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mercoledì 1 ottobre 2025

Celiaci, ovvero .. geneticamente mortificati

 
Grano e celiachia. È uno dei numerosi temi scomodi, considerati di serie B, degli ultimi anni. Tra decreti ministeriali, varie normative e proroghe, cosa è stato fatto, concretamente, negli ultimi 10 anni?
Un po' di Storia...
Catherine


Grano OGM/aumento casi di celiachia? 

Sembrerebbe proprio di si?

Negli anni ’70 il grano “Cappelli” venne irradiato in laboratorio con i raggi gamma per renderlo più produttivo e precoce. Ma a quale prezzo? Da allora i casi di intolleranza al glutine (contenuto nel frumento e in altri cereali) sono cresciuti in maniera esponenziale, arrivando all’incidenza di una persona malata ogni 100/150 (negli anni ’60 il rapporto era di uno ogni 1000/2000).

C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo. 
Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (oggi deceduto) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. 
Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita...

lunedì 26 agosto 2024

Vi siete mai chiesti come mai i nostri nonni non soffrissero di allergie alimentari?

Vi siete mai chiesti come mai i nostri nonni non soffrissero di allergie alimentari, o comunque perché questo disturbo non fosse così frequente come oggi?

Le allergie alimentari stanno diventando una preoccupazione per quasi ogni famiglia e sono in netta crescita. Oltre a rendere difficile la vita a coloro che soffrono di questa moderna epidemia, questo produce un ulteriore costo sia per il sistema sanitario che per le tasche di tutti.

Ogni 3 minuti una reazione allergica alimentare manda qualcuno al pronto soccorso, che in un anno significa 200.000 visite al pronto soccorso.

Secondo uno studio pubblicato nel 2013 dal CDC, le allergie alimentari tra i bambini negli Stati Uniti sono aumentate di circa il 50% tra il 1997 e il 2011. E in Italia le cose non vanno meglio.

Sembra che l’allergia al latte sia la più diffusa, probabilmente perché nel prodotto si trovano diversi ormoni della crescita e i residui di antibiotici di cui si abusa negli alimenti intensivi.

C’è dunque qualcosa di estraneo nel cibo di oggi che prima non c’era?
Assolutamente sì ...

sabato 20 agosto 2022

Insetti nel piatto: sicuro che non ci siano rischi per la nostra salute?

 
Anche gli insetti, come del resto accade per la carne o il pesce, possono crearci qualche problema se non li conserviamo (e li consumiamo) correttamente.

Un'alimentazione a base di insetti sembrerebbe essere la soluzione a tanti problemi che affliggono l'umanità e il Pianeta in cui viviamo: porrebbe un freno alla fame nel mondo, ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di acqua e suolo, e allo stesso tempo darebbe al nostro organismo la quantità di proteine di alta qualità, acidi grassi e micronutrienti fondamentali di cui ha bisogno. 

Ma esiste (anche) un lato oscuro a quella che sembra la panacea di (quasi) tutti i mali? 

È la domanda che si sono posti alcuni esperti di alimentazione dell'Università di León (Spagna), secondo i quali occorre fare attenzione ai rischi sanitari connessi al consumo di insetti (rischi che, vale la pena evidenziarlo subito, sono in gran parte evitabili prestando attenzione alle modalità di conservazione e consumo) ...

domenica 7 marzo 2021

Latte - per sapere che cosa beviamo

Dalle nostre scelte, anche alimentari, dipende il futuro nostro e di tutta l'umanità.
“Solo la pluralità delle informazioni ci permetterà di avvicinarci il più possibile alla verità”.


La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70 °C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi "flash" riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. 

In questo modo si distruggono i batteri patogeni e si ritarda lo sviluppo di altri batteri. Comunque secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.

Il calore della pastorizzazione è sufficiente però per distruggere i batteri lattici come il Lactobacillus acidophilus, che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B nel colon. Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo. Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare.

L'ironia della pastorizzazione è che distrugge le proprietà battericide del latte ...

mercoledì 6 novembre 2019

Riflessioni sull'alimentazione odierna e quella di un tempo

L'alimentazione dei nostri nonni era migliore?

