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martedì 8 settembre 2026

Fusione Nucleare: siamo davvero sempre a “30 anni di distanza”?

 
Per decenni, la fusione nucleare è stata accompagnata da una battuta rassegnata: “È l’energia del futuro, e lo rimarrà per sempre”. 

Questa percezione di un traguardo che scivola costantemente in avanti, solitamente fissato a trent’anni di distanza, ha alimentato uno scetticismo diffuso. 
Tuttavia, analizzando lo stato della fusione nucleare nel 2026, ci accorgiamo che il paradigma è profondamente cambiato. 

Non siamo più confinati alla sola teoria o a esperimenti su scala microscopica; siamo entrati nell’era della fattibilità ingegneristica e dei record sistematici.

Il passaggio cruciale è avvenuto quando la ricerca ha smesso di essere unicamente un progetto accademico per diventare una sfida industriale globale. La convergenza di nuovi materiali superconduttori, l’uso dell’intelligenza artificiale per il controllo del plasma e l’ingresso massiccio di capitali privati hanno accelerato i tempi. Per comprendere appieno lo stato della fusione nucleare, dobbiamo guardare ai successi ottenuti nei grandi laboratori internazionali, dove la promessa di ricreare il potere del Sole sulla Terra sta finalmente trovando riscontri tangibili e misurabili...

giovedì 30 luglio 2026

Il governo vuole più data center: dimezzati i tempi per la valutazione ambientale

Il governo accelera sull’apertura di nuovi data center, riducendo gli spazi e i tempi destinati alla valutazione degli impatti ambientali. 

Le indicazioni operative pubblicate dal Ministero dell’Ambiente prevedono infatti che il procedimento unico di autorizzazione si concluda entro dieci mesi. 

Una scelta pensata per attrarre investimenti e rendere l’Italia più competitiva, ma che rischia di comprimere controlli fondamentali su infrastrutture ad altissimo consumo energetico e idrico. La norma consente inoltre ai centri con fabbisogno superiore a 10 MW di partire con connessioni elettriche temporanee, senza attendere l’allaccio definitivo alla rete nazionale. 

Restano richieste la conformità urbanistica e la documentazione tecnica, ma la priorità assegnata alla rapidità solleva dubbi sulla capacità delle amministrazioni di valutare con attenzione effetti su territorio, risorse idriche, rete elettrica ed emissioni. 

Una decisione che arriva proprio mentre in tutta Italia si stanno diffondendo le proteste contro i nuovi impianti...

sabato 13 giugno 2026

Perché alcune aziende vogliono portare i data center nello spazio?

 
L'intelligenza artificiale sta aumentando il consumo energetico dei data center. 
Per questo alcune aziende stanno studiando una soluzione che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza: costruire server nello spazio. Ma è davvero un'idea sostenibile?

Se qualcuno vi avesse detto cinque anni fa che alcune aziende stavano progettando di costruire data center nello spazio, probabilmente avreste pensato ai film di fantascienza, eppure oggi non è più così.

Sono nate startup che stanno raccogliendo centinaia di milioni di dollari per provare a portare server e sistemi di intelligenza artificiale in orbita attorno alla Terra. La cosa più sorprendente è che questa idea sembra non essere più una fantasia futuristica, ma qualcosa di molto concreto per risolvere il problema dell'energia.

L'intelligenza artificiale sta infatti aumentando in modo enorme il fabbisogno energetico dei data center.

Ogni domanda fatta a un chatbot, ogni immagine generata dall'AI e ogni nuovo modello addestrato richiedono una quantità crescente di potenza di calcolo e, di conseguenza, di elettricità.

Ma avrebbe davvero senso spostare dei computer fuori dal pianeta per risolvere il problema? ...