro lontano (per dire, continuiamo a pagare nella bolletta elettrica un onere per il nucleare pregresso chiuso da 33 anni, ma potrebbero provocare incidenti anche gravi se non provvederemo a una soluzione duratura.

Ma la baldanza di quelle vittorie sta originando una vera distopia poiché quasi nessuno, nemmeno fra gli ambientalisti più impegnati, sembra far caso alla riscossa della lobby nucleare che cerca di spacciare l’energia nucleare come carbon free.

Disgraziatamente sembra che fra le vittime di questo inganno ci sano anche i movimenti dei giovani per il clima! Che non sappiano nulla sull’energia nucleare è comprensibile, dal momento che ai tempi delle lotte antinucleari non erano neanche nati e che in nessuna scuola secondaria, anche “scientifica”, si arriva a studiare la fisica del nucleo ...