I nostri genitori o nonni avevano un'alimentazione completamente diversa da quella di oggi, in quanto i lavori erano differenti e la maggior parte delle persone erano impegnate nei campi a coltivare la terra.

L'alimentazione base partiva con una colazione sostanziosa fatta alle prime ore del mattino con: uova, cipolla, pomodori, formaggi, pane di montagna, un bicchiere di vino rosso ed un caffè robusto. Durante la mattinata di tanto in tanto si mangiava quello che la terra offriva e quindi frutta e verdura ( di solito si consumavano i prodotti non commerciabili).

Il pranzo? Il pranzo è un invenzione moderna dell'era industriale.
Infatti il pranzo si effettuava solo alla domenica con il classico brodo di gallina e lesso come secondo, ma durante la settimana il pranzo era una sorta di brunch effettuato sotto una pianta vicino ai campi.

A seconda delle disponibilità economiche del contadino il brunch era composto o da un panino con affettato e formaggio, oppure, per le persone meno facoltose, da una zuppa di fagioli con del pane in una gavetta. Il fiasco di vino immerso nelle acque di un torrente non mancava mai!

Alla sera si andava a letto presto e la cena era composta da una minestra di verdure e legumi oppure da un tazzone di latte con del pane secco e caffè...

sabato 27 luglio 2019

"Allergie di stagione" - curiamoci con la naturopatia


Appartenete a quella folta schiera di soggetti allergici ai pollini stagionali? Che non possono gioire a pieno del risveglio primaverile? Che devono sottoporsi a cure forzate per sintomi come riniti, congiuntiviti, dermatiti, con effetti collaterali quali spossatezza, sonnolenza e mal di testa? 
Il vostro organismo è in diretta comunicazione con la Natura e la Natura può fornire il giusto rimedio per equilibrare questo dialogo, senza ricorrere necessariamente ad agenti chimici.

Elisabetta Milani

Le proposte della farmacia della Natura contro le allergie di stagione

Per combattere le allergie stagionali con i rimedi di naturali è bene iniziare a “preparare il terreno”, fornendo nutrienti e principi atti a stabilizzare quei mediatori che captano l’allergene. Ecco i consigli dalla Naturopatia:

Manganese

Il manganese è spesso associato al Rame in oligoelemento (Mn_Cu ) ed è un regolatore della diatesi allergica. Agisce come catalizzatore. E’ indicato per problemi di orticaria, oculorinite allergica, asma. In commercio si trovano in fiale monouso e possono essere assunte per 3-4 mesi.

Omega 3

Gli acidi grassi Omega 3 sono in grado di ridurre le reazioni di rilascio di istamina, oltre agli innumerevoli altri benefici legati al contrasto dei radicali liberi e alla rigenerazione dei tessuti ...

martedì 9 aprile 2013

I danni della Tachipirina

La Tachipirina è un farmaco spesso assunto con superficialità, soprattutto nei bambini (anche neonati) al primo accenno di febbre. In realtà è un farmaco che può avere effetti molto dannosi per l’organismo umano.

Il principio attivo della tachipirina è il paracetamolo.

Gli effetti tossici del paracetamolo sono ampiamente noti ormai da tempo. Gli studi più recenti risalgono ad una pubblicazione del 2010 da parte del New Zeland Ashsma and Allergy color Study Group a cura del dott. Wickens e Colleghi sulla rivista “Clinical & Experimental Allergy” : si sostiene che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e proprio per questo consuma le scorte del nostro più potente antiossidante che è il glutatione.

Gli antiossidanti ci proteggono dagli effetti dannosi dei radicali liberi: quest’ultimi sono responsabili di gran parte delle malattie degenerative, dell’invecchiamento e probabilmente anche del cancro.
La Tachipirina viene consigliata, dai medici stessi, anche per i bambini ma quest’ultimi, specie se molto piccoli, sono poveri di sostanze antiossidanti e così facendo li rendiamo ancora più poveri.

Inoltre si è visto che l”assunzione di paracetamolo può essere associata nei bambini allo sviluppo di asma e allergie. Questo è quanto emerso da uno studio della Otago University di Wellington pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Allergy.